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Geopolitica

Blogger ucraino anti-Zelens’kyj arrestato in Spagna

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Un famoso blogger critico del governo ucraino, Anatolij Sharij, è stato arrestato dalla polizia spagnola nell’ambito di un’operazione internazionale.  Lo ha annunciato il servizio segreto ucraino SBU, riportato dalla testata governativa russa RT.

 

Sharij è stata arrestata mercoledì in un’operazione congiunta da poliziotti spagnoli e ucraini, oltre a «partner» internazionali non meglio specificati, ha affermato la SBU in una nota.

 

La causa contro lo YouTuber con quasi 3 milioni di iscritti era stata avviata a febbraio 2021.

 

Il blogger sarebbe accusato di tradimento. Tra le accuse anche quella di aver violato la sicurezza nazionale ucraina attraverso le sue attività nel regno dei media, mentre presumibilmente agiva per conto di forze «straniere» , ha insistito.

 

L’arresto di Sharij «è un’ulteriore prova che ogni traditore dell’Ucraina riceverà prima o poi la sua meritata punizione. È inevitabile», ha affermato la SBU secondo RT.

 

L’annuncio ucraino è stato confermato dalla polizia spagnola, che ha detto alla RIA-Novosti che Sharij è stato detenuto nella città costiera di Tarragona il 4 maggio con un mandato d’arresto internazionale.

 

Sharij aveva ottenuto asilo politico nell’UE dalla Lituania nel 2012. All’epoca, disse che stava fuggendo dalla persecuzione del governo di Viktor Yanukovich, che i media occidentali avevano bollato come filo-russo.

 

Yanukovich è stato deposto dopo il colpo di stato di Maidan nel 2014, ma il blogger è rimasto un severo critico nei confronti delle autorità ucraine, sia che si trattasse del presidente maidanista Petro Poroshenko o del suo successore Volodymyr Zelens’kyj.

 

Il blogger ha condannato l’operazione militare russa in Ucraina dopo che era stata lanciata alla fine di febbraio, ma ha continuato a sottolineare quelli che considerava difetti nella condotta di Kiev durante il conflitto in corso.

 

L’asilo politico del blogger è stato annullato dalla Lituania nel gennaio di quest’anno.

 

Sharij era assente dai social mercoledì, ma giovedì è andato su Telegram per condividere una foto di sua moglie che dava da mangiare ai pappagalli a Barcellona, ​​accompagnandola con un commento che diceva: «Questa è davvero una commedia».

 

Secondo i media, il blogger è stato rilasciato dalla custodia spagnola e sottoposto a restrizioni di viaggio. Rimarrà a Barcellona dove ha una casa in attesa della decisione sulla sua estradizione in Ucraina.

 

Il rappresentante del presidente Zelens’kyj presso la Corte costituzionale ha già espresso fiducia che Sharij «affronterà un tribunale ucraino e sarà ritenuto responsabile in linea con le leggi ucraine».

 

Pochi giorni fa si era avuto il caso di Gonzalo Lira, YouTuber cileno americano discendente del primo presidente del Cile José Miguel Carrera.

 

Lira vive a Kharkov con la famiglia, e trasmette video fortemente critici del regime Zelens’kyj. Dopo essersi nascosto per settimane, è stato trovato da uomini armati dello SBU e portato via per una settimana. È riemerso da poco ma non può dire nulla di quello che gli sta succedendo, perché sotto processo.

 

Come riportato da Renovatio 21, il regime Zelens’kyj ha poc’anzi vietato 11 partiti e diversi media. Tre canali TV critici del governo erano già stati soppressi ben prima del conflitto.

 

Come comincia a dire qualcuno a sinistra, Zelens’kyj è uno Pinochet neoliberale. Solo che Pinochet, se metteva piede in Spagna, sarebbe stato arrestato. Gli spagnoli invece qui arrestano dissidenti per conto suo.

