Armi biologiche
I misteri del laboratorio di Wuhan
Questo sito è stato messo in un elenco di diffusori di fake news per aver parlato di un laboratorio come possibile del Coronavirus che sta devastando il pianeta.
Se vi chiedete perché ci sia nei grandi media di Stato e pure in quelli privati una corsa a dimenticarci degli esperimenti al laboratorio di Wuhan (l’unico in Cina certificato BSL-4, massimo livello di protezione per esperimenti con virus terrificanti come Ebola e SARS) la risposta che possiamo ipotizzare è puramente politica, e geopolitica.
«Non ci sono prove che il coronavirus sia fuggito accidentalmente da un laboratorio, ma non possiamo prendere per vere le smentite del governo cinese» scrive Jim Geraghty sul National Review.
Perché media e politici non vi parleranno mai di laboratori cinesi
Se venisse provato che il virus viene da quel laboratorio, la Repubblica Popolare Cinese sarebbe inchiodata alle sue responsabilità. Cosa che molti politici, molti industriali, enti, partiti, agenti dell’establishment non possono permettere
Se si sono dati da fare immediatamente per smentire il vecchio servizio del TG3 Leonardo sui rischi della manipolazione cinese del virus SARS (servizio che riprendeva un articolo di Nature) è perché qualora risultasse che è proprio uno di quei virus artificialmente manipolato ad essere scappato dal laboratorio (e non portato dal pipistrello a ferro di cavallo, che vive in caverne a 900 chilometri da Wuhan) scoppierebbe un pandemonio totale.
Se venisse provato che il virus viene da quel laboratorio, la Repubblica Popolare Cinese sarebbe inchiodata alle sue responsabilità. Cosa che molti politici, molti industriali, enti, partiti, agenti dell’establishment non possono permettere.
L’élite da decenni ha imposto al mondo di andare a letto con la Cina, per dar vita a quel lupanare distruttivo chiamato «Globalizzazione». Distruttivo perché in tutto l’Occidente esso ha comportato, tra le varie devastazioni, l’estinzione dolorosa della classe media.
L’élite da decenni ha imposto al mondo di andare a letto con la Cina, per dar vita a quel lupanare distruttivo chiamato «Globalizzazione». Distruttivo perché in tutto l’Occidente esso ha comportato, tra le varie devastazioni, l’estinzione dolorosa della classe media.
E la Cina, dal canto suo, non può in alcun modo permettere che il mondo la inchiodi ad una responsabilità del genere. Di qui, la de-sinizzazione del virus, con circolari passate ai propri agenti di influenza del mondo (diplomatici e non solo) affinché si parlasse di un «virus italiano». Di qui, la polemica terminologica (i cinesi ci tengono alle apparenze: guardate i numeri che ci hanno dato), con minaccia davvero esplosiva a Trump di non fornire più i farmaci di base – che le multinazionali Big Pharma, che appartengono a quel establishment maledetto che ha voluto l’orgia globalista cinese, fanno produrre in toto in Cina! – qualora il presidente USA continuasse a chiamarlo «Chinese virus», come sta facendo alle conferenze stampa della Casa Bianca.
Immaginate se qualcuno dimostrasse che l’origine è quel laboratorio maledetto. Nazioni di tutto il mondo sarebbero pronte a chiedere i danni a Pechino, come in una guerra. E quindi, quella crisi che ai cinesi sembra una opportunità per vendere i loro modelli, i loro software, i loro farmaci, il loro 5G, i loro vaccini, il loro sistema integrato di totalitarismo elettronico, diverrebbe un incubo. La Repubblica Popolare sprofonderebbe in uno stato di caos e povertà.
Immaginate se qualcuno dimostrasse che l’origine è quel laboratorio maledetto. Nazioni di tutto il mondo sarebbero pronte a chiedere i danni a Pechino, come in una guerra. E quindi, quella crisi che ai cinesi sembra una opportunità per vendere i loro modelli, i loro software, i loro farmaci, il loro 5G, i loro vaccini, il loro sistema integrato di totalitarismo elettronico, diverrebbe un incubo. La Repubblica Popolare sprofonderebbe in uno stato di caos e povertà.
A differenza dei tempi di Mao con la politica industriale fallita del «Grande Balzo Avanti» (con la sua carestia da milioni di morti), è difficile che il Partito Comunista Cinese possa sopravvivere ad un tale disordine interno. Non sarebbe più solo Piazza Tian’An Men, esploderebbe il malcontento in tutto il Paese, e non ci sono carri armati a sufficienza per schiacciare il miliardo e mezzo di cittadini, che – credeteci – sanno perfettamente delle nefandezze del regime, e hanno tollerato per anni in nome di un equilibrio confuciano.
Insomma: l’élite cinese gioca per la sopravvivenza. Facile pensare che i suoi maggiordomi politici in giro per il mondo (ce ne sono in Italia, ce ne sono in USA) usino ogni mezzo per scongiurare ogni prospettiva di una responsabilità dello Stato cinese in questo disastro.
È questo il motivo per cui la storia del virus da laboratorio, sui grandi media non la sentirete mai. Sentirete solo censure, talvolta pure balle pretestuose, toppe peggio del buco.
Interessanti annunci professionali
Guardando oltre la coltre della propaganda, qualcosa però emerge. Uno Youtuber poco più che trentenne, Matthew Tye, ha trovato qualcosa di interessante. Tye è un sinologo che ha fatto documentari sul Regno di Mezzo, e ha sposato una ragazza dal cognome cinese.
Il documentarista ha fatto un po’ di ricerche in rete. Ha così scoperto che l’Istituto di Virologia di Wuhan ha pubblicato un annuncio professionale il 18 novembre 2019, in cui chiedeva agli scienziati «di venire a cercare le relazioni tra il coronavirus e i pipistrelli».

L’annuncio parlava di pipistrelli come oggetto di ricerca, di ricerca sul meccanismo molecolare, di Ebola e coronavirus associato alla SARS. «Virologia, immunologia, biologia cellulare e omiche [discipline di Biologia Molecolare come proteomica, genomica, etc., ndr] multiple sono usate per confrontare le differenze tra umani e altri mammiferi».
