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Grindr, l’app gay che ha incastrato il mondo

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Ieri il nome lo facevano solo su Twitter gli hater di PD e simili, omosessuali o meno che fossero.

 

Oggi il nome dell’applicativo smartphone in questione è uscito su qualche giornale.

 

Per organizzare il festino che sta distruggendo la Lega di Salvini sarebbe stata usata la principale app per gli incontro omosessuali. Si tratta di quella che nel lontano 2011 un articolo di Vanity Fair USA definiva «il più grande, spaventoso gay bar del mondo»: Grindr.

 

I due ragazzi fermati dalla polizia – che ha immediatamente trovato in macchina una boccetta di droga che subitaneamente hanno collegato al social media manager salviniano – sono romeni. Già scriverlo sarebbe una violazione del Testo Unico deontologico del giornalista – la parte chiamata «Carta di Roma» – in cui giammai si dovrebbe dire la nazionalità o l’etnia di una persona.

 

Si tratta di quella che nel lontano 2011 un articolo di Vanity Fair USA definiva «il più grande, spaventoso gay bar del mondo»: Grindr

Tuttavia, nessuna delle sincere e democratiche redazioni dei giornaloni italiani si è posta, per una volta, il problema. Oggi i ragazzi sono già definiti «escort gay trovato su sito di incontri». Uno dei due, altra scoperta odierna, sarebbe indagato.

 

La questione su cui vorremmo cui concentrarci, tuttavia, è un’altra. L’applicazione degli accoppiamenti omosessuali per eccellenza, e la sua lunga, intricata, storia.

 

Perché di «vittime» Grindr (persone che conducono la doppia vita: un classico) ne ha fatte già moltissime: chiedete a tanti preti. Ma non si tratta solo di casi personali. Il potenziale di ricatto di Grindr è stato riconosciuto dalle superpotenze mondiali, e di conseguenza, dai loro servizi segreti.

 

Grindr è stata la prima app di incontri ad usare estensivamente la geolocalizzazione. Vista la velocità e la frequenza con cui i gay cercano il contatto, la app è stata immediatamente un successo.

 

Gli incontri omo-clandestini in luoghi determinati (secondo la vulgata: i bagni pubblici, il tal cespuglio del tal parco, l’area di sosta in autostrada) subirono così la disruption di un social media che permette di incontrare sconosciuti in un batter d’occhio: l’applicazione ti dice esattamente chi ti sta intorno, che faccia ha, a cosa è disposto, etc.

 

Nel 2018, Grindr indicava perfino se l’utente fosse sieropositivo o meno

All’altezza del 2018, Grindr indicava perfino se l’utente fosse sieropositivo o meno: la feature venne ritirata, perché i giornali sinceri e democratici rabbrividirono per mancanza di privacy sanitaria (cosa che adesso fa ridere…), senza capire che probabilmente dietro a questa nuova spunta poteva schiudersi il mondo dei bugchasers e dei giftgivers, coloro che volontariamente contagiano o si fanno contagiare con l’HIV.

 

Da Grindr deriva Tinder, la app di incontri usata dagli eterosessuali: anche quella è sicuramente stata causa di migliaia di disastri famigliari, perché può esporre la doppia vita di «cacciatore» di appuntamenti di un coniuge. Tuttavia Tinder, nonostante la disperazione che produce la promiscuità della hook-up culture («cultura del rimorchio») che ha generato,  non è stato in grado di impensierire i servizi di Intelligence USA. Grindr, invece, sì.

 

Nata a Los Angeles nel 2009, Grindr per un periodo finì nelle mani dei cinesi, che acquistarono la società. Nel 2016 la società aveva venduto una quota del 60% nella società per 93 di dollari milioni a un gruppo di sviluppo di videogiochi cinese, Kunlun Tech Co.

 

L’acquisizione di una tale massa di dati sensibili non passò inosservata.

 

Nel 2019  governo Trump chiese alla Cina di farla tornare in mano americana, perché i servizi USA paventavano che le informazioni contenute in quella app mettessero a rischio la sicurezza nazionale: quante persone, nell’esercito e nella pubblica amministrazione, nel governo e nelle grandi aziende, potevano essere ricattate? Quanti funzionari, generali, ministri, soldati, uomini delle pulizie hanno una doppia vita e quindi possono essere manipolati?

