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Divorzio Gates, riemerge la strana amicizia con Epstein. Ma è taciuto ciò che forse li univa: non le donne, l’eugenetica

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I giornali da giorni si stanno occupando del divorzio del secolo, quello dei padroni della Sanità mondiale – Bill e Melinda Gates.

 

Le pagine si stanno riempiendo di dettagli anche scabrosi: Bill sarebbe stato un womanizer, un donnaiolo fedifrago. Una relazione su cui avrebbe indagato internamente l’azienda gli sarebbe costata il posto nel board di Microsoft, ma la portavoce personale di Bill Gates nega sia così.

 

Escono notizie di feste in piscina nudi, di molteplici signore che lavoravano per Gates (come Melinda prima di impalmarlo) alle quali il Billo chiede di andare a cena fuori – non un granché come molestia, a dire il vero,  tuttavia questo basta a mandare in solluchero la stampa. Sul Corriere della Sera Massimo Gramellini, il cui successo è uno dei più fitti misteri della storia del giornalismo nazionale, ci teneva a farci sapere che adesso Gates quasi gli sta simpatico, e non lo sfiora nemmeno il pensiero che magari queste notiziuole edificanti le stia mettendo in giro proprio lui, intento a farsi una reputazione che vada al di là della nerditudine da cui non riesce di denaturarsi, o magari per coprire dell’altro.

Sta ri-emergendo la storia della bizzarra, inspiegata amicizia tra Bill Gates e il pedofilo pregiudicato Jeffrey Epstein, uomo dai mille misteri, sedicente finanziere possessore di un’isola nei Caraibi dove i potenti della terra potevano accoppiarsi con minorenni nel lusso più sfrenato

 

Di fatto, immaginiamo su spinta degli avvocati della moglie, sta uscendo qualcosa di decisamente più preoccupante dell’uomo in maglioncino che con la voce da nerd sbava sulle dipendenti prendendosi pure il due di picche. Sta ri-emergendo la storia della bizzarra, inspiegata amicizia tra Bill Gates e il pedofilo pregiudicato Jeffrey Epstein, uomo dai mille misteri, sedicente finanziere possessore di un’isola nei Caraibi dove i potenti della terra potevano accoppiarsi con minorenni nel lusso più sfrenato.

 

Epstein, come noto, fu trovato misteriosamente impiccato in un carcere dove era guardato a vista; le telecamere, per coincidenza, nei minuti in cui il magnate si toglieva la vita, disfunzionarono.

 

Renovatio 21 ve ne ha parlato a lungo negli anni scorsi, scrivendo anche del caso Gates, emerso a fine dell’anno scorso con un exposé del New York Times.

 

Gates ed Epstein, era detto, si erano visti, si disse, un numero imprecisato di volte. Bill – che non assomiglia ad un uomo che ha bisogno di chiedere passaggi in aereo –aveva volato varie volte sul cosiddetto Lolita Express, il jet privato di Epstein dove, raccontano le testimoni, lui usava non solo ospitare i grandi della terra – da Bill Clinton al Principe Andrea – ma pure accoppiarsi impudicamente con le numerose ragazzine che portava in volo.

 

«Il miliardario ha incontrato Epstein dozzine di volte a partire dal 2011 e fino al 2014, principalmente nella casa del finanziere a Manhattan, un numero sostanzialmente più alto di quanto riportato in precedenza»

Ora veniamo a sapere che Melinda non solo si sarebbe detta contrariata dal rapporto fra i due uomini, ma pure sarebbe inorridita dall’aver appreso che Bill stava facendo pressioni affinché quell’articolo non uscisse.

 

Epstein, nella sua enigmatica reggia newyorkese da 77 milioni di dollari, avrebbe quindi consigliato a Gates come uscire dal suo «matrimonio tossico», che, abbiamo capito, era in crisi da anni.

 

«Il miliardario ha incontrato Epstein dozzine di volte a partire dal 2011 e fino al 2014, principalmente nella casa del finanziere a Manhattan, un numero sostanzialmente più alto di quanto riportato in precedenza» scrive la testata statunitense Daily Beast, che cita fonti informate per le quali Gates e il pedofilo erano «molto vicini».

 

Come in una vera amicizia, c’era reciprocità: «Gates, a sua volta, incoraggiava Epstein a riabilitare la sua immagine nei media dopo la sua condanna penale del 2008 per aver sollecitato una minorenne a prostituirsi, e discuteva di Epstein sul coinvolgimento con la Bill and Melinda Gates Foundation». Vale la pena di ricordare che Gates decise di frequentare Epstein quando questi era già da tempo stato riconosciuto come pedofilo dai tribunali della Florida.

