Misteri
Sparano agli UFO. Quindi credeteci
Era iniziata col pallone sonda cinese di due settimane fa. Gli americani scoprivano così che un velivolo cinese aveva sorvolato l’intero Paese, anzi tutto il continente, dall’Alaska all’Atlantico, soffermandosi – si era detto – su siti di interesse strategico-nucleare.
Il lettore di Renovatio 21 ricorderà che proprio in questi giorni è partita l’isteria americana sul fatto che la Cina avrebbe più missili intercontinentali.
Per giorni non si è fatto niente. La Casa Bianca, dove risiede un presidente forse compromesso con la Cina per via degli affari suoi e del figlio (lo sostengono i dissidenti cinesi, lo sostengono i cinesi stessi) non sembrava interessata a reagire: del resto, si tratta solo la dimostrazione che lo spazio aereo americano può essere infiltrato da chiunque. Il Pentagono aveva dato una delle sue conferenze stampa più surreali: sì, è un pallone sonda cinese, ma non lo abbattiamo, per motivi di sicurezza, e poi non ha inviato nessun dato a Pechino (una cosa che non sappiamo come abbiano determinato, e che risulta comunque difficile da credere). L’antiaerea americana praticamente non esiste, così come il pudore, e il senso del ridicolo.
Dopo giorni di tentennamento, il pallone viene abbattuto da un caccia. L’ordine, insomma, è arrivato. Biden dice che per ripicca contro il Dragone disdice il suo viaggio diplomatico (facendo pensare a qualcuno che forse l’esitazione nel tirare giù l’apparecchio della superpotenza avversaria derivava proprio dalla incongrua volontà di non rovinarsi la missione); i cinesi dal canto loro dicono che la visita del presidente USA non era in programma.
Sembrava morta lì, con la relativa, per quanto bizzarra e a tratti sconvolgente, polemica politica: anche nell’era Trump c’erano tutti questi avvisatamente, è una cosa normale – anzi no, perché Trump e i suoi negano, anzi no, i palloni sonda c’erano ma chi li avvistava non diceva niente al presidente temendo che reagisse male. Di contro, in settimana era saltato fuori immediatamente un pallone sonda dichiarato dalla Cina nel suo spazio aereo, più qualche altro in Sud America.
Insomma, il fuoco non si poteva alimentare a lungo. Invece c’è stato l’incendio, l’escalation. Escalation verso, è il caso di dire, l’ignoto. Verso l’infinito. E oltre.
Ecco che un caccia americano tira giù un altro oggetto volante non identificato – tecnicamente, un UFO – in Alaska. Dicono che il velivolo aveva le dimensioni di un’auto, e, secondo quanto riportato, avrebbe interferito con la strumentazione dell’aereo militare che lo avrebbe poi abbattuto.
Un altro UFO viene trovato e colpito in Canada. Lo dice lo stesso Just Trudeau, capo del gabinetto di Ottawa «penetrato» dal Klaus Schwab, dichiarando che su segnalazione del NORAD (il centro di intercettazione dello spazio aereo del Nord America) ha poi dato il via libera ad un altro caccia americano.
Ne spunta uno ulteriore che levita sopra Lake Huron, nella regione dei grandi laghi statunitensi. Viene anche quello disintegrato da un aereo da combattimento dello Zio Sam. Siamo già arrivati al punto, tuttavia, in cui non si parla più né di palloni sonda, né di cinesi. Pare invece partito un processo per rendere il più enigmatico possibile il fenomeno: il velivolo del Lago Huron, aveva una «forma ottagonale», con dei fili attaccati ad esso.
Compaiono video in rete di comuni cittadini che se li vede sopra.
BREAKING: The unknown objects are now threatening Wawa pic.twitter.com/BSjZsz7wCr
— Jack Posobiec ???????? (@JackPosobiec) February 11, 2023
«Questi oggetti non assomigliavano molto ed erano molto più piccoli del pallone della Repubblica Popolare Cinese, e non li caratterizzeremo in modo definitivo fino a quando non saremo in grado di recuperare i detriti, su cui stiamo lavorando», aveva detto alla CNN un portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale USA. Il generale Mark Milley, il più alto ufficiale militare degli Stati Uniti (nonché quello che aveva telefonato all’omologo cinese per dirgli che in caso a fine amministrazione Trump gli fosse ordinato un attacco alla Cina lui non lo farebbe), ha riconosciuto in una conferenza stampa a Bruxelles che il primo tentativo di abbattere l’oggetto sul Lago Huron è fallito. Il primo missile «è atterrato in modo innocuo» nell’acqua mentre un secondo missile ha abbattuto con successo l’oggetto, ha detto Milley.
