Animali
Trapiantato fegato di maiale su un paziente in morte cerebrale
Abbiamo già avuto modo di mettere in evidenza su Renovatio 21 come il falso criterio della morte cerebrale sia stato introdotto al solo fine di dare una parvenza di legalità all’omicidio del comatoso e alla predazione degli organi.
L’escamotage medico-filosofico e giuridico utilizzato per dichiarare morte le persone ancora in vita consente altresì di effettuare veri e propri esperimenti sugli esseri umani. Infatti, i cadaveri possono essere utilizzati per affinare le procedure chirurgiche, sperimentare nuove tecniche e testare nuovi dispositivi.
Pertanto, la possibilità di sottoporre a test scientifici i «morti» a cuore battente rappresenta un’occasione ghiotta per la medicina ufficiale di spingere la sperimentazione oltre i limiti biologici imposti da un cadavere propriamente detto.
A Xi’an, in Cina, un team di ricerca guidato da alcuni scienziati del dipartimento di chirurgia epatobiliare dell’ospedale Xinjing ha effettuato uno xenotrapianto ausiliario innestando l’organo biliare di un suino nel corpo di un uomo dichiarato cerebralmente morto il 7 marzo scorso e «donato» alla ricerca dai suoi familiari.
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Il fegato proviene, come uso, da un animale che è stato geneticamente modificato allo scopo di evitare la reazione di rigetto. Le sei modifiche genetiche hanno comportato l’eliminazione dei geni maggiormente legati al rigetto e l’aggiunta di geni umani proprio per migliorare la compatibilità uomo-maiale.
L’organo dell’animale è rimasto collegato al corpo del malcapitato per dieci giorni durante i quali il fegato ha prodotto correttamente composti fondamentali come albumina e bile e non è stato rigettato dal sistema immunitario dell’organismo ospitante; l’esperimento ha consentito inoltre di verificare che il crollo del numero delle piastrine associato allo xenotrapianto epatico (trombocitopenia) è un processo reversibile.
I risultati sono stati così positivi, raccontano le cronache, che molto probabilmente vedremo presto il primo xenotrapianto di fegato, oltre a quelli di reni e cuore già effettuati nei mesi scorsi (con esiti molto scarsi). L’obiettivo dichiarato è ottenere organi funzionali dagli animali in modo tale da abbattere le liste di attesa dei malati bisognosi di un trapianto.
Tuttavia ciò solleva una questione etica da non sottovalutare, rimarcano i gazzettieri nostrani: non tutti sarebbero disposti ad accettare organi coltivati in esseri viventi da sacrificare. Cioè, il problema è quello dell’uso degli animali.
Il maiale sembra essere particolarmente adatto in quanto i suoi organi e vasi sanguigni sono simili come dimensioni a quelli dell’uomo e anche la sua struttura genetica è quella a noi meno lontana. «E poi perché il maiale è un animale che, anche da un punto di vista etico, si ritiene più accettabile per un’attività di questo tipo. Quindi, non è solo un problema di compatibilità dimensionale, ma anche una questione morale ed etica».
Abbiamo voluto riportare le parole esatte dell’articolo del Corriere della Sera per evidenziare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, come la morale e l’etica siano ormai costrutti talmente vaghi da risultare privi di qualsiasi fondamento. Non è dato sapere infatti i motivi per cui sacrificare un maiale sia moralmente più accettabile piuttosto che sacrificare un cane, un gatto o una nutria (forse perché del maiale non si butta niente?)
Soprattutto non è chiaro come il problema morale sia legato allo sfruttamento degli animali e non a quello degli esseri umani ridotti a cavie da laboratorio.
Invece di disquisire di argomenti da teatro dell’assurdo, la categoria dei giornalisti, e non solo, dovrebbe seriamente cominciare a chiedersi come sia possibile che l’organismo di un morto sia in grado di produrre composti vitali come bile e albumina, di respirare (ossia di metabolizzare l’ossigeno), mantenere una adeguata temperatura corporea, effettuare dei movimenti e provare dolore, per citare solo alcune delle funzioni ancora attive in un soggetto in morte cerebrale.
