Intelligenza Artificiale
Il sindaco di Nuova York implementa i robocani anticrimine
Il sindaco di Nuova York Eric Adams e il dipartimento di polizia della città hanno reintrodotto cani robotici per le pattuglie di sorveglianza.
«Stiamo scansionando il globo per trovare la tecnologia che assicurerà che questa città sia sicura», ha il primo cittadino della Grande Mela.
Non si tratta di una novità: i robocani poliziotto erano apparsi per la prima volta nelle strade nel 2020, ma erano stati accantonati mesi dopo che i sostenitori dei diritti civili hanno definito la tecnologia come un segno di «polizia aggressiva».
The New York Police Department added a robot dog to hit force.
(Credit: Disclose) pic.twitter.com/JYAmlYLzag
— Apex World News (@apexworldnews) April 12, 2023
Secondo quanto riportato, il ritorno alla polizia neoeboracena del cane robotico della Boston Dynamics, chiamato «Digidog», servirà ad assistere la polizia nelle indagini su incidenti ad alto rischio o pericolosi, come «situazioni con ostaggi, antiterrorismo», ha detto il capo della polizia.
Il costo di una unità si aggira intorno ai 74 mila dollari.
Oltre al robocane, il dipartimento di polizia della metropoli aggiungerà a un robot di sicurezza autonomo, chiamato K5, nonché un sistema GPS chiamato StarChase.
Il robot poliziotto K5 assomiglia all’R2-D2 di Guerre Stellari (nel doppiaggio italiano previamente chiamato C1P8), dotato di consapevolezza situazionale in tempo reale e telecamere che consentiranno al dipartimento di polizia di monitorare le strade.
.@NYCMayor & @NYPDPC announce 3 new pieces of tech the NYPD will test & utilize to increase officer & resident safety:
-StarChase
-K5 Autonomous Security Robot (ASR)
-“Spot” the DigidogThis tech will be on display for 3 days in Times Square for NYers to see & ask questions. pic.twitter.com/SdNNY9i5te
— Fabien Levy (@Fabien_Levy) April 11, 2023
«Il robot K5 fornisce consapevolezza situazionale in tempo reale e informazioni utilizzabili ai primi soccorritori e fornisce anche una deterrenza fisica al crimine», ha affermato il capo del dipartimento Jeffrey Maddrey.
Non è chiaro se l’automa e il suo sistema di visione implementeranno anche i sempre più controversi software di riconoscimento facciale.
Il sistema GPS StarChase consente alla polizia, in un lanciatore portatile o montato su un veicolo, di tracciare a distanza un veicolo contrassegnato.
L’introduzione di queste nuove tecnologie distopiche coincide con un aumento della criminalità a Nuova York a causa delle carenze al personale della polizia.
Renovatio 21, oramai definibile come unico esemplare di «Corriere del robocane», aveva parlato dell’armamento dei robocani più di un anno fa. Roboquadrupedi militari sono in produzione ovunque – pure in versione «telepatica».
Telepathic robot war dogs commanded by soldiers pic.twitter.com/Mlg47TtVIH
— DefyTheNorm????✝️???????? (@Defy_Norm) February 17, 2023
I cinesi producono lo «yak meccanico» per la guerra in Himalaya, più un’altra serie di automi armati posti al confine con l’India. Un video con un robocane armato portato in cima ad un palazzo da un drone è apparso nel web cinese il mese scorso.
Al Forum militare di Mosca dell’anno scorso di due mesi fa erano visibili robocani dotati di bazooka.
A Russian robot complex, assembled using Chinese technology and capable of using RPGs, at the #Army2022 forum. pic.twitter.com/vrdTMFRIgB
— خالد اسكيف (@khalediskef) August 16, 2022
Boston Dynamics, la prima società a concepire e produrre robocani, ha giurato che non ne farà delle versioni armate. Tuttavia, versioni non-armate dei robodogs sono utilizzate già dalle forze dell’Ordine in USA, pure dai pompieri di Nuova York che, come detto sopra, dalla polizia, che li aveva utilizzati in alcuni raid nel 2020.
