Oligarcato
I miliardari stanno costruendo trappole per i poveri fuori dai loro bunker apocalittici
Gli oligarchi mondiali starebbe costruendo trappole bizzarre quanto mortali per tenere lontani i poveri mortati per tenere dai loro lussuosi bunker costruiti in caso di fine del mondo. Lo scrive The Hollywood Reporter.
Uno di tali rifugi antiapocalittici è stato commissionato, ad esempio, dal miliardario e CEO di Meta, Mark Zuckerberg, che si sta costruendo un bunker sotterraneo da 100 milioni di dollari.
Il giovane ultramiliardario cofondatore di Facebook ha iniziato a lavorare su un complesso familiare alle Hawaii che includerà un bunker sotterraneo di 500 metri quadrati con una botola di fuga e un tunnel che porta a due palazzi comunicanti.
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Secondo gli appaltatori di bunker simili, lo Zuckerberg non è certo solo, con gli affari dei costruttori di sotterranei per l’Armageddon che vanno a gonfie vele, scrive Futurism.
«È diventato davvero affollato e sembra che il telefono non abbia smesso di squillare; la terza guerra mondiale sembra in arrivo», ha detto all‘Hollywood Reporter il CEO di una società specializzata con sede in Texas, che vende bunker prefabbricati da 400.000 dollari.
La notizia del bunker di Zuckerberg, ha aggiunto, «ha causato una frenesia di acquisti», sostenendo che la sua azienda sta attualmente lavorando con due suoi clienti miliardari.
Il presidente e fondatore della società Strategically Armored & Fortified Environments, ha parlato alla testata losangelena di uno dei rifugi più ambiziosi della sua azienda, una vera e propria fortezza accessibile solo tramite un ponte mobile: l’intero complesso è circondato da un enorme fossato pieno di liquido infiammabile «che può trasformarsi in un anello di fuoco» qualora il proprietario lo desiderasse.
Inoltre ci sono anche potenti cannoni ad acqua «che possono abbattere paracadutisti, elicotteri Apache, qualsiasi cosa ti si pari davanti a 500 piedi di altezza», ha aggiunto il Corbi. Come se non bastasse, ci sono lanciafiamme, muri di acciaio di chiusura e un sistema di gas. E tanto per non sprecare nulla, la terra scavata per costruire il fossato è stata usata per formare una montagna artificiale come fortificazione aggiuntiva.
Altri clienti desiderano che le loro ville abbiano porte all’avanguardia e corridoi nascosti. Un ingegnere di una società chiamata Creative Home Engineering ha raccontato al giornale di una tenuta decisamente in stile cattivo di James Bond che presentava un camino girevole come ingresso segreto per una tana sotterranea. Una volta percorsa la gigantesca scalinata a cui conduce, si può raggiungere un enorme garage per veicoli, una cabina telefonica che consente di sparire e un simulatore di volo. Altrove, c’è anche una sala di sicurezza dedicata e addirittura una vasca per gli squali.
Sempre secondo il Corbi, molti clienti amano creare tunnel che portino a un altro rifugio di riserva come precauzione. E per sopravvivere a lungo, alcuni installano persino mini-centri medici dotati di tavoli operatori e «ogni farmaco immaginabile».
Detto questo, questo tipo di preparazione apocalittica da parte di persone ricche non è una novità, ma la paranoia che la alimenta potrebbe esserlo.
«La novità è che si sta passando dall’idea di un ka-boom nucleare alla protezione contro le minacce locali», ha spiegato sempre Corbi a THR. «La vera minaccia è la rete elettrica… In situazioni come questa, sostenere la propria vita è importante quanto il cibo e l’acqua».
Come riportato da Renovatio 21, un ex silo per missili balistici intercontinentali in Kansas definito come «Fortezza sotterranea a prova di zombi» è stato messo in vendita sul principale sito immobiliare statunitense Zillow per 749 mila dollari.
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«Benvenuti nel paradiso dei prepper! Immerso in 23 acri di terra appartata, questo raro gioiello offre un’opportunità straordinaria di possedere il vostro silo Atlas E. Missile, completo di base missilistica nucleare e bunker», si legge nell’annuncio su Zillow, sito per la ricerca di immobili USA.
Zuckerberg non è l’unico giovane ultramiliardario di tendenza Partito Democratico interessato ai bunker apocalittici. Un promemoria di una causa intentata contro l’ex CEO del colosso crypto Sam Bankman-Fried – che secondo quanto emerso era un immenso schema fraudolento –suggerirebbe che Bankman-Fried e suo fratello Gabriel avessero persino discusso dell’acquisto di una piccola nazione insulare chiamata Nauru, in Micronesia, per costruirvi un bunker.