Quindi, questi oggetti sono a prova di missile? Voi capite che l’idea del pallone sonda è oramai completamente abbandonata. Nella mente del cittadino sincero democratico che legge le notizie passate dal regime americano coi suoi soldati alle testate giornalistiche si dipingono altri quadri.
La domanda salta fuori subito: ma quindi, questi velivoli erano extraterrestri? I militari rispondono che non possono escluderlo. Bingo. Anche se poi la Casa Bianca negherà che si tratta di alieni, la macchina oramai è partita, la Finestra di Overton si è aperta: potremmo essere in presenza di un contatto – drammatico, violento – con gli alieni. Anzi, di più: potremmo essere agli albori di un’invasione aliena.
Per chi negli anni ha seguito l’argomento, la cosa può sembrare un po’ scioccante. È solo qualche anno che l’aviazione USA (così come hanno fatto nelle ultime due tre decadi altri generali belgi o messicani) ha cominciato a pubblicare i video degli avvistamenti di UFO, che adesso chiamato UAP («fenomeni aerei sconosciuti»), da parte dei piloti militari. Avvistamenti che, a quanto finalmente riportato, sono praticamente abituali. Ne abbiamo parlato su questo sito, e non sappiamo il motivo per cui improvvisamente stiano desecretando tutto il materiale; avevamo registrato, tuttavia, le prime reazioni politiche consistenti, come quella del senatore della Florida Marco Rubio, che cominciava a parlare degli UFO in termini di sicurezza nazionale, cioè dando una connotazione non più di fenomeni mistici o inspiegabili, ma di minacce militari.
Se ricordate quei video, notate come anche solo «agganciare» – cioè centrare l’oggetto volante nel bersaglio visivo del sistema d’arma – fosse arduo assai, al punto che circola quel filmato con le risate di soddisfazione del pilota yankee che riesce ad agganciare l’UFO. Gli aviatori cominciano a parlare: questi oggetti si muovono a velocità incredibili, con accelerazioni non naturali, ed ancora più innaturali sono le manovre con le quali cambiano direzione in modo repentino, irrazionale. Alcuni dicono che possono tranquillamente andare sott’acqua con i medesimi movimenti.
Sparare agli UFO, in tutti questi racconti, non solo è materialmente impossibile: è qualcosa che non verrebbe mai ordinato dai vertici. Di più: difficile non ricordare l’incidente Mantell. Nel 1948 un 25enne pilota militare del Kentucky guidò uno squadrone di caccia verso Maysville, in Kentucky, dove decine di persone dicevano di aver avvistato qualcosa in cielo. La squadra lo trovò, e lo descrisse come un oggetto metallico di grandi dimensioni, privo di ali, che in velocità si nascose dietro le nuvole. I piloti decisero di tornare alla base, ma non il capitano Mantell. «Mi sto avvicinando per dare un’occhiata. È proprio davanti, sopra di me e si muove ad una velocità pari alla metà della mia. Sembra un velivolo gigantesco, senza ali. Sto salendo e se non riuscirò ad avvicinarmi, abbandonerò l’inseguimento». Da qui si perse il contatto. Poche ore dopo, i resti del P-51 di Mantell furono trovati vicino alla cittadina di Franklin distribuiti su un territorio di 800 metri quadrati. Fu rivenuto il cadavere del capitano, il cui orologio da polso si era fermato, bizzarramente, alle 15.19 (gli aerei erano decollati alle 13:45). Le indagini dissero che probabilmente Mantell aveva perso conoscenza per mancanza di ossigeno, e che aveva scambiato per un UFO il pianeta Venere o – ma guarda – un pallone sonda Skyhook. Per chi invece vuole credere all’altra ipotesi, si tratta tecnicamente di un Incontro Ravvicinato del VII tipo, ossia il tipo di contatto alieno che cagiona la morte dell’umano.
