Animali
Sterminio di gatti per pandemia: la Gran Bretagna ha preso in considerazione l’idea di imporre l’uccisione di tutti i felini domestici
Le autorità sanitarie britanniche avevano preso in considerazione l’idea di ordinare l’eutanasia di tutti i gatti domestici nel Paese durante il primo focolaio di COVID. La rivelazione è riportata da numerose testate inglesi.
L’ex vice ministro della Sanità britannico Lord James Bethell ha ammesso in un’intervista che i governi sono stati colti alla sprovvista su come rispondere al virus, osservando che «non dovremmo dimenticare… quanto poco abbiamo capito di questa malattia».
«C’è stato un momento in cui non eravamo molto chiari sul fatto che gli animali domestici potessero trasmettere la malattia», ha dichiarato Lord Bethell. «In effetti, a un certo punto è nata l’idea che avremmo potuto chiedere al pubblico di sterminare tutti i gatti in Gran Bretagna. Riuscite ad immaginare cosa sarebbe successo se avessimo voluto farlo?»
Lo spezzone con l’allucinante confessione è stato pubblicato dal canale britannico Channel 4.
"There was an idea at one moment that we may have to ask the public to exterminate all the cats in Britain."
Former Health Minister Lord Bethell discusses the early government response to the Covid pandemic. pic.twitter.com/YWyp32zPML
— Channel 4 News (@Channel4News) March 1, 2023
Il Lord afferma che «per un momento» c’erano state «un po’ di prove intorno» all’idea dopo che un gatto siamese è diventato il primo in Gran Bretagna a contrarre il COVID-19, ma che il piano è stato «chiuso» abbastanza rapidamente.
Ai proprietari di gatti è stato detto di non baciare i loro animali domestici e di osservare «osservare un’igiene molto attenta» intorno a loro mentre li tenevano in casa se un membro della famiglia avesse contratto il COVID.
Se il lettore ricorda, la Danimarca aveva poco dopo ordinato l’abbattimento della sua popolazione di visoni ritenuti portatori del virus, anche se il primo ministro Mette Frederiksen ha successivamente dovuto scusarsi per l’ordine, ammettendo che era illegale.
Bethell ha fatto i commenti alla luce della pubblicazione di decine di migliaia di messaggi WhatsApp dei responsabili della risposta sanitaria di Londra – usciti sui giornali con il nome di Lockdown files – che hanno fatto luce sulla risposta fallimentare del governo di sua maestà, che includeva la mancata esecuzione dei test su tutti i residenti che entravano nelle case di cura.
«L’uccisione di gatti domestici è stato solo uno dei tanti orrori che il pubblico britannico ha quasi visitato nel perseguimento di un lockdown che ha avuto un impatto devastante e ha causato più danni che benefici» scrive Summit News.
Nel 2022 era emersa, grazie ad un lapsus durante un’intervista della politica Nadine Doris, un’altra agghiacciante proposta: quella di separare i bambini dai loro genitori e tenerli in campi di quarantena se fossero stati infettati dal virus.
Entrambe le soluzioni – uccidere gli animali domestici dei positivi al COVID e dividere figli e genitori per spedirli in campi di quarantena – sono state adottate visibilmente durante il grande lockdown di Shanghai della primavera 2022, con abbondanza di video finiti in rete.
George Floyd was brutally killed by white police, and Chinese government’s epidemic prevention workers in Shanghai used the same way to treat elderly Chinese, from killing cats and dogs to killing people, this is what happened around me, help!Please make more people to see it! pic.twitter.com/nBbXk7lNmN
— qwertyuiop (@RIGIINSIDE) April 14, 2022
In Shanghai, the authorities have taken extreme and worrying measures. They're killing the cats and dogs of anyone with COVID and telling them "it's for your health." pic.twitter.com/nXS8C6OFbB
— Right Said Fred (@TheFreds) April 11, 2022
STOP ANIMAL CRUELTY !
