Connettiti con Renovato 21

Pensiero

L’epifania di Washington. La realtà come rappresentazione

Pubblicato

il

 

 

Il mondo nuovo è già stato allestito. Si è parlato molto del transumanesimo, che atterrisce tanti di noi come una grande minaccia sempre più vicina. Sentiamo di essere attaccati dagli stessi strumenti diabolici che abbiamo creati. Le armi che dovevano alleviare ogni difficoltà e assicurare ogni beneficio sono ormai fonte di pericolo e presentiamo di essere saliti su una macchina senza controllo perché guidata da forze sconosciute.

 

Eppure c’è un male ancora più grande, che ricomprende tutti gli altri e tutti li alimenta.

 

Non siamo più in grado di percepire la realtà, che è stata sostituita dalla sua rappresentazione.

Non siamo più in grado di percepire la realtà, che è stata sostituita dalla sua rappresentazione. Il mondo nuovo è già tutto contenuto in quello virtuale, che ci viene raccontato come vero anche se non combacia per nulla con quanto accade, magari persino sotto i nostri occhi, o vediamo sfilare dentro uno schermo.

 

I fatti americani, avvenuti per ironia della sorte nel giorno della Epifania, hanno squadernato il libro della menzogna planetaria in cui sembriamo condannati a vivere, come nell’incubo di una follia che non smette di sorprendere.

 

La gente era arrivata da tanto lontano per dire che non credeva più all’inganno di cui si nutre il potere. Che ha scoperto finalmente la truffa mediatica al servizio dei prestigiatori.

 

Ma la trappola era pronta ed è scattata puntualmente. L’11 settembre i cieli più protetti del mondo erano risultati per incanto i più sguarniti, ma le folle non riuscirono a meravigliarsi di nulla, e pare che quasi nessuno se ne meravigli ancora oggi.

I fatti americani, avvenuti per ironia della sorte nel giorno della Epifania, hanno squadernato il libro della menzogna planetaria in cui sembriamo condannati a vivere, come nell’incubo di una follia che non smette di sorprendere

 

Così è apparso del tutto normale a quanti hanno elargito al popolo il proprio grave pensiero sull’accaduto che l’accesso al luogo più protetto di Washington fosse stato lasciato libero in diretta televisiva a qualche comparsa di mestiere e allo sparuto gruppo di ingenui e disarmati trasgressori.

 

Poi, siccome né le comparse né gli sprovveduti invasori avevano intenzioni omicide, i pistoleri di professione al soldo del potere non si sono lasciati sfuggire l’occasione di fare un po’ di tiro al bersaglio e ammazzare qualcuno così come capita. Con naturalezza professionale.

 

Di solito i morti fanno molto rumore. Ma poiché la direzione delle trenodie spetta di diritto a chi conduce la musica, e ai maestri cantori, quei morti sono stati considerati virtuali come la mano che a freddo emerge dall’ombra, punta la pistola e stende una poveretta presa a caso.

 

La gente era arrivata da tanto lontano per dire che non credeva più all’inganno di cui si nutre il potere. Che ha scoperto finalmente la truffa mediatica al servizio dei prestigiatori

Insomma, nonostante la disarmante eloquenza delle immagini, anzi, a dispetto di esse, il film in cartellone era un altro ed è stato proiettato puntualmente con i sottotitoli già programmati. La pagina del New York Times era pronta fin dal mattino, cioè da una decina d’ore, con il compianto per il tentato omicidio della democrazia.

 

Un compianto riecheggiato ovunque, uguale su tutte le bocche autorevoli o presunte tali, senza distinzione di fede politica o di pregio culturale, senza disformità, Ogni persona intelligente ha partecipato a distanza alla Messa da morto per l’anima della democrazia in decesso temporaneo e tutti hanno assunto il tono mesto adatto alla luttuosa circostanza. E poiché la globalizzazione si è realizzata al meglio in quella della stupidità, non vale la pena di commentare le singole performance in patria o altrove.

 

Intanto però molti altri, tra registi e impresari, se la ridevano perché la trappola che ha funzionato a dovere anche grazie ai compunti commentatori e alla loro mancanza di senso del ridicolo. Essi hanno risposto puntualmente e comme il faut alle aspettative del potere al potere, mentre i morti avevano assolto la necessaria funzione pedagogica.

 

Ma occorre essere comprensivi. Se i fatti non esistono più, ma esistono soltanto le rappresentazioni, non c’è più neppure l’obbligo morale di parlare con cognizione di causa. Meglio non perdere tempo e prendere al volo il piatto precotto e omologato passato dal convento e non apparire stravaganti. Chi mai si metterebbe a berciare durante un funerale? Figurarsi a quello provvisorio della Democrazia.

 

Solo Sgarbi, uno abituato per mestiere ad osservare tutti i particolari della immagine che ha davanti agli occhi, pare essersi accorto di quello che era stato documentato, e che doveva apparire evidente, a cominciare dai morti ammazzati e da quelli che li hanno ammazzati.

 

Nonostante la disarmante eloquenza delle immagini, anzi, a dispetto di esse, il film in cartellone era un altro ed è stato proiettato puntualmente con i sottotitoli già programmati. La pagina del New York Times era pronta fin dal mattino, cioè da una decina d’ore, con il compianto per il tentato omicidio della democrazia

Dunque i fatti dell’Epifania, quelli che a dispetto di tutto sono veramente accaduti, hanno riassunto come in una metafora il vero dramma di questi tempi, che sarebbero parodistici se non fossero anche tanto minacciosi da non consentire né l’ottimismo né la distrazione.

