Gender
La Gran Bretagna vieta le prescrizioni private di bloccanti per la pubertà
Il governo del Regno Unito ha vietato alle cliniche private di prescrivere bloccanti della pubertà ai minori di 18 anni, con una mossa che secondo gli attivisti colmerà una scappatoia per l’accesso ai farmaci. Lo riporta Epoch Times.
Il Dipartimento della Sanità e dell’Assistenza Sociale (DHSC) ha annunciato mercoledì che metterà un divieto di emergenza di tre mesi sulla fornitura di ormoni che sopprimono la pubertà ai bambini con confusione di genere in Inghilterra, Galles e Scozia. Si applicherà alle prescrizioni scritte da medici prescrittori nel Regno Unito e a quelli registrati nello Spazio economico europeo e in Svizzera.
Il divieto, in vigore dal 3 giugno al 3 settembre, è stato emanato «per affrontare i rischi per la sicurezza pubblica», ha affermato il DHSC.
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Sono state inoltre messe in atto «restrizioni indefinite» sulla prescrizione di questi farmaci all’interno del Servizio Sanitario Nazionale (NHS), il sistema sanitario finanziato con fondi pubblici del Regno Unito.
Il servizio sanitario nazionale ha già interrotto la prescrizione di routine di bloccanti della pubertà.
Annunciando le misure sulla piattaforma di social media X, il segretario alla Sanità Victoria Atkins ha dichiarato: «Oggi ho intrapreso un’azione coraggiosa per proteggere i bambini in seguito alla Cass Review, utilizzando i poteri di emergenza per vietare i bloccanti della pubertà per i nuovi trattamenti della disforia di genere dalle cliniche private e dai prescrittori stranieri per tutti gli scopi in Gran Bretagna».
La Atkins ha aggiunto di aver introdotto restrizioni simili per le prescrizioni del servizio sanitario nazionale «per colmare ulteriormente le lacune».
Pubblicato ad aprile, il documento di revisione detto Cass Review ha criticato gli operatori sanitari del servizio sanitario nazionale per aver spinto i bambini con confusione di genere verso percorsi inappropriati di cure mediche che includevano farmaci e interventi chirurgici.
Tra le sue raccomandazioni, la dottoressa Hilary Cass – ora minacciata di morte e costretta ad avere la scorta della polizia per le minacce ricevute dai transgenderisti – ha invocato un approccio «olistico» al trattamento della disforia di genere, allontanandosi dall’approccio prevalente di «affermazione del genere» che vedeva gli operatori sanitari semplicemente affermare il genere scelto dal bambino e prescrivergli bloccanti della pubertà e poi gli ormoni sessuali incrociati e metterli sulla strada degli interventi chirurgici.
Il completamento della storica revisione ha visto l’NHS England, finanziato con fondi pubblici, e le autorità sanitarie scozzesi fermare la prescrizione di bloccanti della pubertà, ma gli attivisti all’epoca avevano avvertito che le cliniche private sarebbero ancora in grado di fornire i farmaci ai bambini.
Gli ormoni sessuali incrociati possono causare una serie di problemi di salute e cambiamenti fisici permanenti, come l’infertilità in entrambi i sessi e la calvizie maschile e la voce profonda nelle donne. Per gli uomini, gli effetti collaterali noti dei farmaci che bloccano il testosterone includono un aumento del rischio di coaguli di sangue e malattie cardiovascolari.
A seguito della Cass Review, il Servizio Sanitario Nazionale aveva affermato che esaminerà la prescrizione di ormoni sessuali incrociati. I servizi sanitari scozzesi che si occupano di pazienti con disforia di genere hanno affermato che ai pazienti non verranno più prescritti ormoni sessuali incrociati fino all’età di 18 anni.
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La Cass Review era stata avviata a seguito di un forte aumento di segnalazioni al Gender Identity Development Service gestito dall’ormai chiuso Tavistock and Portman NHS Foundation Trust di Londra, specializzato nel lavoro con bambini e giovani che soffrono di disforia di genere.
La revisione della dottoressa Cass ha esaminato anche le disposizioni per gli adolescenti più grandi e i giovani adulti. La revisione ha suggerito che l’NHS England garantisce che i centri regionali di assistenza di genere che sono stati istituiti per sostituire la clinica Tavistock abbiano un «servizio di follow-through» per i giovani di età compresa tra 17 e 25 anni per garantire la continuità dell’assistenza e del supporto durante ciò che il Dr. Cass notato era “una fase potenzialmente vulnerabile nel viaggio» del paziente.
Come riportato da Renovatio 21, la marcia indietro sulla transessualizzazioni dei bambini era iniziata a marzo, quando, annunciata da molti mesi, arrivò la decisione del NHS di cessare la fornitura i bloccanti della pubertà ai bambini. La decisione era arrivata dopo una consultazione pubblica e un’indagine durata quattro anni sulle attività del Gender Identity Development Service (GIDS) del NHS, gestito dal controverso Tavistock and Portman NHS Trust a Londra.
Come riportato da Renovatio 21, dopo l’eclatante caso di Kiera Bell in Gran Bretagna erano stati vietati gli ormoni bloccanti per la pubertà ai minori di 16 anni.