A dog has been killed by a medical volunteer in #shanghai . Its owner tested positive to Covid19 and was being taken to isolation. Its owner wanted to take his dog, but was denied. They killed the corgi 5 minutes later. #China #AnimalLovers #COVID19 pic.twitter.com/Z5V92OtTOE
— Be a voice, not an echo (@beavoice123) April 6, 2022
Come riportato da Renovatio 21, nel primo 2020 le autorità australiane si erano date il potere di chiedere alla polizia di allontanare i bambini dalla custodia dei loro genitori al fine di garantire il rispetto delle norme sul coronavirus.
«Un funzionario autorizzato può, allo scopo di garantire il rispetto di qualsiasi direzione in quella sezione, rimuovere un bambino da qualsiasi locale, luogo, veicolo o nave in un luogo di residenza del bambino o in un ospedale o in una struttura di quarantena, come ritiene opportuno il funzionario autorizzato (e può, nel farlo, usare la forza ragionevolmente necessaria)» scriveva la sezione 25 del del COVID-19 Emergency Response Act 2020.
Animali
Israele sta pianificando di utilizzare coccodrilli per i detenuti palestinesi
Secondo alcune fonti, Israele avrebbe riclassificato i coccodrilli del Nilo come animali «da accudire», aprendo potenzialmente la strada al loro utilizzo come parte del sistema di sicurezza carceraria.
La controversa proposta di circondare le prigioni con fossati pieni di coccodrilli sarebbe stata avanzata alla fine dello scorso anno dal ministro della Sicurezza Nazionale di estrema destra Itamar Ben-Gvir, il quale sosteneva che i rettili avrebbero rafforzato la sicurezza e scoraggiato i tentativi di evasione. Il piano è stato inizialmente ritenuto legalmente irrealizzabile dall’Autorità israeliana per la natura e i parchi, poiché i coccodrilli del Nilo sono classificati come animali selvatici che possono essere tenuti solo in zoo e riserve naturali.
Secondo quanto riportato venerdì dai media israeliani, tale ostacolo legale sarebbe stato rimosso questa settimana, quando il ministro della Protezione Ambientale Idit Silman ha riclassificato il coccodrillo del Nilo come «animale selvatico da tenere in cattività». La nuova classificazione consente di detenere questi rettili in una gamma più ampia di strutture, potenzialmente anche nelle carceri.
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La nuova designazione sarebbe arrivata nonostante gli avvertimenti del consulente legale del ministero, il quale aveva comunicato a Silman che non aveva l’autorità di decidere unilateralmente sullo status dei coccodrilli e di gettare le basi per il loro trasferimento nelle carceri. Alcune settimane fa, Ben-Gvir e Silman avrebbero incontrato il consulente legale e la direttrice dell’Autorità per la Natura e i Parchi, Raya Soraki, facendo pressioni su di loro affinché accettassero il discutibile piano.
Secondo quanto riportato dai media israeliani, Ben-Gvir vorrebbe introdurre i rettili inizialmente nel carcere di Ketziot, un penitenziario nel sud di Israele che ospita principalmente detenuti palestinesi. Dopo la sua proposta, il Servizio Penitenziario Israeliano (IPS) l’ha esaminata e all’inizio di gennaio ha inviato degli agenti all’allevamento di coccodrilli di Hamat Gader per familiarizzare con i rettili.
Secondo quanto riferito, l’IPS ha accolto favorevolmente la proposta del ministro, considerando di optare per esemplari più piccoli, il cui costo si aggirerebbe intorno agli 8.000 dollari a capo, anziché per rettili più anziani che costerebbero circa 20.000 dollari.
«Si tratta di una somma relativamente modesta rispetto all’investimento in sicurezza necessario per un carcere, e i risultati sarebbero persino migliori», ha dichiarato all’epoca una fonte dell’IPS al quotidiano Maariv, aggiungendo che i piccoli rettili, «peraltro pericolosi», finirebbero per crescere all’interno del complesso carcerario.