 

Il mondo nuovo sta tutto nel tragico deragliamento della ragione. Un convoglio che sembra ormai rovesciato in campo aperto, mentre i suoi ignari e ormai disarmati passeggeri vagano in balia di ogni predatore. Con la ragione pare andata perduta anzitutto proprio la capacità di vedere l’evidenza, e così anche i fatti possono scomparire ed essere sostituiti a piacere secondo le esigenze dello spettacolo.

 

Del resto, se anche il denaro può essere creato dal nulla e, come nei giochi di società, certificare una ricchezza virtuale, perché stupirsi se la realtà può essere sostituita dalla sua falsa rappresentazione.

 

Il mondo nuovo sta tutto nel tragico deragliamento della ragione. Un convoglio che sembra ormai rovesciato in campo aperto, mentre i suoi ignari e ormai disarmati passeggeri vagano in balia di ogni predatore.

Forse il mondo nuovo è cominciato proprio allora, quando le riserve auree non hanno più garantito il valore della moneta senza che ci si allarmasse più di tanto. Anzi, l’inaugurazione di quella truffa planetaria è avvenuta con la naturalezza con cui era stata annunciata.

 

Se l’uomo si abitua a qualunque mostruosità «purché gli venga somministrata a piccole dosi», ora è venuta in auge una tecnica ancora più semplice, quella di dare per scontata la normalità di qualunque anomalia.

 

Una tecnica per cui diventa naturale che la polizia si faccia da parte per far entrare i manifestanti a violare la sancta sanctorum della democrazia occidentale, come è naturale che una vittoria elettorale venga annunciata dalla Pelosi (prodotto italiano di nicchia come la Ciccone) prima dell’inizio delle e elezioni.

 

Con la ragione pare andata perduta anzitutto proprio la capacità di vedere l’evidenza, e così anche i fatti possono scomparire ed essere sostituiti a piacere secondo le esigenze dello spettacolo.

È normale che la lettura delle schede venga affidato a un discusso sistema informatico cinese, come sono normali i nuovi «diritti civili», la cancellazione della maternità, la cancellazione dell’uomo in quanto offensore della natura, l’aborto al nono mese di gravidanza, e tanto altro. Ora è soprattutto normale che, in nome della libertà, si rinneghi la libertà con cui si è liberato il mondo dai tiranni, o che in nome della democrazia si vada in casa altrui a sloggiare il legittimo proprietario dopo avere corrotto la servitù.

 

Dunque noi beneficati dalle tecnologie avveniristiche siamo riusciti nella impresa ardita di sostituire alla evidenza dei fatti quella che oggi va di moda chiamare la loro narrazione.

 

Ma l’annientamento della ragione comprende anche la cancellazione dell’ignoto. Se può essere sconveniente scoprire quello che non conosciamo, questo finisce anche per non esistere. Anche la chiesa ha abolito il sacro per abolire il mistero, senza forse accorgersi che stava perdendo anche la propria ragione d’essere.

 

Noi beneficati dalle tecnologie avveniristiche siamo riusciti nella impresa ardita di sostituire alla evidenza dei fatti quella che oggi va di moda chiamare la loro narrazione

Così, quando ci si è trovati d’improvviso in balia della malattia sconosciuta, è sembrato subito impertinente la domanda sul come, sul chi e sul perché, e non si è trovato di meglio che la consegna a tempo indeterminato all’oracolo televisivo, che nulla sa o vuol sapere. Eppure, se questo nemico ignoto che incombe sulle nostre vite si rivelasse manovrato dalle mani invisibili di un burattinaio, scoprire la fonte del problema potrebbe anche fornirne la soluzione.

 

I Greci, che tutto hanno visto e presentito, avevano una sola parola per indicare sia la vita umana sia l’arco di un dio capriccioso e crudele che può colpirla a tradimento. Ma ancora una volta pare sconveniente pensare a mani umane che armeggiano nell’ombra con l’arco della vita altrui.

 

Così quasi nessuno dà troppo peso al fatto che un certo Bill Gates, il figlio d’arte in pulloverino rosa e con la frangetta grigia di adolescente attempato, avesse già da tempo affermato in diretta televisiva che bisogna ridurre l’umanità, e lo avesse fatto con la stessa disinvoltura con cui il Monti riconosceva a sé il merito di avere ridotto la domanda interna.

 

L’annientamento della ragione comprende anche la cancellazione dell’ignoto. Anche la chiesa ha abolito il sacro per abolire il mistero, senza forse accorgersi che stava perdendo anche la propria ragione d’essere

Né ha destato soverchio interesse che lo stesso adolescente attempato, munito di eccezionali capacità divinatorie, abbia preannunciato già nel duemila quindici una epidemia capace di sfoltire del superfluo la ingombrante massa umana, per poi organizzare proprio poco prima che la profezia si avverasse una bella simulazione di pandemia da COVIID, con milioni di morti. Per poi predirne molte altre molto più letali entro venti anni.

 

E infine, di dimenticanza in dimenticanza, oggi passa quasi inosservato che sia lo stesso filantropo ad avere approntato in quattro e quattr’otto un piano vaccinale capace di sconfiggere il famoso virus, in controtendenza con il proprio sogno di bonifica umana a scopo umanitario. Delle due l’una: o il ragazzo si è ravveduto e sta correndo con tutte le proprie forze in soccorso dell’umanità perché non la ritiene più sovrabbondante, oppure il piano vaccinale è in grado di potenziare l’effetto riduttivo proprio delle pandemie profeticamente annunciate e scientificamente calcolate.

