Geopolitica
La Corea del Sud si scusa con la Corea del Nord per le incursioni dei droni
Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung si è scusato con la Corea del Nord per le incursioni dei droni nella Corea del Nord.
La scorsa settimana, i procuratori sudcoreani hanno incriminato tre persone – un dipendente del Servizio di Intelligence nazionale, un ufficiale militare sudcoreano e uno studente universitario – per aver inviato droni in Corea del Nord tra settembre 2025 e gennaio 2026. In precedenza, Seul aveva negato qualsiasi coinvolgimento ufficiale nelle incursioni, affermando che si trattava di opera di civili.
Parlando degli incidenti con i droni durante una riunione di gabinetto lunedì, Lee ha sottolineato che «sebbene non si sia trattato di un atto del nostro governo, esprimo rammarico alla parte nordcoreana per l’inutile tensione militare causata da un comportamento così sconsiderato».
«Alcuni individui hanno compiuto tali atti provocatori… di propria iniziativa», ha affermato, definendo la loro condotta «inaccettabile» e «irresponsabile».
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«Dobbiamo valutare attentamente a chi giovano realmente tali azioni», ha aggiunto il presidente. Lee ha incaricato le agenzie governative competenti di modificare i regolamenti per garantire che le incursioni dei droni non si ripetano in futuro.
A inizio gennaio, la Corea del Nord ha annunciato l’abbattimento di un drone che trasportava «apparecchiature di sorveglianza» sul suo territorio e ha pubblicato le foto dei rottami del velivolo. Pyongyang ha poi avvertito Seul di una «terribile risposta» se avesse rilevato altri droni che violavano il suo spazio aereo.
Il mese scorso, il leader nordcoreano Kim Jong-un ha descritto il Sud come lo «stato più ostile», promettendo di «respingerlo e ignorarlo completamente». Seul «pagherà il prezzo» per le sue provocazioni, ha affermato.
Kim ha ribadito che la Corea del Nord non rinuncerà alle sue armi nucleari perché queste rappresentano un deterrente contro gli Stati Uniti, che stanno perpetrando «terrorismo e aggressione di Stato» a livello globale. Ha inoltre criticato aspramente la cooperazione militare tra Pyongyang e Washington, compreso quello che ha definito il dispiegamento di risorse nucleari americane nella regione.
L’ufficio del presidente sudcoreano ha affermato che i commenti di Kim minano gli sforzi per la coesistenza pacifica nella penisola coreana. I due Paesi sono tecnicamente ancora in stato di guerra, poiché la guerra di Corea del 1950-1953 si concluse con un armistizio e non con un trattato di pace formale.
Come riportato da Renovatio 21, negli scorsi mesi vi erano stati segnali di de-escalation della tensione tra le Coree. A giugno 20205 la Corea del Nord aveva interrotto le trasmissioni radiofoniche al confine un giorno dopo che Seul aveva sospeso la propria campagna di altoparlanti rivolta al Paese vicino.
Seul aveva ripreso la sua campagna di propaganda nel luglio 2024, dopo che la Corea del Nord aveva lanciato palloncini pieni di rifiuti verso il Sud. La mossa arrivò in un periodo di forte tensione, innescata in parte dalla rabbia nordcoreana per i volantini inviati dai disertori nel Sud. Come riportato da Renovatio 21, uno dei palloni-spazzatura colpì con precisione un palazzo governativo di Seullo.
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Immagine di Gyeonggi Provincial Government via Wikimedia pubblicata su licenza Korea Open Government License Type 1
Geopolitica
Il ministro israeliano Smotrich appoggia il genocidio dei palestinesi dinanzi alle telecamere
Israeli Finance Minister Bezalel Smotrich:
The thorough cleansing that we are carrying out now in southern Lebanon is unprecedented. They have nowhere to return to. Look at how it looks. And by the way, the world isn’t stopping us. pic.twitter.com/lI17gYBWei — Clash Report (@clashreport) October 5, 2026
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Geopolitica
La Russia dice alle ambasciate straniere di lasciare Kiev
Il 5 ottobre il portavoce presidenziale Dmitri Peskov ha ribadito un avvertimento già rivolto alle ambasciate straniere dal ministero degli Esteri e dal ministero della Difesa russi sui rischi che corrono mantenendo le proprie sedi a Kiev.
Peskov ha richiamato le dichiarazioni del presidente Putin, secondo cui ci saranno ulteriori attacchi contro le infrastrutture economiche ucraine, e ha sottolineato i possibili pericoli per le missioni diplomatiche straniere presenti in Ucraina.
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Tuttavia, pochi Paesi occidentali abbiano preso una decisione in merito. Interpellato sulla questione il 5 ottobre, il segretario di Stato Marco Rubio ha risposto: «Guardate, abbiamo una presenza diplomatica lì, e decideremo noi se è sicuro per loro rimanere o meno… Loro [i russi, ndr] avvertono i diplomatici di andarsene da mesi, e non credo che sia una sorpresa per nessuno che Kiev sia sotto attacco. Penso che sia una cosa risaputa».
Come riportato da Renovatio 21, nelle ultime ore il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha registrato un videomessaggio in cui avverte di un attacco massivo su Kiev che sarebbe in preparazione da parte di Mosca, domandando, al solito, aiuto a USA ed Europa.
In settimana era emerso che l’Estonia si preparava a schierare armi in grado di colpire la città russa di San Pietroburgo.
Come riportato da Renovatio 21, la Lituania ha segnalata la volontà legislativa di ospitare armi atomiche.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Merz promette maggiore sostegno militare all’Ucraina, mentre parte il countdown per la caduta del suo governo
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