Alla clinica Tavistock è stato ordinato di chiudere nel 2022 dopo che gli investigatori avevano concluso che i suoi medici stavano «affrettando» i bambini – alcuni di appena sette anni – a procedure sperimentali di cambio di sesso.
La Bioetica dibatte sul fatto che i bambini siano in grado di dare il proprio consenso informato per farmaci e trattamenti (castrazioni, amputazioni, alterazioni della crescita) il cui uso li segneranno per il resto della vita.
Come riportato da Renovatio 21, la multinazionale dell’aborto Planned Parenthood ha prodotto cartoni animati che promuovono il loro uso.
Puberty blocker ad put out by Planned Parenthood, which tells children that they can get puberty blockers to “put their puberty on hold” pic.twitter.com/yjHXpevEMk
— Idoctrination Exposed (@EITC_Official) October 3, 2022
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Una delle sostanze bloccanti talvolta utilizzate, il Lupron, è la medesima che in molti Paesi viene inflitta a pedofili e stupratori condannati per produrre la cosiddetta castrazione chimica.
Video disturbanti di bambini che si sottopongono agli «ormoni trans» per bloccare la pubertà circolano in rete.
Doctor tells 11 year old girl she is in the “perfect place” to begin taking puberty blockers to become TRANS.
Should this doctor be sent to prison for child abuse?
— Oli London (@OliLondonTV) February 1, 2024
Nel frattempo, il transessualismo dilaga anche nella burocrazia scolastica italiana con la cosiddetta «carriera alias».
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Candidato democratico gay fa anche il modello sadomaso
NY Dem House candidate modeled for XXX-rated BDSM ads while serving in National Guard https://t.co/WL9nGKKAlv pic.twitter.com/FEHrhMS15K
— New York Post (@nypost) September 13, 2026
NYP: Democratic Candidate Once Modeled for Fetish Sex Shop
Chris Gallant, the Democratic nominee running against Long Island Rep. Nick LaLota (R-NY) was previously involved in a very different kind of campaign: selling toys as a model for a fetish sex shop “Gallant appeared in… pic.twitter.com/BMb7qbN54N — Politics & Poll Tracker 📡 (@PollTracker2024) September 14, 2026
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L’app di incontri gay Grindr rischia un risarcimento milionario per la diffusione di dati sull’HIV
Grindr, l’app di incontri LGBTQ statunitense, ha raggiunto un accordo multimilionario in una causa intentata in Gran Bretagna, in cui veniva accusata di aver condiviso le informazioni private degli utenti, incluso il loro stato sierologico (HIV), con società pubblicitarie senza il loro consenso.
L’intesa da 26 milioni di sterline (30,1 milioni di euro) copre le richieste di risarcimento presentate da circa 12.000 utenti in merito alla gestione dei dati personali da parte dell’azienda prima dell’inizio del 2020. Grindr contesta le accuse.
«L’accordo non prevede alcuna constatazione o ammissione di responsabilità», ha dichiarato Grindr in un documento depositato presso le autorità di regolamentazione statunitensi alla fine della scorsa settimana. Ciononostante ha riconosciuto «il disagio e la perdita di fiducia» espressi da alcuni utenti.
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L’azione legale è stata avviata nell’aprile del 2024 dallo studio legale Austen Hays presso l’Alta Corte di Inghilterra e Galles. Secondo lo studio, le informazioni presumibilmente divulgate includevano anche le date dei test HIV e l’eventuale assunzione di farmaci per prevenire l’infezione da parte degli utenti. È stato concesso l’anonimato per proteggere coloro che hanno intentato la causa.
In base all’accordo raggiunto il 2 settembre, Grindr pagherà 13 milioni di sterline entro la fine di quest’anno e altri 13 milioni di sterline entro il 31 marzo 2027. Gli importi dei singoli risarcimenti non sono stati specificati e le spese legali e assicurative saranno detratte secondo i termini pubblicati da Austen Hays.
Fondata nel 2009, Grindr era di proprietà del gruppo cinese di videogiochi Beijing Kunlun Tech durante il periodo coperto dalle denuncebritanniche. È stata venduta nel 2020 dopo che le autorità statunitensi avevano espresso preoccupazioni circa la possibilità che il governo cinese potesse accedere alle informazioni personali degli utenti americani. L’azienda ha dichiarato di aver successivamente rivisto il proprio programma per la tutela della privacy.
Nel 2018 alcuni ricercatori norvegesi hanno scoperto che Grindr aveva condiviso lo stato sierologico degli utenti con due società di analisi dati. Grindr ha quindi annunciato che avrebbe interrotto tale pratica.
In un caso separato, l’autorità norvegese per la protezione dei dati ha multato Grindr di 65 milioni di corone norvegesi (7 milioni di dollari) nel 2021 per aver condiviso informazioni personali a fini pubblicitari senza un valido consenso. Una corte d’appello ha confermato la sanzione nell’ottobre 2025.