 

Eppure, anche a volersi voltare dall’altra parte a tutti i costi, una cosa almeno dovrebbe attirare l’attenzione. Gli ideatori di ogni piano provvidenziale scelgono ormai di parlare chiaro e tondo, come si conviene a chi è tanto sicuro del fatto suo da non temere obiezioni. Anche perché, se le cose più sconvenienti vengono dette con naturalezza, esse potranno sempre apparire come facezie. Come quando uno racconta alla propria fidanzata di averne anche un’altra, e la sventurata che aspiri ad apparire donna di spirito si guarderà bene dal mostrarsi sospettosa.

 

O il ragazzo Bill Gates si è ravveduto e sta correndo con tutte le proprie forze in soccorso dell’umanità perché non la ritiene più sovrabbondante, oppure il piano vaccinale è in grado di potenziare l’effetto riduttivo proprio delle pandemie profeticamente annunciate e scientificamente calcolate

L’enfant prodige che sperimentava in garage le scoperte di altri può dunque parlare chiaro, sicuro di non suscitare allarmi sconsiderati. Ha respirato in famiglia l’alto ideale abortista di suo padre finanziatore di una grandiosa macchina di morte planetaria, alla luce de sole, per il bene delle donne e della intera società.

 

Con gli stessi metodi e le stesse finalità filantropiche è stata diffusa la santificazione dell’omosessualismo, il gender, la sessualizzazione precoce dei bambini a futuro uso pederastico, le pratiche eutanasiche e tutto l’altro marcio sparso a piene mani non solo in «Danimarca» ma sul mondo intero. Il tutto grazie anche alla impunità garantita dalla disattenzione dei popoli il cui depauperamento culturale è funzionale alla sudditanza e alla perdita di ogni consapevolezza critica.

 

Così i Gates e i loro ben noti omologhi regnano indisturbati e gratificati dall’ossequio di ogni benpensante devoto al progresso garantito dalla magnanimità del filantropo. I nomi sono solo paradigmatici. Stanno ad indicare un insieme, un potere che ha altri corpi non necessariamente identificabili in base a dati fisiognomici. Come le famose «famiglie» tentacolari ovunque dominanti. Famiglie, corpi, filantropi. Tutti i poteri fra i più oscuri e inafferrabili che abbiano segnato la storia umana.

 

Con gli stessi metodi e le stesse finalità filantropiche è stata diffusa la santificazione dell’omosessualismo, il gender, la sessualizzazione precoce dei bambini a futuro uso pederastico, le pratiche eutanasiche e tutto l’altro marcio sparso a piene mani

Accanto ai fabbricanti di morte morale e materiale, a braccetto con loro, ci sono i grandi sacerdoti della finanza speculativa che inoculano una morte fredda, senza bisturi e senza morfina. Tanto dotati da fiutare anche l’affare ricavabile dalle scommesse sulle pandemie. E anche di questa efficienza e di queste attitudini ci siamo dimenticati in fretta. In fondo non ci è sembrato abbastanza immorale, neanche paradossale, non ci è sembrato neppure sospetto.

 

Il nastro che scorre davanti agli schiavi televisivi fissa immagini e suoni, ma quello che deve rimanere impresso è solo il messaggio diramato secondo il piano di bonifica mentale egualitaria. Un piano che ha funzionato alla perfezione anche nel giorno della Epifania, quando la proiezione politica dei poteri al potere ha organizzato la trappola in cui sono caduti anche tanti topi intelligenti.

 

Contro queste forze è impossibile difendersi ad armi pari. Ma se ne possono smascherarne i piani se ne vengono finalmente scoperte le intenzioni. Anche la medusa può essere disarmata, forse proprio cominciando a guardarla in faccia con la forza e il coraggio della ragione.

 

Accanto ai fabbricanti di morte morale e materiale, a braccetto con loro, ci sono i grandi sacerdoti della finanza speculativa che inoculano una morte fredda, senza bisturi e senza morfina. Tanto dotati da fiutare anche l’affare ricavabile dalle scommesse sulle pandemie

Giorgio Colli dedicò anni fa un saggio illuminante alle origini della filosofia. Queste andrebbero fatte risalire ad una sapienza ancora più arcaica, cui fu riconosciuta la forza di affrontare il mistero della vita. Una sapienza che si manifestava nella capacità di risolvere gli enigmi con la forza liberatoria della ragione. Essa è la sola arma concessa all’uomo per difendersi dall’ignoto che lo minaccia.

 

È quella vera sapienza per cui Edipo, sciogliendo l’enigma, libera la città dalla Sfinge che la tiene in scacco. Secondo una tradizione altrettanto antica, Omero si sarebbe gettato in mare per la disperazione di non essere riuscito, nonostante la propria sapienza, a risolvere l’enigma propostogli da alcuni giovani pescatori.

 

Noi sapienti e saccenti figli della modernità dovremmo tentare di rimettere in piedi il carro rovesciato della ragione, magari cominciando col chiederci quando e perché una torre di acciaio alta quattrocento metri può polverizzarsi al suolo in nove secondi esatti.

 

 

Patrizia Fermani

 

 

 

Articolo previamente apparso su Ricognizioni

 

 

 

 

Immmagine di Tyler Merbler via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

 

 

Continua a leggere

Pensiero

Rapture mRNA

Pubblicato

il

Da

Facciamo un racconto di fantasia. Facciamoci un piccolo film.

 

L’altra sera, mentre lavoravo, arriva il messaggino di un’amica.

 

«E comunque io sono più inquieta ora dell’anno scorso. Prima ti tenevano lontano perché avevano paura (una paura idiota, ma pur sempre paura); ora ti odiano, perché sanno di essere stati degli imbecilli mentre tu hai resistito e hai avuto ragione. È odio allo stato puro».

 

È tardi, e durante il giorno non c’eravamo sentiti. Quindi deve essere una cosa, come dire, meditata, sentita nel profondo.