 

Nel 2019  governo Trump chiese alla Cina di farla tornare in mano americana, perché i servizi USA paventavano che le informazioni contenute in quella app mettessero a rischio la sicurezza nazionale

Il mondo dei servizi insegna che sono quattro le leve da utilizzare per far fare a qualcuno qualcosa – come ad esempio tradire il proprio Paese: soldi, ideologia, ego, compromesso.

 

Grindr è potenzialmente un fornitore infinito di compromessi: quante persone possiamo beccare e ricattare? Quante possiamo avvicinare con una honey trap («trappola del miele») dove avvenenti agenti organizzano un accoppiamento per poi filmare tutto o bruciare il bersaglio gay non-dichiarato?

 

Ad ogni modo la cosa incredibile è che i cinesi accettarono l’ordine di Trump. Il gruppo Kunlun cercò un compratore per liberarsi dell’applicazione. Nel marzo 2020, Kunlun annunciò che avrebbe venduto la sua quota del 98,59% in Grindr alla San Vicente Acquisition LLC con sede negli Stati Uniti per 608,5 milioni di dollari. Il lead investor, Raymond Zage, viene dall’Illinois ma ha base ora a Singapore – un luogo dove gli interessi della Cina Popolare non sono sconosciuti.

 

È degno di nota, tuttavia, ricordare che vi fu un’offerta italiana per comprare Grindr. Ad offrire la non comune cifra di 206 milioni  fu  la software house milanese Bending Spoons, l’azienda scelta dal governo per l’app di tracciamento dei cittadini ai tempi del Coronavirus, la celeberrima «Immuni».

 

La startup risultava partecipata dalla holding H14 (che fa capo a Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi) e Nuo Capital, che è un fondo guidato da un ex top manager di Banca Imi, ma, si lesse sui giornali, «con capitale asiatico».

 

Vi fu un’offerta italiana per comprare Grindr. Ad offrire la non comune cifra di 206 milioni  fu  la software house milanese Bending Spoons, l’azienda scelta dal governo per l’app di tracciamento dei cittadini ai tempi del Coronavirus, la celeberrima «Immuni»

Non sappiamo dire quanto accesso abbiano ancora i cinesi alla piattaforma – ne se vi sia, da qualche parte in Cina, un backup di dati che basta e avanza per inguaiare mezzo mondo.

 

Tuttavia, vogliamo ricordare quanto già ribadito anni fa da Renovatio 21. C’è uno Stato, una società che potrebbe essere stata ricattata, sputtanata, manipolata verso scelte fatali (di ampio respiro storico) proprio tramite il vizietto di chi utilizza l’app.

 

Su Grindr si dice che siano presenti quantità massive di sacerdoti. Il fatto è tornato alla ribalta di recente con il caso di un sacerdote USA, noto per le posizioni intransigenti verso lo sdoganamento cattolico di Sodoma, beccato sulla piattaforma. Ma anche in Italia sarebbero stati trovati consacrati di un certo spessore. Di uno in particolare, scriveva il Giornale, che raccoglieva il sussurro di Dagospia: «nella sua seconda vita si dava alle droghe (ecstasy, ma anche crack, Ghb e chetamina) e alla conquista di amanti (rigorosamente di sesso maschile) su Grindr». Una storia con parole che sembrano riemergere anche ora.

 

L’uso intensivo della app di incontri gay da parte perfino dei seminaristi è raccontato da un recente libro del sociologo Marco Marzano, La casta dei casti.

 

Grindr è tornata anche nelle cronache recentissime che hanno visto l’arresto di un sacerdote di Prato accusato di «spaccio, traffico internazionale di droga, appropriazione indebita, truffa e tentate lesioni gravi».  «La prima volta mi hanno contattato su Grindr» ha detto al Corriere uno che partecipava ai festini, e che sostiene di essere stato «iniziato alla “droga dello stupro”». Cioè, il GHB: sempre quello. In aggiunta, in questa storia di preti su Grindr, ci sarebbe anche un’altra cosa che tornava sopra, l’HIV.

 

La questione dei compromessi pederastici cattolici potrebbe essere alla base dell’accordo sino-vaticano

Ora, si dice che la questione dei compromessi pederastici cattolici potrebbe essere alla base dell’accordo sino-vaticano, ossia l’indicibile patto con Pechino stipulato dall’amministrazione Bergoglio che così, di fatto, pugnala alle spalle decine di milioni di veri cattolici cinesi che vivono nella persecuzione.