Il 24 dicembre 2019, l’Istituto di virologia di Wuhan ha pubblicato un secondo annuncio di lavoro. La traduzione di tale pubblicazione include la dichiarazione, «una ricerca a lungo termine sulla biologia patogena dei pipistrelli che trasportano virus importanti ha confermato l’origine nei pipistrelli di nuove importanti malattie infettive per l’uomo e il bestiame come SARS e SADS».
L’élite cinese gioca per la sopravvivenza. Facile pensare che i suoi maggiordomi politici in giro per il mondo (ce ne sono in Italia, ce ne sono in USA) usino ogni mezzo per scongiurare ogni prospettiva di una responsabilità dello Stato cinese in questo disastro
Tye sostiene che quella pubblicazione significhi qualcosa come «abbiamo scoperto un nuovo e terribile virus e vorremmo reclutare persone per venire a occuparsene».
I medici di Wuhan sapevano di avere a che fare con un gruppo di casi di polmonite con l’avanzare di dicembre, ma è esatto affermare che un numero molto limitato di persone era a conoscenza di questo particolare ceppo di coronavirus e della sua gravità.
Entro il 31 dicembre, circa tre settimane dopo che i medici avevano notato per la prima volta i casi di questa nuova SARS super-aggressiva, il governo cinese informava l’Organizzazione Mondiale della Sanità e apparivano sui media mondiali i primi resoconti su una «polmonite misteriosa» in atto in Cina.
I dubbi di Batwoman
l’Istituto di Virologia di Wuhan ha pubblicato un annuncio professionale il 18 novembre 2019, in cui chiedeva agli scienziati «di venire a cercare le relazioni tra il coronavirus e i pipistrelli»
Tye menziona nella sua ricerca una virologa di Wuhan, Shi Zhengli, chiamata «Batwoman» per la sua specializzazione nei virus dei chirotteri.
«I suoi studi hanno dimostrato che le aree subtropicali meridionali del Guangdong, del Guangxi e dello Yunnan hanno il maggior rischio di coronavirus che salta sull’uomo dagli animali – in particolare i pipistrelli, un serbatoio noto per molti virus», dice Scientific American in un articolo in cui raccontava le gesta della dottoressa.
Allo scoppio dell’epidemia la ricercatrice reagì con uno strano pensiero: «Se i coronavirus fossero i colpevoli, ricorda di aver pensato: “potrebbero essere venuti dal nostro laboratorio?”». Una domanda proibita che si pongono gli stessi scienziati cinesi.
In questa storia però eroi ed eroine, perfino batwoman, dopo essersi posti qualche dilemma tornano all’ovile immediatamente.
Allo scoppio dell’epidemia la virologa Shi Zhengli reagì con uno strano pensiero: «Se i coronavirus fossero i colpevoli, ricorda di aver pensato: “potrebbero essere venuti dal nostro laboratorio?”»
Il 4 febbraio – una settimana prima che l’Organizzazione Mondiale della Sanità decidesse di nominare ufficialmente questo virus «COVID-19» – la rivista Cell Research pubblicava un avviso scritto dagli scienziati dell’Istituto di Virologia di Wuhan, che scriveva: «i nostri risultati rivelano che Remdesivir e clorochina sono altamente efficaci nel controllo dell’infezione 2019-nCoV in vitro.
«Poiché questi composti sono stati utilizzati in pazienti umani con un track-record di sicurezza e hanno dimostrato di essere efficaci contro vari disturbi, quindi suggeriamo che dovrebbero essere valutati in pazienti umani affetti dalla nuova malattia di coronavirus».
Uno degli autori di quell’avviso era la dottoressa Shi Zhengli. Batwoman torna nei ranghi. Fenomeno non raro, nella Cina odierna. Almeno non è desaparecida.
Dov’è la dottoressa Huang?
Nel suo video di YouTube, Tye concentra la sua attenzione su una ricercatrice dell’Istituto di virologia di Wuhan di nome Huang Yanling: «La maggior parte delle persone crede che lei sia il paziente zero, e molte persone credono che sia morta». In Cina si è molto discusso online riguardo alle voci su Huang Yanling, tanto da stimolare una smentita ufficiale.
Il mistero della ricercatrice dell’Istituto di virologia di Wuhan di nome Huang Yanling: «La maggior parte delle persone crede che lei sia il paziente zero, e molte persone credono che sia morta»
Il 16 febbraio, l’Istituto di Virologia di Wuhan ha negato che il paziente zero fosse uno dei loro dipendenti, e in modo interessante ha nominata specificamente la dottoressa Huang: «Recentemente ci sono state informazioni false su Huang Yanling, una laureata del nostro istituto, sostenendo che era il paziente zero nel nuovo coronavirus». L’informazione è stata fatta circolare sui giornali, che citano direttamente l’Istituto dicendo: «Huang è stata una studentessa laureata presso l’Istituto fino al 2015, quando ha lasciato la provincia e da allora non è più tornata. Huang era in buona salute e non le era stata diagnosticata la malattia». Nessuno dei suoi articoli di ricerca disponibili al pubblico è datato dopo il 2015.
La pagina web del Laboratorio di microbiologia diagnostica dell’Istituto di Virologia di Wuhan ha ancora una Huang Yanling elencata come studentessa laureata del 2012, e la sua foto e biografia sembrano essere state rimosse di recente – come quelle di altri due studenti laureati del 2013 , Wang Mengyue e Wei Cuihua.

Il suo nome ha ancora un collegamento ipertestuale, ma la pagina collegata è vuota. Anche le pagine per Wang Mengyue e Wei Cuihua sono vuote.

Il 17 febbraio, Zhen Shuji, corrispondente di Hong Kong del servizio radiofonico pubblico francese Radio France Internationale, riferiva: «Quando un giornalista del Beijing News ha chiesto all’Istituto voci sul paziente zero, l’istituto ha prima negato che lì vi fosse una ricercatrice di nome Huang Yanling, ma dopo aver appreso che il nome della persona su Internet esisteva, ha riconosciuto che la persona aveva lavorato nell’azienda, ma aveva poi lasciato l’ufficio e quindi non veniva considerata».
