Ambiente
Stati Uniti, Gran Bretagna e UE cercano di costringere l’Indonesia a rinunciare all’uso del carbone
La scorsa settimana, durante la Settimana della diplomazia climatica dell’UE 2022, si è svolto a Giacarta, in Indonesia, un evento, incluso un evento a margine del 30 settembre, in cui diplomatici statunitensi e giapponesi, con il sostegno della Gran Bretagna (come ospite della COP26 dello scorso anno), hanno spinto L’Indonesia sta pianificando di uscire dal carbone. Lo riporta EIRN.
La loro spinta fa parte del partenariato Just Energy Transition (JETP) del G7 che ha reso l’Indonesia un obiettivo al vertice del G7 di giugno in Germania quest’anno.
Il G7 ha preso di mira il Sud Africa e l’Indonesia per infliggere il piano di «transizione ecologica» che, abbiamo capito, in realtà è pura demolizione dell’economia nazionale.
L’incontro a margine del 30 settembre è stato commentato dall’ambasciatore tedesco Ina Lepel che ha detto al Jakarta Globe che il JETP «è attualmente in fase di negoziazione. Non siamo noi [la Germania, ndr] a negoziarlo. Stati Uniti e Giappone sono in testa ai negoziati. Ci tengono informati che stanno negoziando con il governo indonesiano».
La Germania è attualmente presidente del G7. Il Jakarta Globe riporta che al vertice COP26 del novembre 2021 a Glasgow, Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania e l’UE si sono impegnati a mobilitare 8,5 miliardi di dollari affinché il Sudafrica diventi «verde» e abbandoni il carbone nell’ambito del JETP.
Gli obiettivi prioritari del JETP, oltre all’Indonesia, sono l’India, il Vietnam e il Senegal.
La Germania è in gioco con la sua «Green Infrastructure Initiative» in Indonesia, descritta da Lepel come in fase iniziale, con studi di prefattibilità in sei aree prioritarie.
Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato l’Indonesia aveva deciso per il blocco delle esportazione di carbone temendo di finire le gorgo dei Blackout che stanno interessando i Paesi di tutto il mondo.
Pechino ha appena inaugurato un treno sulla via Mongola per potervi trasportare gas e carbone russi. Pechino ha inoltre ordinato un aumento dell’uso di carbone per evitare blackout che l’hanno già colpita lo scorso anno. La Cina starebbe inoltre fornendo carbone alla Corea del Nord aggirando le sanzioni ONU.
Anche l’India si starebbe accaparrando carbone da Mosca. Le esportazione verso l’Oriente sarebbero per il Cremlino una exit strategy di valore dopo la fine degli scambi con l’Europa.
Il prezzo del carbone è stato alzato perfino dai talebani, che hanno quindi messo in difficoltà il vicino pakistano.
La Germania, che al governo ha proprio il grottesco partito dei Verdi, ha riaperto le centrali a carbone, ma manca il flusso stabile che arrivava dalle importazioni russe. A fine 2021, con le pale eoliche ferme per mancanza di vento, l’utilizzo del carbone era già aumentato.
Nel frattempo, in Europa i polacchi fanno file chilometriche per comprare carbone per il prossimo inverno: c’è da capirli, il loro governo li invita ad andare nei boschi a raccogliere legna per la stufa, come i loro antenati.
Il bello di vivere in Europa nell’A.D. MMXXII.
Ambiente
Documento sui «cambiamenti climatici»: «l’Eucarestia come scuola ecologica»
Un ampio documento diffuso dalla Commissione Teologica Internazionale, dal titolo «Prendersi cura della nostra Casa comune – Una risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario», definisce il Santo Sacrificio della Messa una «scuola ecologica».
All’interno del testo, datato 2 settembre e incentrato sulle tematiche ambientali, sulla «conversione ecologica» e sul cosiddetto «cambiamenti climatici», la Commissione Teologica riserva un intero paragrafo — il numero 108 del Capitolo 2 — alla descrizione della Messa e della Santa Eucaristia come «scuola ecologica». Pur riconoscendo, in questo passaggio, che il fine ultimo della Messa resta la glorificazione di Dio, il documento sembra ridimensionarne il significato, presentando la Messa e il Santissimo Sacramento soprattutto come strumenti per «prendersi cura del creato».
Il documento scrive: «Dall’Eucaristia si sprigiona una spiritualità capace di sostenere e incoraggiare la conversione ecologica che abbiamo così urgentemente bisogno di intraprendere come famiglia umana (cf. LS 236). In essa riconosciamo nella natura i doni di Dio. L’intelligenza si apre alla diafanità di Dio nella creazione. La natura rivela la sua intrinseca dimensione epifanica».
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Il testo prosegue: «L’Eucaristia è banchetto di comunione, tavola comune da condividere. Per questo edifica la comunità. Non è possibile celebrare l’Eucaristia e non preoccuparsi dei poveri».
Al punto 99 del documento vi è un attacco preciso all’antropocentrismo, definito predatorio: «Senz’altro l’antropocentrismo predatorio, che considera l’umanità come padrona assoluta di tutto il creato, con ius utendi et abutendi, deve essere chiaramente rifiutato dai cristiani». Non è chiarissimo a cosa si stia riferendo il testo vaticano, che prova a spiegare: «seguendo la logica immanente che lo anima, l’antropocentrismo predatorio porta con sé una dinamica di violenza e sfruttamento, poiché non è regolato dal rispetto per l’altro (la natura) né per gli altri (il prossimo) né per l’Altro (Dio Creatore), finendo per sfigurare l’immagine di Dio impressa nell’essere umano ed espressa nelle relazioni in cui vive, imprigionandolo nella tristezza di una coscienza isolata (EG 2). Si saccheggiano e si sacrificano vite, e con esse il futuro di molte altre vite, a partire dalla soddisfazione indiscriminata del proprio egoismo autocentrato».
