Nucleare
Putin vuole mettere le atomiche in Bielorussia. Lacrime di coccodrillo della NATO e di Kiev
La Russia ha dichiarato che potrebbe collocare armi nucleari in Bielorussia secondo accordi molto simili a quelli con cui i Paesi europei ospitano armi nucleari statunitensi – come, ad esempio l’Italia.
«Il riferimento della Russia alla condivisione nucleare della NATO è totalmente fuorviante. Gli alleati della NATO agiscono nel pieno rispetto dei loro impegni internazionali», ha dichiarato la portavoce della NATO Oana Lungescu in una mail e-mail inviata all’agenzia Reuters il 26 marzo. «La Russia ha costantemente infranto i suoi impegni sul controllo degli armamenti», ha affermato Lungescu.
Il ministero degli Esteri ucraino, dopo l’annuncio di Putin, ha convocato una riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e ha chiesto alla comunità internazionale di «prendere misure decisive» per impedire l’uso di armi nucleari da parte della Russia.
Vale la pena di ricordare che l’operazione militare speciale della Russia in Ucraina è scattata quando è emersa la richiesta del presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj, alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco del 15 febbraio 2022, di poter avere armi nucleari per l’Ucraina.
«La Russia conferma ancora una volta la sua cronica incapacità di essere un amministratore responsabile delle armi nucleari come mezzo di deterrenza e prevenzione della guerra, non come strumento di minacce e intimidazioni», ha affermato il ministero ucraino.
A Parigi, il ministero degli Esteri francese ha invitato la Russia a rivedere il suo accordo con la Bielorussia sul dispiegamento di armi nucleari in quanto avente carattere destabilizzante.
«La Francia attribuisce grande importanza all’impegno assunto dalla dichiarazione del 3 gennaio 2022 sull’inammissibilità di una guerra nucleare e di una corsa agli armamenti, approvata sia dal [presidente russo] Vladimir Putin che da tutti i capi di stato e di governo dei cinque paesi permanenti membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Invita la Russia a dimostrare la responsabilità, che ci si aspetta da uno stato che possiede armi nucleari, e a rivedere questo accordo destabilizzante», ha affermato il ministro francese, secondo quanto riferito dall’agenzia russa TASS.
Secondo il ministero degli Esteri francese, questa decisione «rappresenta un ulteriore elemento dell’erosione dell’architettura internazionale del controllo degli armamenti e della stabilità strategica in Europa a causa della violazione da parte della Russia del Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio (INF) che ne comporta la cessazione e la sospensione dichiarata della Russia della sua partecipazione al Nuovo Trattato per la Riduzione delle Armi Strategiche (Nuovo START) di febbraio».
Il ministero degli Esteri russo ha accusato lo scorso mese la «flagrante» violazione del trattato START da parte degli USA. E la Francia è quel Paese che a fine anni Novanta nuclearizzò l’atollo di Mururoa, così da piazzare un neanche tanto simbolico ombrello nucleare sopra l’Europa al momento in cui sarebbe arrivata la moneta unica.
Come riportato da Renovatio 21, Zelens’kyj allo scoppiare del conflitto avrebbe chiesto il «controllo globale» sulle scorte nucleari russe. Più avanti Kiev avrebbe domandato addirittura contrattacchi nucleari contro Mosca. A fine 2022 ci fu poi l’allarme per la costruzione di una «bomba sporca» da parte di Kiev, per la cui creazione l’Ucraina avrebbe tutte le competenze necessarie accumulate in era sovietica.
L’eurodeputato polacco Radoslav Sikorski, legato ai neocon americani, aveva quindi dichiarato in un’intervista ad un settimanale italiano la possibilità di fornire Kiev di armi atomiche.
Putin tre mesi fa aveva fatto pubblicamente riferimento «grandi quantità di armi nucleari» di stanza in Europa dagli Stati Uniti, sottolineando che la Russia non ha armi nucleari dispiegate al di fuori del proprio territorio, mentre gli Stati Uniti invece sì, annunciando ulteriormente che la Russia stava pensando di adottare la dottrina USA del primo colpo nucleare.
Immagine di IAEA Imagebank via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)
Nucleare
Gli USA valutano la possibilità di installare armi nucleari in altri Paesi della NATO
Gli Stati Uniti starebbero valutando la possibilità di dispiegare armi nucleari in un maggior numero di Paesi NATO in Europa. La Russia ha già avvertito che qualsiasi mossa nucleare della NATO verso i suoi confini non resterebbe impunita. Lo riporta il Finacial Times, che cita fonti cono conoscenza della questione.
Secondo quanto riferito martedì da FT, questa potenziale mossa arriva mentre Washington cerca di rassicurare gli alleati preoccupati dai piani di riduzione del numero di truppe statunitensi e dei sistemi d’arma critici in Europa, nonché di reindirizzare alcune risorse verso l’Asia e altre regioni.