Un’apparizione pubblica di Huang Yanling dissiperebbe molte delle voci, ed è il genere di cose che il governo cinese sistemerebbe rapidamente in circostanze normali
Tye afferma che «tutti su Internet cinese stanno cercando [Huang Yanling] ma molti credono che il suo corpo sia stato rapidamente cremato e che le persone che lavorano al crematorio siano state forse infettate perché non hanno ricevuto alcuna informazione sul virus».
Come osserva Tye, un’apparizione pubblica di Huang Yanling dissiperebbe molte delle voci, ed è il genere di cose che il governo cinese sistemerebbe rapidamente in circostanze normali. Diversi funzionari dell’Istituto di Virologia di Wuhan hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche secondo cui Huang è in buona salute e nessuno nell’Istituto è stato infettato dal COVID-19.
Il 17 febbraio, un utente di Weibo (un social cinese: in Cina sono praticamente proibiti tutti i social popolari all’estero) che dichiarava di chiamarsi Chen Quanjiao, una ricercatrice dell’Istituto di virologia di Wuhan, riferì al pubblico che il direttore dell’Istituto era responsabile della fuoriuscita del nuovo Coronavirus.
Il cyberspazio cinese rimase scioccato. Presto Chen stessa uscì e dichiarò di non aver mai rilasciato alcuna informazione sul rapporto e di aver espresso grande indignazione per tale frode di identità su Weibo. È stato confermato che quel particolare account Weibo è stato chiuso più volte a causa della diffusione di informazioni errate su COVID-19.
La versione del dottor Xiao
Il rapporto di Radio France Internationale del 17 febbraio menzionava anche di tale Botao Xiao, uno studioso della South China University of Technology, che avrebbe pubblicato un rapporto secondo cui i ricercatori del laboratorio virologico di Wuhan sono stati spruzzati con sangue ed orina di pipistrello e quindi messi in quarantena per 14 giorni. HK01, un altro sito di notizie con sede a Hong Kong, ha riportato la stessa notizia.
Sempre lo scorso febbraio, il dottor Xiao ha pubblicato un articolo di ricerca su ResearchGate.net, «The Possible Origins of 2019-nCoV coronavirus».
È elencato come autore insieme a Lei, Xiao dell’Ospedale Tian You, affiliato all’Università di Scienza e Tecnologia di Wuhan. Il documento è stato rimosso poco dopo la sua pubblicazione, ma le immagini archiviate delle sue pagine sono ancora disponibili.
La prima conclusione del documento dello scienziato Xiao Botao è che sia molto improbabile che i pipistrelli sospettati di trasportare il virus si trovino naturalmente in città, nonostante le storie di «zuppa di pipistrelli». I ricercatori concludono che i pipistrelli non sono stati venduti al mercato ed era improbabile che fossero deliberatamente ingeriti.
La prima conclusione del documento di Xiao Botao è che sia molto improbabile che i pipistrelli sospettati di trasportare il virus si trovino naturalmente in città, nonostante le storie di «zuppa di pipistrelli». I ricercatori concludono che i pipistrelli non sono stati venduti al mercato ed era improbabile che fossero deliberatamente ingeriti.
«I pipistrelli che trasportavano CoV ZC45 furono originariamente trovati nella provincia di Yunnan o Zhejiang, entrambi a più di 900 chilometri dal mercato del pesce. Normalmente i pipistrelli vivevano in caverne e alberi. Ma il mercato del pesce si trova in un distretto densamente popolato di Wuhan, un’area metropolitana di circa 15 milioni di persone. La probabilità era molto bassa per i pipistrelli di volare sul mercato. Secondo i rapporti comunali e le testimonianze di 31 residenti e 28 visitatori, il pipistrello non è mai stato una fonte di cibo in città e nessun pipistrello è stato commercializzato sul mercato».
«Abbiamo esaminato l’area intorno al mercato del pesce e identificato due laboratori che conducono ricerche sul coronavirus dei pipistrelli. A circa 280 metri dal mercato, c’era il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie di Wuhan». Xiao passa quindi a descrivere il caso di un ricercatore «che una volta è stato attaccato da pipistrelli, e del sangue di pipistrello è finito sulla sua pelle. Conoscendo l’estremo pericolo dell’infezione, si era messo in quarantena per 14 giorni. In un altro incidente, si era nuovamente messo in quarantena perché i pipistrelli avevano orinato su di lui».
«Abbiamo esaminato l’area intorno al mercato del pesce e identificato due laboratori che conducono ricerche sul coronavirus dei pipistrelli. A circa 280 metri dal mercato, c’era il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie di Wuhan. Il secondo laboratorio si trovava a circa 12 chilometri dal mercato del pesce e apparteneva all’Istituto di Virologia di Wuhan»
«Ci sono solo circa 280 metri dal mercato del pesce. Il Centro per le malattie e la prevenzione di Wuhan era anche adiacente all’Union Hospital dove il primo gruppo di medici fu infettato durante l’epidemia. È plausibile che il virus sia trapelato e che alcuni di essi abbiano contaminato i pazienti iniziali in questa epidemia, sebbene in studi futuri siano necessarie prove concrete».
«Il secondo laboratorio si trovava a circa 12 chilometri dal mercato del pesce e apparteneva all’Istituto di Virologia di Wuhan, della Accademia cinese delle Scienza».
Le conclusioni ci sembrano logiche: «In sintesi, qualcuno è stato coinvolto nell’evoluzione del coronavirus 2019-nCoV. Oltre alle origini della ricombinazione naturale e dell’ospite intermedio, il coronavirus killer probabilmente proviene da un laboratorio di Wuhan. Potrebbe essere necessario rafforzare il livello di sicurezza nei laboratori a rischio biologico ad alto rischio. Potrebbero essere adottate norme per trasferire questi laboratori lontano dal centro città e da altri luoghi densamente popolati» scriveva Xiao.
