Epidemie
Mascherine con il simbolo della Massoneria: le vende una fondazione della polizia australiana
Un’organizzazione senza scopo di lucro della polizia di Victoria vende maschere con il simbolo della massoneria: squadra e compasso come Loggia comanda. Lo ha scoperto Lifesitenews.
L’ultima visita di Renovatio 21 allo store del sito, la mascherina massonica era venduta in preordine a 9,95 dollari australiani (poco più di 6 euro), con disponibilità in magazzino di 4867 pezzi. Si chiama «Navy Freemason mask», «mascherina massonica della Marina».
Un’organizzazione senza scopo di lucro della polizia di Victoria vende maschere con il simbolo della massoneria: squadra e compasso come Loggia comanda
«La Victoria Police Blue Ribbon Foundation perpetua la memoria dei membri della Polizia dello Stato di Victoria che sono morti durante il loro dovere grazie al sostegno di validi progetti comunitari all’interno del Victoria», spiega il loro sito web .
Anche la Freemasons Foundation Victoria («Fondazione framassone del Victoria») è elencata al primo posto sul sito web della Victoria Police Blue Ribbon Foundation come uno dei loro «partner principali».
Tra i membri del consiglio della Victoria Police Blue Ribbon Foundation c’è Luke Cornelius, assistente della polizia del Victoria.
Anche la Freemasons Foundation Victoria («Fondazione framassone del Victoria») è elencata al primo posto sul sito web della Victoria Police Blue Ribbon Foundation come uno dei loro «partner principali».
Il Cornelius ha svolto un ruolo cospicuo come uno dei portavoce della polizia pesante a Victoria in un regime di blocco draconiano . Egli ha recentemente descritto manifestanti anti-lockdown come «egoisti», «boofheads» («teste di bufalo», espressione australiana per dire «stupidi»), nonché «batshit crazy», «pazzi come la m***a di pipistrello». I principali media australiani hanno celebrato i commenti di Cornelius, descrivendoli come una «straordinaria eliminazione della brigata dei complottisti».
Il Cornelius, con questo cognome da cattivo dei film Disney, lo avevamo già incontrato quando pochi giorni fa rivelò che gli agenti di polizia avevano visitato più di 80 persone nello stato di Victoria avvertendole che sarebbero state arrestate se avessero partecipato a qualsiasi protesta anti-lockdown questo fine settimana.
Nelle ultime settimane la polizia del Victoria ha attirato l’attenzione di tutto il mondo per il trattamento pesante nei confronti di coloro che non rispettano le restrizioni di blocco.
Nelle ultime settimane la polizia del Victoria ha attirato l’attenzione di tutto il mondo per il trattamento pesante nei confronti di coloro che non rispettano le restrizioni di blocco
I video che sono diventati «virali» online sui social media nelle ultime settimane includono la polizia di Victoria che ha arrestato una donna incinta nella sua stessa casa per il «crimine» di aver condiviso online un evento anti-lockdown; La polizia di Victoria ha sfondato la porta di casa di un uomo e lo ha arrestato per presunta promozione di eventi anti-lockdown online; e un video che mostra una giovane donna costretta a terra da un grosso ufficiale di polizia di sesso maschile per il «crimine» di non indossare una maschera in pubblico.
Anche lo scorso fine settimana, secondo quanto riportato dai media australiani , quasi 200 persone sono state multate e 74 arrestate in occasione di eventi di protesta contro le restrizioni del coronavirus del Victoria, con più video di drammatici arresti pubblicati online.
Victoria attualmente ha uno dei più severi blocchi per il coronavirus in tutto il mondo, con coprifuoco quotidiano e maschera obbligatoria in pubblico. Le persone sono gravemente limitate su dove possono andare e cosa possono fare.
Ora, si scopre che la polizia anti-COVID può feroce del pianeta smercia materiale anti-COVID bollati dalla Massoneria
Ora, si scopre che la polizia anti-COVID può feroce del pianeta smercia materiale anti-COVID bollati dalla Setta Verde, cioè dai Figli della Vedova, cioè dalla Loggia, cioè dalla Framassoneria – nei secoli orrenda nemica della Santa Eucaristia, cioè di Dio e della sua Immagine, cioè della Via, della Verità e della Vita. Ovvio, quindi, che i massoni diffondano terrore e mascherine.