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Il Crocodylus niloticus (coccodrillo del Nilo, o nilotico) non è il più grande loricato al mondo, primato che spetta al coccodrillo marino australiano(Crocodylus porosus), che può superare i 6 metri e i 1000 kg. Tuttavia, il niloticus è il più grande e temibile predatore d’acqua dolce dell’Africa, raggiungendo facilmente i 5-6 metri di lunghezza e un peso fino a 750 kg.
È tra i coccodrilli che mietono più vittime umane al mondo, con centinaia di morti all’anno in Africa. Esso possiede un morso devastante stimato intorno ai 16.460 newton.
L’idea di utilizzare i coccodrilli a guardia delle carceri sembra attingere dalle fantasie infantili di castelli circondati da fossati irti di loricati (e l’immancabile ponte levatoio) così come dall’idea, tutta trumpiana, di creare un’«Alligator Alcatraz», ossia un carcere per criminali immigrati nelle palludi floridiane, nota per la presenza dei grandi rettili assassini.
L’Alcatrazza alligatoresca era stata inaugurata nei primi giorni di luglio del 2025, ma ha tuttavia chiuso definitivamente i battenti nel giugno del 2026, quando le autorità federali e statali ne hanno disposto lo sgombero e il trasferimento dei detenuti
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Immagine di Kramthenik27 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Animali
Orso ruba mazze da golf: non pensavamo gli piacesse questo sport orrendo
This bear wants a birdie.🤣🤣
I’ve never see a bear steal golf clubs before, how about you?⛳️ pic.twitter.com/gN7NO5yvME — JP (@JP41776) July 13, 2026
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Animali
Bufalo imbufalito scaglia in cielo un povero turista
Un turista è rimasto gravemente ferito dopo essere stato scaraventato in aria da un bisonte a circa due metri e mezzo di altezza nel Parco Nazionale di Yellowstone. L’attacco è stato ripreso in video dal fotografo Mike Macleod.
Le scioccanti immagini stanno facendo il giro della rete.
Vi si vede, in chiarezza, come il crimine sia premeditato: l’ungulato, che poco prima sembrava annoiarsi in disparte, si mette alla caccia del povero bipede bartbuto, facendolo volare per aria.
A tourist was seriously injured after a bison tossed them about 8 feet into the air in Yellowstone National Park. The attack was captured on video by photographer Mike Macleod. pic.twitter.com/ZtGTb32Gee
— Breaking911 (@Breaking911) July 12, 2026
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Si tratta, con ogni evidenza, di un caso di bufalo imbufalito.
I bufali (specialmente il bufalo nero africano) sono animali territoriali molto aggressivi se minacciati, feriti o durante la stagione degli accoppiamenti. Causano circa 200 morti all’anno. Gli attacchi avvengono spesso durante battute di caccia o quando i turisti si avvicinano troppo alle mandrie.
Casi di violenza bufalina si sono registrati in ispecie in Sudafrica. Ad esempio, il caso del 2025 dove un cacciatore texano di 52 anni è stato incornato e ucciso da un enorme bufalo di 1.300 kg durante una battuta di caccia nel Limpopo. L’animale ha caricato dopo essere stato inseguito.
Si registrano spesso casi nei villaggi vicini alle riserve naturali. Ad esempio, a Nongoma (KwaZulu-Natal), un bufalo solitario ha terrorizzato la comunità locale attaccando e uccidendo una persona e ferendone altre.
Questi animali possono superare i 900 kg di peso e correre fino a 56 km/h. Grazie alla loro corporatura massiccia e alle corna affilate, sono considerati tra gli erbivori più pericolosi al mondo
Come noto al lettore di Renovatio 21, il titolo di belva vegetariana più violenta è da giocarsi con un’altra fiera assassina, l’ippopotamo, prima causa di morte per animale in Africa.
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Immagine screenshot da Twitter
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