Immigrazione
«Ucciderò voi e le vostre famiglie»: immigrato somalo accoltella al collo cittadino tedesco
In un altro attacco con coltello che ha coinvolto uno straniero, un uomo somalo ha accoltellato un uomo di 46 anni al collo fuori da un supermercato nella cittadina di Waltershausen. Trenta poliziotti sono arrivati sulla scena e lo hanno preso in custodia.
Alle 17:30, l’incidente è iniziato con un uomo somalo di 27 anni che ha tossito intenzionalmente sui clienti a caso all’interno del supermercato discount Netto. Poi ha iniziato a minacciarli e a litigare a caso con vari clienti.
Quando un uomo di 46 anni ha chiesto al somalo di fermarsi, quest’ultimo avrebbe minacciato di ucciderlo. La vittima ha quindi detto al somalo di calmarsi, a quel punto il somalo lo ha pugnalato al collo, secondo il quotidiano Die Welt.
Der alltägliche Wahnsinn, der schon längst in Hintergrundgeräuschen untergeht.#Waltershausen pic.twitter.com/VjMswuahCU
— Doktor Dementi (@doktordementi) August 29, 2024
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La vittima è riuscita a sfuggire all’aggressore, evitando così ulteriori ferite da taglio, e altri testimoni nelle vicinanze sono intervenuti per fermare il somalo. La vittima è riuscita a scappare con solo lievi ferite, nonostante abbia riportato una ferita da taglio al collo.
L’incidente ha innescato una grande operazione di polizia, con 30 poliziotti giunti sulla scena per arrestare l’uomo somalo, che era ubriaco. Ora è accusato di tentato omicidio colposo, disordini violenti e minacce. È noto anche per precedenti crimini e ha condanne nel suo casellario giudiziario.
«L’imputato avrebbe detto alla vittima e ad altre persone: “Ucciderò voi e le vostre famiglie”. Si dice poi che abbia pugnalato la vittima al collo con un coltello e abbia consapevolmente accettato la sua morte», ha affermato un pubblico ministero.
L’immigrato rischia ora 15 anni di carcere.
La cittadina, che si trova a 50 chilometri a ovest di Erfurt, nello stato orientale della Turingia, è una delle roccaforti del partito Alternativa per la Germania (AfD) nel Paese.
Come riportato da Renovatio 21, fine settimana, l’AfD ha vinto le elezioni del land, ottenendo la prima vittoria per un partito di destra in Germania dalla Seconda Guerra Mondiale.
L’attacco con accoltellamento segue un’ondata di crimini con coltello che hanno coinvolto migranti, tra cui il massacro con coltello di Solingen che hanno ucciso tre tedeschi al Festival della Diversità una settimana fa. Lo stragista, un immigrato già espulso, ha gridato «Allahu akbar» durante la violenza.
Gli stranieri rappresentano ora una quota record di crimini violenti nel paese, secondo le statistiche governative del 2023. Tuttavia, come si è visto nel caso della giovane esponente AfD Marie-Therese Kaiser, nella Germania odierna si può venire condannati anche solo per l’aver citato le statistiche ufficiali sugli stupri compiuti nel Paese.
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Immagine di René Mentschke via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
Immigrazione
La violenza studentesca contagia anche il Belgio
Belçika’nın Liege kentinde öğrenciler, hükümet karşıtı protesto gösterileri düzenliyor. pic.twitter.com/peDq12gwOL
— gdh (@gdhdijital) October 5, 2026
Manifestation des étudiants de plusieurs écoles liégeoises ce vendredi place Saint-Léonard pour dénoncer la réforme de l’enseignement et l’augmentation du coût de la vie dont notamment les tarifs du bus. @DESQUESNESF @valerieglatigny @WBE_officiel @Fil_law pic.twitter.com/HniBxkoPgd
— L-Post (@lpost10) October 2, 2026
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Gender
Migranti LGBT deportati da Trump in Paesi «ostili»
I migranti LGBT sono stati deportati dall’amministrazione Trump verso Paesi terzi «ostili». Lo riporta l’agenzia Reuters.
Almeno 40 migranti LGBT sono stati rimandati in Paesi africani che criminalizzano le relazioni omosessuali o che il Dipartimento di Stato americano ha definito «ostili» a tali relazioni.
«Reuters ha seguito il destino di tutte e 40 le persone, provenienti da tutta l’Africa, nonché da Iraq, Giamaica e Russia, intervistando una dozzina di deportati e avvocati specializzati in immigrazione e analizzando centinaia di pagine di documenti legali», riporta l’agenzia.
«Sedici di loro si trovano ancora nei paesi in cui sono stati deportati e alcuni sono tuttora detenuti. Altri sedici (…) sono stati rimpatriati nei loro Paesi d’origine contro la loro volontà. Nove si nascondono in Paesi terzi. Un uomo ghanese non è più in contatto con i suoi avvocati o parenti», hanno affermato.