 

Io ostento sicumera.

 

«Stai tranquilla, non succede nulla. A parte le morti a raffica».

 

Proseguo.

 

«È facile che chi ti odia muoia senza che tu abbia il tempo di augurarglielo».

 

Infine mando un altro messaggio con un consiglio: metti un gregoriano bordone in sottofondo e non pensarci più.

 

La realtà è che, nell’ora successiva, quello inquietato sono diventato io. Stanno morendo in quantità indicibili. Serque, branchi, sciami. Non è chiaro se statisticamente riusciranno ad insabbiare, anche perché stanno cascando a terra stecchiti ovunque, e in pubblico, in diretta TV: nei campi di calcio, nei teatri, alle maratone, in televisione, ai concerti.

 

Ho negli occhi le immagini messe in fila dal documentario Died Suddenly, di cui Renovatio 21 vi ha parlato pochi giorni fa. In particolare, ci inquieta quella strana danza che precede gli attacchi: i malcapitati alzano un braccio verso il cielo, cominciano a girare su stessi avvitandosi, poi cadono a terra, tra qualche convulsione – oppure, come si vede nel film, magari finiscono sotto le rotaie della metropolitana…

 

Li avete visti?


 

Sempre dallo stesso documentario, non posso a non pensare ai calamari, che per la prima volta vediamo estratti a favor di telecamere, tentacoli fibrosi (attenzione: non sono coaguli di sangue) lunghi anche un metro, che crescono dentro di noi, perfino attorno al cuore (si vede anche quello…).

 

Li avete visti?


Sì, ci stanno uccidendo. Sì, è un progetto di depopolazione mondiale. È mio diritto pensarlo. È mio dovere pensarlo.

 

Ci ritroveremo in un mondo in cui sono spariti tutti. Le strade vuote. Le piazze vuote. Le case vuote. Sto pensando a quanto ho visto in una bella serie recente vista in streaming, The Peripheral (in italiano Inverso), tratta da un romanzo di William Gibson: viene mostrata una Londra sopravvissuta a disastri eco-nuclear-pandemici multipli, quindi depopolata, dove tuttavia è rimasta una parvenza di ordine sociale, perfino di agio, tra tecnologia di controllo e crudeltà delle autorità. I sopravvissuti, algidi e eleganti, proiettano ologrammi di persone che passeggiano per il lungo Tamigi deserto, famigliole, coppiette, come quelle che si vedono la domenica – lo fanno, ovviamente, per ingannare il proprio cervello riguardo alla loro solitudine, che non può essere curata da nessun androide, per quanto perfettamente realizzato esso sia.

 

 

L’iniezione di mRNA su tutto il pianeta lo svuoterà a questo punto? Dobbiamo abituarci all’idea di veder sparire per malori improvvisi così tanta persone che conosciamo?

 

Qui mi viene in mente un’altra cosa, il Rapture. È un concetto escatologico sconosciuto a cattolici, ortodossi e perfino anglicani, ma molto vivo tra battisti e pentecostali americani: al liminare dell’apocalisse vi sarà un «rapimento» – Rapture in inglese – come annunciato dalla prima lettera ai Tessalonicesi:

 

«Quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell’aria, e così saremo sempre con il Signore» (1 Tes 4,17)

 

Orde di evangelici americani credono quindi in un evento in cui i credenti in Cristo verranno «rapiti» in cielo lasciando sulla terra il resto dell’umanità che dovrà invece affrontare le tribolazioni di cui parla l’Apocalisse di San Giovanni.

 

L’idea, che è ben presente nell’America fondamentalista, da noi è conosciuta solo tramite film e cultura popolare prodotti sull’argomento. C’è una serie di romanzi, vendutissimi, che tratta esattamente di questo. Si chiama Left Behind, e descrive questo mondo dove d’improvviso milioni di persone spariscono, lasciando lì solo i vestiti (compresi piloti d’aereo che stanno guidando un Jumbo con centinaia di passeggeri). L’Anticristo, nella storia, è un funzionario ONU di origine romena, che considerato un santo umanitario dalla popolazione, riesce a mettere in piedi un governo mondiale – quello predetto nella rivelazione.

 

Dei romanzi Left Behind hanno tentato di fare dei film. Una serie di tre film di una ventina di anni fa con Kirk Cameron, il ragazzo belloccio della sit-com Genitori in Blue Jeans, che nel frattempo è diventato stempiato e fondamentalista protestante. La qualità si dirada, la credibilità pure. Ecco che, immaginiamo con capitale protestante, hanno rebootato la serie cinematografica con protagonista Nicholas Coppola, conosciuto come Nicholas Cage, il quale è in eterna bancarotta quindi ogni tanto fa dei film, diciamo così, alimentari.

 

 

In verità, il Rapture non  è un concetto che si relega alla sottocultura. Nel 1991 sull’argomento ci fece un film il regista intellettuale Michael Tolkin (Sacrificio finale, in italiano; in originale si chiama invece proprio Rapture), ed è una visione abbastanza sconvolgente. In anni recenti hanno poi provato a riformattare la Rapture per il pubblico secolare millennial, con la HBO, canale che produce zozzerie e Finestre di Overton ammille, che ci ha imbastito un serial cerebrale e sentimentale, enigmatico fino allo schifo, che si chiama Leftovers, dove dall’evento di sparizione improvvisa di gran parte dell’umanità viene sottratta ogni possibile radice religiosa e soprannaturale.

 

Ecco. La gente sparisce. Forse che la gente sparirà fino a che interi Paesi saranno evacuati?

