Intelligence
L’ex capo dell’Intelligence danese accusato di tradimento
L’ex capo dell’Intelligence estera danese Lars Findsen e l’ex ministro della Difesa Claus Hjort Frederiksen hanno parlato per la prima volta del procedimento penale aperto contro di loro dalla procura danese. Entrambi gli ex funzionari sono stati arrestati l’anno scorso con l’accusa di tradimento dello Stato.
In un’intervista al quotidiano britannico Guardian pubblicata lunedì, i due ex funzionari hanno insistito di essere innocenti. Findsen ha descritto le accuse contro di lui come «completamente folli», mentre Frederiksen ha affermato che il caso era una «bufala» e ha suggerito che dietro vi sarebbe una motivazione politica.
I pubblici ministeri hanno accusato gli ex alti funzionari di aver divulgato segreti governativi secretati. Findsen sarà processato quest’autunno per aver presumibilmente rivelato segreti di stato a diverse persone, tra cui giornalisti, la sua ragazza e parenti stretti come sua madre di 84 anni.
L’accusa ha basato le sue accuse su una serie di conversazioni di Findsen registrate su dispositivi di ascolto nascosti nella sua casa. L’ex capo dello spionaggio ha detto al Guardian di essere rimasto sbalordito nell’apprendere che le spie dell’agenzia di Intelligence interna danese avevano intercettato il suo telefono e collegato la sua casa come se fosse un sospetto terrorista o un agente straniero nemico.
«Questa è stata la cosa scioccante», ha detto allo sbocco. «Sedersi e guardare la propria vita trasformata in rapporti di polizia scritti da nastri di sorveglianza». Findsen ha osservato che le registrazioni includevano le sue conversazioni con i figli quando tornavano da scuola e altri aspetti della sua vita familiare quotidiana.
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L’ex capo della difesa Frederiksen è stato arrestato con l’accusa di aver divulgato informazioni riservate in una serie di apparizioni sui media. L’ex ministro ha negato di aver rivelato alcun segreto e ha sottolineato che le informazioni da lui condivise erano già di dominio pubblico. Ha inoltre accusato l’attuale governo danese di ritenere che un segreto di Pulcinella possa ancora essere considerato un segreto di Stato.
Le informazioni presumibilmente trapelate dai due ex funzionari si riferiscono a uno scandalo scoppiato in Danimarca diversi anni fa, quando un informatore rivelò che il Defense Intelligence Service (FE) del paese, guidato da Findsen, aveva spiato illegalmente cittadini danesi e funzionari stranieri come l’ex cancelliere tedesco Angela Merkel su ordine della National Security Agency (NSA) degli Stati Uniti.
Come ricorda RT, i legami della NSA con l’Intelligence danese erano stati precedentemente suggeriti dall’informatore Edward Snowden, che aveva fatto trapelare una serie di documenti riservati nel 2013 dopo aver lavorato come appaltatore privato per l’agenzia di spionaggio americana. Il ruolo di Copenaghen nel piano di spionaggio, tuttavia, è stato confermato solo dopo che un rapporto interno dell’Intelligence danese è stato condiviso con la stampa.
Come riportato da Renovatio 21, Findsen, che ha guidato entrambe le agenzie di Intelligence, era stato arrestato due anni fa. L’uomo era a capo del Politiets Efterretningstjeneste, cioè servizio di sicurezza interna, noto con l’acronimo danese PET, dal 2002 al 2007. Ha poi comandato il servizio di Intelligence straniero, noto come Forsvars Efterretningstjeneste (FE), dal 2015 fino a quando è stato sospeso nell’agosto 2020 dopo che un ente osservatore indipendente aveva pesantemente criticato l’agenzia di spionaggio per aver nascosto deliberatamente informazioni e violato le leggi del Paese.
Le accuse arrivano dopo settimane in cui si era arrivati ad accusare i servizi danesi di spiare per conto di Washington.
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Immagine screenshot da YouTube
Cina
L’FBI arresta una presunta spia cinese all’aeroporto di Los Angeles
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Intelligence
La Germania rischia un potenziale «conflitto violento» con la Russia: parla il capo dei servizi tedeschi
Il capo dell’Intelligence estera tedesca ha avvertito che la Germania potrebbe essere «coinvolta in un violento conflitto con la Russia», indicando il misterioso incidente del drone all’aeroporto di Lipsia come esempio della minaccia «reale e imminente» rappresentata da Mosca.