«Gates, a sua volta, incoraggiava Epstein a riabilitare la sua immagine nei media dopo la sua condanna penale del 2008 per aver sollecitato una minorenne a prostituirsi, e discuteva di Epstein sul coinvolgimento con la Bill and Melinda Gates Foundation»

 

Il rapporto tra i due deve essere stato ben solido, visto che, dopo la sua morte, venne fuori che Epstein aveva scelto Boris Nikolic (il consigliere scientifico di Gates che partecipava ai loro incontri) come esecutore di riserva delle sue volontà testamentarie nel caso in cui uno dei due esecutori principali non fosse in grado di servirle.

 

Gates frequentava Epstein, dice una fonte del Daily Beast, perché Gates «ama parlare e idee e fondamentalmente discutere con le persone, e può essere una persona davvero brutale con cui discutere».

 

«Nulla gli piace niente di più che stare insieme e discutere o tenere lezioni alle persone, o dire a tutti cosa sta facendo con il vaccino antipolio. Ha la capacità, a differenza di qualsiasi altra persona che abbia mai incontrato, di tenere conferenze a un tavolo di persone senza fermarsi per un’ora».

 

Cominciamo a vedere meglio il suo profilo psicologico, e forse la molla motivazionale (che arriva dall’infanzia? Non possiamo dirlo) che probabilmente lo spinge a iniettarsi nella vita di ogni essere umano del pianeta: iniettarsi, letteralmente – la parola è proprio quella giusta.

Vale la pena di ricordare che Gates decise di frequentare Epstein quando questi era già da tempo stato riconosciuto come pedofilo dai tribunali della Florida

 

Un’altra fonte, un ex dipendente della Gates Foundation ha dato al Daily Beast una traccia di motivazioni precise per la frequentazione: secondo lui Gates voleva entrare nelle grazie di alcune delle connessioni professionali di Epstein.

 

«La mia idea è che non usciva con Epstein per trovare donne», ha dichiarato il dipendente della Gates Foundation.

 

Quindi, cosa spingeva Gates verso Epstein? Non il danaro. Gates è tecnicamente l’uomo più ricco del mondo, o giù di lì.  Forse nemmeno i contatti: in fondo, quale potente della Terra è fuori dalla tua portata, quando contribuisci al bilancio dell’OMS al livello di una superpotenza economica-nucleare, e pure ti avanzano i danari per comprare media, latifondi, aziende, organizzazioni, continenti interi?

«La mia idea è che non usciva con Epstein per trovare donne», ha dichiarato il dipendente della Gates Foundation. Quindi, cosa spingeva Gates verso Epstein?

 

La risposta ha cercato di darla Renovatio 21 ancora l’anno scorso, quando venne a galla il primo spezzone di questo piccolo mistero.

 

Una passione in comune che i due avevano poteva essere l’eugenetica.

 

Epstein era una sorta di transumanista apocalittico: si accompagnava solo con  geni del MIT e di Harvard, scienziati, principe del foro, attori, e aveva avuto l’idea di mettere il suo e il loro seme «superiore» nel grembo delle ragazzine che sfruttava: da lì si sarebbe  potuto ripopolare il pianeta con una razza eletta di superuomini cervelloni – tutti certo fuorisciti da spermatozoi un po’ nerd.

Epstein era una sorta di transumanista apocalittico:  aveva avuto l’idea di mettere il suo seme «superiore» e quello di geni accademici nel grembo delle ragazzine che sfruttava: da lì si sarebbe  potuto ripopolare il pianeta con una razza eletta di superuomini cervelloni

 

Come ogni guru apocalittico che si rispetti, anche Epstein aveva individuato dei luoghi appartati dove portare a termine i propri progetti per l’umanità. Oltre all’isola di San Giacomo nei Caraibi (dove appare uno strano tempio pagano con spazi interni di cui si vagheggia ancora), il ricco pedofilo possedeva un ranch nel Nuovo Messico.

 

«È possibile che Gates vedesse in Epstein – con le sue isole, i suoi ranch, i suoi progetti di fanciulle ingravidate con il seme suo e di supergeni scienziati – qualcuno che comprendesse la sua visione del mondo e la sua rara capacità di renderla reale?» si chiedeva Renovatio 21 un anno fa.

