Politica
AfD stravince le elezioni in Sassonia-Anhalt: sarà ancora perseguitata? Subirà la «melonisierung»?
Alternativa per la Germania (AfD) ha prevalso nelle elezioni regionali di domenica nello Stato tedesco orientale della Sassonia-Anhalt, ottenendo il 43,8% dei voti, secondo la commissione elettorale locale. L’AfD si appresta a conquistare 39 dei 97 seggi nell’assemblea legislativa regionale, senza però raggiungere la maggioranza di governo.
La consultazione è stata contrassegnata da un’affluenza record del 78%, la più elevata dalla riunificazione tedesca del 1990. Secondo i risultati preliminari ufficiali, il partito del cancelliere Friedrich Merz, l’Unione Cristiano-Democratica (CDU), è arrivato secondo con un esito deludente: poco più del 17,2% dei voti e 15 seggi.
Ulrich Siegmund, candidato di punta dell’AfD nello Stato, ha dichiarato che il partito ha «scritto la storia» e che l’esito del voto «scuoterà tutta la Germania».
«Riconquisteremo il nostro Paese, e cominciamo dalla Sassonia-Anhalt», ha affermato. I tedeschi hanno dato la loro fiducia all’AfD e «non li deluderemo. Non diventeremo come questi altri partiti», ha aggiunto Siegmund.
Remarkable scenes in Germany as the @AfD smashes the oppposition by a huge margin in in the eastern state of Saxony-Anhalt
More than twice the ruling parties vote.
Of course, discussion in Brussels is now about how to “Stop the AFD” not on listening to the people’s choice.…
— Chay Bowes (@BowesChay) September 6, 2026
🇩🇪 AfD has made history in Saxony-Anhalt, surging to around 44% and coming within touching distance of an absolute majority.
The CDU collapsed from 37% to about 18%.
Now the only way to keep AfD out of government may be a stretched anti-AfD coalition of CDU, SPD, Greens and the… pic.twitter.com/i2lxMCifW2
— Europa.com (@europa) September 6, 2026
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In precedenza la co-presidente dell’AfD, Alice Weidel, non aveva escluso la possibilità di un governo di coalizione nella regione, anche con i cristiano-democratici di Merz, qualora il partito di destra non avesse ottenuto la maggioranza assoluta.
Dopo che gli exit poll hanno assegnato la vittoria all’AfD, Sven Schulze, candidato capolista della CDU in Sassonia-Anhalt e presidente regionale uscente, ha riconosciuto la sconfitta e si è congratulato con gli avversari per il successo elettorale. «Questa è democrazia», ha affermato Schulze, aggiungendo che gli elettori hanno inviato un messaggio chiaro da ascoltare sia a livello regionale sia federale, come riportato dai media tedeschi.
Lo Schulze ha attribuito il risultato modesto del proprio partito alle politiche impopolari del governo di coalizione federale, composto da CDU e Partito Socialdemocratico (SPD). Anche il co-leader dell’SPD e vicecancelliere Lars Klingbeil ha parlato di un «segnale a Berlino», insistendo però sulla necessità di proseguire con la cosiddetta politica del «firewall», in base alla quale i principali partiti rifiutano ogni collaborazione con l’AfD.
Il co-presidente dell’AfD, Tino Chrupalla – figura politica oggetto di debancarizzazione e pure inquietanti attacchi con siringhe per iniezioni – ha sostenuto che l’esito delle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt dimostra che gli elettori respingono la controversa politica del «firewall» votando contro i partiti tradizionali.
Secondo i risultati preliminari, l’SPD si è classificato terzo con il 9,3% dei voti, seguito dai Verdi e dal Partito della Sinistra con rispettivamente l’8,9% e l’8,6%. Anche l’Alleanza Sahra Wagenknecht (BSW) è riuscita di stretta misura a entrare in parlamento con il 5,3%.
Negli ultimi mesi i sondaggi hanno indicato in modo costante l’AfD come il partito più popolare a livello nazionale, con il sostegno del 28% degli intervistati.
Il partito, che costituisce la più grande fazione di opposizione nel Bundestag, fonda la propria campagna su una piattaforma anti-immigrazione ed è inoltre fortemente critico verso il sostegno del governo tedesco all’Ucraina e verso le sanzioni contro la Russia.
Un sondaggio INSA pubblicato dalla testata germanica Bild a fine agosto indicava che il sostegno al blocco di governo cristiano-democratico CDU-CSU era sceso al 20%, con circa il 78% degli intervistati insoddisfatto del governo di coalizione di Merz.