 

 

 

 

Immagine di Westmclaren via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

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Geopolitica

La Lettonia dichiara la Russia uno Stato sponsor del terrorismo

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Il parlamento lettone ha votato per dichiarare la Russia uno stato sponsor del terrorismo per la sua operazione militare in Ucraina.

 

La risoluzione parlamentare afferma, come riportato da Reuters che «la Lettonia riconosce le azioni della Russia in Ucraina come un genocidio mirato contro il popolo ucraino».

 

Le nazioni occidentali dovrebbero aumentare il loro sostegno militare, finanziario, umanitario e diplomatico all’Ucraina e sostenere iniziative che condannano le azioni della Russia, aggiunge il Parlamento lèttone.

 

Tale azione specifica corrisponde a quanto demandato dal presidente ucraino Zelens’kyj agli altri Paesi, in particolare agli Stati Uniti, dopo aver dichiarato la Russia colpevole dei bombardamenti di artiglieria contro le centrali nucleari di Zaporiggia – bombardamenti di cui i russi accusano gli ucraini, mentre l’ONU dichiara la pericolosità della situazione.

 

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, un’infanzia a fare il bambino di Chernobyl in Irpinia, ha dichiarato oggi di essere grato per la risoluzione del Parlamento lèttone.

 

«L’Ucraina incoraggia altri Stati e organizzazioni a seguire l’esempio», ha twittato il Kuleba.

 

L’azione del Parlamento lettone arriva in un momento preciso: il giorno dopo che il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti Lloyd Austin ha visitato Riga per incontri con il Presidente, il Primo Ministro e il Ministro della Difesa del Paese e per un’apparizione con alcuni dei 600 soldati statunitensi di stanza nel Paese.

 

Austin ha definito la Russia la più grande minaccia per l’Europa e ha promesso che, se necessario, gli Stati Uniti avrebbero inviato ancora più truppe nel Paese baltico.

 

La popolazione lèttone è di 1,9 milioni di abitanti. Il russo è parlato dal 40% della popolazione, ma un referendum del 2012 ha escluso l’idea di considerare il russo lingua ufficiale del Paese. Al referendum non hanno potuto esprimersi moltissimi i moltissimi nepilsoņi, cioè  letteralmente «non cittadini» che pur risiedendo nel Paese non dispongono dei requisiti per essere considerati cittadini, magari a causa del fatto che non sono riusciti a  superare l’esame di lingua e cultura lettone. I nepilsoņi sono ovviamente in maggioranza russofoni.

 

L’etnia russa, con 193 mila persone, costituisce il 10,5% della popolazione, di gran lunga la più grande minoranza del Paese. Tuttavia, il caso dei nepilsoņi indica chiaramente che potrebbero essere molti di più. Le complicate procedure di naturalizzazione per questa sorta di «apolidi» lèttoni di etnia russa sono state oggetto di forti critiche da parte di Mosca.

 

Con 1,947 milioni di abitanti, la Calabria supera la Lettonia in tema di popolazione. Tuttavia, nonostante alcune importanti organizzazioni presenti sulla punta dello stivale, dalla Calabria non dipende l’equilibrio termonucleare mondiale – per quanto tali realtà siano molto ramificate ed internazionalizzate.

 

Il mondo appeso ai lèttoni. Che, con uno spostamento di accento dalla sillaba successivi, in italiano si leggerebbero come «grandi letti». In realtà, ora, grandi letti dove noi facciamo incubi atomici.

 

 

 

 

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Geopolitica

I servizi ucraini sono a caccia di «collaborazionisti russi»

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Nel suo briefing quotidiano di ieri, il generale Mikhail Mizintsev, direttore del quartier generale del coordinamento congiunto per la risposta umanitaria del ministero della Difesa russo, ha accusato i servizi di sicurezza ucraini di andare casa per casa a Kharkov e in altre località, a caccia di ucraini che non sono sufficientemente antirussi per accusarli di collaborare con gli invasori.