 

Nell’arco di decine di anni, l’uomo di collegamento fra la Cina e il Papato fu Theodore McCarrick, il cardinale accusato di sodomia con innumeri novizi e pure con ragazzini.

 

Le leccate di McCarrick (ora «sberrettato» da Francesco) al Partito Comunista Cinese non si contano.

 

Nel 2016 al Global Times , organo in lingua inglese del governo comunista, disse: «vedo accadere molte cose che aprirebbero davvero molte porte perché il presidente Xi e il suo governo sono preoccupati per le cose di cui papa Francesco è preoccupato».

 

L’omo-cardinale fu prodigo di complimenti e comparazioni al limite del proibito:  nell’intervista notò le simiglianze tra il Bergoglio e il presidente  Xi, concludendo che esse potevano essere «un regalo speciale per il mondo».

 

La politica dello Stato del Vaticano potrebbe essere stata guidata da una mano esterna, tramite ricatti ottenuti via Grindr

Grazie a Wikileaks (un cablo del 2006) sappiamo che in almeno due viaggi, McCarrick dormì in un seminario di Pechino della Chiesa Patriottica, cioè la copia-pacco della Chiesa cattolica, che non risponde a Roma ma al potere pechinese.

 

McCarrick che dorme in un seminario cinese… Ma non è solo McCarrick. Pensiamo alle diecine, centinaia, migliaia di membri della gerarchia religiosa che potrebbero essere compromessi dai dati in mano dei cinesi.

 

In pratica: la politica dello Stato del Vaticano potrebbe essere stata guidata da una mano esterna, tramite ricatti ottenuti via Grindr.

 

In questi giorni, la storia si ripete. C’è sempre questa app di mezzo. Sono anni che si sa – lo sappiamo perfino noi – che è pericolosa (come è pericolosa, in toto, Internet): gli uomini di potere dovrebbero averlo imparato.

 

Invece, niente. Sarà la fregola, sarà che alcuni provano il brivido paradossale di poter essere scoperti. Non lo sappiamo: ma siamo sicuri che ci sia ancora una quantità immane di politici, VIP e religiosi abbonati alla piattaforma.

 

Ad essere pericoloso, a generare gli scandali e le manipolazioni, è certo anche il fatto di avere una doppia vita.

 

Green pass e Grindr hanno lo stesso principo, lo stesso padrone

Ma, in fondo, anche la doppia vita era una libertà lasciata ai cittadini degli Stati liberi.

 

Una libertà ora disintegrata per sempre dall’elettronica e dal mondo di biosorveglianza assoluta che si va installando passo dopo passo, scandalo dopo scandalo.

 

Green pass e Grindr hanno lo stesso principo, lo stesso padrone.

 

 

 

 

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Reddito di cittadinanza per i trans. Di 97 «generi» diversi

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La comunità transgender di San Francisco riceverà i soldi dei contribuenti dal nuovo programma di reddito garantito della città, ha annunciato lo scorso mercoledì il sindaco democratico London Breed.

 

Il programma si chiama GIFT, che in inglese significa «dono», ma è anche acronimo per Guaranteed Income for Trans People, cioè programma di reddito garantito per le persone trans.

 

Il programma utilizza i dollari dei contribuenti per fornire ai cittadino transgender a basso reddito uno stipendio mensile di 1.200 dollari per un massimo di 18 mesi in modo da «aiutare ad affrontare l’insicurezza finanziaria all’interno delle comunità trans», riferisce il Washington Free Beacon.

 

«Sappiamo che le nostre comunità trans subiscono tassi di povertà e discriminazione molto più elevati», ha affermato Breed in una dichiarazione, «quindi questo programma mirerà al sostegno per supportare le persone in questa comunità».

 

San Francisco ha un notorio problema con i senzatetto, che sono ovunque  e si rendono protagonisti di azioni oscene o aggressive. Non è difficile incontrare, specie nella zona del quartiere Castro – epicentro LGBT globale – homeless transessuali.

 

Gli altri programmi di reddito garantito di San Francisco includono l’Abundant Birth Project, che sovvenziona durante la gravidanza le madri afroamericane e delle isole del Pacifico, e un programma di aiuti in denaro nell’era della pandemia per gli artisti locali. La cittadina di Palm Springs, in California, a marzo aveva annunciato un programma simile per i residenti transgender.

 

Tuttavia, a differenza di altri programmi di aiuto, il GIFT non pone limiti al denaro ricevuto.