A marzo AfD aveva ottenuto quasi il 20% dei voti alle elezioni regionali nello stato tedesco occidentale della Renania-Palatinato. A fine 2025 il partito aveva triplicato i voti nella land della Renania Settentrionale-Vestfalia (il land del cancelliere Federico Merz) e volava in testa ai sondaggi nazionali come primo partito. Nella cittadina di Ludwigshafen era stato escluso il candidato AfD dalle elezioni, che si sono quindi tenute con la risibile affluenza del 29%.
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Nelle ultime elezioni negli stati di Sassonia e Turingia, l’AfD ha demolito la coalizione di sinistra al potere. In Turingia, ha ottenuto i voti del 37% dei 18-24enni. La crescita del partito ha portato anche a fenomeni di cannibalismo elettorale fra i partiti della coalizione, con la sparizione totale dei Verdi dal Parlamento del land del Brandeburgo.
Come riportato da Renovatio 21, Verdi e democristiani avevano segnalato la volontà di bandire l’AfD ancora mesi fa, quando era emerso che era divenuto il secondo partito del Paese e il primo della parte orientale. Nell’ultimo episodio di trasformismo compromissorio democristiano, la CDU si è dichiarata pronta ad allearsi con il partito ecologista per fermare l’avanzata di AfD e del nuovo partito populista di sinistra anti-guerra ed anti immigrati di Sahra Wagenknecht il BSW.
Per AfD, tuttavia, la vittoria può aprire a tempi problematici: notoriamente, il partito è stato perseguitato non solo dagli altri partiti, ma pure dagli apparati di sicurezza interna del Paese. Negli scorsi mesi il Bundesamt für Verfassungschutz (BfV) – il servizio di sicurezza interno, che secondo il nome dovrebbe difendere la Costituzione – mette sotto osservazione il partito: ad aprile 2023 era emerso che i servizi avevano etichettato l’organizzazione giovanile AfD come «estrema destra» in modo da poter sorvegliarne i membri. Pochi mesi fa il BfV aveva reiterato la classificazione di AfD come «estremista».
Come riportato da Renovatio 21, la caccia dell’Intelligence germanico a AfD è risalente. A livello federale, il partito è soggetto a una classificazione di livello inferiore che consente comunque il monitoraggio, sebbene con controlli giudiziari più rigorosi. Tuttavia, le autorità federali hanno richiesto un innalzamento del livello di sorveglianza per l’AfD, e la decisione finale è attualmente sospesa in attesa dell’esito di un ricorso legale presentato dal partito.
Come riportato da Renovatio 21, la Bassa Sassonia aveva inserito la sezione locale di AfD in una lista nera come «priorità di sorveglianza»un mese fa. Un Commissario di polizia del Budestag l’anno scorso aveva chiesto l’epurazione dei membri di AfD dai ranghi della Polizei, mentre il partito veniva escluso dai seggi della presidenza della commissione parlamentare al Bundestaggo di Berlino.
Come riportato da Renovatio 21, di recente è emersa una bozza di legge del governo tedesco introdurrebbe una norma che impedirebbe alle persone con opinioni «estremiste» di acquistare una casa.
La follia orwelliana in atto in Germania era stata condannata l’anno scorso dal segretario di Stato USA Marco Rubio e dal vicepresidente statunitense JD Vance.
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La persecuzione civile e politica del partito è multidimensionale: nel giugno 2025 l capo della polizia del Bundestag tedesco, Uli Grötsch, ha chiesto che tutti i membri del partito di destra Alternativa per la Germania (AfD) vengano rimossi dal servizio di polizia. Un mese prima l’agenzia di Intelligence interna tedesca ha temporaneamente sospeso la classificazione di AfD come gruppo «estremista di destra confermato», in attesa dell’esito di un ricorso legale. La tregua, tuttavia, arriva in anni di lotta persistente contro la formazione politica sovranista.
Il partito, che per i sondaggi è il maggiore del Paese, è escluso dai seggi per la presidenza alla commissione parlamentare del Bundestaggo.
A giugno, una ONG tedesca di orientamento liberal-progressista, la Gesellschaft für Freiheitsrechte («Società per i diritti civili») , ha proposto di dichiarare incostituzionale il principale partito populista del Paese
Come riportato da Renovatio 21, i leader del partito in passato hanno fatto capire di ritenere l’Europa un progetto fallito, e spingendosi sino a chiedere un referendum per uscire dalla UE. AfD porta avanti apertamente una politica di remigrazione, cioè il rimpatrio di milioni («milionenfach») di immigrati giunti irregolarmente su suolo tedesco
Si apre pure quella che sembra pure una prova più grande per il partito: quella di rimanere fedele alle promesse agli elettorali, e non diventare di colpo «moderato» una volta raggiunta la stanza dei bottoni.