 

La gente che se ne va, andranno «incontro al Signore nell’aria»? Difficile che ve lo diciamo noi, che da più di un lustro, da prima della pandemia, abbiamo strillato in tutti i modi che i sieri contengono pezzi di sacrificio umano, al punto che su queste colonne abbiamo chiamato ripetutamente il vaccino come «Battesimo di Satana».

 

E quindi, noi che restiamo… perché siamo ancora qui?

 

Riformuliamo: com’è possibile che ci lascino stare, dopo che potrebbero aver lanciato un genocidio del popolo degli obbedienti?

 

Uno pensa: magari arriva il momento in cui davvero iniziano a morire in massa, come dice qualche complottista, come in una Rapture mRNA. E noi, che facciamo?

 

Potrebbe essere che ci tocca una situazione stile L’alba dei morti viventi, con i sopravvissuti che vanno a vivere nei centri commerciali, e, in pochi, tirano avanti nel tempo con le abbondanti risorse lasciate dalla catastrofe umana.

 

Oppure potrebbe toccarci una situazione stile I figli degli uomini (libro e film troppo poco citati in un momento in cui quantità spaventose di donne hanno il ciclo alterato) in cui, nel mondo biologicamente collassato, tra i sopravvissuti esiste una parvenza di ordine, tenuto dall’autorità con violenza pervasiva, ma dove a nessuno importa più nulla, né del lavoro, né delle relazioni, né di vivere.

 

E allora, spingiamo ancora un po’ in là la fantasia. E ricordiamoci che in un mondo spopolato, coloro che hanno programmato il processo di morte mondiale saranno ancora vivi e reclameranno il pianeta.

 

Quindi, la presenza di noi scampati al grande apocalittico rapimento mRNA programmato, è un fastidio da non poco.

 

Cosa sarà di noi?

 

Beh, non è immaginazione se vi diciamo che potrebbero scatenarci dietro dei robot killer. Voi sapete che la cosa è già realtàistituzionale – in varie parti del mondo. Robocani o carrarmati, aerei militari, androidi assassini bipedi o droni slaughterbots: basta che vi diano la caccia.

 

Oppure, potrebbero farci altro?

 

Potrebbero, chessò, oscurarci il sole, magari dopo averci fatto convertire tutti al fotovoltaico?

 

Potrebbero far uscire un nuovo virus chimerico, magari un Ebola a lungo rilascio, così da sterminare noi ultimi?

 

Tutto questo, chiaro, sempre che in realtà non siamo anche noi già stati vaccinati anche senza siringa, come sta cominciando a temere qualcuno: mRNA che si propaga per via area, ho sentito dire ad un dottore in un video che sta impazzando nelle chat. Non crediamo sia possibile. Tuttavia, lo abbiamo scritto più volte qui: l’idea dei «vaccini autopropaganti» c’è eccome. E gli esperimenti in materia, pure.

 

Quindi, schiatteremo anche noi, così,  di botto, per il malore diffuso?

 

Oppure, come si vede in altri film fantastici – Predator, The Hunt, o il classicone dell’ignoranza anni Ottanta American Ninja – ci lasceranno in giro per darci la caccia per spirito venatorio?

 

Non sappiamo. Sappiamo però una cosa, che il nostro Paese, il nostro mondo, la nostra casa, il nostro corpo non ci appartengono più.

 

Davanti alla distruzione della nostra libertà e della nostra stessa esistenza non posso che tornare a pensare alla Parola del Signore.

 

Beati i miti, perché erediteranno la terra.

 

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. (…)

 

Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. (…)

 

Ma beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono.

 

Queste parole dovrebbero ricordarle anche i nostri nemici. Perché nonostante il massacro e l’afflizione, nonostante la tortura e l’orrore, nonostante la prepotenza e la crudeltà, il loro fallimento è certo.

 

Nel momento del giudizio, essi non saranno rapiti in cielo per essere risparmiati: anzi, è molto facile che prima dovranno rispondere alla giustizia terrena – dovranno rispondere a noi. E non siamo sicuri che ci troveranno di buon umore.

 

Diremo allora che il film è finito.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

Continua a leggere

Pensiero

«Colpo di Stato globale». L’intervento di Mons. Viganò al Medical Doctors for COVID Ethics International

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 pubblica questo intervento di Monsignor Carlo Maria Viganò per i Medical Doctors for COVID Ethics International (MD4CE),  un gruppo internazionale di medici, scienziati, avvocati, giornalisti, economisti, storici, politici, filosofi, analisti di dati, banchieri, esperti militari e di intelligence e altri provenienti da tutto il mondo, che lavorano insieme con determinazione per denunciare la terribile verità di ciò che è accaduto negli ultimi tre anni alle persone di tutto il mondo, alle loro famiglie, alle loro comunità, ai loro Paesi. MD4CE International si impegna per l’incriminazione dei responsabili dei grandi delitti commessi.

 

 

 

Cari e illustri Amici, 

 

Permettetemi anzitutto di ringraziare il dottor Stephen Frost per l’invito che mi ha rivolto. Assieme a Frost ringrazio anche tutti voi: il vostro impegno nel combattere la propaganda psicopandemica è encomiabile. Conosco bene le difficoltà che avete dovuto affrontare per rimanere coerenti con i vostri principi e spero che il danno che avete subìto possa essere adeguatamente riparato da chi vi ha discriminati, privati del lavoro e dello stipendio, additati come pericolosi no-vax.

 

Sono lieto di poter intervenire e condividere con voi il mio pensiero sulla attuale crisi globale. Una crisi che possiamo considerare iniziata con l’emergenza pandemica, ma che sappiamo essere stata programmata da decenni, con ben precise finalità e da ben noti personaggi.

