Gender
Transgender, l’Alta Corte del Regno Unito vieta i bloccanti della pubertà ai minori di 16 anni
Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.
Keira Bell, un’attivista di 23 anni, ha ottenuto una straordinaria vittoria nei tribunali inglesi riguardo l’idea convenzionale sulla disforia di genere.
Keira ha avuto un brutto inizio di vita. Suo padre se ne andò quando lei aveva quattro anni, lasciando lei e sua sorella alle cure della madre alcolizzata. A 14 anni era un miserabile maschiaccio che non si adattava alle ragazze o ai ragazzi.
«Sono rimasta a casa, chiusa nella mia stanza, a giocare ai videogiochi», ha detto al London Times. «E su Internet ho letto blogger lesbiche, ma sentivo che qualcos’altro non andava in me perché ero così a disagio con il mio corpo e la pubertà e diventavo una donna». «Poi ha scoperto gli attivisti trans americani su YouTube. Ho pensato: sono io. Ho bisogno di farlo, di passare dal punto di vista medico per migliorare me stesso e vivere la mia vita come dovrei».
A 16 anni ha cercato aiuto presso l’unico servizio di sviluppo dell’identità di genere (GIDS) nel Regno Unito, il Tavistock Center finanziato dal governo.
Dice che dopo soli tre appuntamenti di 60 minuti le sono stati somministrati bloccanti della pubertà. Un anno dopo le fu prescritto testosterone e sviluppò peli sul viso maschile e una voce profonda. Un paio di anni dopo ha subito una doppia mastectomia per rimuovere entrambi i seni. Ha cambiato il suo nome in “Quincy” e il suo certificato di nascita è stato modificato per renderla legalmente un uomo.
Dopo soli tre appuntamenti di 60 minuti le sono stati somministrati bloccanti della pubertà
Era una traiettoria tipica per le ragazze adolescenti con disforia di genere.
Ma la soddisfazione iniziale di Keira divenne rapidamente aspra e si rese conto di aver commesso un grosso errore. O meglio, la clinica Tavistock aveva commesso un grosso errore. «Avrei dovuto essere sfidata sulle proposte o sulle affermazioni che stavo facendo per me stessa», dice. «E penso che anche questo avrebbe fatto una grande differenza».
Keira ha citato in giudizio il Tavistock.
Poiché molte di queste ragazze subiranno infertilità, mutilazioni chirurgiche, disagio psicologico e dipendenza per tutta la vita dai farmaci, questo è un grosso problema
E questa settimana ha vinto la sua causa presso l’Alta Corte britannica. È stata una vittoria sbalorditiva che causerà ripercussioni in tutto il mondo. Negli ultimi dieci anni, come nella maggior parte degli altri paesi occidentali, il numero di ragazze adolescenti riferite al Tavistock è aumentato di oltre il 5.000%.
Poiché molte di queste ragazze subiranno infertilità, mutilazioni chirurgiche, disagio psicologico e dipendenza per tutta la vita dai farmaci, questo è un grosso problema.
La corte ha stabilito che era altamente improbabile che i bambini sotto i 16 anni potessero capire e dare il consenso ai bloccanti della pubertà.
La corte ha stabilito che era altamente improbabile che i bambini sotto i 16 anni potessero capire e dare il consenso ai bloccanti della pubertà.
I sostenitori del processo di transizione affermano che i bloccanti della pubertà danno ai bambini il tempo di superare il tumulto emotivo della pubertà e di dare loro il tempo di prendere una decisione ponderata. Se così fosse, sicuramente alcuni pazienti deciderebbero di stare meglio nel sesso alla nascita. Ma in realtà, ha osservato la corte, c’è «una probabilità molto alta» che i bambini che iniziano con i bloccanti della pubertà passeranno alla fase successiva dell’assunzione di ormoni sessuali incrociati, che causano «cambiamenti irreversibili», in particolare la perdita di fertilità.
Sebbene un bambino possa comprendere il concetto di perdita di fertilità, ad esempio, questo non è lo stesso che capire come questo influenzerà la sua vita adulta.