Il problema, ai vertici dell’AfD, se lo sono già posto, facendo un’ulteriore giuramento ai sostenitori: il partito non subirà una melonisierung, una «melonizzazione» – così disse Chrupalla dopo che l’AfD era stata espulsa dal gruppo Identità e Democrazia (ID) al Parlamento europeo all’inizio di questo mese.
Si tratta di un promessa di non poco conto. Come sa il lettore di Renovatio 21, sotto il governo Meloni sono aumentati gli sbarchi di immigrati clandestini.
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Immagini screenshot da YouTube
Immigrazione
Il sacco di Milano della barbarie anarco-tirannica. Invochiamo il flagello di Ambrogio
Total chaos in Italy: Milan. pic.twitter.com/3NDaVPpwuV
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 18, 2026
🇮🇹 NOW MILAN IS ERUPTING TOO
The wave of unrest across Europe is spreading. More than 5,000 protesters took to the streets of Milan over soaring fuel prices and low wages. And things turned violent. Rocks, firecrackers and fireworks were hurled at police. Bus shelters and… — Mario Nawfal (@MarioNawfal) October 17, 2026
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Protesters clash with police in Milan, Italy, near the historic cathedral, against the high cost of living. pic.twitter.com/FvCu2JLqe3
— Globe Eye News (@GlobeEyeNews) October 18, 2026
Total chaos outside the symbol of Christianity in Milan, the Cathedral. Paper bombs, firecrackers, cars destroyed, attacks on police, insults and shouting right in front of the Duomo. No Italian, not even the worst, would dare to light fires and shoot fireworks against the Duomo.… https://t.co/lh80b1iC5O pic.twitter.com/Oh3XYvqVhY
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 17, 2026
BREAKING:
Massive riots have now also broken out in Milan, Italy. An alliance of migrant gangs and Antifa extremists is attacking police officers and setting fires in front of the Milan Cathedral (Duomo) pic.twitter.com/yh8sbPWmsS — Visegrád 24 (@visegrad24) October 17, 2026
Italy like France. Outside Milan Cathedral. A symbol of Christianity under siege. Fires, clashes, and devastation beneath its spires. This is no celebration — it is a collapse. They are burning the heart of Milan while everyone watches and records it. This is a war on our… pic.twitter.com/fcGWSDF8z0
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 17, 2026
Many shouts in this video are in Arabic. This is Milan’s Duomo, the symbol of Christianity in Italy and Europe. Yesterday’s clashes were not random – they have a clear motive. pic.twitter.com/gpsMckkVcw
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 18, 2026
🔥🇮🇹 Construction on the Duomo di Milano began in 1386, and it wasn’t finished until 1965.
Now it’s under threat of destruction by citizens complaining about the “cost of living”?! Naw fam… Something, or someone bigger, is instigating this! Writer: Jamie… https://t.co/WRE6WSp4d8 — Mario Nawfal (@MarioNawfal) October 17, 2026
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🚨Milan is a battlefield & tourists are hiding.
Smoke bombs are being thrown at rooftop bars. Shops are locked down. A cost of living protest just became a riot in the heart of the city. Police are firing tear gas. Dozens have already been arrested. British tourists say… pic.twitter.com/7QKXTYgP22 — Gauci Reports (@GauciReports) October 17, 2026
Certamente non si tratta solo dei luoghi storici, le grandi piazze, le gallerie (dove sono rimasti, a permettersele, solo le multinazionali), i palazzi millenari. È la vita stessa dei milanesi che ora è minacciata. Guardate via Torino: un tempo luogo di baretti e negozietti, dove passeggiava, e comprava, la gente comune: c’era il negozio di scarpe, l’ottico bravo, la ricevitoria del lotto, la videoteca fornita, il pronto-moda a portata, la pizza al trancio, etc. Ora dopo essere stata gentrificata – i negozi sono praticamente solo di grandi catene internazionali – via Torino viene razziata. Ecco che arrivano le immagini del looting di articoli sportivi, a quanto sembra amati dai baluba fino al punto di sfidare la legge per portarseli via aggratis. Non che sia un fenomeno nuovo. Ricordiamo di averlo visto durante la rivolta di Los Angeles per il pestaggio di Rodney King nel 1992. Distintamente ricordiamo anche Londra nel 2011, quando vi furono disordini pre-olimpici nei quartieri immigrati che si riversarono poi ovunque vi fosse un negozio di scarpe da ginnastica da razziare. Per la Francia di questi anni, gli episodi non si contano. Anche a Milano ora abbiamo la barbarie firmata, pronta a tutto pur di avere la felpa col loghetto figo. È un segnale chiarissimo: questa gente è disposta a tutto, per niente. Gli lancia una maglietta, e questi sono pronti a fare qualsiasi cosa. È il programma del conte Calergi: il meticcio, teorizzato in Praktischer Idealismus, è più «sentimentale», quindi più manovrabile, quindi ideale per la costruzione della «nuova Europa». La «nuova Europa» sta nascendo tramite le razzie dei Footlocker. È la conclusione che dobbiamo trarne.Milan, Italy pic.twitter.com/KYsc9X7f4V