Tuttavia, il dottor Botao ha confermato al Wall Street Journal di aver ritirato il suo documento. «La speculazione sulle possibili origini nel post era basata su articoli e media pubblicati e non era supportata da prove dirette», scrive in una breve email il 26 febbraio.
Il monito dello scienziato pisciato dai pipistrelli
Il ricercatore di pipistrelli a cui fa riferimento il rapporto del dottor Xiao è il virologo Tian Junhua, che lavora presso il Centro Wuhan per il controllo delle malattie. Nel 2004, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che un focolaio del virus SARS era stato causato da due perdite separate presso l’Istituto cinese di virologia di Pechino
«Puoi trovare la maggior parte dei virus responsabili di malattie umane, come il virus della rabbia, la SARS e l’Ebola. Di conseguenza, le grotte frequentate dai pipistrelli sono diventate i nostri principali campi di battaglia» dice il virologo Tian Junhua
Il governo cinese aveva affermato che le perdite sono state il risultato di “negligenza” e che i funzionari responsabili sono stati puniti.
Nel 2017 lo Shanghai Media Group, di proprietà statale cinese, ha realizzato un documentario di sette minuti su Tian Junhua, intitolato «Giovani nelle terre selvagge: il difensore invisibile». Una troupe cinetelevisiva seguiva Tian Junhua mentre viaggiava in profondità nelle grotte per raccogliere i pipistrelli.
«Tra tutte le creature conosciute, i pipistrelli sono tra i più ricchi di virus» diceva in cinese il dottor Tian.
«Puoi trovare la maggior parte dei virus responsabili di malattie umane, come il virus della rabbia, la SARS e l’Ebola. Di conseguenza, le grotte frequentate dai pipistrelli sono diventate i nostri principali campi di battaglia».
«Negli ultimi dieci anni abbiamo visitato ogni angolo della provincia di Hubei. Abbiamo esplorato dozzine di grotte non sviluppate e studiato più di 300 tipi di vettori di virus. Ma spero che questi campioni di virus vengano conservati solo per la ricerca scientifica e non verranno mai utilizzati nella vita reale. Perché gli esseri umani hanno bisogno non solo dei vaccini, ma anche della protezione dalla natura»
Il dottor Tian sottolineava come «i pipistrelli abitualmente vivono in grotte che gli umani non riescono a raggiungere. Solo in questi luoghi possiamo trovare i campioni più ideali dei vettori di virus».
Il video si concludeva con un pesante ammonimento dello scienziato: «negli ultimi dieci anni abbiamo visitato ogni angolo della provincia di Hubei. Abbiamo esplorato dozzine di grotte non sviluppate e studiato più di 300 tipi di vettori di virus. Ma spero che questi campioni di virus vengano conservati solo per la ricerca scientifica e non verranno mai utilizzati nella vita reale. Perché gli esseri umani hanno bisogno non solo dei vaccini, ma anche della protezione dalla natura».
La descrizione dell’isolamento di Tian Junhua del maggio 2017, quando fu colpito da sangue e urina di pipistrello, proviene da un rapporto dell’agenzia di stampa di Stato Xinhua. Altri media cinesi ne conservano ancora traccia.
La posta in gioco è il XXI secolo
Si chiede il National Review: «L’urina e il sangue di pipistrello possono trasportare virus. Quanto è probabile che l’urina o il sangue di pipistrello si siano imbattuti in un ricercatore presso il Centro di Controllo e Prevenzione delle Malattie di Wuhan o l’Istituto di virologia di Wuhan?»
«In alternativa, quali sono le probabilità che una sorta di rifiuto medico o altro materiale proveniente dai pipistrelli non sia stato correttamente smaltito e che fosse il vettore di trasmissione iniziale a un essere umano?».
Perché la posta in gioco stavolta è altissima: è il XXI secolo intero. Un secolo che doveva essere il secolo cinese, ma il programma può deragliare in maniera definitiva.
«Ma è una coincidenza notevole che l’Istituto di Virologia di Wuhan stava studiando i coronavirus associati all’Ebola e alla SARS nei pipistrelli prima dell’epidemia di pandemia» con annunci professionali che parlavano di «un gran numero di nuovi virus da pipistrelli e roditori scoperti e identificati».
«E il fatto che il governo cinese abbia trascorso sei settimane insistendo sul fatto che COVID-19 non poteva essere diffuso da persona a persona significa che i suoi dinieghi sui laboratori di Wuhan non possono essere accettati senza una verifica indipendente» conclude Geraghty.
«Così conoscerete la Verità, e la Verità vi farà liberi». Liberi dalla quarantena, liberi dalla menzogna, liberi dal totalitarismo elettro-sanitario che bussa alle nostre porte.
Già. Perché la posta in gioco stavolta è altissima: è il XXI secolo intero. Un secolo che doveva essere il secolo cinese, ma il programma può deragliare in maniera definitiva.
In gioco c’è la Verità, quindi la libertà. «Così conoscerete la Verità, e la Verità vi farà liberi» (Giovanni 8, 31). Mai come oggi le parole del Vangelo ci paiono fondamentali.
Liberi dalla quarantena, liberi dalla menzogna, liberi dal totalitarismo elettro-sanitario che bussa alle nostre porte.
Armi biologiche
Fauci ha finanziato la ricerca che ha dato origine al COVID: cosa dicono i documenti secretati dalla Gabbard
Una serie di comunicazioni e documenti resi pubblici dalla direttrice uscente dell’intelligence nazionale, Tulsi Gabbard, dimostrano che il dottor Anthony Fauci «ha fornito milioni di dollari dei contribuenti statunitensi per finanziare pericolose ricerche di tipo gain-of-function» sui coronavirus dei pipistrelli presso l’Istituto di Virologia di Wuhan (WIV) e che Fauci «ha mentito al Congresso».
La Gabbard ha fatto le sue dichiarazioni in un video divenuto virale sui social media, già visto da milioni di persone.