Viene proposta tuttavia una soluzione di sapore intellettualoide. Contro l’antropocentrismo predatorio, «Papa Francesco ha proposto la formula dell’«antropocentrismo situato» per descrivere il modo in cui l’umanità si relaziona con il resto del creato secondo il disegno di Dio (LD 67); aspetto ripreso da Papa Leone XIV».
Fin dai primi mesi del proprio pontificato, Papa Leone XIV ha più volte ribadito l’importanza delle questioni ambientali, arrivando ad autorizzare, a pochi mesi dall’elezione, la celebrazione della «Messa per la cura del creato». In occasione della prima Messa dedicata a questo tema, Leone XIV dichiarò che «il mondo sta bruciando», sottolineando quella che a suo giudizio rappresenta la necessità di una «conversione» per quanti non avvertono ancora «l’urgenza di prendersi cura della nostra casa comune».
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Non era poi mancato il momento ultra-cringe dove, dinanzi a funzionari transnazionali, Arnoldo Schwarzenegger e hawaiani cantanti a caso, il romano pontefice aveva benedetto un blocco di ghiaccio della Groenlandia, che immaginiamo sia arrivato in Italia, in bicicletta, o su un tappeto volante offerto dal dialogo interreligioso.
Il papato precedente si era distinto per l’ecologismo parossistico diffuso senza requie al pari dell’immigrazionismo più vile. Renovatio 21 aveva definito l’agenda bergogliana «eco-maoismo», con sessioni di indottrinamento ecofascista su bimbi piccoli da tutto il mondo condotte dallo stesso pontefice gesuita in Aula Paolo VI.
Si arrivò alla bizzarria di veder citata nella Laudate Deum pensatrice ecofemminista (e ciber-genderista) Donna Haraway, che parlava del futuro come dello Cthulhucene, un’era di morte devastata da veri mostri, dove dissolvere la famiglia e coltivare i rapporti con gli animali.
L’ecomania vaticana, con evidenza, non è morta col l’argentino. In questi giorni Leone ha inaugurato il secondo «Tempo del Creato» del proprio pontificato, celebrando una nuova Messa dedicata alla «Cura del Creato».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Ambiente
Morti di caldo, morti di inciviltà
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Ambiente
Navi da guerra naziste affondate riemergono nel Danubio per l’ondata di caldo
Diverse navi da guerra tedesche affondate durante la Seconda Guerra Mondiale, sono riemerse nel Danubio a causa di una forte ondata di calore e di una prolungata siccità. Le imbarcazioni sono diventate visibili quando il livello dell’acqua del secondo fiume più lungo d’Europa ha raggiunto minimi storici.
Foto e video pubblicati sui social media mostravano enormi relitti di navi adagiati nell’acqua e su un banco di sabbia in mezzo al canale vicino al villaggio di Prahovo, in Serbia.
In un altro luogo, il relitto di una nave mercantile ungherese affondata nel 1937 è riemerso nei pressi del villaggio croato di Opatovac.
Secondo la Banca europea per gli investimenti, circa 200 imbarcazioni potrebbero giacere sul fondo del Danubio. Il trasporto fluviale è quasi completamente bloccato a causa del basso livello dell’acqua, secondo il Ministero dei Trasporti ungherese.
🇷🇸🇭🇷 A sunken German flotilla has surfaced in Serbia due to the shallowing of the Danube, Reuters reports.
The rusting hulks of the German flotilla, sunk in 1944 during the retreat before the Red Army, are reportedly posing a threat to shipping. pic.twitter.com/WwacLDGlgC
— Маrina Wolf (@volkova_ma57183) August 1, 2026
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Come riportato da Renovatio 21, anche il primo ministro ungherese Peter Magyar ha affermato che la centrale nucleare di Paks, che copre quasi la metà del fabbisogno elettrico dell’Ungheria, potrebbe rimanere chiusa per settimane a causa dell’insufficiente livello dell’acqua.
A Budapest, la scorsa settimana, è stato ritrovato un proiettile di artiglieria tedesco della Seconda Guerra Mondiale vicino al Ponte Margherita, una delle principali arterie stradali della città. Il ritrovamento ha comportato brevi chiusure di sicurezza per consentire l’intervento di una squadra di artificieri. L’autorità meteorologica nazionale ungherese ha inoltre segnalato un livello minimo record di 23 cm nel Danubio che attraversa la città. Il precedente minimo storico, registrato nel 2018, era di 33 cm.
Nella Bulgaria settentrionale, il prosciugamento di un fiume ha portato alla luce quelli che si ritiene essere i resti di un mammut. Le ossa sono state ritrovate da un abitante del villaggio di Ryahovo. Nikolay Nenov, direttore di un museo di storia regionale nella vicina città di Ruse, ha definito la scoperta «di grande importanza per la scienza».
Secondo l’agenzia Associated Press, nei prossimi giorni il livello del Danubio dovrebbe scendere ulteriormente, senza previsioni di piogge significative e con temperature che dovrebbero superare i 38 gradi Celsius nella regione.
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Immagine screenshot da Twitter
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