 

Fermarsi alla sola pandemia sarebbe infatti un grave errore, perché non ci permetterebbe di considerare gli eventi nella loro coerenza, impedendoci quindi di comprenderli e soprattutto di individuare gli intenti criminali.

 

Anche voi – ciascuno con le proprie competenze in campo medico, scientifico, legale o altro – converrete con me che limitarvi alla vostra disciplina, in taluni casi estremamente specifica, non spiega compiutamente la ratio di certe scelte dei governi, degli enti internazionali, delle agenzie per il farmaco.

 

Ad esempio, trovare materiale «simil-grafenico» nel sangue delle persone sottoposte a inoculazione del siero sperimentale, per un virologo non ha senso, mentre ne ha per l’esperto di nanomateriali e nanotecnologie, che comprende per cosa il grafene possa essere utilizzato; o per l’esperto di brevetti medici, che individua immediatamente il contenuto dell’invenzione e lo mette in relazione con altri brevetti analoghi; o per l’esperto di tecnologie belliche, che conosce gli studi sull’uomo potenziato (un documento del Ministero della Difesa britannico lo chiama «augmented man» in chiave transumanistica) ed è quindi in grado di riconoscere nelle nanostrutture al grafene la tecnologia che permette di aumentare le prestazioni belliche del personale militare.

 

L’esperto di telemedicina saprà riconoscere in quelle nanostrutture l’indispensabile dispositivo che invia i parametri biomedici al server di controllo dei pazienti e che da questo riceve determinati segnali. 

 

Ancora: la valutazione degli eventi in un’ottica medica dovrebbe tenere in considerazione le implicazioni a livello giuridico di determinate scelte, come l’imposizione delle mascherine o peggio ancora della «vaccinazione» di massa, in violazione dei diritti fondamentali dei cittadini.

 

E sono certo che in ambito di governance sanitaria emergeranno anche le manipolazioni dei codici di classificazione delle patologie e delle terapie, pensate per rendere irrintracciabili gli effetti nefasti delle misure contro la COVID-19, dalla ventilazione profonda nelle terapie intensive ai protocolli di vigile attesa, per non parlare delle scandalose violazioni dei regolamenti da parte della Commissione Europea che – come sapete – non ha alcuna delega del Parlamento in materia di Sanità, e che non è un’istituzione pubblica, ma un consorzio privato di affari.

 

Proprio in questi giorni, al summit di Bali del G20, Klaus Schwab ha istruito i capi di governo – quasi tutti provenienti dallo Young Global Leaders for Tomorrow del World Economic Forum – sui futuri passi da compiere in vista dell’instaurazione del governo mondiale.

 

Il presidente di una potentissima organizzazione privata e con enormi mezzi economici esercita un indebito potere sui governi mondiali, ottenendo la loro obbedienza da leader politici che non hanno alcun mandato popolare per sottomettere le loro nazioni ai deliri di potere dell’élite: questo fatto è di una gravità inaudita.

 

Klaus Schwab ha dichiarato: «Nella quarta rivoluzione industriale i vincitori si prenderanno tutto, quindi se siete un first mover del WEF, sarete i vincitori» (qui).

 

Queste gravissime affermazioni hanno due implicazioni: la prima è che «i vincitori si prenderanno tutto» e saranno «vincitori», non si comprende a che titolo e con il permesso di chi; la seconda è che coloro che non si adegueranno a questa «quarta rivoluzione industriale» si ritroveranno estromessi e perderanno – perderanno tutto, compresa la loro libertà.

 

Insomma, Schwab sta minacciando i capi di governo delle venti nazioni più industrializzate al mondo, perché portino a compimento i punti programmatici del Great Reset nelle loro nazioni. Questo va ben oltre la pandemia: è un colpo di Stato globale, dinanzi al quale è indispensabile che le persone insorgano e che gli organi ancora sani degli Stati diano inizio ad un processo internazionale.

 

La minaccia è imminente e grave, dal momento che il World Economic Forum è in grado di realizzare il proprio progetto eversivo e che i governanti sono tutti asserviti, o ricattati, da questa mafia internazionale. 

 

Alla luce di queste dichiarazioni – e di altre non meno deliranti di Yuval Noah Harari, consigliere di Schwab – comprendiamo come la farsa pandemica sia servita come ballon d’essay nell’imposizione di controlli, misure coercitive, riduzione delle libertà individuali, incremento della disoccupazione e della povertà. I passi successivi dovranno essere portati a termine tramite crisi economiche e energetiche, strumentali all’instaurazione di un governo sinarchico in mano all’élite globalista. 

 

E qui, cari Amici, permettetemi di parlare da Vescovo.

 

Perché il vostro impegno, in questa serie di vicende a cui assistiamo e a cui assisteremo, potrebbe rischiare di essere vanificato o limitato dal fatto di non volerne vedere l’indole essenzialmente spirituale. So bene che due secoli di illuminismo, di rivoluzioni, di materialismo ateo o di liberalismo anticlericale ci hanno abituati a considerare la Fede come un fatto personale, o che non vi sia una Verità oggettiva cui tutti debbano conformarsi.

 

Ma questo è frutto di un indottrinamento propedeutico a quanto accade oggi, e sarebbe da sciocchi credere che l’ideologia anticristiana che animava le sette segrete e le conventicole massoniche del Settecento non abbia nulla a che vedere con l’ideologia anticristiana che muove personaggi come Klaus Schwab, George Soros e Bill Gates.

 

I principi ispiratori sono i medesimi: la ribellione a Dio, l’odio verso la Chiesa e verso l’umanità, la furia distruttrice verso la Creazione e specialmente contro l’uomo perché creato a immagine e somiglianza di Dio. 

