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Padre Martin benedice una «coppia» omosessuale nella residenza dei gesuiti a Nuova York
Padre James Martin, gesuita pro-LGBT sostenuto da Bergoglio, ha impartito la sua prima «benedizione» di una coppia omosessuale a Nuova York City dopo la pubblicazione del nuovo documento vaticano Fiducia Supplicans.
Martedì 19 dicembre, appena un giorno dopo che il Vaticano ha emesso la dichiarazione che vescovi e gruppi filo-omosessualisti celebrano come un’approvazione esplicita delle unioni omosessuali, il Martin ha «benedetto» l’unione di un 44enne e di un 38enne in un salotto della residenza dei Gesuiti a Manhattan.
Martin ha pubblicizzato la benedizione in un post su Twitter, scrivendo: «Cari amici: ho avuto l’onore di benedire i miei amici Jason e Damien questa mattina nella nostra residenza dei gesuiti, secondo le nuove linee guida stabilite dal Vaticano per le coppie dello stesso sesso. Ma prima di questo, sono stato benedetto dalla loro amicizia e dal loro sostegno».
James Martin blessed a gay "married" couple this morning. What do we know about them?
Thread
***Graphic Warning*** pic.twitter.com/t5cxlNh2mm
— StSimonofTrento (@StTrento) December 20, 2023
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«È stato davvero bello poterlo fare pubblicamente», ha detto il gesuita.
L’evento è al centro di un articolo giubilante del New York Times.
Secondo quanto riporta LifeSiteNews, Jason è un professore di teologia alla St. Joseph University di New York, che focalizza la sua ricerca sul «ministero» cattolico verso le persone LGBT. I due si sarebbero «sposati» alla Judson Memorial Church e sono noti per frequentare bar gay e feste per nudisti. Lo stesso Martin avrebbe messo un «mi piace» alle foto della coppia che si bacia sulle labbra.
They were "married" at Judson Memorial church pic.twitter.com/VbjcL3mC3K
— StSimonofTrento (@StTrento) December 20, 2023
Celebrando il nuovo permesso del Vaticano di benedire le coppie dello stesso sesso, Martin ha definito le richieste per tali benedizioni «un santo desiderio dell’aiuto di Dio», ignorando la grave peccaminosità della relazione omosessuale che rende tali persone una «coppia». Martin ha dichiarato riguardo al nuovo documento che «piuttosto che dire che Dio non benedice il peccato, sta dicendo che Dio benedice tutti noi nel nostro desiderio della presenza di Dio nelle nostre vite».
«Questo è un regalo di Natale anticipato per la Chiesa cattolica e per tante persone che hanno sentito che Dio non le accompagna davvero – e che la Chiesa, più specificamente, non le accompagna – e ora si sentiranno più accompagnati e capaci fare queste cose in pubblico».
«Insieme a molti sacerdoti, ora sarò felice di benedire i miei amici nelle unioni dello stesso sesso», ha scritto Martin in un post giubilante sui social media dove notava che il documento rappresenta «un netto cambiamento rispetto alla conclusione “Dio non benedice e non può benedire il peccato” di appena due anni fa» – parole che sono state trovate nella nota della CDF del 2021 che vietava le benedizioni tra persone dello stesso sesso, emessa sotto l’allora prefetto Luis Cardinal Ladaria Ferrer, pure gesuita.
The Vatican's new declaration "Fiducia supplicans" is major step forward in the church's ministry to LGBTQ people and recognizes the deep desire in many Catholic same-sex couples for God's presence in their loving relationships. It is also a marked shift from…
— James Martin, SJ (@JamesMartinSJ) December 18, 2023
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In quello che è stato di fatto il primo annuncio ufficiale sulla materia da parte di un membro del clero dopo la pubblicazione del documento, padre Martin – noto per l’attivismo filo-LGBT oltranzista – aveva dichiarato, a pochi minuti dalla notizia della pubblicazione di Fiducia supplicans, che avrebbe offerto benedizioni alle persone che vivono in unioni omosessuali.
«La dichiarazione apre la porta alle benedizioni non liturgiche per le coppie dello stesso sesso, qualcosa che in precedenza era vietato a vescovi, sacerdoti e diaconi. Insieme a tanti sacerdoti, avrò ora il piacere di benedire i miei amici nelle unioni dello stesso sesso» aveva scritto sempre su Twitter il gesuita arcobalenato.