È probabile che l’atteggiamento di un bambino nei confronti dell’avere figli biologici e la sua comprensione di cosa significhi veramente cambierà tra l’infanzia e l’età adulta.
In realtà, ha osservato la corte, c’è «una probabilità molto alta» che i bambini che iniziano con i bloccanti della pubertà passeranno alla fase successiva dell’assunzione di ormoni sessuali incrociati, che causano «cambiamenti irreversibili», in particolare la perdita di fertilità.
Per molti bambini, sicuramente più piccoli, e alcuni anche di appena 10 anni e appena entrati nella pubertà, non sarà possibile concettualizzare cosa significherebbe non essere in grado di dare alla luce bambini (o concepire bambini con il proprio sperma) nella vita adulta. Allo stesso modo, il significato di appagamento sessuale e quali potrebbero essere le implicazioni del trattamento per questo in futuro sarà impossibile da comprendere per molti bambini.
Un aspetto della sentenza sfuggito ai commenti dei media è stato il numero di volte in cui i giudici hanno usato la parola «sorprendente» nel loro giudizio.
Il Tavistock ha fatto affermazioni sul suo trattamento transgender per il quale non aveva raccolto dati. «Troviamo sorprendente che tali dati non siano stati raccolti negli anni precedenti data la giovane età del gruppo di pazienti, la natura sperimentale del trattamento e il profondo impatto che ha… Abbiamo riscontrato questa mancanza di analisi dei dati – e l’apparente mancanza di indagine su questo problema – sorprendente … Troviamo sorprendente che la GIDS non abbia ottenuto dati completi che mostrano le cifre e la percentuale di coloro che assumono bloccanti della pubertà che rimangono all’interno della GIDS e passano agli ormoni sessuali».
Un aspetto della sentenza sfuggito ai commenti dei media è stato il numero di volte in cui i giudici hanno usato la parola «sorprendente» nel loro giudizio
In origine, Tavistock forniva bloccanti della pubertà solo per i bambini di età superiore ai 16 anni. Ma nel 2011 ha iniziato a trattare bambini di 12 anni con bloccanti della pubertà in uno studio di ricerca approvato. Nove anni dopo, Tavistock non ha ancora pubblicato i risultati dello studio.
Il sarcasmo sottovalutato della corte fa sembrare probabile che i medici basassero il loro trattamento più sull’ideologia che sulla scienza.
Il risultato della decisione dell’Alta Corte – che sicuramente sarà oggetto di ricorso – è modesto. Non vieta il trattamento transgender. Dichiara semplicemente che è altamente dubbio che i bambini sotto i 16 anni debbano essere sottoposti a bloccanti della pubertà perché non possono dare il consenso informato.
Il sarcasmo sottovalutato della corte fa sembrare probabile che i medici basassero il loro trattamento più sull’ideologia che sulla scienza
Nel Regno Unito, i bambini di età superiore a 16 anni sono considerati competenti per il consenso al trattamento. Tuttavia, dato che il trattamento è innovativo e sperimentale, la Corte ha suggerito che i medici dovrebbero prima chiedere l’approvazione del tribunale.
Mermaids, un gruppo che fa pressioni per i bambini transgender, era furioso. La sentenza «fa cenno ad un futuro in cui il diritto all’aborto e le decisioni a favore della scelta sono limitati per tutti, distruggendo le libertà a lungo combattute dagli attivisti per i diritti delle donne».
Michael Cook
Direttore di BioEdge
Immagine screenshot da YouTube
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Mons. Viganò: una lobby di pervertiti incistata nel corpo ecclesiale vuole legittimare la sodomia anche nel Clero
Renovatio 21 pubblica il commento dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò in risposta alle parole del gesuista filo-omotransessulista James Martin. La scorsa settimana, alla domanda riguardante «gli uomini gay che sentono la vocazione al sacerdozio», Martin ha affermato che «la mia risposta… è sì».