Forse anche per episodi come questo la guerra UFO, anche per questo caso, è stata da sempre un tabù. Per qualche motivo, ora stanno spingendo, più o meno a livello subliminale, l’idea di una guerra con gli alieni.
Stiamo testimoniano ora un rovesciamento scioccante. Chi scrive una ventina di anni fa partecipò ad una conferenza in provincia, eventi piccoli e innocui fatti dalle associazioni ufologiche nazionali. Niente di che: c’era un chimico che faceva vedere un materiale che si riteneva provenisse dallo spazio, forse in un momento e in un luogo di avvistamenti, se ricordo bene. La serata fu funestata da un signore che interrompeva ad alta voce in continuazione per spiegare che quegli avvistamenti, come ogni altro, era semplicemente un pallone sonda. Continuava a ripeterlo: prima con interventi lunghi, poi con frasi più brevi, poi ripetendo sinteticamente pallone sonda. Pallone sonda. Pallone sonda. Ad un certo punto la sala cominciava pure a ridere, e forse avevo contribuito anche io perché all’ennesimo «pallone sonda» avevo istintivamente fatto il verso del cane che abbaia.
Il signore, probabilmente del giro degli scettici professionisti, non faceva che ripetere coraggiosamente quello che era l’argomento principe del «negazionismo ufologico» (massì, chiamiamolo così): tu credi di aver visto un UFO, invece era solo un pallone sonda. Un ufologo mi confidò che l’argomentazione era talmente radicata che addirittura le Forze dell’Ordine, bombardate da telefonate del paesino dove sarebbe apparso qualcosa in cielo, l’indomani tirerebbero fuori il pallone, magari anche fisicamente, sonda per sedare la dissonanza cognitiva generale ingeneratasi. Quanto mi si raccontava potrebbe essere solo acido complottismo pro-ufologico di provincia. Tuttavia è innegabile: laddove c’era uno scettico di UFO, c’era il pallone sonda.
Ora sia all’inversione totale: laddove c’è il pallone sonda, ci dicono che potrebbe essere un UFO.
Si tratta di qualcosa di enorme, perché gli effetti sulla popolazione di una rivelazione dell’esistenza della vita extraterrestre sono sconosciuti, e nessun amministratore, che sia il sindaco del paesino o il presidente degli Stati Uniti, vorrebbe mai trovarsi a gestire una cosa del genere: anzi, proprio per questo, per decenni si è buttata acqua sul fuoco.
E quindi? Perché lo stanno facendo? Perché ci parlano ora di aerei militari che abbattono dischi volanti?
Qualcuno dice che è per distogliere l’attenzione da fenomeni più macrologici, come le accuse di Seymour Hersh sulla responsabilità della Casa Bianca e della Marina USA sulla distruzione dei gasdotti Nord Stream. Oppure il fatto che l’Ucraina si appresta ad essere travolta dalla nuova fase dell’operazione militare russa.
Qualcun altro ha ripescato invece una vecchia teoria della cospirazione che girava nei primi anni Novanta, il Progetto Blue Beam, una parola che è diventata trend su Twitter non appena i militari americani hanno cominciato a parlare degli abbattimenti senza specificare che si trattava di palloni sonda cinese (secondo quanto riportato dai media, con fonti interne, gli ulti abbattuti sarebbero invece proprio palloni sonda americani: stanno sparando a loro stessi…).
Il Progetto Blue Beam era uno dei cavalli di battaglia di Serge Monast (1945-1996), giornalista e saggista canadese che si dedicò anima e corpo allo studio delle cospirazioni massoniche globaliste, cioè il cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale. Un personaggio conosciuto, anche se non troppo, in certi ambienti. Qualcuno dice che il personaggio di Mel Gibson nella pellicola hollywoodiana Ipotesi di Complotto sia ispirata a lui.
Nel 1994 il Monast diede alle stampe il suo libro più conosciuto, Project Blue Beam (NASA), in cui affermava che l’ente spaziale americano, in combutta con l’ONU, stava tentando di imporre una nuova religione mondiale dell’Anticristo per mezzo di una tecnologia in grado di proiettare in cielo immensi ologrammi, che avrebbero potuto, oltre che rappresentare un’invasione aliena, anche simulare visualmente qualcosa che sarebbe stato interpretato come la Seconda Venuta di Gesù Cristo.