Nah they really got these robot police dogs in NYC. This is wild pic.twitter.com/iG7CTPFevH
— KIM PARKER ???? (@1800SPOILED) April 12, 2021
Sull’uso dei Terminator Dogs ai confini con il Messico vi è polemica, perché c’è chi ritiene che il loro uso spaventa gli immigrati spingendoli verso sentieri dove poi incontrano la morte.
Come visto in immagini scioccanti della scorsa primavera, i robocani abbiano pattugliato le strade di Shanghai durante il colossale lockdown della primavera 2022, dove per sorvegliare e punire i 26 milioni di abitanti usarono, oltre agli androidi quadrupedi, anche droni che volevano tra i palazzi ripetendo frasi come «contieni la sete di libertà del tuo spirito».
Shanghai has deployed robotic dogs to blare lockdown instructions to the public. pic.twitter.com/PK72YIPfxs
— Ian Miles Cheong (@stillgray) March 30, 2022
Infine, Renovatio 21 segnala che quest’anno robodogghi sono stati mandati in giro per la campagna umbra.
Immagine screenshot da YouTube
Intelligenza Artificiale
Chatbot AI mettono in pericolo gli escursionisti
Il sito Futurism riporta l’ennesima vicenda in cui l’Intelligenza Artificiale mette in pericolo gli esseri umani, che stupidamente si fidano di essa.
Qualche mese fa, due escursionisti che cercavano di affrontare una parete rocciosa di una montagna vicino a Vancouver, hanno dovuto chiamare una squadra di soccorso dopo che sono caduti nella neve. La coppia indossava solo scarpe da ginnastica a suola piatta, ignari che le altitudini più elevate di una catena montuosa potrebbero essere ancora innevate appena dopo l’inverno.
«Siamo saliti lassù con degli stivali per loro», ha detto al Vancouver Sun Brent Calkin, leader della squadra di ricerca e soccorso di Lions Bay. «Abbiamo chiesto loro le dimensioni dello scarpone e gli abbiamo portato scarponi e bastoni da sci».
Si scopre che per pianificare la loro sfortunata spedizione, gli escursionisti hanno seguito incautamente i consigli dati loro da Google Maps e dal chatbot AI ChatGPT.
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Ora, Calkin e il suo team di soccorso stanno avvertendo che non è prudente fare affidamento su app e chatbot AI per pianificare un’escursione complicata attraverso la natura selvaggia.
Con la quantità di informazioni disponibili online, è bene documentarsi bene prima di affrontare questo tipo di escursioni, ha sottolineato Calkin al Vancouver Sun. Un recente articolo di Mountain Rescue England e Wales ha accusato i social media e le cattive app di navigazione per le troppe chiamate alle squadre di soccorso, ha osservato il giornale.
Stephen Hui, autore del libro 105 Hikes, ha fatto eco a quell’avvertimento e ha ammonito che ottenere informazioni affidabili è una delle più grandi sfide presentate dai chatbot e dalle app AI. Con l’Intelligenza Artificiale in particolare, Hui ha detto al Vancouver Sun, non è sempre facile dire se ti le informazioni sono obsolete oppure recenti e affidabili.
Dal suo test di ChatGPT, Hui non è rimasto troppo colpito: può darti «direzioni decenti» sui sentieri più comuni e popolari, ma va in evidente difficoltà nel tracciare percorsi più impervi e meno battuti.
I chatbot AI faticano a fornire informazioni pertinenti in tempo reale.
«Il periodo dell’anno è un grosso problema» in British Columbia, ha detto Hui al Vancouver Sun. «La vista più ricercata è la cima della montagna, ma questo è davvero accessibile solo agli escursionisti da luglio a ottobre. In inverno, le persone potrebbero ancora cercare quelle viste e non rendersi conto che ci sarà neve».
C’è da dire che il tipo di persona che chiede a un chatbot consigli escursionistici probabilmente non conosce nemmeno le domande giuste da porre.
È di gran lunga più consigliato chiedere a un essere umano con esperienza della zona, ha suggerito Calkin, anziché affidarsi a queste nuove tecnologie che ancora, per troppe cose, risultano totalmente fuorvianti e inattendibili.