Si tratta di una possibilità negata – in teoria, la pratica, dopo il Concilio, abbiamo capito che va in direzione opposta – dalla Chiesa e dalla sua dottrina. «Nei miei quasi 40 anni da gesuita, ho conosciuto decine di sacerdoti omosessuali celibi che hanno condotto quella che Papa Francesco ha definito una vita “buona, santa e celibe”, incarnando il messaggio di amore e misericordia di Gesù», ha scritto Martin nel suo articolo per il sito web catto-omotransessualista da lui fondato, Outreach. «Per me e per molti dei miei amici, sono stati direttori spirituali, pastori, professori e mentori».
Vi è stato un tempo in cui tutti coloro che avevano tendenze omosessuali venivano immediatamente scartati dai seminari: si apprende ora che in alcuni casi sarebbe vero il contrario, un processo di dissoluzione sacrilega sodomita che sarebbe stato filierizzato, secondo ricostruzioni, dall’ex cardinale statunitense Theodore McCarrick (1930-2025), di cui Viganò fu grande accusatore, creando una «”pipeline” omosessuale che incanalava i candidati latinoamericani vulnerabili in alcuni seminari statunitensi dove venivano sfruttati sessualmente, e successivamente ordinati come preti attivamente omosessuali in alcune diocesi americane».
Le parole di padre Martin, ad ogni modo, ricordano quelle vergate 36 anni fa da don Gianni Baget Bozzo (1925-2009), già europarlamentare per il Partito Socialista Italiano. Nell’agosto del 1990 don Baget Bozzo scrisse per il settimanale L’Espresso un articolo intitolato «Omosessuale sacerdote ideale», dove affermava che la condizione omosessuale può integrarsi nella vita sacerdotale in modo del tutto analogo a quella eterosessuale. In un’intervista del luglio del 2000 al Corriere della Sera, don Baget Bozzo si pronunciò a favore del riconoscimento delle coppie omosessuali, anche ai fini sociali ed economici.
Padre Martin fu tra i primi ad utilizzare la Fiducia supplicans per benedire una coppia omosessuale nella residenza dei gesuiti a Nuova York.
Monsignor Viganò si è scagliato più volte contro lo scandalo delle ripetute udienze concesse dagli ultimi papi a Martin e alla sua «omoeresia». Ancora due anni fa il prelato lombardo aveva accusato che «lo scopo di Bergoglio è normalizzare sodomia e perversione e distruggere il Sacerdozio».
La farneticante proposta di James Martin sj non è una boutade provocatoria, ma l’ultimo passo di una lunga serie, volta a legittimare la sodomia non solo tra i laici, ma addirittura tra il Clero.
Essa costituisce una palese e intollerabile contraddizione con la dottrina perenne di Santa Madre Chiesa, con la Sacra Scrittura che condanna senza ambiguità gli atti omosessuali come abominio contro natura (cfr. Levitico 18, 22; Romani 1, 26-27; 1 Corinzi 6, 9-10), e con il Magistero.
L’argomento addotto da James Martin — «la presenza di molti santi e sani preti gay e celibi» — è un sofisma ingannevole e una menzogna: la santità, quando è autentica, combatte le tendenze disordinate con la grazia sacramentale e l’ascesi, nell’orrore di offendere Dio con peccati detestabili.
La Santa Chiesa insegna che la sodomia è un gravissimo disordine oggettivo, non una realtà neutra o positiva. Pretendere di fondare su di essa una «apertura» all’Ordinazione implica la negazione della Legge naturale, oltre che la violazione dei Comandamenti di Dio.
La farneticante proposta di James Martin sj non è una boutade provocatoria, ma l’ultimo passo di una lunga serie, volta a legittimare la sodomia non solo tra i laici, ma addirittura tra il Clero.
Essa costituisce una palese e intollerabile contraddizione con la dottrina perenne… https://t.co/8xmHq9jA7P
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) July 24, 2026
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Ordinare uomini con tendenze omosessuali radicate non solo violerebbe la norma ecclesiale, ma esporrebbe il gregge a scandali gravissimi, alimenterebbe la già diffusissima lobby gay all’interno del Clero, e offenderebbe la santità del Sacramento. Il Sacerdozio non è un diritto soggettivo né uno strumento di «inclusione» ideologica: è un dono divino che richiede piena corrispondenza alla volontà di Dio e santità di vita.