«Oggi, nel mio ultimo giorno come Direttore dell’Intelligence Nazionale, sto rendendo pubbliche comunicazioni e documenti inediti che svelano come il Dottor Fauci abbia fornito milioni di dollari dei contribuenti statunitensi per finanziare pericolose ricerche di “guadagno di funzione” presso il laboratorio di Wuhan, abbia collaborato con elementi politicizzati all’interno della comunità dell’Intelligence per sopprimere la verità sulle sue azioni e nascondere le origini della fuga di laboratorio del virus, e abbia mentito al Congresso sotto giuramento nel 2024. È ora che conosciate la verità.»
Today, on my final day as Director of National Intelligence, I’m releasing never-before-seen communications and documents exposing how Dr. Fauci provided millions in US taxpayer dollars to fund dangerous gain-of-function research at the Wuhan lab, worked with politicized elements… pic.twitter.com/ZMdliW4zyS
— DNI Tulsi Gabbard (@DNIGabbard) June 19, 2026
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Secondo una dichiarazione rilasciata dall’ufficio di Gabbard (ODNI), i documenti appena pubblicati «svelano il ruolo diretto di Fauci nell’influenzare e manipolare le valutazioni della comunità dell’intelligence (IC) sul COVID-19 e come Fauci abbia mentito al Congresso nel 2024, quando sotto giuramento negò di essere a conoscenza o di aver partecipato a discussioni con funzionari dell’intelligence sulla ricerca virale».
«La pandemia di COVID-19 ha causato enormi difficoltà e sofferenze a milioni di nostri concittadini americani e a innumerevoli persone in tutto il mondo. Dopo anni di menzogne, censura e insabbiamenti, il popolo americano merita trasparenza, verità e responsabilità», ha dichiarato la Gabbarda.
«Le tattiche utilizzate per nascondere la verità provengono direttamente dal manuale del deep state: leader politicizzati e opportunisti come il dottor Fauci hanno insabbiato le proprie malefatte e gli abusi di potere, manipolato i dati dell’intelligence, mentito al Congresso e minato l’autorità di un presidente regolarmente eletto», ha aggiunto.
Nella sua dichiarazione, l’ODNI ha affermato che i documenti pubblicati sono il risultato di un processo di declassificazione durato un anno, condotto da Gabbard a sostegno del mandato di massima trasparenza del Presidente Trump. «Durante questo processo, i funzionari dell’ODNI hanno raccolto testimonianze da diversi informatori della comunità dell’intelligence (IC) che hanno denunciato ritorsioni per aver contestato la manipolazione delle informazioni sull’origine del virus da parte dell’IC. Ciò ha rivelato un chiaro schema di soppressione del dissenso, di silenziamento dei critici e di occultamento di prove che hanno minato l’integrità dell’IC e danneggiato il popolo americano.»
La dichiarazione spiega che gli stretti rapporti di Fauci con la comunità dell’Intelligence gli hanno permesso di «assumere tre ruoli chiave durante la pandemia che lo hanno protetto da controlli, consentendogli al contempo di esercitare un’influenza sproporzionata»: Fauci ha finanziato ricerche rischiose sul coronavirus legate alle grandi aziende farmaceutiche e alla ricerca di «vaccini universali» per un valore di migliaia di miliardi di dollari; Fauci era il consulente dietro le quinte che, con i suoi esperti scelti personalmente, ha spinto la comunità internazionale ad avallare un’origine naturale, animale, per nascondere la sua pericolosa ricerca.; Fauci è diventato l’«esperto» nazionale della pandemia e ha diffuso pubblicamente menzogne, disinformazione e censura.
L’ODNI ha inoltre spiegato che la corrispondenza appena resa pubblica contraddice direttamente la testimonianza resa da Fauci nel 2024 alla Sottocommissione speciale della Camera sulla pandemia di coronavirus.
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In quell’udienza, sotto giuramento, a Fauci è stato ripetutamente chiesto se avesse parlato con «FBI, CIA, DIA o qualsiasi altra agenzia di intelligence statunitense in merito alla ricerca sui virus» prima, durante o dopo la pandemia. Fauci ha ripetutamente eluso le domande, prima di affermare falsamente: «a mia conoscenza, no, riguardo al COVID».
La dichiarazione dell’ODNI afferma inoltre che «le testimonianze di numerosi informatori rivelano che gli analisti dell’intelligence che hanno contestato le conclusioni di Fauci sull’origine del COVID hanno subito minacce di ritorsioni, sono stati emarginati e spesso hanno subito battute d’arresto nella carriera. Ciò ha messo a tacere il dissenso e ha favorito una cultura in cui la verità è stata sacrificata al conformismo e le prove credibili sono state insabbiate».
Segnalazioni di informatori che la Gabbard ha riportato all’Ispettore Generale della Comunità dell’Intelligence comprendono: il caso di un appaltatore licenziato pochi giorni dopo essersi rivolto all’ODNI in qualità di informatore; i dirigenti che ricordano agli analisti che sostenevano l’ipotesi della fuga dal laboratorio che sarebbe stata la leadership a decidere quali analisti sarebbero stati promossi (il messaggio era chiaro: dissentire da un risultato manipolato avrebbe compromesso la carriera); i dirigenti di alto livello avrebbero eretto degli ostacoli per i whistleblower, eliminando l’anonimato dal processo di denuncia e insistendo sulla presenza di manager o avvocati alle riunioni dell’ODNI, creando un clima di intimidazione.