Gli Stati Uniti stanno riducendo in modo sostanziale la loro presenza militare in Europa, dove nel 2025 erano stanziati oltre 80.000 soldati americani nell’ambito di un sistema combinato di difesa territoriale e deterrenza risalente alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Il mese scorso, il Pentagono ha annullato la prevista rotazione di 4.000 soldati in Polonia, poco dopo aver annunciato il ritiro di 5.000 soldati dalla Germania.
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FT ha descritto i colloqui come «altamente riservati» e ha affermato che potrebbero non portare ad alcun cambiamento negli accordi esistenti sulla condivisione nucleare. Attualmente, sei paesi della NATO ospitano armi nucleari statunitensi e velivoli a duplice capacità (DCA) certificati per il loro lancio: Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi, Turchia e Regno Unito.
Diversi membri della NATO sul fianco orientale del blocco, tra cui la Polonia e alcuni Stati baltici, hanno espresso interesse ad ospitare armi nucleari statunitensi e il DCA, secondo quanto riferito a FT da fonti a conoscenza della questione.
I membri europei della NATO rimangono fortemente dipendenti dagli Stati Uniti per capacità fondamentali, sebbene negli ultimi anni abbiano aumentato drasticamente i loro bilanci militari adducendo il motivo della minaccia russa.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa Vladimir Kulishov, il primo vicedirettore del Servizio di sicurezza federale russo (FSB), aveva dichiarato che Paesi della NATO si stavano preparando per possibili attacchi nucleari contro la Russia.
Come riportato da Renovatio 21, nello stesso periodo il senatore russo Dmitrij Rogozin, ex capo dell’agenzia spaziale russa Roscosmos, avevaaffermato che un attacco aveva preso di mira un sistema di allarme rapido nucleare russo nella regione meridionale di Krasnodar e che gli USA dovevano essere considerati direttamente responsabili di un attacco ucraino contro un elemento chiave dell’ombrello nucleare russo.
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Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
Misteri
Il mistero degli scienziati morti continua: ritrovati nella foresta i resti di una dipendente scomparsa del laboratorio nucleare di Los Alamos
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Nucleare
Shoigu: l’Australia potrebbe ricevere armi nucleari dagli USA
L’Australia potrebbe ospitare armi nucleari americane in futuro, ha avvertito il segretario del Consiglio di sicurezza russo Sergey Shoigu. Washington starebbe valutando anche il Giappone e la Corea del Sud come possibili sedi per il dispiegamento di armi nucleari, ha affermato Shoigu mercoledì nel corso di un incontro tra Russia e ASEAN. Lo riporta la stampa russa.
Le forze armate statunitensi potrebbero schierare i sistemi missilistici Typhon nel sud-ovest del Giappone già il mese prossimo, nell’ambito delle esercitazioni congiunte Valiant Shield e Orient Shield. Questi sistemi sono progettati specificamente per lanciare missili Tomahawk a capacità nucleare. L’ambasciata giapponese a Mosca ha precisato che i sistemi Typhon verrebbero «immagazzinati» in una base statunitense in Giappone al termine delle esercitazioni, sottolineando che ciò non equivale a uno «schieramento permanente».
«Il Giappone e la Repubblica di Corea si stanno preparando ad ospitare armi nucleari americane sul loro territorio», ha dichiarato Shoigu durante l’incontro sulla sicurezza tra Russia e ASEAN. «Tali armi potrebbero finire anche sul territorio australiano a causa della sua partecipazione alla partnership AUKUS».
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Canberra ha aderito al patto di sicurezza AUKUS con Stati Uniti e Gran Bretagna nel 2021. In base all’accordo, gli Stati Uniti si sono impegnati a fornire alla Marina australiana la tecnologia nucleare necessaria per la produzione e l’esercizio dei sottomarini di classe Virginia. L’Agenzia australiana per i sottomarini sostiene che l’acquisizione di sottomarini a propulsione nucleare non violi il Trattato di non proliferazione nucleare.
Secondo quanto affermato dal segretario del Consiglio di sicurezza russo, la mossa potrebbe rientrare nella strategia di rafforzamento militare americano nella regione Asia-Pacifico. Washington si starebbe preparando a impiegare «metodi collaudati per estorcere denaro ai suoi vassalli per le avventure americane» in Asia, ha avvertito Shoigu, aggiungendo che Stati Uniti e Giappone stanno già discutendo la formazione di un’Organizzazione del Trattato Indo-Pacifico sul modello della NATO.
Il mese scorso è stato presentato al Congresso degli Stati Uniti un disegno di legge che obbligherebbe il presidente Donald Trump a istituire una task force per esplorare le possibili vie per la creazione di una struttura simile alla NATO nella regione Asia-Pacifico e valutarne la fattibilità. Tokyo ha auspicato la creazione di un blocco di questo tipo già a partire dal 2024.
Sia Mosca che Pechino hanno in passato espresso preoccupazione per una potenziale espansione della NATO in Asia. In ottobre, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha accusato la NATO di voler trasformare l’intero continente eurasiatico in un «feudo» con l’obiettivo di «contenere la Cina, isolare la Russia» e contrastare la Corea del Nord.
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Immagine di Mil.ru via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
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