Dai tempi di Monast e del proto-complottismo pre-internet, quello degli «olografari» è purtroppo un problema che affligge tutta la scena di chi non si beve le versioni ufficiali: nel 2001 dissero che gli aerei che colpirono le Torri Gemelle erano ologrammi, ed ecco che chiunque volesse mettere in dubbio la versione ufficiale (quella per cui la Torre 7 sarebbe caduta di suo, così, per simpatia) si ritrovava seduta in autobus a fianco del complottista olografico, che oggi vive per lo più spacciando video commerciali trovati in rete come fossero realtà, ad esempio il video della balena che emerge nella palestra della scuola: di fatto, uno spot tutto fatto in computer grafica di Magic Leap, una deludente società statunitense di realtà aumentata (avete presente: si fa con occhiali visori specifici o con il vostro telefonino), che dopo anni in cui prendeva immani finanziamenti di venture capital senza mostrare niente ad un certo punto cominciò a pubblicare video come questi. Gli ologrammi non c’entrano nulla.
Tuttavia, non è sbagliato pensare all’intera operazione degli alieni come ad un processo di «ingegneria religiosa».
Lo disse Ronald Reagan, che aveva una sincerità intellettuale tutta sua, in un memorabile discorso alle Nazioni Unite: ogni divergenza tra le Nazioni sarebbe spazzata via se ci rendessimo conto di una minaccia esterna al pianeta.
Un governo mondiale, quindi, potrebbe tranquillamente essere installato una volta manifestatasi concretamente la minaccia, o anche la sola esistenza, di una razza aliena.
Di più: la «rivelazione aliena», secondo alcuni studi di think tank vecchi di settant’anni, agirebbe come solvente della religione, in particolare quella cristiana, perché attacco diretto all’Incarnazione, da cui discende, per logica, il cosiddetto «eccezionalismo umano» (quello che tanti animalisti o ecologisti ora contestano): l’uomo non sarebbe più, definitivamente, al centro del Creato, e nemmeno la religione potrebbe più rivendicare l’umanità come figlia prediletta di Dio, che l’ha fatta a sua immagine e somiglianza.
Insomma, è innegabili che tutto il racconto degli alieni può essere uno degli strumenti per il Reset definitivo dell’Ordine dei secoli e per la conseguente ricostruzione del pianeta secondo i dettami del Nuovo Ordine Mondiale.
Dobbiamo dire che i tempi non sembrano in nessun modo maturi, ma c’è da dire che ci lavorano da anni. Pensate al film del 1951 Ultimatum alla Terra. Trama: da un disco volante scende l’alieno umanoide Klaatu, che prende il nome terrestre Carpenter («falegname»: sì, come Gesù). Egli comunica che se i Paesi non saranno disarmati e formeranno un governo mondiale la Terra verrà distrutta; ha lì un robot gigante di nome Gort, dotato di laser distruttivo, a dimostrare che non si scherza. Klaatu, per convincere le autorità ad ascoltarlo, genera anche dei blackout della corrente elettrica in tutto il pianeta (sì). La polizia ad un certo punto gli spara, la ragazza del film riesce a fermare la rappresaglia del robottone. Klaatu risorge grazie ad un macchinario contenuto nel suo disco volante.
Un falegname sceso dal cielo per avvisarci, messo a morte dalle autorità umane ma poi risorto. Praticamente un racconto ispirato alla religione cristiana (con tanto di «Madonna» che intercede per fermare l’Ira di Dio), solo che in palio qui c’è proprio il governo mondiale contro cui ci mette in guardia San Giovanni nell’Apocalisse. Quindi, più che per Cristo, questa antica cine-storia aliena è tutta per l’Anticristo.
