Immigrazione
«Vogliono minare la famiglia. Vogliono minare lo Stato nazionale»: l’ex premier britannico ammette il fine della migrazione di massa
L’ex premier britannico Liz Truss ha collegato direttamente alle politiche migratorie di massa e al deliberato indebolimento della società del Paese. La Truss ha parlato dopo che la Gran Bretagna è stata teatro di un’altra serie di atti di violenza barbara e indiscriminata: una ragazza di 17 anni è stata accoltellata al collo in una tranquilla strada residenziale di Burnley, nel Lancashire, e un uomo di 21 anni è stato assassinato a Central Park, a Chelmsford, nell’Essex. Lo riporta Modernity News.
L’ex primo ministro ha descritto istituzioni corrotte dall’ideologia di sinistra che sopprimono i fatti sulla causa principale – la migrazione di massa – mentre i politici di sinistra strumentalizzano l’immigrazione per erodere lo stesso Stato nazionale. L’opinione pubblica è furiosa. La risposta ufficiale sotto la guida di Keir Starmer è stata quella di prendere di mira coloro che denunciano il problema, anziché il problema stesso.
Venerdì pomeriggio, una ragazza di 17 anni stava camminando da sola per le strade di Burnley, una cittadina nel nord dell’Inghilterra, quando un uomo l’ha aggredita alle spalle e l’ha accoltellata alla nuca. La polizia, intervenuta tempestivamente, ha prestato soccorso alla vittima, che è stata ricoverata in ospedale; miracolosamente, le sue ferite non erano mortali. Un uomo di 30 anni è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio.
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La polizia del Lancashire ha confermato l’aggressione e ha dispiegato pattuglie aggiuntive per rassicurare la comunità. Mentre i principali organi di stampa hanno omesso dettagli chiave, il giornalista di GB News Charlie Peters ha successivamente affermato che la polizia del Lancashire ha confermato che il sospettato è un uomo nato in Gran Bretagna ma di origine pakistana.
I filmati che circolano online mostrano l’aggressione immotivata e il successivo arresto. La reazione dell’opinione pubblica è stata di rabbia e sgomento per l’ennesimo accoltellamento casuale di una giovane ragazza in pieno giorno.
Unfassbare Szenen in Brierfield: Ein 17-jähriges Mädchen wird am helllichten Tag auf offener Straße attackiert!#brierfield #lancashire#uknews #Remigration pic.twitter.com/geOCYp2dlf
— Jörg Baumann MdL (@BaumannMdL) June 13, 2026
So the Lancashire neck slasher is a UK-born Pakistani man. Well, at least Pakistanis (both migrants and UK-born) haven’t committed any other heinous crimes against young white girls or other Britons during their time in our country… https://t.co/BsJQQ72YGT pic.twitter.com/mzkiZ05gA2
— MB (@paxangloceltae) June 13, 2026
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Ore dopo, i servizi di emergenza sono stati chiamati a Central Park a Chelmsford, nell’Essex, in seguito alla segnalazione di una grave aggressione. Un uomo di 21 anni è stato trovato in condizioni critiche ed è stato dichiarato morto sul posto. Era stato accoltellato.
La polizia dell’Essex ha arrestato tre adolescenti – un ragazzo di 14 anni, un ragazzo di 17 anni e un uomo di 18 anni – tutti residenti nella zona di Chelmsford, con l’accusa di omicidio. Rimangono in custodia. L’ispettore capo Lydia George ha descritto l’accaduto come un incidente profondamente angosciante e ha confermato che non si stanno cercando altri sospetti.
Questi casi si verificano in un contesto di documentato aumento di tale violenza, ormai impossibile da ignorare.
In un commento ampiamente condiviso,la Truss ha sostenuto che i recenti attacchi violenti rivelano un sistema corrotto dalle priorità di equità, diversità e inclusione (DEI) che antepongono l’ideologia alla parità di trattamento di fronte alla legge, affermando che la risposta alla preoccupazione pubblica è la soppressione delle informazioni e gli attacchi contro coloro che mettono in luce le cause profonde del problema.