È altresì evidente che questa operazione – ampiamente sostenuta da alti esponenti della Gerarchia conciliare-sinodale e dallo stesso Prevost – serve anzitutto a sovvertire il giudizio morale sulla sodomia, facendo di un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio uno stato di elezione degno addirittura del Sacerdozio.
Insomma, qui siamo al «Cicero pro domo sua»: una lobby di pervertiti incistata nel corpo ecclesiale sta inesorabilmente conducendo la Gerarchia neomodernista a schierarsi apertamente in favore della sodomia, per vantaggio personale. Il modus operandi è sempre il medesimo: coloro che legittimano certi peccati (nella sfera religiosa) e certi reati (in quella civile) lo fanno solo perché quelli sono i peccati e i reati che costoro praticano impunemente.
I conservatori osservano – con il cinismo che li contraddistingue – che questi spropositi giungono da un gesuita notoriamente «border line», e che il Magistero non è cambiato. Fingono di non capire che James Martin è solo un giullare cui il potere lascia dire esplicitamente ciò che ha già deciso ufficiosamente di fare.
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Il sospettato dell’attentato al Gay Pride di Berlino è legato agli islamisti
❗️A car plowed into a crowd at an LGBTQ+ Pride parade in Berlin, killing one person and injuring at least 16 others
According to police, one or more suspects fled the vehicle after the attack. Several people were also reportedly stabbed. Police are searching for 21-year-old… pic.twitter.com/4u1ZCpgZAx — NEXTA (@nexta_tv) July 26, 2026
The time of car driving through the pride march in Berlin #Berlin #Germany #Pride #Berlín pic.twitter.com/1BZCc25obj
— i (@Miksiddiqui) July 26, 2026
More footage: the terrorist ran over people at a pride parade in Berlin, Germany. His name is probably Muhammed. pic.twitter.com/1GgoLWRd0b
— Shiri_Sabra (@sabra_the) July 25, 2026
🇩🇪 UPDATE — Berlin CSD (Pride) vehicle attack:
Berlin police now report 1 woman killed and about 16–17 injured — three in critical/life-threatening condition, several more seriously hurt (fire service spokesman Dominik Pretz). Police sequence: a white van drove into the crowd… pic.twitter.com/FUTLC1uD0t — 🔥🗞The Informant (@theinformant_x) July 26, 2026
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LGBTQ+ activist speaks at a vigil in Berlin a day after the Islamist car-ramming attack against the Berlin Gay Pride Parade:
“I had hoped that the attacker was not a foreigner, but a white Christian person” pic.twitter.com/RlNMDERjFD — Visegrád 24 (@visegrad24) July 26, 2026
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Uomo arrestato per aver segato la bandiera LGBT davanti a una chiesa cattolica tedesca
Un uomo è stato arrestato dopo aver abbattuto con una sega l’asta di una bandiera arcobaleno LGBT esposta davanti a una chiesa cattolica in Germania.
Il 13 luglio alle 18:45 ora locale, diversi testimoni hanno assistito alla scena di un uomo che utilizzava una sega per tagliare l’asta della bandiera di fronte alla chiesa di San Sebastiano a Mannheim. L’asta di metallo è caduta sulla piazza del mercato, senza causare feriti. Secondo la polizia, l’autore del gesto è poi fuggito a piedi.
Le forze dell’ordine locali hanno indagato sul fatto come danneggiamento di proprietà e giovedì hanno arrestato un uomo di 58 anni residente a Mannheim. La polizia non ha fornito ulteriori dettagli sul sospettato né sui possibili moventi.
La bandiera arcobaleno LGBT era stata issata dal parroco, padre Lukas Glocker, in occasione della celebrazione locale del «mese dell’orgoglio» LGBT, denominato «Monnem Pride».