 

«È noto in modo certo che nel prossimo futuro il regime di Kiev, con il pretesto di cercare presumibilmente segnalatori di attacchi aerei e di artiglieria delle forze armate russe, prevede di inviare gruppi del SSU [Il Servizio di sicurezza dell’Ucraina, ndr] e di altre agenzie di sicurezza a Kharkiv per condurre un’altra operazione punitiva su larga scala al fine di  identificare i cittadini fedeli alla Russia (che esprimono opinioni filo-russe) e successivamente accusarli di “collaborazionismo”» ha spiegato il generale.

 

Mizintsev ha quindi raccontato dell’incubo moderno della sorveglianza – e conseguente punizione – sulla base delle proprie tracce elettroniche su telefonini e computer.

 

«Allo stesso tempo, gli ufficiali del SSU intendono utilizzare come motivo di detenzione i residenti della città, la cronologia delle chiamate e dei messaggi SMS ai numeri russi trovati nei loro telefoni, la corrispondenza nei programmi di messaggistica che condannano le attuali autorità ucraine, gli abbonamenti ai social network ai canali russi, foto o filmati dei risultati della sconfitta delle strutture militari ucraine e informazioni provenienti da spionaggio sui loro vicini, amici, parenti o conoscenti. I cittadini detenuti saranno oggetto di minacce di violenza fisica contro i loro familiari, violenze e torture, come è già accaduto a Odessa, Nikolaev, Slavyansk, Sumy, Chernigov e in numerose altre aree popolate».

 

«Avvertiamo in anticipo la comunità internazionale di questa azione disumana preparata dalle autorità criminali di Kiev, che replica pienamente i metodi dei nazisti nei territori occupati durante la Grande Guerra Patriottica».

 

Le parole di Mizintsev arrivano tre settimane dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha licenziato Ivan Bakanov, il capo del servizio di sicurezza della SSU, e il procuratore generale Iryna Venediktova, un grande rimpasto quindi nell’Intelligence interna nel Paese e nei sistemi di repressione della popolazione.

 

La motivazione dei licenziamenti di vertice sarebbe che questi non erano impegnati nello sradicamento delle centinaia di dipendenti di entrambe le agenzie che ora lavorano per la Russia in le aree liberate dalle truppe russe.

 

 

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Geopolitica

168° giorno di guerra, notizie e immagini dal fronte

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– La Lettonia ha dichiarato la Russia Stato sponsor del terrorismo. Il Parlamento del Paese Baltico ha altresì chiesto ai Paesi UE di non fornire più visti a cittadini russi e bielorussi.

 

– Spettacolari esplosioni causate dall’azione dei lanciarazzi russi TOS-1A.

 

– Dmitry Medvedev era a Lugansk per incontrare i vertici della Repubblica Popolare.

 

– Il capo dell’amministrazione regionale di Zaporiggia dice che gli ucraini vogliono colpire gli impianti di stoccaggio della centrale nucleare.

 

– Missili sulla regione di Kharkov.

 

– Gli hacker russi noti come gruppo KILLNET hanno pubblicato i dati dei lavoratori della Lockheed Martin.

 

– Granata lanciata da drone commerciale russo

 

– Turchia e Kazakistan, Paesi limitrofi al conflitto russo-ucraino, si scambieranno informazioni di Intelligence, in teoria riguardo la minaccia terrorista.

 

– Camion ucraino colpito dall’artiglieria russa.

 

– Nonostante le sanzioni, la filiale emiratina dell’aerolinea ungherese Wizz Air riprenderà i voli sulla Russia.

 

– Bombardamento di un birrificio a Donetsk, fuoriscita l’ammonica. Situazione domata dai soccorsi.

 

– Tank russo attacca guidato da drone consumer.

 

– Calcoli di the Washington Post, nei territori controllati dalla Russia vi sono risorse minerarie per oltre 12 trilioni di dollari: il 60% sono giacimenti di carbone, il 20% giacimenti di gas, oltre il 40% di giacimenti di metalli.

 

– Sebastopoli, elicottero Mi8MTSh diverte i bagnanti sulle spiagge del Mar Nero.

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