 

Se partite da questa evidenza, comprenderete bene che non è possibile fingere che quanto accade sotto i nostri occhi sia frutto della sola ricerca del profitto, o della brama di potere. Certamente, considerando quanti si sono prestati a collaborare con il WEF, la parte economica non è da trascurare.

 

Eppure, al di là del profitto, vi sono scopi inconfessabili che partono da una visione «teologica» – capovolta sì, ma pur sempre teologica – che vede due opposti schieramenti: quello di Cristo e quello dell’Anticristo. 

 

Non ci può essere neutralità, perché dinanzi ad uno scontro tra due eserciti anche scegliere di non combattere è comunque una scelta di campo che influisce sugli esiti della battaglia. D’altra parte, com’è possibile riconoscere nelle vostre professioni così nobili e alte, l’ordine mirabile che il Creatore ha impresso nella natura (dalle costellazioni alle particelle dell’atomo) e poi negare che faccia parte di quest’ordine anche l’uomo, con la sua morale, le sue leggi, la sua cultura, le sue scoperte? Come potrebbe l’uomo, creatura di Dio, presumere di non essere egli stesso soggetto a leggi eterne e perfette? 

 

La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti (Ef 6, 12).

 

Da una parte, la Città di Dio – quella di cui scrive Sant’Agostino – e dall’altra la città del diavolo.

 

Potremmo dire che in quest’epoca la città del diavolo è ben identificabile nel globalismo neomalthusiano, nel NWO, nell’ONU, nel WEF, nell’Unione Europea, nella Banca Mondiale, nel FMI e in tutte quelle cosiddette «fondazioni filantropiche» che seguono un’ideologia di morte, di malattia, di distruzione, di tirannide. E quelle forze infiltrate nelle istituzioni che chiamiamo deep state e deep church.

 

Sull’altro fronte – dobbiamo riconoscerlo – la Città di Dio è più difficile da identificare: anche le autorità religiose paiono aver tradito il proprio ruolo di guida dei fedeli, preferendo servire il potere e propagandare le sue menzogne; chi dovrebbe proteggere e santificare le anime le disperde e le scandalizza, considerando i buoni Cristiani come rigidi integralisti.

 

Come vedete, l’attacco è su più fronti, e come tale costituisce una minaccia mortale per l’umanità, colpita nel corpo e nell’anima.

 

Eppure, proprio in un momento in cui è difficile trovare punti di riferimento autorevoli – tanto nella sfera religiosa quanto in quella temporale – vediamo raccogliersi sempre più numerosa la schiera di quanti comprendono, aprono gli occhi, riconoscono la mente criminale dietro l’evolversi degli eventi.

 

Appare evidente come tutto sia collegato, senza per questo essere marchiati come «teorici del complotto». Il complotto c’è già: noi non lo teorizziamo, ci limitiamo a denunciarlo, sperando che il popolo si svegli da questa narcosi suicida e pretenda che sia posto fine al colpo di stato globale.

 

Le operazioni di ingegneria sociale e di manipolazione delle masse hanno dimostrato oltre ogni dubbio la premeditazione di questo crimine, e la sua coerenza con una visione «spirituale» del conflitto in atto: occorre schierarsi e combattere, senza cedimenti.

 

La Verità – che è un attributo di Dio – non può esser cancellata dall’errore, e la Vita non può essere sconfitta dalla morte: ricordatevi che il Signore, che ha detto di Sé: «Io sono la Via, la Verità e la Vita», ha già vinto Satana, e quel che rimane della battaglia serve solo per darci l’opportunità di fare la scelta giusta, di saper compiere quelle azioni che ci mettono sotto il vessillo di Cristo, dalla parte del Bene. 

 

Confido che questo grande lavoro che state svolgendo possa presto dare i frutti attesi, ponendo fine a un tempo di prova in cui vediamo come diventerà il mondo se non torniamo a Cristo, se continuiamo a pensare di poter convivere con il male, con la menzogna, con il culto di sé.

 

In fondo, la Città di Dio è il modello di chi vive nell’amore di Dio, nel dominio di sé e nel disprezzo del mondo; la città del diavolo è il modello di chi vive nell’amore di sé, nel conformarsi al mondo e nel disprezzare Dio. 

 

 

+ Carlo Maria Viganò

Arcivescovo

 

 

20 Novembre 2022

 

 

Renovatio 21 offre questo testo per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

 

Continua a leggere

Pensiero

L’amnistia post-COVID e la nuova stagione di restrizioni pandemiche

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 pubblica il comunicato del Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina (CIEB). Le opinioni dei testi pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

Il CIEB prende atto della rassegnazione mostrata da una parte degli italiani di fronte alle notizie che sembrano riaprire, a distanza di otto mesi dalla fine apparente dell’emergenza sanitaria, la stagione delle restrizioni pandemiche.

 

In questo senso vanno anzitutto ricordate, sul piano internazionale, le proposte del G20 di Bali volte a subordinare gli spostamenti transfrontalieri all’adozione di «soluzioni digitali e (…) non digitali, inclusa la prova delle vaccinazioni», nonché a «capitalizzare (il) successo degli standard esistenti e dei certificati digitali COVID-19» in vista della creazione di «reti sanitarie digitali globali» destinate a «rafforzare la prevenzione e la risposta a future pandemie». (1)

 

Dette proposte recepiscono di fatto, a livello di vertice politico, l’auspicio verso la cristallizzazione dello strumento di controllo denominato green pass, vero obiettivo delle politiche di stampo totalitario sdoganate dal COVID. Ed è significativo rilevare che esse promanano da un organismo creato appositamente per favorire la globalizzazione dei mercati – e dunque gli interessi delle élite finanziarie transnazionali, più che gli interessi delle popolazioni da esso rappresentate – alla cui riunione ha partecipato anche il promotore del cosiddetto «World Economic Forum», ossia un soggetto che non riveste alcuna carica pubblica istituzionale.