Comunque sia, Renovatio 21 è tentatissima dall’acquisto della mascherina massonica, perché ritiene che sia un indumento di sincerità e chiarezza. Tuttavia temiamo per le spese di spedizione dagli antipodi.
La Framassoneria – nei secoli orrenda nemica della Santa Eucaristia, cioè di Dio e della sua Immagine, cioè della Via, della Verità e della Vita. Ovvio, quindi, che i massoni diffondano terrore e mascherine
Nel caso, il lettore può segnalarci la sua intezione di acquisto, così da tentare un acquisto di gruppo.
Epidemie
L’ex consigliere di Fauci incriminato per l’insabbiamento delle origini del COVID
Un ex consigliere senior del dottor Anthony Fauci è stato incriminato per il ruolo svolto nell’insabbiamento dell’origine del virus COVID-19.
Nel 2020, il COVID-19 ha paralizzato il mondo, con i governi che hanno imposto rigidi lockdowni, causando conseguenze economiche e sociali devastanti per lavoratori, famiglie, strutture sanitarie e fedeli.
David Morens, 78 anni, che è stato consigliere senior di Fauci dal 2006 al 2022, è stato accusato di cospirazione contro gli Stati Uniti, distruzione, alterazione o falsificazione di documenti in indagini federali, occultamento, rimozione o mutilazione di documenti, e favoreggiamento, secondo quanto riportato dal New York Post.
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L’atto d’accusa, reso pubblico lunedì presso il tribunale federale del Maryland, elenca anche due complici non identificati che «hanno occultato, rimosso, distrutto e fatto occultare e rimuovere documenti federali per eludere il FOIA (Freedom of Information Act) e il FRA (Federal Records Act)», ha riportato il tabloide neoeboraceno.
«Morens ha supervisionato una sovvenzione, ormai tristemente nota, del NIH all’organizzazione no-profit EcoHealth Alliance, con sede a Manhattan, a partire dal 2014, che ha finito per dirottare fondi dei contribuenti statunitensi all’Istituto di Virologia di Wuhan per la ricerca sul coronavirus dei pipistrelli», ha osservato il New York Post.
Morens è accusato di aver utilizzato la sua email privata per nascondere le comunicazioni con i colleghi al fine di mantenere il controllo sulla versione dei fatti preferita da Fauci, secondo cui il virus COVID-19 avrebbe avuto origine naturalmente da un «mercato di animali vivi» vicino a Wuhan, in Cina, anziché dal laboratorio dell’Istituto di Virologia di Wuhan, dove Fauci avrebbe segretamente finanziato la «ricerca di guadagno di funzione», un’area di sperimentazione scientifica vietata negli Stati Uniti.
Nel maggio 2024, Morens ha testimoniato davanti alla sottocommissione speciale della Camera sul COVID in merito a un’e-mail che aveva inviato nel febbraio 2021, nella quale affermava di aver imparato a far sparire le e-mail dopo aver ricevuto richieste ai sensi del FOIA, secondo quanto riportato da Fox News.
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«Queste accuse rappresentano un grave abuso di fiducia in un momento in cui il popolo americano ne aveva più bisogno, ovvero nel pieno di una pandemia globale», ha dichiarato in un comunicato il procuratore generale ad interim Todd Blanche.
«Come affermato nell’atto d’accusa, il dottor Morens e i suoi complici hanno deliberatamente occultato informazioni e falsificato documenti nel tentativo di sopprimere teorie alternative riguardanti le origini del COVID-19», ha continuato Blanche. «I funzionari governativi hanno il solenne dovere di fornire fatti e consigli onesti e ben fondati al servizio dell’interesse pubblico, non per promuovere i propri interessi personali o ideologici».