Faccio l’esempio di questo vecchissimo film perché le ditate che ci possiamo trovare sopra sono interessanti. Il produttore esecutivo, Darryl Zanuck, era un buon amico dell’esperto di guerra psicologica Charles Douglas Jackson, che ufficialmente era dirigente della rivista Time, ma che lavorava anche come stratega chiave nel Consiglio di strategia psicologica, un programma istituito dalla CIA per diffondere determinate idee e influenzare l’opinione pubblica a favore del governo. C.D. Jackson, uomo della campagna elettorale di Eisenhower con un posto all’ONU, per lo più lo chiamano così, è considerato anche come il principale attore del tentavo di controllo da parte degli USA della credenza religiosa, in particolare tramite l’infiltrazione del Vaticano del dopoguerra. (Diciamo pure che è l’uomo che comprò immediatamente il filmato Zapruder, quello che mostrava l’assassinio di Kennedy, e lo mise in un caveau del palazzo di Time a Manhattan, cono scopo di «proteggere l’integrità del film»).
Certo, ci lavorano da tanto tempo – e con tanti soldi. Anche la sceneggiatura dell’invasione aliena, circola da un pezzo, e con gli scopi che oramai il lettore conosce, scopi che sappiamo esistere da secoli.
Ogni tanto la vogliono riattivare. Può servire per distrarci, momentaneamente. A lungo termine, sappiamo tuttavia a cosa serve: a togliere agli esseri umani la loro dignità, a renderli manipolabili, spendibili, manovrabili ed eliminabili a piacere.
Gli alieni e le loro storie servono a de-umanizzare il pianeta, e non potrebbe essere altrimenti. De-umanizzare, de-cristianizzare, de-sovranizzare. E una grande opera di ingegneria sociale e religiosa, politica e financo biologica.
A questo punto ci ritorna in mente un’altra opera audiovisiva, ritenuta più bassa, forse con meno impronte del Deep State sopra. Ricorderete la mini-serie TV in tre episodi, seguitissimi anche da noi, che in Italia fu chiamata impropriamente Visitors – quella con la sigla inquietante ed irresistibile. Parlava dell’arrivo degli alieni sulla terra: scendono dai loro dischi volanti eleganti, diplomatici, ordinati, impeccabili nella loro promessa di aiutare l’umanità. Vengono in pace ed amicizia. Presidenti e maggioranze mondiali si esaltano. Un gruppo di persone realizza invece che si tratta di una razza di rettili antropomorfi appena mascherata, il cui fine è sottomettere l’umanità e probabilmente mangiarsela pure. Questa Resistenza di esseri umani che hanno capito la colossale, apocalittica menzogna in cui vivono, decide di colpire gli alieni in un momento preciso, la cerimonia con la quale essi vogliono donare agli umani e alle loro autorità collaboratrici un vaccino contro il cancro.
Eh. Sì. Vabbeh. Ci siamo capiti. Bella intuizione. State certi che una trama del genere, oggi, non sarebbe possibile farla passare in TV.
Non è che servono i palloni sonda UFO o gli ologrammi Blue Beam. Il programma è tutto in bella vista, e qui non facciamo che ripetervelo. Perché riguarda davvero le vostre vite. Materialmente, a livello biomolecolare.
Qualcosa di alieno è stato appena sparato nelle cellule della maggioranza degli esseri umani. Questo è l’Incontro ravvicinato che dovrebbe interessarvi di più. Il resto, in effetti, è spettacolo di contorno, è arma di distrazione di massa, una parte della propaganda del sistema transnazionale della Cultura della Morte.
«Credeghe ai UFO», credici agli UFO, è un’espressione con cui in Veneto si apostrofa l’ingenuità e la dabbenaggine di qualcuno. Ebbene, ora ce lo stanno ordinando, raccontandoci pure degli F-22 che li abbattono.
La situazione è, davvero, alienante.
Roberto Dal Bosco
Misteri
Il Congresso USA discute del progetto MK Ultra
La deputata repubblicana floridiana Anna Paulina Luna ha tenuto martedì un’audizione per fare luce sul progetto MKULTRA lanciato dalla CIA e volto a sviluppare metodi di controllo mentale.
Martedì scorso , presiedendo la task force della Commissione di vigilanza della Camera sulla declassificazione dei segreti federali, Luna ha ascoltato le testimonianze di persone che hanno descritto dettagliatamente come la CIA, negli anni Cinquanta, conducesse segretamente esperimenti illegali su soggetti umani ignari, inducendo stati mentali alterati attraverso la tortura psicologica e somministrando droghe come l’LSD, che permettevano di impiantare falsi ricordi e, in ultima analisi, di programmare le loro menti, anche per commettere omicidi.