Secondo il Consiglio norvegese dei consumatori, il tribunale ha inoltre ritenuto fuorviante l’assicurazione fornita da Grindr di non vendere i dati personali degli utenti a terzi per scopi pubblicitari.
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Come riportato da Renovatio 21, ancora anni fa l’app era stata criticava per un dato di profilo speciale: la presenza dell’HIV. All’altezza del 2018, Grindr indicava perfino se l’utente fosse sieropositivo o meno: la feature venne ritirata, perché i giornali sinceri e democratici rabbrividirono per mancanza di privacy sanitaria (cosa che adesso fa ridere…), senza capire che probabilmente dietro a questa nuova spunta poteva schiudersi il mondo dei bugchasers e dei giftgivers, coloro che volontariamente contagiano o si fanno contagiare con l’HIV.
Da Grindr deriva Tinder, la app di incontri usata dagli eterosessuali: anche quella è sicuramente stata causa di migliaia di disastri famigliari, perché può esporre la doppia vita di «cacciatore» di appuntamenti di un coniuge. Tuttavia Tinder, nonostante la disperazione che produce la promiscuità della hook-up culture («cultura del rimorchio») che ha generato, non è stato in grado di impensierire i servizi di Intelligence USA. Grindr, invece, sì.
L’importanza di Grindr va molto al di là degli incontri omofiliaci. Il mondo dei servizi insegna che sono quattro le leve da utilizzare per far fare a qualcuno qualcosa – come ad esempio tradire il proprio Paese: soldi, ideologia, ego, compromesso.
Grindr è potenzialmente un fornitore infinito di compromessi: quante persone possiamo beccare e ricattare? Quante possiamo avvicinare con una honey trap («trappola del miele») dove avvenenti agenti organizzano un accoppiamento per poi filmare tutto o bruciare il bersaglio gay non-dichiarato?
La possibilità che i suoi dati fossero usati per fini di ricatto verso migliaia (milioni…) di persone con lavori sensibili per il governo spinse Trump, allora presidente al primo mandato, a chiedere ai cinesi, che l’avevano comprata, di averla indietro. I cinesi, incredibilmente, obbedirono, ma non è chiaro se possano essersi sbarazzati dei dati.
Ad ogni modo la cosa incredibile è che i cinesi accettarono l’ordine di Trump. Il gruppo Kunlun cercò un compratore per liberarsi dell’applicazione. Nel marzo 2020, Kunlun annunciò che avrebbe venduto la sua quota del 98,59% in Grindr alla San Vicente Acquisition LLC con sede negli Stati Uniti per 608,5 milioni di dollari. Il lead investor, Raymond Zage, viene dall’Illinois ma ha base ora a Singapore – un luogo dove gli interessi della Cina Popolare non sono sconosciuti.
È degno di nota, tuttavia, ricordare che vi fu un’offerta italiana per comprare Grindr. Ad offrire la non comune cifra di 206 milioni fu la software house milanese Bending Spoons, l’azienda scelta dal governo per l’app di tracciamento dei cittadini ai tempi del Coronavirus, la celeberrima «Immuni».
La startup risultava partecipata dalla holding H14 (che fa capo a Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi) e Nuo Capital, che è un fondo guidato da un ex top manager di Banca Imi, ma, si lesse sui giornali, «con capitale asiatico».
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L’app Grindr rappresenta una vecchia conoscenza dei lettori di Renovatio 21.
Oramai un lustro fa le cronache italiane riportarono che Grindr era stata usata nell’organizzazione del festino gay che incastrò in uno scandalo l’uomo internet di Matteo Salvini, che all’epoca disponeva di questa macchina social, invincibile ed invidiata, chiamata «la Bestia».
Come riportato da Renovatio 21. C’è uno Stato, una società che potrebbe essere stata ricattata, sputtanata, manipolata verso scelte fatali (di ampio respiro storico) proprio tramite il vizietto di chi utilizza l’app.
Su Grindr si dice che siano presenti quantità massive di sacerdoti. Il fatto è tornato alla ribalta di recente con il caso di un sacerdote USA, noto per le posizioni intransigenti verso lo sdoganamento cattolico di Sodoma, beccato sulla piattaforma. Ma anche in Italia sarebbero stati trovati consacrati di un certo spessore. Di uno in particolare, scriveva il Giornale, che raccoglieva il sussurro di Dagospia: «nella sua seconda vita si dava alle droghe (ecstasy, ma anche crack, Ghb e chetamina) e alla conquista di amanti (rigorosamente di sesso maschile) su Grindr». Una storia con parole che sembrano riemergere anche ora. L’uso intensivo della app di incontri gay da parte perfino dei seminaristi è raccontato da un libro del sociologo Marco Marzano, La casta dei casti.
Renovatio 21 ha ipotizzato che parte del rapporto tra Santa Sede e Repubblica Popolare Cinese (che, al contrario, ha definitivamente bloccato le app di incontro omofile, sbocciata negli accordi sino-vaticani, potrebbe essere dovuta al kompromat da Grindr che i comunisti cinesi detengono su tanti consacrati segretamente omosessuali.
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Immagine di Ivan Radic via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
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I trans stravincono pure i tornei femminili di golf
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