Lunedì, in audizione davanti ai parlamentari, il capo del Bundesnachrichtendienst (BND), Martin Jaeger, ha dichiarato che «lo scontro che stiamo affrontando con la Russia ha assunto una dimensione nuova e più pericolosa».
«La Germania rischia di essere coinvolta in un violento conflitto con la Russia: il tentato attentato di Lipsia ne è solo un esempio», ha proseguito, riferendosi al ritrovamento, in agosto, di un drone carico di esplosivo accanto a un aereo da trasporto ucraino all’aeroporto della città.
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Le autorità tedesche non hanno prodotto alcuna prova che colleghi l’episodio alla Russia. Mosca lo ha definito una «provocazione improvvisata» che serve «esclusivamente agli obiettivi di Kiev e dell’ala militarista della classe politica europea». «È ovvio che la Germania stia perseguendo un’ulteriore escalation», ha dichiarato il mese scorso il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.
Lo Jaeger ha comunque sostenuto che la Russia sta conducendo una «guerra occulta» e che esiste una minaccia «reale e imminente» di attacchi contro obiettivi in Germania. «Nessun altro Paese rappresenta attualmente una minaccia così diretta, completa e concreta per la Germania», ha aggiunto.
Lo Jaegerro è una delle decine di figure politiche, militari e mediatiche occidentali che nelle ultime settimane hanno accusato la Russia di condurre una «guerra ibrida» o «guerra ombra» contro l’Europa. Accuse di questo tipo, per loro natura, sono impossibili da verificare. Mosca le ha respinte come pretesti per intensificare il coinvolgimento occidentale nel conflitto russo-ucraino, giustificare l’aumento delle spese militari ed estendere la sorveglianza e la persecuzione degli oppositori interni.
Il cancelliere Friedrich Merz ha descritto in modo esplicito e senza prove il partito più popolare del Paese, l’AfD di destra, come «sostenuto dalla Russia». Martina Rosenberg, capo del Servizio di controspionaggio militare tedesco (Militärischer Abschirmdienst, o MAD), ha ripreso quell’affermazione nel briefing di lunedì, dicendo ai parlamentari che il Paese è «minacciato da diversi pericoli sia esterni che interni».
Jaeger, Rosenberg e il capo dell’Intelligence interna (BfV), Sinan Selen, hanno elogiato i recenti sforzi di Merz per attribuire al BND maggiori poteri offensivi e hanno chiesto un ulteriore rafforzamento delle capacità del MAD e del BfV. I critici accusano invece di un ritorno della Gestapo o della Stasi.
Nonostante le accuse di «guerra ibrida», i leader europei hanno più volte precisato di non credere che la Russia stia pianificando attacchi concreti contro il territorio della NATO. Il BND non ha riscontrato «alcun segnale di un imminente attacco russo su larga scala contro il territorio della NATO», ha aggiunto lo Jaeger.
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Come riportato da Renovatio 21, di recente è emersa una bozza di legge del governo tedesco introdurrebbe una norma che impedirebbe alle persone con opinioni «estremiste» di acquistare una casa. Quattro mesi fa un cittadino tedesco è stato multato per aver definito il Merz «Fritz il bugiardo».
Nel corso dell’anno è pure emerso che Google ha incontrato più volte il governo tedesco per discutere di «incitamento all’odio» e «disinformazione». Tre anni fa la Germania aveva mandato in carcere un uomo per aver sostenuto la Russia in messaggi su Telegram.
La follia orwelliana in atto in Germania era stata condannata l’anno scorso dal segretario di Stato USA Marco Rubio e dal vicepresidente statunitense JD Vance.
La persecuzione civile e politica del partito è multidimensionale: nel giugno 2025 l capo della polizia del Bundestag tedesco, Uli Grötsch, ha chiesto che tutti i membri del partito di destra Alternativa per la Germania (AfD) vengano rimossi dal servizio di polizia.
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Immagine © Olaf Kosinsky via Wikimedia pubblicata su licenza CC BY-SA 3.0-de
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«Stasi 2.0»: Merz vuole una polizia segreta
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