 

È possibile dunque che Epstein e Gates nelle loro conversazioni «filantropiche» non abbiano parlato di eugenetica?

 

Non è un argomento così tabù. L’argomento dell’eugenetica era discusso apertamente da Bill e la moglie Melinda dentro e fuori della loro Fondazione; era il tema preferito prima di quello delle Pandemie e dei vaccini, che del controllo della popolazione è diretta conseguenza.

 

È possibile che Gates vedesse in Epstein – con le sue isole, i suoi ranch, i suoi progetti di fanciulle ingravidate con il seme suo e di supergeni scienziati – qualcuno che comprendesse la sua visione del mondo e la sua rara capacità di renderla reale?

L’argomento dell’eugenetica era discusso apertamente da Bill e la moglie Melinda dentro e fuori della loro Fondazione; era il tema preferito prima di quello delle Pandemie e dei vaccini, che del controllo della popolazione è diretta conseguenza.

 

L’accusa viene dall’avvocato Robert Kennedy jr., figlio di Bob Kennedy, principale attivista mondiale nella lotta contro i vaccini: «Nel 2010, Gates ha devoluto 10 miliardi di dollari all’OMS dicendo: “Dobbiamo fare di questo il decennio dei vaccini”. Un mese dopo, in un Ted Talk  Gates ha affermato che i nuovi vaccini potrebbero ridurre la popolazione”».

 

Quindi, Gates ed Epstein lavoravano ad una causa comune?

 

Come per i Rockefeller, con i quali non sono imparentati in alcun modo (è una bufala la notizia uscita sul fatto che il nonno di Bill fosse Frederick Gate, consigliere dei Rockefeller tra Otto e Novecento) ma che comunque fanno certe cenette con Bill e Soros,  pare che anche per i Gates vi sia l’eugenetica e la depopolazione come tratto ereditario.

Ci stanno parlando tanto di questo divorzio, ma non degli eventuali discorsi di eugenetica con Epstein

 

Il padre di Bill, William senior, fu avvocato di grido e «filantropo» per Planned Parenthood, la multinazionale dell’aborto che ha le radici nei finanziamenti Rockefeller e nell’eugenetica americana pura – quella che ispirò Hitler, che riconosceva il debito nei confronti delle legislazioni americane – al punto che la fondatrice lavorò con il Ku Klux Klan.

 

Insomma: ci stanno parlando tanto di questo divorzio, e stanno pure accennando ad Epstein. Ma di eventuali discorsi di eugenetica, statene certi, non vi parlerà nessuno.

 

Se un grammo di questa storia fosse confermata in tanti potrebbero capire cosa davvero è il programma vaccinale globale mandato avanti da Gates con i suoi miliardi

Meglio tirar fuori le storie di Bill porcone, womanizer, cornificatore, nerd sempiterno in cerca di una rivincita sessuale.

 

Perché, se un grammo di questa storia fosse confermata, allora in tanti potrebbero capire cosa davvero è il programma vaccinale globale mandato avanti da Gates con i suoi miliardi.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

 

 

 

 

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YouTuber dichiara pubblicamente l’aborto di suo figlio down

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L’influencer di YouTube Jesse Ridgway sta affrontando una massiccia ondata di critiche dopo aver annunciato su X che lui e sua moglie hanno deciso di abortire il loro bambino dopo che gli era stata diagnosticata la sindrome di Down. Lo riporta LifeSite.

 

L’uomo, noto come lo YouTuber «McJuggerNuggets», è diventato famoso con serie di video come «Psycho Family» e «Psycho Dad», in cui distruggeva oggetti in preda a una finta rabbia. Il Ridgway ha dichiarato che lui e sua moglie hanno fatto delle ricerche sulla sindrome di Down e hanno deciso che la cosa migliore sia per il bambino che per la sua famiglia sarebbe stata interrompere la gravidanza nell’utero, e ha fatto notare che oltre il 90% dei bambini a cui viene diagnosticata la sindrome di Down vengono abortiti.

 

«Il 50% dei bambini con sindrome di Down presenta difetti cardiaci. Il 75% avrà problemi di udito. Oltre il 50% avrà problemi di vista. Funzione immunitaria compromessa, disabilità dello sviluppo, difficoltà di apprendimento, ritardo nello sviluppo fisico, scarso tono muscolare, problemi strutturali al viso, ridotta aspettativa di vita, etc.» ha dichiarato lo youtuberro. «Purtroppo, la lista è lunga, sentitevi liberi di cercarla… La sindrome di Down non è una “benedizione”, è oggettivamente terribile dal punto di vista della salute. Non mi rendevo conto di quanto fosse difficile per il bambino, per non parlare della famiglia… molto spesso, saranno completamente dipendenti dagli altri per il resto della loro vita».