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«La bandiera simboleggia che ogni persona, indipendentemente dall’orientamento sessuale, dall’identità di genere, dalle origini, dalla religione, dall’aspetto o dal colore della pelle, dovrebbe essere trattata con rispetto e dignità», ha dichiarato Glocker all’agenzia di stampa cattolica KNA.
Nell’ambito di una rete ecumenica, la parrocchia cattolica di Mannheim ha partecipato per la terza volta quest’anno all’evento «Monnem Pride». Il motto dell’iniziativa era: «L’amore fa bene all’anima, l’odio la danneggia».
La parrocchia ha affermato in un comunicato che ogni essere umano è una creatura di Dio e possiede una dignità inalienabile e che, per questo motivo, «le bandiere arcobaleno davanti alle nostre chiese sono un segno visibile del nostro impegno a trattare tutte le persone con rispetto e dignità».
Tuttavia, secondo la dottrina cattolica, è necessario distinguere tra il rispetto dovuto alle persone che provano attrazione per lo stesso sesso e la pratica della sodomia. Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica, le persone con tendenze omosessuali devono essere trattate «con rispetto, compassione e sensibilità» (CCC 2358). Allo stesso tempo, il Catechismo afferma che gli atti omosessuali sono contrari alla legge naturale e non devono essere approvati (CCC 2357).
Non si tratta della prima volta che un fedele prende in mano la questione personalmente: due anni fa un fedele cattolico anonimo ha distrutto una raffigurazione blasfema e indecente della «Nostra Signora» all’interno della cattedrale di Santa Maria a Linz, in Austria dopo che la scultura aveva suscitato indignazione. «L’ho fatto prima di tutto per la Madre di Dio!», ha detto il cattolico che desidera rimanere anonimo ad un suo connazionale austriaco.
Vi era poi stato il caso del fedele austriaco che aveva gettato nel Tevere le statue della Pachamama piazzate dentro la chiesa di Santa Maria in Traspontina, vicino al Vaticano. Con prontezza incredibile, i carabinieri (italiani…) dissero di aver recuperato dal fiume le statuette, addirittura intatte. Papa Francesco confermò pubblicamente il ritrovamento da parte dell’arma, scusandosi formalmente con chiunque si fosse sentito offeso dal furto e precisando che le statuette erano state esposte senza alcuna intenzione idolatrica.
Come riportato da Renovatio 21, sono in grande aumento le iniziative para-omotransessualiste o blasfeme o pagane in chiese e cattedrali, sempre con l’osceno permesso delle diocesi.
Ricordiamo il caso della diocesi di Carpi, dove un quadro definito da alcuni fedeli come osceno e sacrilego era stato esposto ella chiesa di Sant’Ignazio, chiesa del museo diocesano di Carpi, per poi essere attaccato da uno sconosciuto che avrebbe ferito anche l’artista lì presente. Anche in quel caso, la mostra era stata verosimilmente approvata dalla gerarchia.
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Il dibattito sull’uso profano degli spazi sacri ha riacquistato rilevanza in seguito agli eventi legati alla Nuit Blanche del 2026 a Parigi. Storiche chiese cattoliche parigine sono state utilizzate per ospitare mostre con oggetti ispirati al voodoo e paesaggi sonori «inquietanti», il tutto con l’approvazione dell’arcidiocesi di Parigi.
Gli eventi, diretti dall’attivista LGBT Barbara Butch, hanno suscitato indignazione tra i cattolici, che si erano radunati fuori dalla chiesa di San Lorenzo per pregare e protestare pacificamente prima di essere dispersi con la forza dalla polizia, tra cui donne di tutte le età.
In un’intervista rilasciata il 16 maggio 2025 all’emittente radiofonica lionenese M Radio, la cantante francese Julie Zenatti ha affermato di essersi esibita per diversi mesi in chiese e cattedrali in tutta la Francia, descrivendo questi edifici come luoghi dall’atmosfera particolare. La Zenatti ha ammesso nell’intervista di non essere una cristiana praticante e che il suo album sulla spiritualità che verrà presentato in tournée nelle chiese francesi, esprime una forma di «spiritualità pagana».
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Immagine di Georg Buzin via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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