La Truss ha descritto come i politici di sinistra incoraggino attivamente l’immigrazione per minare le fondamenta della società e della civiltà occidentale. Ha affermato che cercano di erodere la famiglia e lo stato nazionale. Quando i cittadini britannici dicono di averne abbastanza, la reazione del governo Starmer è quella di arrestare e incarcerare coloro che esprimono preoccupazione.
«Vogliono minare la famiglia. Vogliono minare lo Stato nazionale. E la gente in Gran Bretagna sta dicendo “ne abbiamo abbastanza”», ha esortato Truss.
«La gente è assolutamente furiosa per quello che sta succedendo nel nostro Paese», ha continuato, aggiungendo: «Le nostre istituzioni sono state corrotte… dalla mentalità DEI, invece di concentrarsi sul fatto che tutti siano trattati allo stesso modo di fronte alla legge. La loro risposta è cercare di sopprimere ciò che sta accadendo… e attaccare coloro che chiedono “perché accadono queste cose?”»
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Gli episodi avvenuti nel Lancashire e nell’Essex seguono a breve distanza il terribile attacco di Belfast avvenuto all’inizio di questa settimana. Lì, un migrante africano proveniente dal Sudan, di nome Hadi Alodid, è stato coinvolto in un’aggressione in strada ai danni di un uomo del posto vulnerabile, Stephen Ogilvie, durante la quale l’aggressore ha tentato di segare la testa della vittima in pubblico.
Ogilvie, descritto come una persona con bisogni speciali e problemi di udito, avrebbe aiutato i migranti a trasferirsi in alloggi nelle vicinanze solo pochi giorni prima.
Un testimone locale ha dichiarato che i migranti coinvolti erano due, non uno, e che un secondo uomo sudanese era ancora latitante. L’attacco ha scatenato disordini diffusi nelle zone lealiste, con edifici collegati ai nuovi arrivati presi di mira. La polizia ha tratto in salvo cittadini stranieri dagli edifici in fiamme. La vittima ha riportato ferite permanenti ed è rimasta ricoverata in ospedale.
Tutto ciò avviene a seguito delle rivelazioni riguardanti l’omicidio di Henry Nowak. I rapporti ufficiali e gran parte dei media tradizionali continuano a minimizzare o omettere il passato degli autori di questi reati, anche se giornalisti indipendenti e semplici cittadini documentano questo schema. Il risultato è un sistema informativo a due livelli, in cui i fatti relativi alla violenza legata alla migrazione vengono trattati come pericolosi, mentre la violenza stessa continua.
Quando i cittadini prendono coscienza della realtà demografica di molti responsabili e delle decisioni politiche che ne hanno reso possibile la presenza, la risposta non è un esame onesto, bensì la censura e la criminalizzazione della libertà di parola. Il governo di Starmer ha mostrato particolare zelo nel perseguitare coloro che protestano contro le conseguenze della migrazione di massa, insistendo al contempo affinché l’opinione pubblica distogliesse lo sguardo.
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Immigrazione
Vescovo spagnolo denuncia: «strumentalizzazione geopolitica» a Ceuta
«La carità non può mai essere disgiunta dalla prudenza»
Il prelato ha anche espresso la propria posizione sul controverso tema delle espulsioni di migranti. «Penso che le associazioni o le ONG che definiscono immorali i respingimenti immediati abbiano torto», ha dichiarato. «Perché la difesa di una frontiera nazionale non è di per sé un atto di ostilità verso gli immigrati». Il vescovo di Orihuela-Alicante spiega che «il diritto di emigrare non equivale a un diritto incondizionato di stabilirsi in qualsiasi Paese, in spregio alle leggi che ne regolano l’accesso». Mons. Munilla prosegue esponendo la dottrina sociale della Chiesa a questo proposito: «La vera risposta morale esige dunque di conciliare due esigenze. Sì a un’accoglienza solidale verso chi ha veramente bisogno di un sistema di protezione, ma anche a una gestione responsabile della protezione delle frontiere. Quando uno di questi princìpi viene eretto ad assoluto al punto da annullare l’altro, cessiamo di servire il bene comune. La carità non può mai essere disgiunta dalla prudenza, così come la giustizia non può essere disgiunta dalla misericordia. La dottrina sociale della Chiesa non ci invita a scegliere tra l’una o l’altra, ma a trovare un equilibrio. E solo a partire da questo equilibrio possiamo affrontare una delle sfide più complesse che oggi ci troviamo di fronte». Non ha esitato a evocare le conseguenze inevitabili di una simile migrazione: se si dà l’impressione che basti varcare fisicamente una frontiera per ottenere automaticamente un diritto di soggiorno, ciò può incitare a correre rischi sempre maggiori. Per questo ritiene che certi respingimenti possano contribuire a evitare situazioni di violenza, a condizione che siano effettuati nel rispetto della dignità delle persone e tenendo conto delle circostanze particolari. La posizione cattolica, ha concluso mons. Munilla, obbliga proprio a evitare due estremi: ignorare la sofferenza di chi ha veramente bisogno di protezione e negare agli Stati la responsabilità di organizzare l’immigrazione e di proteggere le proprie frontiere. Articolo previamente apparso su FSSPX.NewsIscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immigrazione
Parigina progressista affronta inutilmente i saccheggiatori: la storia dietro il video virale
Un video ampiamente diffuso relativo ai disordini del 17 ottobre a Parigi mostrava una giovane donna che cercava disperatamente di impedire ai saccheggiatori di devastare un supermercato Franprix vicino a Place de la République.