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«A tutti i miei fan che hanno espresso la loro opinione su questo argomento e che hanno autismo, sindrome di Down o qualsiasi altra condizione… vi siamo grati», ha aggiunto, nonostante lui e sua moglie abbiano interrotto la gravidanza proprio perché la bambina aveva la sindrome di Down. «Siete molto importanti e siamo felici che siate qui. Vi ammiro, voi e le vostre famiglie, per la forza e il coraggio che avete avuto nell’andare avanti. Per quanto ci riguarda, abbiamo preso una decisione difficile che crediamo sarà benefica per la nostra famiglia a lungo termine . Per fortuna, avevamo una scelta».

 

Dopo una prima fase di calma, l’uomo che ha approvato l’assassinio del suo discendente nel grembo materno ha mostrato ira per i commenti ricevuti.

 

«Le ultime 24 ore hanno messo a nudo un lato dell’umanità profondamente inquietante. Essere chiamati “pezzi di merda assassini, malvagi, paragonati a Hitler” e ricevere CONTINUE MINACCE DI MORTE», ha scritto.

 

«Se avete mai voluto meravigliarvi della depravazione delle persone online, date un’occhiata alle risposte al mio ultimo tweet. È uno spettacolo deplorevole di proporzioni epiche. Questo riflette il mondo e il contesto in cui viviamo oggi», ha continuato l’influencerro. «Ciò che è ancora più preoccupante è che molte di queste persone usano Dio o Gesù come giustificazione per minacciarci e volerci mandare all’inferno… sembra piuttosto ipocrita».

 

«Fate attenzione alle fonti da cui traete le vostre informazioni online, che si tratti di inquietanti account di propaganda, intelligenza artificiale, seminatori di paura che aizzano l’odio… viviamo in un’epoca complessa e l’autenticità e l’empatia saranno le valute più importanti del futuro», ha aggiunto. «Ad ogni modo, non vedo l’ora di vedere tutte queste parole tritate e distorte di nuovo, così che le persone possano aumentare i propri follower e fomentare l’indignazione. Dopotutto, è un ecosistema naturale: anche chi si nutre di ciò che si trova deve pur mangiare!»

 


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Ovviamente le reazioni sono state sempre più tranchant.

 

Abby Johnson, già dirigente presso l’ente abortista Planned Parenthood poi convertitasi all’attivismo pro-life h24, ha risposto con semplicità: «Siamo sbalorditi dalla depravazione della vostra decisione di uccidere vostro figlio basandovi sull’eugenetica».

 

«Tu non sei la vittima qui. E credo che sia proprio questo che ti tormenta in questo momento» scrive un altro utente. A cui un altro ancora risponde: «Hai centrato il punto. Si sentono in colpa. Hanno scritto questo post proprio per trovare qualcuno che capisse quello che hanno fatto. Invece, sono stati massacrati».

 

«Non l’avete perso per un aborto spontaneo o per complicazioni di salute, l’aveta ucciso perché non era abbastanza perfetto per voi» scrive un commentatore coreano. «Smettetela di fare le vittime e affrontate la realtà: avete assassinato tuo figlio. Non siete voi la vittima, è vostro figlio, ora morto, che non ha avuto la possibilità di vivere».

 

Secondo uno studio del 2011 pubblicato sull’American Journal of Medical Genetics, nonostante le frequenti difficoltà di salute, quasi il 99% delle persone con sindrome di Down dichiara di essere felice della propria vita – cioè non arriva a desiderare di «non essere mai nato», come avviene invece in molti cosiddetti sani che magari si impasticcano di psicofarmaci SSRI, poesie depressive di Leopardi mandate a memoria alla scuola dell’obbligo e parafilosofie necrotiche buddiste diffuse nella società adultera e postcristiana.

 

Secondo le medesime statistiche, solo il 4% dei genitori di bambini con sindrome di Down esprimeva rimpianto per aver avuto il proprio figlio.