— Russian Market (@runews) October 17, 2026
Notiamo anche: i negozi di libri possono essere distrutti senza portare via niente, come visibile alla Feltrinelli di Torino. I razziatori sono selettivi, lo sappiamo: lo scrittore William Gibson notava che nei saccheggi losangelini del 1992 venivano spaccati e depredati i negozi di TV Color, mentre quelli con in vetrina computer Apple da migliaia di dollari venivano lasciati intonsi (ora non è più così: ma abbiamo reso l’idea). A colpire è soprattutto l’idea che l’incursione sia fatta in una libreria Feltrinelli, tempio della cultura goscista, cioè immigrazionista e permissivista, che ha consentito alla società di degenerare fino al punto di far vivere sul suo territorio individui simili. Il cane morde il padrone: o forse, il padrone non è mai stato padrone, era uno che dava da mangiare senza nemmeno sapere quello che faceva, ma credendosi, per questo, buono. La sinistra, e tutta la sua filiera economica, altro non è che una patologia narcisoide di una società che ha perduto la morale naturale.Milan like Paris. Many of them are not Italian and must be kicked out now, put on a raft and sent back to North Africa. pic.twitter.com/bgLJ0Ex2YI
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 18, 2026
Scontri tra manifestanti e polizia con il lancio di sassi e bottiglie durante la protesta contro il carovita in corso a Torino. Un folto gruppo di giovani incappucciati ha fatto irruzione nella libreria Feltrinelli in Porta Nuova.
L’articolo di Federico Gottardo su Repubblica… pic.twitter.com/0C06w85pkg — Repubblica (@repubblica) October 17, 2026
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Torniamo a Milano. L’assalto alla città, con la polizia praticamente inerme – fa il giro dei siti di informazione il dirigente di polizia in borghese con il sangue in testa perché colpito da un sanpietrino – segna non solo una vittoria per i rivoltosi, ma una direzione precisa delle forze dell’ordine: esse non sono in grado, o non vogliono, risolvere una cosa del genere. Eppure noi di piazza Duomo avevamo altri, tristi, ricordi. Rammentate le proteste pandemiche? Noi sì. Milano era diventata, ogni sabato, teatro delle più massicce marce contro lockdown, vaccini greenpass. Roba che neanche Melbourne. Per quanto ci è possibile testimoniare, possiamo dire si trattava di manifestazioni completamente organiche, e quelli che volevano metterci il cappello (tra cui qualche vecchio arnese confuso) duravano poco. La repressione fu pazzesca. Manifestanti bloccati in periferia dalla polizia, che chiudeva vie ed accessi, di fatto mettendoli in trappola. In piazza Duomo, che oggi viene lasciata tranquillamente bruciare, cominciarono ad arrestare chiunque, dalla signora di mezza età al pensionato con la bici colorata, a quelli che sembravano passanti che semplicemente reagivano agli agenti in borghese che affiancavano e prendevano gli sparuti personaggi che protestavano, pensate un po’, con la loro presenza. Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese aveva emanato il 10 novembre 2021 una direttiva per «limitare», cioè cancellare, le proteste contro le misure sanitarie COVID. Alla facciazza di qualche articolo della «Costituzione più bella del mondo». Ricordo la malinconia totale che mi procuravano quelle immagini. Non solo perché vedevo quella stupenda protesta ridotta ad un cumulo di rauchi tizzoni che venivano spenti senza pietà. Ma perché quella era piazza del Duomo, il luogo più bello, più importante, più spirituale. San Carlo Borromeo è custodito proprio lì, nello Scurolo di San Carlo, ed è il santo che non aveva paura di andare dagli ammalati durante la peste, chiamata proprio Peste di San Carlo. Milano aveva tradito se stessa. Lo Stato moderno aveva vinto contro il suo spirito antico. Ora rivediamo in trasparenza lo stesso fenomeno, o meglio, ne vediamo la faccia ulteriore. L’anarco-tirannia vuole da una parte tiranneggiare il cittadino, schiacciargli la faccia sotto lo stivale dell’autorità (come visto col COVID), ma al contempo desidera lasciar libero l’elemento barbaro immigrato, così da creare quel caos sociale che permette alle élite di prosperare libere dalla responsabilità di nutrire e proteggere il popolo, divenuto troppo impegnato a proteggersi e nutrirsi da sé.Riots in Bologna and Milan were equal to what was seen in France.