 

«Il programma pilota è la prima iniziativa di reddito garantito a concentrarsi esclusivamente sulle persone trans e fornirà trasferimenti di denaro regolari e incondizionati a individui o famiglie che si qualificano, secondo l’ufficio del sindaco» riporta il notiziario locale KTLA. «Ciò differisce da altre pratiche di rete di sicurezza sociale fornendo un flusso costante e prevedibile di denaro ai destinatari da spendere come ritengono opportuno senza limitazioni».

 

«Il programma GIFT fornirà alle persone trans ammissibili un reddito temporaneo e una gamma di servizi diretti di contorno, come l’assistenza medica e mentale che afferma il genere [cioè che incoraggia la propria condizione e identificazione sessuale, ndt], nonché coaching finanziario, secondo l’ufficio del sindaco».

 

Coloro che fanno domanda per il programma possono scegliere tra 97 generi diversi e 18 pronomi a scelta sulla documentazione della domanda, che deve essere presentata entro il 15 dicembre.

 

Il questionario chiede di compilare, a crocetta multipla, le casella con i pronomi She/her/hers, He/him/his, They/them/theirs, It/its/its, Co/co/cos, Zie/zim/zis, Ze/hir/hirs, Xe/xem/xyrs, Ey/em/eirs, E/em/eirs, Per/per/pers, Fae/faer/faers, Ae/aer/aers, Tey/ter. Oltre alla casella di rifiuto («decline»), che non capiamo cosa significhi, c’è comunque la casella «non in lista», che dà lo spazio per scrivere i propri pronomi anche inventati.

 

Alla voce «Trans Status», anche qui con possibile crocetta multipla, è possibile segnalarsi come Transgender, Non-Binary, Gender Non-Conforming, Intersex. Si aggiunge la casella «nessuno dei precedenti», perché chissà.

 

Tuttavia sono altre le categorie del modulo che regalano soddisfazioni. per esempio «orientamento Sessuale», sempre, ovvio a risposta multipla: aromantico (nuovissima questa), asessuale, BDSM/Kink (che significa sadomaso, perverso), bisessuale, demisessuale (?), Dyke (parolaccia che significa «lesbica» nell’inglese americano), Faggot (parolaccia che significa omosessuale maschio in inglese americano), Gay, lesbica (queste devono essere per nostalgici, tradizionalisti), non-monogamo, pansessuale, poliamoroso, queer (parola indefinibile e intraducibile, anche quella mutuata dal gergo offensivo), Same-Gender Loving (che immaginiamo si possa tradurre con «omofilo», ma che razza di pleonasmo è rispetto alle altre voci?), Skoliosexual (che non sappiamo cosa voglia dire, ma immaginiamo abbia a che fare con problemi ortopedici alla colonna vertebrale) e infine, rullo di tamburi, eterosessuale (straight), perché vi sono i trans eterosessuali, che però quindi sono lesbiche o omosessuali, però no, perché in realtà… Insomma abbiamo capito il quadretto – che è, ribadiamo, costituzionale.

 

Questo è niente rispetto alla lista dei 97 generi della voce «Gender Identity» («identità di genere»), molti di quali ci tolgono totalmente impreparati, e chiediamo aiuto ai lettori versati nella materia, sempre che tali lettori di Renovatio 21 esistano:

 

Cis-gender woman

Woman

Transgender Woman

Woman of Trans experience

Woman with a history of gender transition

Trans feminine

Feminine-of-center

MTF (male-to-female)

Demigirl

T-girl

Transgirl

Sistergirl

Man of Trans experience

Man with a history of gender transition

Trans masculine

Masculine-of-center FTM (female-to-male)

Demiboy

T-boy

Transguy

Brotherboy

Trans

Transgender

Transsexual

Non-binary

Genderqueer

Agender

Xenogender

Fem

Femme

Butch

Boi

Stud

Aggressive (AG)

Androgyne

Tomboy

Gender outlaw

Gender non-conforming

Gender variant

Gender fluid

Genderfuck

Bi-gender

Multi-gender

Pangender

Gender creative

Gender expansive

Third gender

Neutrois

Intergender

Maverique

Novigender

Two-spirit

Hijra Kathoey

Muxe

Khanith/Xanith

X-gender

MTX

FTX

Bakla

Mahu

Fa’afafine

Waria

Palao’ana

Ashtime

Mashoga

Mangaiko

Chibados

Tida wena

Bixa’ah

Alyha

Hwame

Lhamana

Nadleehi

Dilbaa

Winkte

Ninauposkitzipxpe

Machi-embra

Quariwarmi

Chuckchi

Whakawahine

Fakaleiti

Calaba

Questioning

 

Se tuttavia l’applicante non dovesse trovare il suo genere nel protocollo, ci sono anche qui le caselle di rifiuto, di «non in lista» (con apposito spazio) e, quella più bella di tutte posta lì, a fine elenco, «io non uso etichette».