VATICAN: Minutes after #PopeFrancis & Cdl. Fernández’s groundbreaking ruling permitting blessing of same-sex couples, @JamesMartinSJ says text is “marked shift” from 2021 ban on the same.
“Along with many priests, I will now be delighted to bless my friends in same-sex unions” https://t.co/WXMndHvWdg pic.twitter.com/pqizIuJl8A— Michael Haynes ???????? (@MLJHaynes) December 18, 2023
Martin ha ribadito le sue intenzioni, deprecando i tentativi di minimizzare l’importanza del documento vaticano: «È un cambiamento significativo. Insomma, ieri, come sacerdote, mi è stato proibito assolutamente di benedire le coppie dello stesso sesso. Oggi, con alcune limitazioni, posso».
La «benedizione» di una «coppia» gay impartita a Nuova York lo scorso martedì è stata la prima offerta dal sacerdote eterodosso. Parlando al National Desk, il Martin ha insistito sul fatto che i cattolici LGBT sono «felici» e «felicissimi» del cambiamento di pratica di Roma.
In questi anni, il gesuita Martin anche promosso un’immagine tratta da una serie di opere blasfeme e omoerotiche che mostrano Gesù Cristo come omosessuale, ha promosso unioni civili tra persone dello stesso sesso e ha descritto vedere Dio come maschio come «dannoso». Tutto ciò, invece che cagionargli una sanzione da parte della gerarchia, lo ha fatto promuovere: è Bergoglio stesso che lo porta in palmo di mano, spendendosi in pubblici elogi per il più noto sacerdote filo-LGBT del mondo.
Come riportato da Renovatio 21, lo scorso novembre Bergoglio aveva dapprima concesso un’udienza privata al Martin, per poi elogiarlo pubblicamente durante l’assemblea plenaria del Dicastero per le comunicazioni vaticane. Il gesuita filo-omofilo era stato quindi alle masse di ragazzi, tra musica techno sparata da sacerdoti DJ e pissidi Ikea, durante la Giornata Mondiale della Gioventù a Lisbona.
Un anno fa, il Martin aveva dichiarato in pratica che la dottrina del catechismo sull’omosessualità uccide, in quanto porterebbe taluni alla morte per suicidio. Il papa la scorsa estate gli scrisse una lettera di incoraggiamento: «Vi incoraggio a continuare a lavorare sulla cultura dell’incontro, che accorcia le distanze e ci arricchisce delle nostre differenze, come ha fatto Gesù, che si è fatto vicino a tutti».
È inutile, a questo punto, dissimulare il fatto che il Vaticano sta lavorando per la benedizione della Sodomia – cioè contro la Bibbia stessa.
Commentando la gioia per il documento Fiducia Supplicans mostrata da coloro che dissentono apertamente dall’insegnamento cattolico sulla moralità sessuale, il padre francescano Thomas Weinandy, OFM, ha detto che «tutti i presenti a tali benedizioni sanno, senza dubbio, che tali relazioni sono di natura sessuale. Nessuno si lascia ingannare. In effetti si rallegrano che tali rapporti sessuali siano benedetti. Questo è lo scopo di queste benedizioni. Non è la loro astinenza sessuale ad essere benedetta, ma la loro indulgenza sessuale».
Il nuovo documento di Roma «deprime la natura stessa delle benedizioni», ha lamentato Weinandy. «Il tentativo immorale di sfruttare le benedizioni di Dio si fa beffe della sua bontà e del suo amore divini».
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Uomo arrestato per aver segato la bandiera LGBT davanti a una chiesa cattolica tedesca
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Hunter Biden: una «mafia cripto-omosessuale» controlla Washington: ricordando il «pagegate»
Il figlio dell’ex presidente Joe Biden sostiene che una «mafia gay nascosta», composta principalmente da repubblicani, gestisce il governo federale.
La conversazione tra Hunter Biden e Jennifer Welch, conduttrice del podcast I’ve Had It, è diventata sempre più bizzarra nel corso dell’intervista di un’ora. Hunter è, per qualche ragione, in grande spolvero mediatico, in ispecie fra i contenuti del lato politico opposto al suo: dapprima è apparso sul fluviale, e seguitissimo, podcast dell’ex soldato delle forze speciali Navy Seals Sean Ryan, molto frequentato dalla destra americana. Poi si è mostrato nel podcasto di Candace Owens, dando vita ad una conversazioni a tratti convincente e persino struggente. A breve si attende il rilascio di una discussione con il giovanissimo leader indiscusso della destra groyper (cioè, su internet apertamente americanista, razzista ed antisemita – quantomento a parole) Nick Fuentes.
