Storia
Il Cremlino attacca il tour di PR degli Azov: «disgustoso»
Il tour di pubbliche relazioni in corso in Europa della 3ª Brigata d’assalto ucraina è un’ulteriore prova dei tentativi di Kiev di diffondere l’ideologia neonazista, ha detto mercoledì alla testata russa RT il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov. La brigata include combattenti del famigerato Reggimento Azov, accusato di crimini di guerra nel Donbass.
All’inizio di questo mese, l’unità ha annunciato che i suoi militari si recheranno in nove città in Polonia, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Repubblica Ceca e Lituania, dal 21 luglio al 2 agosto.
La brigata ha promesso di raccontare ai partecipanti «solo la verità sul servizio nella brigata, storie dalla prima linea», aggiungendo che vuole incoraggiare più persone a sostenere l’Ucraina nel suo conflitto con la Russia, direttamente o indirettamente.
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Nei commenti a RT di mercoledì, Peskov ha definito il tour «un fenomeno disgustoso» e «una brutta esibizione del regime di Kiev». La trovata, sostiene il portavoce, dimostra ancora una volta che la Russia ha ragione a opporsi alle politiche dell’Ucraina, ha aggiunto il portavoce, sostenendo che il governo di Kiev è diventato «una delle culle della rinascita del nazismo nel continente europeo».
Peskov ha anche suggerito che i media occidentali «sono pronti a supportare qualsiasi delle più brutte manifestazioni del regime di Kiev, solo per continuare la guerra fino all’ultimo ucraino». Il tour sottolinea la necessità della campagna militare della Russia, i cui obiettivi includono la completa «denazificazione» del paese vicino, ha sottolineato Peskov.
Ufficialmente istituita all’inizio del 2023 e guidata dal «nazionalista integrale» ucraino e – secondo i giornali occidentali prima della guerra – suprematista bianco Andrey Biletsky, la 3ª Brigata d’assalto include molti membri del Reggimento Azov, già noto come Battaglione Azov. Quest’ultimo è stato formato nel 2014, dopo che il colpo di stato sostenuto dall’Occidente a Kiev ha portato allo scoppio delle ostilità nel Donbass. Il reggimento è stato accusato di molteplici crimini di guerra durante lo svolgimento dei combattimenti.
Come riportato da Renovatio 21, Zelens’kyj si è mostrato in foto e video con Biletsky al fronte un anno fa. Le atrocità commesse dal Battaglione Azov sono state sminuite con fastidio da Zelens’kyj durante interviste con TV americane.
Il tour in corso ha incontrato problemi nella città olandese di Rotterdam, dove l’organizzazione locale per il benessere degli animali Wmo Radar ha annunciato di aver deciso di «non ospitare più il controverso evento» a causa della «negativa attenzione mediatica».
Numerosi politici locali hanno criticato l’evento e alcuni hanno espresso il sospetto che la brigata intendesse invitare gli ucraini a tornare a casa e unirsi ai combattimenti.
Il partito locale Leefbaar Rotterdam ha definito l’incontro «indesiderabile», notando che era «circondato da parecchia oscurità». Simon Ceulemans, rappresentante del partito nel consiglio comunale, ha osservato che «ci sono molti altri modi per rimanere informati sulla guerra» e che «un incontro così piuttosto controverso non è necessario». L’evento non era nemmeno politicamente neutrale, ha aggiunto.
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In seguito, la brigata ha confermato che l’evento è stato annullato non solo a Rotterdam, ma anche a Berlino, Bruxelles e Colonia, con gli incontri finora inalterati a Praga e Vilnius. Ha spiegato che dietro l’annullamento c’erano «ragioni di sicurezza».
Come riportato da Renovatio 21, precedenti tour di persone legate all’Azov si erano avuti al Congresso USA, in Vaticano (dove il papa ha ricevuto le mogli dei combattenti imprigionati), in Italia (dove le stesse sono andate in TV) e, evento contraddittorio solo in apparenza, in Israele.