 

Secondo i numeri, il 96% degli affetti da sindrome di down è soddisfatto del proprio aspetto; il 97% è soddisfatto di se stesso. Quando gli attivisti pro-aborto affermano che l’aborto è un atto di misericordia, non si riferiscono a queste persone felici. Si riferiscono a se stessi. Le persone con sindrome di Down sono, secondo i parametri, tra le persone più felici al mondo – e ciò farebbe saltare perfino degli argomenti utilitaristi (la filosofia politica per cui bisogna massimizzare il piacere e diminuire il dolore in una società, e ciò a possibile discapito di minoranze e persino maggioranza)

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La distruzione prenatale dei Down è quindi pura discriminazione nei confronti delle persone con disabilità, o, in una parola, «eugenetica», totalmente allineata con il concetto hitlerista di Lebens unwertes leben, la «vita indegna di essere vissuta» che presiedeva alla morte medica massiva inflitta ai «diversi» durante gli anni della Germania nazionalsocialista, il Paese considerato dallo Stato moderno (che, in realtà, né è fratello se non figlio) come il nec plus ultra del genocidio.

 

Il genocidio dei down non è però leggenda o teoria, ma realtà di fatto, in tutto l’Occidente ed oltre.

 

Come noto nel 2017, la sindrome di Down è «quasi scomparsa» in Islanda grazie al feticidio legalizzato. Nel 2019, nel Paese sono nati solo 18 bambini con sindrome di Down. Un rapporto del 2025 ha indicato che anche la Scozia ha assistito a «un drammatico aumento degli aborti con diagnosi di sindrome di Down, con dati governativi che mostrano un aumento dell’82% dal 2021». Nel 2024, nel Paese sono stati abortiti 60 bambini non ancora nati con sindrome di Down, mentre nel 2021 il numero era di 33. In l’Irlanda, che ha da pochi anni legalizzato l’aborto, vede ora il 95% delle donne abortire in presenza di una diagnosi di sindrome di down per il feto. Si stima che il 90% dei bambini a cui viene diagnosticata la sindrome di Down in Gran Bretagna venga abortito, il 65% in Norvegia , praticamente il 100% in Islanda e il 95% in Spagna.

 

In Italia il genocidio dei down passa per l’espansione dei NIPT (Test Non-Invasivi Prenatali), i test che permettono di capire se un bambino quando è ancora nel grembo della madre, è down o no. I NIPT sono offerti in certe regioni dalla sanità pubblica, come sempre complice nel massacro del suo stesso popolo.

 

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«Organi e sperma prelevati dai corpi» nel ranch di Epstein

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Una rappresentante dello Stato del Nuovo Messico ha dichiarato che alcune persone si sono «fatte avanti raccontando di essere state drogate» e che i loro «organi sessuali e lo sperma sono stati prelevati dai loro corpi» nel ranch appartenuto al defunto molestatore sessuale Jeffrey Epstein.   «Ci sono persone che si sono presentate affermando di essere state drogate, di aver subito il prelievo di organi sessuali e sperma e di essersi risvegliate vicino a attrezzature mediche senza sapere dove si trovassero né cosa fosse accaduto loro», ha riferito al Daily Mail la deputata statale democratica Andrea Romero.   «È una vicenda estremamente oscura e inquietante, e so bene che parlarne può sembrare qualcosa di molto cospirazionista… Ma dobbiamo arrivare alla verità su ciò che è realmente successo qui, nel nostro territorio» ha proseguito.   Secondo un articolo del New York Times del 2019, prima della sua morte Epstein «sperava di diffondere il proprio DNA nel genere umano fecondando donne nel suo vasto ranch nel Nuovo Messico» e aveva «confidato questo piano a scienziati e ad altre persone».

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Lo scorso mese, i legislatori statali hanno approvato all’unanimità l’istituzione di una «commissione per la verità» incaricata di indagare sulle accuse di attività illegali compiute da Epstein nel suo Zorro Ranch in Nuovo Messico.   A differenza delle altre proprietà di Epstein, lo Zorro Ranch non è mai stato perquisito dalle forze dell’ordine dopo il suo arresto per traffico sessuale nel 2019.   «Il Dipartimento di Giustizia del Nuovo Messico sta conducendo un’indagine penale su questioni relative al Nuovo Messico che coinvolgono Jeffrey Epstein, incluse le attività legate allo Zorro Ranch», ha dichiarato il Dipartimento di Giustizia del New Mexico in una nota. «Stiamo cercando informazioni attendibili da parte di cittadini che possano avere conoscenze rilevanti sugli eventi accaduti nel Nuovo Messico».   Come riportato da Renovatio 21, il ranch dell’Epstein è sotto inchiesta penale dopo le affermazioni su «corpi sepolti» nella proprietà.   Come riportato da Renovatio 21, il ranch del Nuovo Messico sembrava essere legato anche ai progetti eugenetici di Epstein, che intendeva usare le sue «ninfette» come madri surrogate per gli amici geni dell’accademia. L’eugenetica è un argomento forse condiviso anche con il miliardario Bill Gates, ora perennemente danneggiato dall’uscita degli ultimi file.   Come riportato da Renovatio 21, dai file di Epstein emergono pure storie dell’orrore di aborti traumatici.   Pochi giorni fa il primo ministro polacco Donald Tusk ha annunciato che il suo governo avvierà verifiche per accertare se bambini polacchi siano stati vittime di abusi all’interno del cosiddetto «circolo satanico» legato a Epstein.