Sempre da ricordare anche il Global Seed Vault alle isole Svalbard, la strana «arca della biodiversità» botanica, che a inizio anno aveva ricevuto un nuovo lotto di semi, nonché le preghiere del papa Bergoglio.
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Immagine generata artificialmente
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Peter Thiel si trasferisce in Argentina per evitare l’apocalisse nucleare o AI
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Droga
Zelens’kyj e la cocaina, «segreto di Pulcinella»: parla l’ex portavoce
L’uso di droghe da parte del presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj è «un segreto di Pulcinella», ha affermato l’ex portavoce Yulia Mendel al Tucker Carlson Show.
Le accuse di consumo di stupefacenti erano emerse per la prima volta durante la campagna elettorale presidenziale del 2019, quando Zelens’kyj sconfisse Petro Poroshenko. Lo Zelens’kyj, ex attore, all’epoca aveva respinto le accuse definendole calunnie, ed entrambi i candidati si erano sottoposti a test per alcol e droghe.
La Mendel ha lavorato per Zelens’kyj dal 2019 al 2021 e in seguito è diventata molto critica nei confronti del suo ex capo. In un’intervista pubblicata lunedì, Carlson le ha chiesto se Zelensky facesse uso di droghe, al che Mendel ha risposto: «Questo è un segreto di Pulcinella».
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«Il fatto è che non l’ho mai visto assumere droghe. Tuttavia, mentre scrivevo il mio libro, ho incontrato molte persone che mi hanno confermato di averlo visto assumere droghe in diversi locali. Solo una persona l’ha visto assumere droghe nel 2021», ha affermato. Mendel ha aggiunto di aver appreso dell’esistenza di un presunto «fornitore» da una persona che lavorava presso Kvartal 95 Studio, la società di intrattenimento co-fondata da Zelens’kyj negli anni 2000.
«Tutte queste persone parlano di cocaina, sì», ha detto Mendel, aggiungendo che prima delle interviste Zelens’kyj aveva l’abitudine di passare 15 minuti in bagno e di uscirne «una persona diversa».
La Mendel ha descritto il suo ex capo come ossessionato dalla propria immagine pubblica, sia in patria che all’estero. Ha affermato che a un certo punto Zelens’kyj le disse: «Ho bisogno della propaganda di Goebbels, ho bisogno di migliaia di opinionisti», riferendosi al ministro della propaganda di Adolf Hitler, Joseph Goebbels.
La Mendel ha inoltre accusato Zelensky di aver mandato i critici, compresi i giornalisti, al fronte come punizione.
Gli oppositori politici, tra cui il sindaco di Kiev Vitaly Klitschko, hanno spesso accusato Zelens’kyj di abuso di potere. L’anno scorso, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito Zelens’kyj – il cui mandato presidenziale sarebbe scaduto nel 2024 – un dittatore per essersi rifiutato di indire nuove elezioni presidenziali.
Zelens’kyj ha sostenuto che le elezioni sono vietate dalla legge marziale e che sarebbe necessario un cessate il fuoco permanente con la Russia prima di poter tenere nuove consultazioni.
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La Mendel ora è stata messa nella lista nera dei nemici dell’Ucraina Mirotvorets. Nell’intervista ha parlato della sorte degli oppositore del regime di Kiev (che «somiglia a quello che abbiamo letto dell’URSS», ha detto), i queali spesso finiscono tartassati dai servizi, o in galera o misteriosamente morti.
L’ex portavoce ha accennato al caso del banchiere Alexander Adarich, precipitato dal quarto piano di un palazzo di Milano a febbraio. Secondo le indagini sarebbe morto per asfissia prima del lancio nel vuoto: secondo la Procura sarebbe stato il figlio ad organizzare il sequestro con dei complici.
La tesi della Mendel è che l’intenzione di Zelens’kyj è quella di continuare la guerra il più possibile: senza di essa, egli perderebbe tutto il suo potere, anche a fronte di quello che, dice, è il tracollo totale del suo consenso presso la popolazione stremata dal conflitto.
Carlson ha permesso alla Mendel di utilizzare gli ultimi minuti della trasmissione per mandare, in lingua russa, un messaggio al presidente russo Putin. Con la voce un po’ rotta dall’emozione, l’ex portavoce di Zelens’kyj ha detto che basta una parola per far finire le sofferenze nell’area di Kherson, da dove proviene, dove la gente è terrorizzata dai droni.
La donna dice inoltre di essere stata presente nell’unico incontro tra Putin e Zelens’kyj, nel quale quest’ultimo – appena eletto come il candidato che avrebbe riportato la pace con Mosca – avrebbe garantito di non voler entrare nella NATO.
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Immagine di pubblico dominio CCO via Flickr
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