 

Nello stesso senso si indirizza, sul piano nazionale, l’annuncio relativo all’adozione da parte del Ministero della Salute – dietro parere dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive «Lazzaro Spallanzani» di Roma – di nuove norme concernenti la quarantena dei «pazienti positivi asintomatici» (sic!) che, aumentando il grado di confusione in merito all’uso dei tamponi e delle mascherine FFP2, potrebbero di fatto agevolare l’ulteriore diffusione del virus e finire per aprire surrettiziamente la strada a nuove restrizioni e a ulteriori lockdown. (2)

 

Ancora più eclatante è, sul piano locale, la notizia secondo cui l’Ordine dei medici di Torino ha avviato, nei confronti degli iscritti che hanno scelto di non vaccinarsi, una indagine volta ad acquisire, tra l’altro, le «motivazioni del … rifiuto alla vaccinazione, la … posizione rispetto alle pratiche vaccinali tanto obbligatorie quanto facoltative», nonché le modalità con cui i medici in questione hanno garantito «la sicurezza e la prevenzione del contagio» nei rispettivi studi professionali, avvertendo al contempo che, in caso di mancata risposta al questionario d’indagine nel termine di 30 giorni dal suo ricevimento, «il procedimento proseguirà egualmente il suo corso». (3)

 

Queste dichiarazioni sembrano contraddire, in modo per molti inatteso, il clima di rilassatezza post-emergenziale diffusosi nelle scorse settimane e alimentato dagli appelli alla pacificazione nazionale – o «amnistia pandemica» – presentati da più parti e sotto varie vesti. (4)

 

Ma in realtà non c’è alcuna contraddizione: chi ha gestito l’affaire COVID non ha mai inteso concedere tregua alle sue vittime e, come dimostrano i fatti sopra citati, nella pacificazione nazionale può credere solo chi è incapace di cogliere la gravità sistemica di ciò che la gestione del COVID ha comportato, ossia il lampante inveramento di una forma di totalitarismo biopolitico globale, e chi ormai percepisce come nuova normalità la strategia dello stato di emergenza.

 

A fronte della diffusa rassegnazione di fronte a fatti di tale portata, una parte degli italiani sembra invece apprezzare le polemiche alimentate ad arte, da certa politica e da certi media, in merito alle dichiarazioni del Sottosegretario alla Salute concernenti i cosiddetti vaccini anti-COVID.

 

Lungi dal costituire rivelazioni di chissà quale portata, le dichiarazioni in questione si sono limitate a rilevare l’assenza di certezze scientifiche relative all’efficacia e alla sicurezza dei «vaccini» in questione – in ciò allineandosi alle dichiarazioni rese dalla stessa Pfizer appena poche settimane prima – e non fanno altro che ricordare una verità affermata a chiare lettere dalla normativa europea che ha autorizzato in via condizionata l’immissione in commercio dei farmaci sperimentali definiti «vaccini»: verità che i pareri del CIEB ribadiscono da più di un anno. (5)

 

Sulla base di queste considerazioni, il CIEB:

 

  • pur consapevole della diffusa esigenza di dimenticare più di due anni di paure e frustrazioni, raccomanda vivamente ai cittadini di non abbassare la guardia nel momento in cui dall’Italia e dall’estero giungono chiari segnali di consolidamento dei meccanismi di soggiogamento instaurati in forza della cosiddetta pandemia, di cui è già stata annunciata l’estensione alle nuove emergenze climatiche, ambientali ed energetiche;

 

  • invita le autorità competenti – e in particolare la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità e l’Agenzia Italiana del Farmaco, anche al fine di salvaguardare la propria autorevolezza e la propria reputazione in campo scientifico – ad avviare quanto prima indagini volte a valutare la fondatezza e l’eticità delle misure adottate durante l’emergenza sanitaria e, se del caso, a censurare pubblicamente l’operato dei soggetti che, agendo in veste istituzionale, hanno tenuto comportamenti volti a ingenerare allarmismo e paura nei cittadini allo scopo di piegarli all’accettazione acritica di misure di prevaricazione e di soppressione dei diritti e delle libertà fondamentali.

 

 

CIEB

 

22 novembre 2022

 

 

Il testo originale del Parere è pubblicato sul sito: www.ecsel.org/cieb

 

 

 

NOTE

 

1) Cfr. https://www.g20.org/wp-content/uploads/2022/11/2022-G20-Bali-Update.pdf, nonché https://www.laverita.info/g20-green-pass-per-sempre-2658686775.html

2) Cfr. https://www.ilsole24ore.com/art/verso-l-addio-tamponi-dopo-5-giorni-si-uscira-casa-senza-bisogno-fare-test-AEE4a4GC.

3) Cfr., tra gli altri, https://www.laverita.info/parte-schedatura-medici-no-vax-2658723548.html;

4)  Cfr., per tutti, https://www.theatlantic.com/ideas/archive/2022/10/covid-response-forgiveness/671879/.

5) Cfr. l’art. 4, n. 1, del regolamento della Commissione europea n. 507/2006 del 29 marzo 2006, relativo all’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata dei medicinali per uso umano che rientrano nel campo d’applicazione del regolamento (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio (in Guue n. L92 del 30 marzo 2022, pag. 6), secondo cui un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata viene rilasciata «malgrado non siano stati forniti dati clinici completi in merito alla sicurezza e all’efficacia del medicinale» considerato.

 

 

 

 

Renovatio 21 offre questo testo per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

Continua a leggere

Più popolari