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La CEDU a gamba tesa sull’aborto in Polonia: liberi feticidi eugenetici per i cittadini UE

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La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) ha sentenziato che la Polonia ha violato la privacy di una donna costretta ad abortire un figlio malato andando all’estero, incerta sulla legalità dell’intervento in patria.

 

La causa è stata promossa da una residente di Cracovia, nel sud della Polonia, al quarto mese di gravidanza quando le fu diagnosticata una grave patologia genetica al feto. Aveva pianificato di interrompere legalmente la gestazione nel proprio Paese, ma le fu negato dopo che la Corte costituzionale polacca aveva bandito l’aborto per malformazioni fetali; i dettagli della nuova normativa, tuttavia, non furono pubblicati ufficialmente per mesi.

 

Tale ritardo generò una confusione generalizzata sull’effettiva applicazione della pronuncia. La donna dovette così recarsi nei Paesi Bassi per ottenere un ottenere l’uccisione del suo figlio giudicato non sufficientemente in salute.

 

«In quel lasso di tempo non era chiaro se le limitazioni fossero già operative o se l’interruzione di gravidanza potesse ancora essere effettuata lecitamente», ha statuito la CEDU nella sentenza emessa giovedì. Il tribunale ha disposto che la Polonia corrisponda alla donna 1.495 euro per danni materiali e 15.000 euro per danni morali. Ovviamente, al bambini ritenuto ammalato e quindi ammazzato, non può andare non solo un soldo, ma nemmeno un pensiero degli eurogiudici dei «diritti dell’uomo» (come no).

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I giudici hanno inoltre contestato la composizione della Corte costituzionale polacca, oggetto di forti critiche. La Commissione Europea e le forze di opposizione hanno denunciato che l’assetto del tribunale è stato condizionato dal partito di governo Diritto e Giustizia (PiS).

 

Prima della pronuncia del 2020, la legislazione polacca sull’aborto ammetteva l’interruzione di gravidanza in caso di stupro, incesto, rischio per la vita o la salute della gestante o gravi anomalie fetali. La sentenza ha soppresso quest’ultima fattispecie, che costituiva la maggioranza degli aborti legali nel Paese. La decisione scatenò imponenti manifestazioni nazionali, con numerose associazioni per i diritti delle donne che la bollarono come una delle più lesive degli ultimi decenni.

 

La pronuncia della Corte di Strasburgo non abroga la norma polacca, ma vincola lo Stato al rispetto dei diritti sanciti dalla Convenzione. Potrebbe inoltre indurre modifiche nelle procedure di esecuzione di simili verdetti in futuro.

 

Di fatto la CEDU non solo dirama l’ordine di sottomettersi al libero feticidio in Polonia e in tutta Europa, ma va oltre: uccidere un bambino nel grembo materno perché imperfetto è, tecnicamente, eugenetica. L’eugenetica diviene quindi una componente della UE.

 

E quindi, a questo punto, ci scappa automatica la reductio ad Hitlerum: hanno ragione quelli che vedono nell’UE gli albori di un vero e proprio Quarto Reich.

 

Risposta: eccerto, magari con l’aggiunta dei gay pride, il greene e gli islamo-africani spadroneggianti nelle nostre città, ma l’UE è di fatto una regione del mondo dove si uccidono i deboli e gli imperfetti – per ordine del giudice.

 

Adolfo, ovunque egli sia, in qualche tomba segreta, o in un vaso di cenere raccolta da qualche soldato sovietico, o in un villaggio nella jungla brasiliana come nelle barzellette e nelle serie TV, applaude felice: brava Europa!

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