Su sollecitazione della intervistatrice, dopo una breve discussione sul suo famigerato PC portatile, Biden jr. ha indicato i tre «PC portatili MAGA» che vorrebbe esaminare.
«Credo che il problema più grande in America, a Washington, DC, con il governo federale non sia l’oligarchia», ha detto Biden. «È la ‘”closetocracy” [traducibile come “il potere dei cripto-omosessuali”, ndr], come la chiamo io».
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«Parlo sul serio. Posso fare una lista», ha detto Biden. «Non so se queste affermazioni siano vere, ma cominciamo con [il senatore repubblicano] Josh Hawley». L’intervistatrice ha quindi mostrato una foto di Hawley che attraversava un campo da football con il kicker dei Kansas City Chiefs, Harrison Butker, e ha commentato: «Sembra la foto di un fidanzamento gay». «Questi due non pensano alle donne», ha aggiunto la Welch. Butker è un devoto cattolico, marito e padre, nonché oppositore delle restrizioni COVID. I goscisti USA lo hanno a lungo preso di mira perché è un convinto sostenitore della vita e della famiglia e perché partecipa regolarmente alla messa tradizionale in latino.
Hunter ha poi citato il senatore Ted Cruz, suggerendo che emana vibrazioni «perverse». «Potrebbe essere gay. Potrebbe non esserlo», ha detto Biden, «e potrebbe anche coinvolgere gli animali» ha aggiunto oscuramente.
L’ex figlio del presidente ha poi criticato il presidente della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, Mike Johnson, per aver utilizzato app che impediscono la visione di materiale pornografico sui dispositivi elettronici della sua famiglia.
La sua ospite ha detto che il soprannome che usa per lo Speaker è «Piccolo Mosè Mike Grindr Johnson». Come noto ai lettori di Renovatio 21, Grindr è l’app per gli incontri gay in grado di incastrare tantissime figure politiche e religiose, come successo in Italia e crediamo pure in Vaticano. Curiosamente, l’app, che Trump chiese ai cinesi che l’avevano comprata di essere restituita agli USA (e i cinesi, magari forti di qualche hard disco riempito, assentirono), ha tenuto una festa alla Casa Bianca proprio di recente.
Biden jr. ha affermato di aver trascorso gran parte della sua vita a contatto con i politici di Washington. «Tutti sanno che a Washington, DC, esiste questa mafia gay nascosta, in gran parte repubblicana, e tutti conoscono ognuno di loro che è gay», ha detto Biden.
«Lo so per certo e non sto scherzando», ha aggiunto. «Lo sanno tutti a Washington. Tutti sanno chi sono. Tutti», ha ribadito più volte, aggiungendo: «Per quanto riguarda Lindsey Graham, tutti sanno che Lindsey Graham era gay».
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Il senatore Graham, probabilmente il massimo falco per le guerre USA all’estero, era stato a lungo chiacchierato per supposte tendenze celate all’opinione pubblica.
In molti hanno speculato sulla lealtà assoluta che Graham aveva, più che verso i suoi elettori nella Carolina del Sud, di cui parlava poco, verso Kiev e Tel Aviv, ipotizzando che alla base vi sia un qualche ricatto di natura sessuale.
Nel 2020 un attore pornografico omosessuale, Sean Harding, accusò un senatore di iniziali LG di aver impiegato «ogni prostituto di mia conoscenza». Come riporta il Washington Post, «l’hashtag #LadyGraham è esploso sui social (…) l’hashtag, insieme alla forma abbreviata “Lady G”, si riferisce presumibilmente al soprannome di Graham tra i lavoratori del sesso maschile».
La conduttrice TV Chelsea Handler si è quindi riferita al senatore come ad un omosessuale non dichiarato. Graham è considerato dal mondo omosessualista di aver passato legislazioni «omofobiche». Il Graham non si è mai sposato ma di recente aveva detto, non si sa con quanta ironia, che poteva anche accadere
Insinuazioni sul legame della presunta omosessualità celata e la sete di sangue sono stati fatti ripetutamente dal giornalista Tucker Carlson, che lo accusava pure di disprezzare neanche tanto segretamente Trump, pur essendone alfiere zelota.