«Non solo Morens avrebbe illegalmente occultato le sue comunicazioni, ma avrebbe anche ricevuto tangenti per farlo», ha dichiarato il direttore dell’FBI Kash Patel in un comunicato.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Epidemie
Il dipartimento dell’Agricoltura e l’Esercito USA iniziano la costruzione di un impianto contro un parassita carnivoro
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Epidemie
Avanzamenti della Commissione COVID. Intervista al dottor Giacomini
La Commissione parlamentare COVID sta andando avanti. Mercoledì alla Camera dei Deputati vi è stata un’udienza riguardante i danni da vaccino. Vi ha partecipato il dottor Dario Giacomini, presidente dell’associazione ContiamoCi!, che si è spesa sin dall’inizio per riportare il dibattito pubblico nell’alveo di una corretta comunicazione scientifica, tutelando al contempo i diritti costituzionali calpestati durante il biennio pandemico.
Dottor Giacomini, di cosa si è parlato ieri in Commissione?
Abbiamo portato della documentazione che dimostrava che le istituzioni, nello specifico il ministero della Salute, già dal 2021 conoscevano il problema degli eventi avversi. Le circolari ministeriali già riconoscevano l’esistenza della questione.
Quali effetti avversi erano già noti al ministero della Salute?
Oltre alle possibili reazioni allergiche legati alla composizione del siero, erano note alcune patologie quali la sindrome da perdita capillare, la sindrome di Guillain-Barré, le miocarditi, le pericarditi, la sindrome trombotica trombocitopenica.
Può farci un esempio di un documento che già conteneva questa informazione?
La circolare del ministero della Salute del 4 agosto 2021. Siamo ad otto mesi dal lancio della vaccinazione nazionale.
E cosa ha fatto il ministero?
Il ministero conosceva queste cose. Ma diceva che la vaccinazione doveva andare avanti: semplicemente, suggeriva di cambiare marca di vaccino. In pratica, le reazioni ai sieri non implicavano la sospensione della vaccinazione, ma il cambio di etichetta del siero: se ti ha fatto male il Pfizer, fai il Moderna.
Perché non si sono fermati?
Posso dire che il ministero sembrava più preoccupato dal garantire inderogabilmente la continuazione della campagna vaccinale nazionale invece che la salute del singolo cittadino a cui pure veniva riconosciuto ufficialmente un danno da vaccino. La stessa questione si è avuta con le donne in gravidanza. Si decise di proseguire con le donne incinte nonostante l’assenza totale di studi riguardo gli effetti su questa popolazione. La stessa circolare insiste che qualora il soggetto fosse guarito dalla malattia, cioè avesse l’immunità naturale, il titolo anticorpale non va ritenuto un parametro di esclusione dalla vaccinazione COVID.
Cioè secondo la circolare se avevi fatto la malattia dovevi comunque fare il vaccino?
Sì, dovevi farti il vaccino per avere gli anticorpi – anticorpi vaccinali, quindi indotti artificialmente su un frammento del patogeno – e invece gli anticorpi prodotti dall’immunità naturale non possono essere presi in considerazione. La sensazione è che bisognava vaccinare davvero tutti.
Perché?
Il sospetto che mi viene è che non bisognava avere una popolazione di controllo, cioè un gruppo di persone non vaccinate – parliamo di decine di milioni di cittadini che erano guariti e quindi avevano l’immunità naturale. Essi avrebbero dimostrato che si poteva sopravvivere al virus senza il siero. La politica invece doveva dimostrare la qualità salvifica della vaccinazione. Senza gruppo di controllo dei guariti, che sono stati inoculati anche loro, non è possibile nessun raffronto e quindi si può portare avanti la narrazione del vaccino unico strumento per uscire dalla pandemia.
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Quali altri elementi vi sono in questo processo?
Un altro elemento che ci fa capire come potrebbe esserci stata consapevolezza dei possibili eventi avversi anche letali è lo scudo penale stabilito con l’articolo 3 del DL 44/2021: si normava il fatto che qualora vi fosse un evento avverso anche mortale il medico vaccinatore sarebbe stato esentato da qualsiasi responsabilità, era sufficiente che avesse rispetto per le linee guida e le circolari ministeriali.
A cosa ha portato tutto questo?
Tutto questo ha portato ad una profonda sfiducia da parte del cittadino nei confronti delle istituzioni e della scienza medica, perché la regia politica ed ideologica diviene evidente, così come l’omissione di informazioni che pure erano presenti nella comunicazioni all’interno delle istituzioni. Ricordiamo com’erano quei mesi: c’era la censura e se dicevi le stesse cose contenute nella circolare ministeriali venivi etichettato come pericoloso «no-vax».