 

Tutto questo in un atto pubblico: significa che vi sono amministrazioni che riconoscono almeno 97 generi, qualsiasi cosa questo significo.

 

Del resto parliamo di San Francisco, e del suo sindaco London Breed, sindaco che involontariamente ha il nome più cool mai sentito in un’amministrazione comunale («Razza Londra»), la quale governa su una città in bancarotta morale (per il problema della sperequazione sociale di cui è l’affresco più evidente al mondo) e non solo morale (pensiamo ai disastri civili e finanziari di Big Tech e investitori Venture Capital che vivono tra la città e i dintorni, in quella che chiaman Silicon Valley).

 

Ricordiamo il sondaggio fatto ad aprile da Elon Musk sui suoi circa 100 milioni di follower: usare la sede di Twitter (che hai suoi uffici principali nel vialone principale Market Street, non lontano dalla malfamatissima Turk Street, un intera area dominata dalla presenza di homeless e dall’odore acre della loro orina) come rifugio per i senzatetto.

 

Ora Musk ha comprato Twitter, ma è certo che certe questioni, a San Francisco rimarranno, come le tende dei barboni e il 97 generi del protocollo per il reddito di cittadinanza trans.

 

 

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L’ambasciata degli Stati Uniti in Vaticano ha celebrato il «Il giorno del ricordo Transgender»

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L’Ambasciata degli Stati Uniti presso la Santa Sede ha celebrato la scorsa domenica il «Transgender Day of Remembrance», il «giorno del ricordo transgender che offre un omaggio «a quelli della comunità transgender che sono stati assassinati a causa dell’odio».

 

Ad annunciarlo la stessa ambasciata USA presso la Santa Sede su Twitter.

 

I commenti lasciati dagli utenti non sono lusinghieri. Si sprecano gli inviti alla diplomazia americana a fare lo stesso in Paesi di fede islamica.

 

 

Secondo la Gay & Lesbian Alliance Against Defamation (GLAAD), il Transgender Day of Remembrance (TDOR) è un’osservanza annuale del 20 novembre che onora la memoria di transessuali le cui vite sono state perse in atti di violenza anti-transgender.

 

L’attivista transgender Gwendolyn Ann Smith ha fondato TDOR nel 1999 come veglia per onorare la memoria di Rita Hester, un transessuale nera che è stata uccisa ad Allston nel Massachusetts nel 1998.

 

Non si tratta della prima volta che l’ambasciata di Washington presso la Santa Sede celebra attività in aperto contrasto con la dottrina cattolica, e la stessa dovrebbe informare l’intero Stato che la ospita.

 

Come riportato da Renovatio 21, a giugno l’ambasciata degli Stati Uniti d’America presso la Santa Sede ha esposto la bandiera arcobalenata LGBT fuori dalle proprie finestre in onore del «Pride Month», il mese – giugno – in cui il mondo moderno celebra l’orgoglio dell’omosessualità.

 

 

A parte i Paesi islamici, dove certo la bandierona omofila non è stata esposta dai diplomatici statunitensi, vi è stato un caso gustoso invece in Russia.

 

Come riportato da Renovatio 21il fenomeno del drappo arcobaleno fuori dall’ambasciatasi era ripetuto due anni fa a Mosca, e fu causa di derisione da parte di Vladimir Putin.

 

Quando al presidente russo fu comunicato durante una videoconferenza televisiva che l’ambasciata degli Stati Uniti aveva una bandiera dell’orgoglio appesa davanti al suo edificio per celebrare il mese del Gay Pride di giugno, egli domandò: «Chi lavora in questo edificio?».

 

«Americani», gli fu risposto.  «Lasciateli festeggiare» replicò infine Putin. «Hanno mostrato qualcosa sulle persone che lavorano lì».