Un veterano dell’Azov aveva vinto i giochi paralimpici militari organizzati dal principe Enrico d’Inghilterra a Disney World, in Florida, lo scorso anno. Il combattente è stato premiato dal comico ebreo Jon Stewart affiancato da un topolino gigante. Talvolta visibile erano i tatuaggi con il Sonnenrad, il sole nero SS.
Insulti al Battaglione Azov si erano avuti alla marcia milanese del 25 aprile nel 2022, dove alcuni non avevano gradito la presenza nel corteo di bandiere ucraine.
In quell’occasione all’evento erano comparse, cosa incredibile ma di cosa vogliamo stupirci oggidì, anche bandiere della NATO e striscioni inneggianti all’Alleanza Atlantica, per lo scorno dei vetero-comunisti habitué della manifestazione che parte da Piazzale Loreto. Accanto ai drappi ucraini e NATO, spuntavano immancabili bandiere UE.
Secondo il sito governativo russo Sputnik, che cita documenti dall’ambasciata danese che avrebbe visionato, istruttori militari della NATO provenienti dalla Danimarca e dal Regno Unito hanno addestrato soldati ucraini presso una base del Battaglione Azov, nonostante l’esclusione di Azov dai finanziamenti militari statunitensi a causa del suo radicalismo.
Le origini ideologiche naziste (o meglio, ucronaziste) di Azov sono state apertamente e ripetutamente insabbiate sia dagli algoritmi dei social che dall’operato indefinibile dei giornalisti d’Italia e di tutto il mondo, arrivando persino a togliere dal web vecchi articoli che raccontavano la pura verità su svastiche e violenze.
Il Battaglione Azov, ora ritenuto da Facebook come non pericoloso, continua a godere di grande popolarità presso il mainstream internazionale. Indimenticabile il giornalista italiano che disse in TV che si trattava di lettori di Kant.
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Storia
San Marco e gli innamorati. La storia dei «bócołi»
La festa di San Marco, che si celebra oggi 25 aprile, a Venezia reca seco una storia romantica e struggente, rivissuta ancora oggi con la tradizione dei bócołi.
Si tratta di una delle usanze più romantiche e antiche della Serenissima. In lingua veneziana, bócoło significa «bocciolo di rosa», e la consuetudine vuole che gli uomini regalino alle donne amate – mogli, fidanzate, madri, figlie o sorelle – un bocciolo di rosa rossa.
Le origini affondano in una leggenda medievale che risale al IX secolo, ai tempi del doge Orso I Partecipazio. La bellissima Maria, detta Vulcana per i suoi capelli rosso-fiamma, figlia del doge, si innamorò di Tancredi, un giovane di umili origini, epperò assai valoroso e coraggioso. L’amore era corrisposto, ma il padre ostacolava l’unione a causa della differenza di rango.
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Vulcana consigliò allora a Tancredi di partire per la guerra contro i Mori, al fianco dei paladini di Carlo Magno, per conquistare gloria e meritare il consenso paterno.
Tancredi si distinse in battaglia, ma fu ferito mortalmente in un roseto. Prima di spirare, colse un bocciolo di rosa e lo bagnò con il proprio sangue, affidandolo all’amico Orlando perché lo consegnasse a Vulcana come estremo pegno d’amore. Il 25 aprile, giorno di San Marco, Orlando portò il fiore alla fanciulla. Vulcana, straziata dal dolore, strinse il bòcolo insanguinato al cuore e morì quella stessa notte.
Da allora, il bocciolo di rosa rossa divenne simbolo dell’amore puro, eterno e che «si apre alla vita come un fiore al sole», capace di sfidare anche la morte.
Tale tradizione non riguarda solo le coppie: nella Venezia antica si estendeva a tutte le donne della famiglia, simbolo di affetto e rispetto. Ancora oggi, nonostante la modernità, molti veneziani mantengono viva l’usanza, trasformando le calli e i campielli in un tripudio di rose rosse il 25 aprile. Il bócoło rappresenta la passione, la fedeltà e la resilienza della Serenissima, ma dovrebbe essere un simbolo di amore e sacrificio globale.
Se poi qualcuno oggi vuole sorbirsi le fiabe della Repubblica, prego. Ammille ce n’è….
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