Ad ogni modo, la Necrocultura avanza a tappe forzate e l’ibridazione uomo-animale è uno degli obiettivi degli adepti del demonio, i quali non si accontentano di uccidere, violentare e torturare gli innocenti ma vogliono «sporcare» la stessa natura umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio Creatore.
Ovviamente, il fine ufficiale è sempre buono: produrre organi compatibili da impiantare su quei malati che sono senza speranza di cura.
Un team giapponese lavora già da qualche anno all’inserimento di cellule umane dentro embrioni di topo che vengono successivamente impiantati nel corpo di un esemplare femmina surrogata. Si tratta di cellule staminali pluripotenti indotte (iPS), ossia cellule embrionali che sono programmate per diventare, con lo sviluppo, qualsiasi tipo di cellula.
L’esperimento in questione comporta l’impianto delle iPS umane nell’embrione di un topo, a cui vengono tolti i geni necessari alla produzione del pancreas. L’obiettivo è far nascere roditori con pancreas umano per affinare la tecnica ed estenderla ad animali geneticamente più compatibili con l’essere umano, come, appunto, il maiale.
Con buona pace degli animalisti, i quali saranno certamente soddisfatti delle acute speculazioni filosofiche dei giornalisti nostrani circa l’etica dei suini.
Alfredo De Matteo
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Animali
Orso ruba mazze da golf: non pensavamo gli piacesse questo sport orrendo
This bear wants a birdie.🤣🤣
I’ve never see a bear steal golf clubs before, how about you?⛳️ pic.twitter.com/gN7NO5yvME — JP (@JP41776) July 13, 2026
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Animali
Bufalo imbufalito scaglia in cielo un povero turista
Un turista è rimasto gravemente ferito dopo essere stato scaraventato in aria da un bisonte a circa due metri e mezzo di altezza nel Parco Nazionale di Yellowstone. L’attacco è stato ripreso in video dal fotografo Mike Macleod.
Le scioccanti immagini stanno facendo il giro della rete.
Vi si vede, in chiarezza, come il crimine sia premeditato: l’ungulato, che poco prima sembrava annoiarsi in disparte, si mette alla caccia del povero bipede bartbuto, facendolo volare per aria.
A tourist was seriously injured after a bison tossed them about 8 feet into the air in Yellowstone National Park. The attack was captured on video by photographer Mike Macleod. pic.twitter.com/ZtGTb32Gee
— Breaking911 (@Breaking911) July 12, 2026
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Si tratta, con ogni evidenza, di un caso di bufalo imbufalito.
I bufali (specialmente il bufalo nero africano) sono animali territoriali molto aggressivi se minacciati, feriti o durante la stagione degli accoppiamenti. Causano circa 200 morti all’anno. Gli attacchi avvengono spesso durante battute di caccia o quando i turisti si avvicinano troppo alle mandrie.
Casi di violenza bufalina si sono registrati in ispecie in Sudafrica. Ad esempio, il caso del 2025 dove un cacciatore texano di 52 anni è stato incornato e ucciso da un enorme bufalo di 1.300 kg durante una battuta di caccia nel Limpopo. L’animale ha caricato dopo essere stato inseguito.
Si registrano spesso casi nei villaggi vicini alle riserve naturali. Ad esempio, a Nongoma (KwaZulu-Natal), un bufalo solitario ha terrorizzato la comunità locale attaccando e uccidendo una persona e ferendone altre.
Questi animali possono superare i 900 kg di peso e correre fino a 56 km/h. Grazie alla loro corporatura massiccia e alle corna affilate, sono considerati tra gli erbivori più pericolosi al mondo
Come noto al lettore di Renovatio 21, il titolo di belva vegetariana più violenta è da giocarsi con un’altra fiera assassina, l’ippopotamo, prima causa di morte per animale in Africa.
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Immagine screenshot da Twitter
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