La donna i giovani mascherati: «Fermatevi, fermatevi, perché lo fate? Non è questa la ragione!» e «Ehi, non toccatemi! Fermatevi. Che senso ha fare questo? C’è un uomo dentro, da solo! Guardate! Smettetela!»
Sui social media, alcuni hanno subito diffuso una storia inventata: si diceva che fosse un’attivista di sinistra da sempre, una «donna progressista» e difensore dei migranti, la cui boutique di lusso era stata distrutta proprio dalle persone che aveva difeso. Alcuni post affermavano che avesse detto ai saccheggiatori di essere a favore dell’asilo, venendo poi picchiata, sputata addosso e calpestata. Niente di tutto ciò era vero, scrive LifeSite.
Il quotidiano francese Le Monde l’ha identificata come Emma Kunstlich, 24 anni, studentessa di recitazione e modella. Era una cliente occasionale del supermercato Franprix di Rue du Faubourg-du-Temple, non la proprietaria di una boutique.
Secondo un’analisi di Web Stat, intervenuta in sua difesa, non vi sono prove di affiliazione politica, di dichiarazioni a difesa dei migranti o che sia stata aggredita nel modo descritto.
A French liberal woman, in tears, begging the looters: “I’m one of you! I voted for this! Why are you doing this?”
They shove her aside, loot her shop, and keep going.
This is suicidal empathy in real time.
The same useful idiots stand on American street corners — the… pic.twitter.com/6RYdBN26eV
— GRANDPA’s FREE ADVICE (@GOP_is_Gutless) October 19, 2026
La Kunstlich ha poi dichiarato a Le Monde che «non hanno nemmeno un messaggio politico. Stanno solo distruggendo e rubando, senza rendersi conto delle conseguenze delle loro azioni. E se il RN [Raggruppamento Nazionale, il partito della Le Pen] andrà al potere, saremo tutti nei guai fino al collo!»
Il direttore del negozio ha confermato al Daily Mail che Kunstlich era semplicemente un cliente abituale che aveva agito con coraggio.
L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha descritto i disordini come tutt’altro che spontanei, proponendoli invece come un «piano attraverso il quale l’élite tecnocratica globalista intende introdurre e alimentare sacche di guerra civile tra la popolazione». «L’obiettivo è chiaro: creare un pretesto per legittimare nuove forme di repressione, controllo sociale e limitazione delle libertà residue. Non c’è nulla di spontaneo in tutto questo», ha affermato il prelato lombardo.
Più recentemente, lo scorso fine settimana, alcuni video diffusi sui social media sembrano mostrare contro-manifestanti scesi in piazza in Francia, descritti come affiliati a gruppi di «destra». Sfilando con lo slogan «questa è casa nostra», hanno cercato di riappropriarsi delle strade, sottraendole a coloro che avevano trasformato le manifestazioni in saccheggi.
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Immagine screenshot da Twitter
Immigrazione
Funzionari dell’immigrazione tedeschi accusati di traffico di immigrati
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