Quindi i sieri sono «sicuri ed efficaci»?
Questi farmaci per la loro stessa composizione possono avere effetti avversi: l’mRNA può raggiungere tutti i tessuti e non conosciamo le diverse reazioni di questi alla sostanza. Tutto questo era noto ma non si poteva comunicare all’esterno perché non si doveva spegnere quello che il ministro Speranza avrebbe definito, in una registrazione della riunione del CTS a seguito della morte di Camilla Canepa, l’«entusiasmo vaccinale».
Cosa è successo durante l’udienza?
Dopo la relazione mia e del vicepresidente di ContiamoCi! Marco Cosentino, vi è stato l’intervento della senatrice del PD Ylenia Zambito. Ha avuto il coraggio di dire che non c’era alcun obbligo vaccinale. Mi è toccato ricordarle, insieme all’onorevole Bagnai, che non solo l’obbligo c’era, ma c’era pure sanzioni amministrative, sproporzionate ed irragionevoli, che avevano portato alla fame milioni di cittadini che non potevano più lavorare. Tantissimi si sono piegati a questa «coercizione amministrativa», che per quanto mi riguarda era solo un enorme «ricatto».
Solo un ricatto?
Di più. Per me quello che c’è stato è stata una guerra civile. Per la prima volta, lo Stato ha disconosciuto milioni dei suoi cittadini e li ha perseguitati solo perché volevano liberamente decidere riguardo al proprio corpo – cosa peraltro sancita dall’articolo 32 della Costituzione.
Dicono che la vaccinazione ha salvato milioni di vite.
Quand’anche fosse vero, il salvare le milioni di vite non può passare attraverso il sacrificio coatto di una minoranza che viene mandata a morire. Lo Stato non lo può fare. La Costituzione su questo è chiara. Dovevi assumerti il rischio, di una malattia da reazione avversa o perfino della morte, senza alternativa. Dovevi accettare la roulette russa. Tutto questo facendoti pure firmare un consenso informato che informato non era.
I politici vaccinisti stanno cambiando idea?
Ho avuto l’impressione che le forze politiche che in quegli anni hanno avallato la discriminazione e la coercizione oggi non possono più difendere queste posizioni, cercando di mettere nel dimenticatoio quella stagione. Del resto sono posizioni indifendibili: la letteratura scientifica, i casi sanitari in tutto il Paese, la Costituzione – di cui si sono detti paladini nell’ultimo referendum – violata in tantissime sue parti. Rispetto al 2024 quando andammo in Commissione COVID la prima volta, quando erano belli agguerriti, mi sono parsi più sulla difensiva, più remissivi. Hanno le armi spuntate: di fronte a relazioni rigorose e pacate non hanno la possibilità di controbattere nulla.
Quale valore ha la Commissione in questo momento?
I lavori della Commissione continuano ad essere silenziati dalla grande stampa. Invece un evento che ha sconvolto la vita di tutti gli italiani, comunque la si pensi, non può essere messo in un cassetto da chiudere per sempre. Abbiamo un obbligo civile, morale di analizzare tutto quello che è successo e far emergere le verità che sono state taciute, al fine di dare ai cittadini gli elementi. Se siamo ancora in una democrazia, dobbiamo avere il coraggio di cercare la verità. Qualsiasi siano le conclusioni che arriveranno alla fine di questo percorso.
Cosa vuole dire ai lettori di Renovatio 21?
Che il perno deve essere il lavoratore, l’uomo che fa, che crea il proprio destino. Quindi invitiamo tutti a sostenere l’azione del sindacato DI.CO.SI. ContiamoCi! per difendere il diritto al lavoro che non deve mai più essere calpestato nel nome di una spinta emergenziale, che, guarda caso, oggi si sta riproponendo in altre forme. Perché il fine ultimo metapolitico di tutto questo è quello di spogliare l’uomo della sua libertà. Togliere il lavoro significa togliere la libertà, e quindi avere un popolo facilmente controllabile di schiavi.
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Immagine della Presidenza della Repubblica Italiana via Wikimedia; fonte Quirinale.it; immagine modificata
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