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Immagine di Christopher Michel via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Armi biologiche
Laboratori biologici finanziati dagli Stati Uniti in oltre 30 Paesi: molti hanno condotto esperimenti con agenti patogeni altamente contagiosi
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I laboratori ucraini sono «solo la punta dell’iceberg»
Il documento di quattro pagine, parzialmente censurato , diffuso da Gabbard, si concentrava principalmente sull’Ucraina. Secondo il documento, in quel paese esistono oltre 40 laboratori biologici, molti dei quali costruiti con milioni di dollari di finanziamenti del governo statunitense. Nei laboratori sono presenti agenti patogeni quali antrace, tubercolosi, SARS, Marburg, Ebola, Lassa e peste. Il documento citava anche esempi di specifici progetti di ricerca condotti nei laboratori ucraini, tra cui ricerche sull’influenza aviaria e sulla peste suina. «La portata di questa operazione è sbalorditiva», ha affermato l’avvocato Greg Glaser. «La rivelazione più eclatante è l’audacia con cui questi programmi sono stati orchestrati sotto la maschera della sicurezza globale. Hanno di fatto aggirato la supervisione del popolo americano, arricchendo al contempo una rete di appaltatori e burocrati». Uno dei laboratori – l’Istituto di Medicina Veterinaria Sperimentale e Clinica di Kharkiv, in Ucraina, specializzato in medicina veterinaria, virologia e tossicologia – potrebbe ospitare «almeno alcuni agenti patogeni pericolosi», ha affermato. Il laboratorio ha ricevuto finanziamenti nell’ambito del Programma di riduzione delle minacce biologiche (BTRP) del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DOD) all’inizio degli anni 2010. Nel 2019, la struttura presentava «almeno alcune carenze in materia di biosicurezza e biocontenimento, in particolare nelle stanze adibite alla manipolazione del batterio contagioso Brucella», si legge nel documento. Nonostante la probabile presenza di questi agenti patogeni, il laboratorio «resta quasi certamente vulnerabile alle operazioni di disinformazione, al sequestro o al danneggiamento da parte della Russia, in corso da tempo». Oltre ai finanziamenti e al supporto del Dipartimento della Difesa, la ricerca è stata sostenuta dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti e da organismi internazionali, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. A loro si sono unite diverse istituzioni accademiche statunitensi, tra cui l’Università della Florida, l’Università del New Mexico, l’Università dell’Alaska Anchorage e l’Università del Tennessee, Knoxville. Secondo Richard Ebright, Ph.D., biologo molecolare della Rutgers University e critico della ricerca «gain-of-function», altri Paesi che ospitano laboratori BTRP includono le ex repubbliche sovietiche di Armenia, Azerbaigian, Georgia, Kazakistan e Uzbekistan. Weidle ha affermato che le strutture identificate da Gabbard «fanno parte di una rete molto più ampia di laboratori costruiti e finanziati nell’ambito del programma Cooperative Threat Reduction (CTR)», con l’aiuto del Dipartimento della Difesa e del Dipartimento di Stato americano, che hanno anche formato gli scienziati e attrezzato i laboratori. «Si tratta di un programma di portata mondiale e i laboratori ucraini rappresentano solo la punta dell’iceberg», ha affermato Weidle. Per Glaser, il filo conduttore è «la ricerca dell’accesso a serbatoi di agenti patogeni pericolosi in paesi con normative meno stringenti». Secondo quanto riportato da Gateway Pundit, l’ex presidente Barack Obama, durante il suo mandato come senatore degli Stati Uniti, ha contribuito a garantire i finanziamenti per i laboratori biologici ucraini. Nel 2022, la stessa testata ha riportato prove del finanziamento da parte dell’esercito statunitense della ricerca sul coronavirus presso laboratori di biologia ucraini . Le prove rinvenute sul laptop di Hunter Biden indicavano che questi aveva contribuito a garantire finanziamenti a società appaltatrici statunitensi specializzate nella ricerca di agenti patogeni in Ucraina. Sebbene i documenti pubblicati da Gabbard si concentrassero sui laboratori ucraini, non sono stati menzionati altri paesi tra i circa 30 che presumibilmente ospitano tali laboratori biologici. Tuttavia, secondo RadioFreeEurope/RadioLiberty, il governo statunitense è da tempo impegnato in «sforzi volti a salvaguardare i programmi di ricerca dell’era della Guerra Fredda» nell’ambito del programma CTR. Ciò include le strutture di Tbilisi, in Georgia, «e in altre località dell’ex Unione Sovietica». Secondo il documento, nessuno dei laboratori ucraini è un laboratorio di livello di biosicurezza 4 (BSL-4), una designazione riservata ai laboratori che conducono le ricerche più rischiose e che, di conseguenza, adottano le misure di sicurezza più rigorose. Tuttavia, secondo Jablonowski, la ricerca rischiosa viene spesso condotta anche in laboratori BSL-2 e BSL-3. «Alcuni potrebbero trovare conforto nel fatto che la maggior parte dei laboratori biologici in Ucraina siano di livello BSL-2, e quindi inadatti per gli agenti patogeni più pericolosi. Il SARS-CoV-2 è stato studiato in modo inappropriato in un ambiente di contenimento BSL-2 presso l’ Istituto di Virologia di Wuhan, quando il livello minimo richiesto è BSL-3. Non vi è alcuna garanzia che gli agenti patogeni estremamente pericolosi vengano studiati in condizioni di biosicurezza adeguate», ha affermato Jablonowski.Aiuta Renovatio 21
«Nessuna intenzione o piano» di tagliare i fondi ai laboratori
Dal 2010 si sono verificati almeno quattro casi di fughe di sostanze e incidenti nei laboratori di ricerca biologica statunitensi. Weidle ha chiesto una «revisione completa della ricerca condotta nei laboratori del CTR». Secondo Newsweek, i documenti presentano «lacune significative» e mancano di «prove dirette che le strutture siano coinvolte nello sviluppo di armi biologiche offensive». Altri esperti hanno suggerito che, nonostante la pubblicità generata dalla pubblicazione dei documenti da parte di Gabbard, i file contengono poche, se non nessuna, informazione nuova. Secondo Ebright, i documenti «non contenevano nuove informazioni e non riuscivano nemmeno a includere la maggior parte delle informazioni già disponibili al pubblico sull’argomento». «Peggio ancora, Gabbard ha complicato ulteriormente la situazione confondendo la ricerca di routine, non pericolosa, con la pericolosa ricerca di acquisizione di nuove funzioni». Latypova ha affermato che il dipartimento della Difesa possiede i laboratori biologici ucraini da oltre 20 anni, avendoli «acquistati per 15 milioni di dollari durante la vendita all’asta fallimentare dell’Unione Sovietica nel 2005». «Questi laboratori biologici… sono stati finanziati da ogni amministrazione statunitense dal 2005», ha affermato Latypova. «La retorica online di Gabbard non è altro che una manovra politica in vista delle elezioni del 2028. Non ha espresso alcuna intenzione o piano di tagliare i fondi» a questi laboratori.Iscriviti al canale Telegram ![]()