 

Seguendo il suggerimento di Vladimir Vladimirovic, ci chiediamo quanti transessuali la diplomazia USA abbia mandato a lavorare nella rappresentazione in Vaticano. Omosessuali, certo, immaginiamo che potrebbero essercene: del resto sono inviati nel centro della chiesa del concilio, dove la sodomia è piaga epidemica, e quindi una conoscenza della questione può aiutare.

 

Per i transessuali il discorso è più difficile. Anche se il Bergoglio non si è fatto mancare nemmeno quello: due settimane fa il pontefice ha incontrato dei trans in pellegrinaggio (!?!) in Vaticano. «Gli ho baciato la mano, lui ha baciato la mia» avrebbe detto il trans paraguagio Laura.

 

Nel 2020 invece aveva devoluto un obolo una tantum a dei trans sudamericani del litorale romano che a causa del lockdown si erano dovuto rivolgere in parrocchia. Arrivò l’elemosiniere, il polacco cardinale Krajewski, già noto per aver ridato la corrente ad un centro sociale, per saldare bollette e affitti e procurare generi di prima necessità.

 

Nel 2015 papa Francesco aveva invece ricevuto in Vaticano un transessuale spagnuolo.

 

Insomma: non è che i diplomatici americani abbiano fatto una cosa così fuori luogo per la chiesa moderna e i suoi attuali occupanti.

 

 

 

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Avvocati si buttano nei casi di malsanità transgender

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

Al di fuori degli Stati Uniti, poche persone probabilmente hanno sentito che sostanze cancerogene sono state trovate nell’acqua di Camp Lejeune, una grande base del Corpo dei Marines nella Carolina del Nord. Ma all’interno degli Stati Uniti, probabilmente tutti lo hanno fatto, grazie agli annunci televisivi da parete a parete di studi legali di azioni collettive che promettono un risarcimento alle vittime del cancro.

 

Gli squali sentono l’odore del sangue nell’acqua.

 

Le persone danneggiate dai trattamenti medici transgender alla fine formeranno una loro class action?

 

Come riportato su BioEdge all’inizio di quest’anno, nel Regno Unito, Tom Goodhead, amministratore delegato dello studio legale internazionale Pogust Goodhead, ha dichiarato al London Times che il suo studio sta preparando un caso. 

 

«I bambini e i giovani adolescenti sono stati portati in terapia senza la terapia appropriata e il coinvolgimento dei medici giusti, il che significa che hanno ricevuto una diagnosi errata e hanno iniziato un percorso terapeutico che non era adatto a loro. Questi bambini hanno subito effetti che cambiano la vita e, in alcuni casi, irreversibili del trattamento che hanno ricevuto… Prevediamo che almeno 1.000 clienti si uniranno a questa azione».

 

Negli Stati Uniti, una giovane donna di nome Chloe Cole ha citato in giudizio i medici e il gruppo sanitario Kaiser Permanente in California per danni civili non specificati e danni punitivi basati su dolo, oppressione e frode.

 

Dicono i suoi avvocati:

 

«È devastata dal fatto che non sarà mai in grado di allattare un bambino. Ora ha un rischio sostanzialmente maggiore di avere problemi di fertilità a lungo termine e non è noto se la sua fertilità sia permanentemente influenzata negativamente. La sua voce ora ha un tono più basso e non è così femminile, il che la turba molto. Molti dei suoi attributi fisici femminili sono stati influenzati negativamente, causando il suo estremo disagio emotivo. Ciò include la perdita dei suoi seni altrimenti sani e lo sviluppo stentato della curvatura femminile del suo corpo e del viso. Ha anche un sostanziale aumento del rischio di futuri problemi di salute a causa del mal concepito blocco della pubertà e del trattamento ormonale che ha ricevuto».

 

La questione resta da discutere in tribunale. Ma deve far venire i brividi all’industria medica transgender. Come scrive lo scrittore di bioetica Wesley J. Smith sulla National Review:

 

«Sì, so che la maggior parte degli avvocati del processo sono liberali e molti saranno riluttanti ad affrontare le accuse dei loro compagni di viaggio di “transfobia”. Ma nella mia esperienza – come avvocato che ha esercitato una volta e che ha scritto spesso su tali praticanti – quando l’odore del denaro è nell’acqua, l’ideologia generalmente non è la prima priorità».

 

«Il tempo lo dirà. Ma nel frattempo, vai Chloe! E per favore, non accettare un accordo confidenziale. Se colpisci lo stipendio, il Paese deve saperlo, perché ciò scoraggerà ulteriori interventi “medici”».

 

 

Michael Cook

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

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