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Intelligenza Artificiale
Xiaomi ora utilizza robot umanoidi per assemblare auto elettriche
🚨 Xiaomi deploys humanoid bots at its EV assembly plant, adding momentum to the factory robotics race alongside Tesla Optimus
• 3 hours of continuous autonomous operation • 90.2% success rate placing self-tapping nuts • Powered by Vision-Language-Action (VLA) + reinforcement… https://t.co/epvny9BPki pic.twitter.com/4Kzb9CaWaW — Herbert Ong (@herbertong) March 2, 2026
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Intelligenza Artificiale
L’Iran bombarda per rappresaglia i data center dell’AI
All’inizio di questa settimana, droni iraniani hanno colpito tre strutture di Amazon Web Services (AWS) negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, provocando interruzioni globali dei servizi online. Gli esperti ritengono che gli attacchi rappresentino il primo caso in cui grandi aziende tecnologiche americane sono state prese di mira in un’operazione militare.
Gli attacchi hanno causato «danni strutturali, interrotto la fornitura di energia elettrica alle nostre infrastrutture e, in alcuni casi, hanno richiesto interventi di spegnimento incendi che hanno causato ulteriori danni causati dall’acqua», ha ammesso il gigante della tecnologia in un aggiornamento del 2 marzo riportato da Futurism.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, fonti affiliate alla Guardia Rivoluzionaria iraniana hanno affermato che l’Iran avrebbe preso di mira sia gli stabilimenti di Amazon che quelli di Microsoft, sebbene quest’ultima non abbia ancora subito interruzioni nella regione.
Gli incidenti evidenziano come i data center siano diventati obiettivi chiave sul campo di battaglia. La regione circostante, in Medio Oriente, è stata un’importante attrazione per gli hyperscaler (i principali fornitori di servizi cloud su larga scala) statunitensi, come sottolinea la CNBC, il che potrebbe significare che un numero ancora maggiore di asset americani è a rischio.
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A far salire la posta in gioco è l’ascesa dell’intelligenza artificiale, che richiede data center potenti, già emersi come focolai di controversie lontano da qualsiasi teatro di guerra. Aziende come OpenAI, Oracle e Nvidia hanno annunciato importanti investimenti negli Emirati Arabi Uniti, tra cui importanti data center e un vasto «campus di Intelligenza Artificiale», nell’ambito del programma Stargate del presidente Donald Trump, una travagliata e visionaria – nonché inquietante – iniziativa da 500 miliardi di dollari annunciata quasi subito dopo il suo insediamento.
«L’Iran e i suoi alleati hanno preso di mira i giacimenti petroliferi in passato, ma i loro attacchi di questa settimana ai data center degli Emirati Arabi Uniti dimostrano che ora sono considerati infrastrutture critiche», ha dichiarato alla CNBC Patrick Murphy, direttore esecutivo dell’unità geopolitica della società di consulenza Hilco Global.
Gli attacchi evidenziano anche la crescente domanda di sicurezza delle infrastrutture per mantenere online le operazioni, che secondo Murphy potrebbe portare i governi a includere i data center in Medio Oriente «nei quadri di pianificazione della sicurezza nazionale insieme agli impianti energetici, alle reti di telecomunicazioni, agli impianti di trattamento delle acque e agli hub dei trasporti».
Rafforzare questi obiettivi potrebbe risultare difficile, poiché i data center potrebbero essere resi offline prendendo di mira turbine, unità di aria condizionata e altre strutture esposte.
«Gli iraniani considerano i data center parte del conflitto», ha dichiarato al Financial Times Matt Peal, direttore del Center for Strategic and International Studies. «Questo è un modo per avere un impatto concreto sulla regione».
Nel frattempo, Amazon è scossa dalla crescente instabilità geopolitica che minaccia le sue attività. «Anche se lavoriamo per ripristinare queste strutture, il conflitto in corso nella regione rende il contesto operativo più ampio in Medio Oriente ancora imprevedibile», ha dichiarato l’azienda ai clienti in una nota. «Raccomandiamo vivamente ai clienti con carichi di lavoro in esecuzione in Medio Oriente di agire ora per migrare tali carichi di lavoro verso regioni AWS alternative».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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