Un sostenitore della ricerca sul guadagno di funzione denuncia una «campagna di disinformazione»
Daszak, che ha pubblicato numerosi articoli sulla ricerca relativa al guadagno di funzione , ha attaccato Gabbard poco dopo la diffusione dei documenti, accusandola di diffondere «disinformazione». In una dichiarazione diffusa da Fox News, Daszak ha affermato: «il finanziamento di questi laboratori è stato reso pubblico e fa parte di un impegno a lungo termine per la de-militarizzazione della ricerca biologica in seguito al crollo dell’Unione Sovietica. Ecco perché la Russia ha lanciato una campagna di disinformazione su di essi, che ora Gabbard sta alimentando». In un post su X, Daszak ha anche attaccato i sostenitori della teoria della fuga dal laboratorio, secondo la quale il SARS-CoV-2 sarebbe stato prodotto in un laboratorio e poi fuoriuscito da esso. Daszak ha affermato che EcoHealth Alliance «non è coinvolta» nei laboratori in questione, «ma la disinformazione russa e i responsabili delle fughe di notizie sui laboratori continuano a diffondere la teoria del complotto, prendendo di mira noi e i nostri colleghi. Stanno letteralmente aiutando la Russia a promuovere la disinformazione per minare i nostri obiettivi geopolitici!». Daszak aveva legami finanziari con l’Istituto di Virologia di Wuhan, che secondo i sostenitori della teoria della fuga dal laboratorio sarebbe la fonte della diffusione del SARS-CoV-2. Ha svolto un ruolo chiave nel promuovere la teoria dell’origine zoonotica, o naturale, dell’emergere del COVID-19. Nel 2017, la proposta DEFUSE dell’EcoHealth Alliance prevedeva la modifica dei virus dei pipistrelli mediante l’inserimento di una proteina spike con un sito di clivaggio per la furina, una modifica che avrebbe facilitato l’infezione dei polmoni umani da parte di tali virus. Sebbene la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) avesse respinto la proposta DEFUSE, Fauci l’avrebbe approvata, stando ai documenti resi pubblici da Paul la scorsa settimana. Ralph Baric, Ph.D., virologo dell’Università del North Carolina, e Shi Zhengli, Ph.D. , ricercatore dell’Istituto di Virologia di Wuhan, hanno contribuito alla stesura della proposta. Nel 2024, il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha sospeso i finanziamenti all’EcoHealth Alliance per non aver monitorato adeguatamente la sicurezza dei suoi esperimenti sul coronavirus. Ad aprile, Baric ha perso i finanziamenti del National Institutes of Health (NIH) e la sua istituzione, l’Università della Carolina del Nord, lo ha messo in congedo. All’inizio di questo mese, il virologo del NIH Vincent Munster, Ph.D. , anch’egli indicato come partner nella proposta DEFUSE, e il collega ricercatore del NIH Claude Kwe Yinda, Ph.D., sono stati accusati di aver cospirato per contrabbandare materiale biologico, inclusi campioni inattivati del virus del vaiolo delle scimmie, negli Stati Uniti dall’Africa. Ad aprile, una giuria ha incriminato l’ex collaboratore di Fauci, il dottor David Morens, con l’accusa di cospirazione per occultare documenti federali sulle origini del COVID-19. L’anno scorso, Daszak è diventato presidente di Nature.Health.Global , azienda per cui ora lavora Morens. In un altro post su X , Daszak ha suggerito che la pubblicazione dei documenti sui laboratori biologici da parte di Gabbard e i problemi legali affrontati da personaggi come Morens e Munster siano motivati politicamente: »un pretesto per abbattere su tutti noi una mazza da baseball performativa».Aiuta Renovatio 21
È «assolutamente appropriato» indagare sul ruolo di Fauci nella ricerca sul guadagno di funzione
Ma altri scienziati ed esperti hanno contestato le affermazioni di Daszak, con Hooker che ha definito le dichiarazioni di Daszak «sorprendentemente ambigue, visti i suoi problemi personali». Jablonowski ha fatto notare che Daszak «ha pubblicato con Munster e Morens», tra cui un articolo che descrive le presunte origini zoonotiche del COVID-19. Il coinvolgimento di Daszak, «soprattutto considerando i suoi precedenti legami con la ricerca oggetto dell’indagine, lo rende un testimone fortemente compromesso», ha affermato Glaser. L’anno scorso, Paul ha proposto una legge – il Risky Research Review Act – che istituirebbe un comitato federale per esaminare i finanziamenti destinati alla ricerca ad alto rischio nel campo delle scienze biologiche. Weidle ha affermato che «è giunto il momento» di approvare questa legge. Altri, invece, hanno chiesto maggiore trasparenza nei documenti governativi sulle origini del COVID-19. «Gabbard ha promesso di declassificare e rendere pubbliche le informazioni sulle origini del COVID. Si spera che le informazioni che Gabbard pubblicherà sulle origini del COVID siano più esaustive rispetto alle informazioni poco utili che ha diffuso sui laboratori di biocontenimento finanziati dagli Stati Uniti all’estero», ha affermato Ebright. Glaser ha suggerito che Fauci dovrebbe rispondere al Congresso in merito al coinvolgimento dei laboratori di ricerca biologici statunitensi. «È assolutamente opportuno indagare sul ruolo di Fauci e di altri funzionari che hanno categoricamente negato o travisato l’esistenza e la natura di questi programmi. Il tentativo di spostare l’attenzione su altri aspetti – da “questi laboratori non esistono’ a ‘si tratta solo di un normale processo di disarmo” – non reggerà al vaglio di una seria inchiesta del Senato». Michael Nevradakis Ph.D. © 15 giugno 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Armi biologiche
Tulsi Gabbard pubblica i documenti sui «pericolosi» biolaboratori ucraini
La direttrice dimissionaria dell’Intelligence nazionale statunitense (DNI), Tulsi Gabbard, ha reso pubbliche nuove prove che indicherebbero come laboratori biologici finanziati dagli Stati Uniti in Ucraina stessero effettuando ricerche su agenti patogeni pericolosi. In precedenza, Washington aveva negato qualsiasi coinvolgimento nella gestione di questi laboratori.