I Paesi indicati come ostili sono la Sierra Leone, la Guinea Equatoriale, il Camerun, la Repubblica Centrafricana, la Repubblica Democratica del Congo e l’Eswatini, in precedenza Swaziland.
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Le espulsioni verso Paesi terzi, cioè i casi in cui una persona viene rimpatriata in un Paese diverso da quello di residenza, erano rare durante la prima amministrazione Trump, ma sono diventate una delle politiche migratorie centrali della seconda. La misura, adottata dal Dipartimento per la Sicurezza Interna nel marzo 2025, consente ai funzionari di espellere cittadini stranieri in sole sei ore.
L’amministrazione Trump ha accordi con diverse decine di Paesi per accogliere deportati che non sono loro cittadini. In Africa figurano Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Swaziland, Guinea Equatoriale, Ghana, Ruanda e Uganda. In America Latina hanno accettato di accogliere migranti di Paesi terzi anche Costa Rica, Guatemala, El Salvador e Honduras.
Reuters afferma che almeno 40.000 persone sono state deportate in Paesi terzi, di cui circa 900 in Africa.
A metà settembre una corte d’appello ha bloccato la politica, sostenendo che l’amministrazione non permetteva ai migranti di esprimere le proprie preoccupazioni sui maltrattamenti prima di essere deportati.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Immigrazione
Catastrofe immigrata a Vicenza. L’anarco-tirannia maranza espugna un’altra città
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🚨 Vicenza, circa mille giovanissimi, quasi tutti di origine straniera, richiamati su TikTok dall’influencer “Ilvucumpra” per una “Aura Battle”. Il raduno finisce nel caos, con danni a Campo Marzo.
Chi sbaglia deve rispondere. Anche le famiglie vanno responsabilizzate. pic.twitter.com/0d8UwRpqpV — Lara Magoni (@LaraMagoni) October 4, 2026
Balordi, sono solo dei balordi! A Vicenza caos, danneggiamenti, violenze e molestie.
Oltre alle leggi anti-maranza già in funzione, che hanno già portato ad arresti ed espulsioni, farò personalmente tutte le denunce necessarie perché i responsabili dei disordini di ieri vengano… pic.twitter.com/wKwOTdDtmB — Matteo Salvini (@matteosalvinimi) October 4, 2026
Balordi, sono solo dei balordi! A Vicenza caos, danneggiamenti, violenze e molestie.
Oltre alle leggi anti-maranza già in funzione, che hanno già portato ad arresti ed espulsioni, farò personalmente tutte le denunce necessarie perché i responsabili dei disordini di ieri vengano… pic.twitter.com/wKwOTdDtmB — Matteo Salvini (@matteosalvinimi) October 4, 2026
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Peschiera del Garda de los pueblos más bonitos del Lago de Garda, uno de los más fáciles de visitar porque está muy bien comunicado con Milán y Verona. #italia #inseguridadciudadana Igual se han dado cuenta que no todas las culturas son respetables?. Y que pasan de integrarse ? pic.twitter.com/MqEwiHlMQe
— Politeia (@Politeia_ESP) June 9, 2022
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Nel 2005, nell’articolo Synthesizing Tyranny, Francis ribadiva: «Ciò che abbiamo oggi in questo paese, dunque, è sia anarchia (l’incapacità dello Stato di far rispettare le leggi) sia, allo stesso tempo, tirannia: l’applicazione delle leggi da parte dello Stato a fini oppressivi; la criminalizzazione dei cittadini onesti e innocenti attraverso una tassazione esorbitante, una regolamentazione burocratica, l’invasione della privacy e la manipolazione delle istituzioni sociali, come la famiglia e le scuole locali; l’imposizione del controllo del pensiero attraverso “corsi di sensibilizzazione” e programmi di studio multiculturali, leggi sui “crimini d’odio”, leggi sul controllo delle armi che puniscono o disarmano cittadini altrimenti rispettosi della legge, ma non hanno alcun impatto sui criminali violenti che si procurano armi illegalmente, e un vasto labirinto di altre misure. In una parola, anarchia-tirannia».
La questione è, come sempre, che se il sistema produce l’anarco-tirannia, allora significa che quello è lo scopo: secondo la celebre definizione, il punto di ogni sistema è ciò che fa. Secondo Francis, «lo Stato non “omette” di far rispettare le altre leggi; non ha alcuna intenzione di farle rispettare né alcun desiderio di farlo. L’anarchia-tirannia è del tutto deliberata, una trasformazione calcolata della funzione dello Stato, da uno Stato impegnato a proteggere i cittadini rispettosi della legge a uno Stato che tratta il cittadino rispettoso della legge come, nella migliore delle ipotesi, una patologia sociale e, nella peggiore, un nemico».Sostieni Renovatio 21
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