La questione gli era stata rinfacciata personalmente da un giornalista che aveva cercato di intercettarlo a Washington: «Senatore, perché non ammette semplicemente di essere gay così non la ricattano più)».
“Hey Lindsey, why don’t you just admit that you’re gay, and then people won’t blackmail you anymore?”
– Patrick Howley @HowleyReporter to Lindsey Graham pic.twitter.com/sVs8nqd0xs— Molly Ploofkins (@Mollyploofkins) January 29, 2026
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In una bizzarrissima scena di qualche mese fa, il senatore, nel mezzo di una crisi politica nazionale ed internazionale, fu ripreso nel parco di divertimenti floridiano Disney World, con in mano una bacchetta magica. La cosa fece sghignazzare moltissimi, perché nel gergo americano «fairy» («fata») è un termine semidispregiativo, forse un po’ desueto, per definire gli omosessuali.
L’intervistatrice goscista ha persino tirato in ballo il nome del giudice conservatore della Corte Suprema Samuel Alito, insinuando che la forza trainante del «nazionalismo cristiano» sia il desiderio degli uomini MAGA di «cancellare la propria omosessualità» – il tropo più classico e superficiale della propaganda LGBT, quella di accusare tutti di «omosessualità repressa».
La conduttrice Welch ha citato Steve Schmidt, ex collaboratore di George W. Bush, il quale ha affermato che «il 90% degli uomini repubblicani che lavoravano alla Casa Bianca quando lui era gay». Qualche ragione, tuttavia, qui vi potrebbe essere, specie se, come Renovatio 21, si ha la memoria che arriva fino a rimembrare il cosiddetto «pagegate».
Il pagegate fu lo scandalo, esploso nel 2006, che coinvolse il repubblicano Mark Foley, deputato della Florida. Emerse che aveva inviato e-mail e messaggi a sfondo sessuale a giovani page («paggi», assistenti adolescenti del Congresso a Washington), resi pubblici da Washington Post. Foley si dimise il 29 settembre, dichiarandosi alcolista e poi ammettendo di essere gay. Emerse che almeno dal 2005 i leader repubblicani della Camera (tra cui il Speaker Dennis Hastert) erano a conoscenza di comportamenti inappropriati, ma avevano gestito la questione in modo opaco, limitandosi a un monito interno.
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L’affaire del pagegate colpì duramente i repubblicani, già in difficoltà, e contribuì alla loro sconfitta alle elezioni midterm di novembre, con la perdita della maggioranza alla Camera. La vicenda travolse la leadership del Grand Old Party: il presidente della Camera Dennis Hastert dichiarò pubblicamente di assumersi la responsabilità, mentre la commissione etica della Camera approvò dozzine di citazioni per testimoni e documenti. Alcuni funzionari erano stati informati della condotta di Foley anni prima ma non intervennero.
L’inchiesta interna della Camera e le indagini dell’FBI non portarono a accuse penali, ma la ferita politica fu enorme: i democratici usarono lo scandalo per accusare i repubblicani di ipocrisia e di aver privilegiato la protezione del partito rispetto alla tutela dei giovani. Il caso contribuì in modo significativo alla sconfitta del GOP, che perse la maggioranza alla Camera dopo 12 anni.
Secondo voci, il giro dei repubblicani pedofili poteva godere un tempo di assoluta copertura, addirittura si narra che l’istituto psichiatrico dell’Ospedale di Washington possedesse una unità specifica per trattare i casi dei minorenni e delle minorenni abusati e sconvolti. Un po’ come una certa clinica che, in una città dell’Alta Italia, secondo la leggenda metropolitana seguirebbe subitaneamente ogni «problema» (tipo: overdose) di certi rampolli, anche se certe cronache sembrano indicare che non sempre tale misterico ente sia chiamato per tempo.
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Arrestato omosessuale che minacciava di sparare in una scuola cattolica, uccidere bambini e «qualche suora» per divertimento”.
USA 🇺🇸
Police have apprehended a 32 year old man who was planning to carry out a mass shooting at a Catholic school in Nebraska He said he wanted to kill ‘children and a few nuns for (expletive) funsies’ pic.twitter.com/b5JoI9aOsn — Catholic Arena (@CatholicArena) July 18, 2026
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