Pubblicati venerdì, i documenti declassificati rivelano che gli Stati Uniti hanno «costruito e supportato» 40 laboratori biologici in Ucraina, impegnati a lavorare con «agenti patogeni particolarmente pericolosi» tra cui antrace, influenza aviaria, Ebola, peste e tubercolosi. Almeno 12 di questi laboratori conducevano ricerche su esseri umani.
Alcuni laboratori erano coinvolti nella cosiddetta ricerca «di guadagno di funzione», una pratica controversa in cui i virus animali vengono modificati per aumentarne la virulenza e la trasmissibilità al fine di studiarne gli effetti sugli esseri umani.
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I documenti, parzialmente censurati, affermano che gli Stati Uniti hanno finanziato la costruzione e l’allestimento di almeno quattro laboratori, per un costo totale superiore a 9 milioni di dollari. Rivelano inoltre che questi laboratori hanno condotto ricerche per conto e in collaborazione con il dipartimento dell’Agricoltura e dell’Alimentazione degli Stati Uniti, l’Esercito degli Stati Uniti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le Nazioni Unite e diverse università statunitensi. Metabiota, un’azienda biotecnologica in parte di proprietà della società di investimento di Hunter Biden, è anch’essa elencata come partner.
Nel febbraio 2022, con l’ingresso delle truppe russe in Ucraina, il ministero della Difesa russo affermò che il governo di Volodymyr Zelens’kyj a Kiev aveva ordinato la «distruzione d’emergenza» di agenti patogeni in diversi laboratori ucraini finanziati dagli Stati Uniti. Il ministero accusò Kiev di aver impartito tale ordine nel tentativo di occultare il proprio ruolo in un programma americano di armi biologiche.
Tra i documenti diffusi dal ministero figurava un ordine del ministero della Salute ucraino di distruggere gli agenti patogeni, tra cui «peste, antrace, tularemia, colera e altre malattie mortali».
Dopo aver esaminato migliaia di pagine di documenti sequestrati nei laboratori di Donetsk, Lugansk e Kherson, il tenente generale Igor Kirillov delle Forze russe di difesa radiologica, chimica e biologica concluse nel 2023 che «gli Stati Uniti, con il pretesto di garantire la biosicurezza globale, hanno condotto ricerche a duplice uso, inclusa la creazione di componenti per armi biologiche, in prossimità dei confini russi». Kirillov guidò l’indagine russa sui laboratori fino al suo assassinio nel 2024, presumibilmente per mano dei Servizi di sicurezza ucraini (SBU).
Today, I’m releasing never before seen intelligence revealing new evidence of past US government funding for more than 120 biolabs in over 30 countries, including Ukraine.
In support of President Trump‘s Executive Order to end federal funding of dangerous gain of function… pic.twitter.com/RkPHnAbka9
— DNI Tulsi Gabbard (@DNIGabbard) June 12, 2026
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Tra le strutture menzionate dal ministero figurava l’Istituto di Medicina Veterinaria di Charkiv. L’esercito russo ha accusato l’Ucraina di condurre ricerche su potenziali armi biologiche nel seminterrato dell’istituto. Secondo i documenti di Gabbard, la struttura possedeva effettivamente un piano interrato, dove venivano conservati i batteri dell’antrace e della brucellosi. Entrambi sono considerati armi biologiche a causa della loro estrema infettività e della capacità di causare malattie debilitanti.
Nel marzo del 2022, l’allora sottosegretario di Stato americano Victoria Nuland ammise sotto giuramento che «l’Ucraina possiede strutture di ricerca biologica». Tuttavia, la Nuland negò che tali strutture lavorassero su armi biologiche e insistette sul fatto che «gli Stati Uniti non possiedono né gestiscono alcun laboratorio chimico o biologico in Ucraina».
Il dipartimento di Stato americano ha affermato che «il Cremlino sta diffondendo intenzionalmente menzogne palesi, sostenendo che gli Stati Uniti e l’Ucraina stiano conducendo attività legate alle armi chimiche e biologiche in Ucraina», mentre l’allora ambasciatrice statunitense presso le Nazioni Unite, Linda Thomas-Greenfield, ha dichiarato che «non esistono laboratori ucraini per la produzione di armi biologiche supportati dagli Stati Uniti».
«Nonostante l’evidente potenziale impatto globale catastrofico che la ricerca su agenti patogeni pericolosi nei laboratori biologici può avere, politici, cosiddetti professionisti della salute come il dottor Fauci ed entità all’interno del team per la sicurezza nazionale dell’amministrazione Biden hanno mentito al popolo americano sull’esistenza di laboratori biologici finanziati e supportati dagli Stati Uniti e hanno minacciato coloro che hanno tentato di svelare la verità », ha dichiarato la Gabbarda in un comunicato stampa venerdì.
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La Gabbard ha dichiarato di aver impartito nuove direttive alle agenzie di Intelligence statunitensi in merito alla raccolta di dati dai laboratori in Ucraina e dalla più ampia rete di laboratori biologici collegati agli Stati Uniti in tutto il mondo. Attualmente, il suo ufficio sta raccogliendo «nuovi dettagli sulle sperimentazioni cliniche in corso presso queste strutture, che sollevano significative preoccupazioni etiche, finanziarie e di sicurezza», si legge nella sua dichiarazione.
Tuttavia, la Gabbard non sarà in grado di agire sulla base di queste informazioni ancora per molto. In seguito alla diagnosi di una rara forma di cancro alle ossa ricevuta dal marito il mese scorso, la veterana hawaiana ha annunciato il suo ritiro a fine giugno.
Giovedì il presidente Donald Trump ha annunciato la nomina di Jay Clayton, procuratore degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York, al posto della Gabbard come Direttore dell’Intelligence Nazionale (DNI). Clayton non si è mai espresso pubblicamente sulla questione dei laboratori biologici.
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Immagine screenshot da Twitter
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