These are not just exclusively migrant riots either or the ‘far-left’. Many others participated due to the cost of living and overall despair at the current situation across Europe. pic.twitter.com/Takzg9HPjv — UNN (@UnityNewsNet) October 18, 2026
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Immagine di Vassia Atanassova via Wikimedia CC BY-SA 4.0
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Politica
Il municipio di Limoges dato alle fiamme dalle proteste immigrate
Il campanile del municipio di Limoges, risalente a 143 anni fa, è crollato sabato sera dopo che l’edificio era stato dato alle fiamme nel contesto delle rivolte etniche immigrate camuffate da proteste a livello nazional contro l’aumento del costo della vita
L’incidente è avvenuto mentre gli scontri tra polizia e le orde immigrate si intensificavano in tutta la Francia, con gli agenti che hanno sparso gas lacrimogeni.
A Limoges, città della Francia centro-occidentale, casseurs mascherati hanno dato fuoco al municipio ottocentesco, secondo quanto riportato dall’agenzia AFP, che cita un funzionario regionale. Video diffusi sui social media mostrano il campanile dell’edificio cedere e crollare mentre le fiamme ne avvolgono le strutture di sostegno.
La mairie de Limoges s’effondre… 🥹
Classé monument historique, le bâtiment existait depuis 150 ans (1876) pic.twitter.com/UW3Ej8UNm3— Destination Télé (@DestinationTele) October 17, 2026
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L’incendio ha causato danni ingenti, con il crollo del tetto sui piani inferiori e la distruzione di gran parte della facciata. Le autorità locali hanno descritto l’edificio storico come in gran parte distrutto. Non sono stati segnalati feriti tra le persone che si trovavano all’interno.
«Il tetto è crollato sui piani inferiori, ad eccezione dell’ala ovest, e due terzi della facciata esterna sono già scomparsi», ha dichiarato il prefetto locale Maurice Barate, citato dall’AFP.
🇫🇷🔥 Limoges city hall set on fire by rioters at the end of the Oct. 17 protest; the bell tower collapsed and the prefect says the building is “largely lost”
Rioters attacked Limoges’ hôtel de ville late Saturday afternoon after the Oct. 17 cost-of-living march, breaking windows… pic.twitter.com/SCIqe5EhRx
— 🔥🗞The Informant (@theinformant_x) October 17, 2026
FRANCE: Rioters have set fire to the historic City Hall in Limoges, France, causing its roof to burn and its clock tower to collapse.
Built in 1883, the 143 year old landmark survived 2 world wars and was designated a protected historical monument in 1975.
It’s gone now.…
— Open Source Intel (@Osint613) October 17, 2026
AIUTA
Scontri violenti sono stati segnalati a Parigi, Marsiglia, Rennes, Tolosa e Angers.
🔴 🇫🇷 FRANCE
Scènes de chaos à Marseille. La situation est hors de contrôle. La police est débordée. À suivre.⁰#Marseille #17octobre pic.twitter.com/zTInewabU1
— Geocrises FR (@geocrises) October 17, 2026
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Il primo ministro Sébastien Lecornu ha dichiarato che 1.200 persone sono state arrestate in tutto il paese, mentre il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha riferito che 150 agenti di polizia sono rimasti feriti.
Filmati provenienti da Parigi mostravano la polizia che si scontrava con le torme sabotattrici, mentre questi ultimi, con il volto coperto, lanciavano oggetti e fuochi d’artificio.
A Marsiglia, i «manifestanti» hanno fatto irruzione nel municipio, sfondando la porta e imbrattando i muri con vernice spray, secondo quanto riportato dal quotidiano locale La Provence. Sono stati segnalati incendi anche in diverse città, tra cui un ufficio turistico a Lione.
Con la distruzione di un municipio antico l’anarco-tirannia segna un punto simbolico notevole: la distruzione del potere precedente, il trasferimento del comando all’orda barbara.
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Immagine screenshot da Twitter
Politica
L’ex deputato USA Matt Gaetz accusato di traffico sessuale. È molto inviso alla lobby ebraica
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