«Il Progetto MKULTRA non è stato un fallimento politico o un programma eccessivamente zelante sfuggito di mano», ha dichiarato Luna. «Si è trattato di un’operazione governativa deliberata e sistematica che ha sottoposto cittadini americani, prigionieri, pazienti ospedalieri, veterani e persone comuni a LSD, elettroshock, ipnosi, privazione sensoriale e tortura psicologica a loro insaputa e senza il loro consenso».
🚨Rep. Luna MKUltra Opening Statement: “This hearing is about the crimes committed by the Central Intelligence Agency.”
“Administering drugs to people without their knowledge or consent, subjecting humans to psychological torture, and using prisoners and hospital patients as… pic.twitter.com/oxRQGyrK9I
— High Strangeness (@HighlyStrange) June 30, 2026
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L’avvenente deputata ha sottolineato il coinvolgimento del dottor Sidney Gottlieb, che un testimone ha definito il «Mago Nero», e ha evidenziato come la CIA avesse in seguito ordinato la distruzione della documentazione relativa al progetto MKULTRA. Questo fino a quando, nel 1977, un archivista non si imbatté in sette scatole contenenti i documenti finanziari del programma, sopravvissuti a un incendio ma archiviati in modo errato.
«Quelle sette caselle contenevano i nomi delle istituzioni, i nomi dei sottoprogetti, i ricercatori che vi avevano partecipato, l’operazione specifica che la CIA aveva finanziato e, senza di esse, la stragrande maggioranza del progetto MKULTRA sarebbe rimasta solo una voce», ha affermato la Luna.
«Vorrei essere chiara su ciò con cui credo che abbiamo a che fare qui», ha continuato. «Somministrare farmaci alle persone a loro insaputa e senza il loro consenso, sottoporre gli esseri umani a torture psicologiche e utilizzare prigionieri e pazienti ospedalieri come soggetti di ricerca senza il loro consenso. Questi sono crimini contro l’umanità».
Testimoniando davanti alla Commissione, Stephen Kinzer, autore del libro sul Gottlieb Poisoner In Chief, ha osservato che la CIA gli aveva sostanzialmente concesso una licenza di uccidere, aggiungendo che il numero di americani sacrificati al progetto MKULTRA potrebbe non essere mai noto.
«Nel 1951 la CIA assunse Gottlieb e gli affidò il compito di avviare quello che sarebbe diventato il progetto MK-ULTRA. Gottlieb era convinto che, per trovare un modo per impiantare una nuova mente nel cervello di una persona, fosse prima necessario distruggere la mente già presente. Nella sua ricerca di metodi per distruggere la mente e il corpo umano, MKULTRA condusse gli esperimenti più estremi mai effettuati su esseri umani da un’agenzia governativa statunitense. A tutti gli effetti, si tratta di torture mediche. Questi esperimenti ebbero luogo in prigioni, cliniche e rifugi sicuri negli Stati Uniti, in Europa e in Asia».
WATCH journalist and author Dr. @stephenkinzer’s opening statement at today’s explosive MK Ultra hearing regarding the over classification of secret government programs and the CIA’s quest to weaponize mind control against Americans. pic.twitter.com/UwsSJXWBce
— Rep. Anna Paulina Luna (@RepLuna) June 30, 2026
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«Gli ufficiali del progetto MK-ULTRA erano autorizzati a recarsi all’estero, preferibilmente in Paesi sotto occupazione statunitense, formale o informale, e a chiedere alla stazione locale della CIA di fornire loro “sacrificabili”, ovvero esseri umani la cui scomparsa non avrebbe destato sospetti. Gottlieb possedeva di fatto una licenza di uccidere rilasciata dal governo statunitense. Non si conoscono né il numero delle vittime del progetto MK-ULTRA né il numero di coloro che furono sottoposti a esperimenti mortali».
Il giornalista investigativo Tom O’Neill, noto per il molto popolare libro sugli omicidi Manson Chaos, ha testimoniato in merito al coinvolgimento dello psichiatra Louis Jolyon West nel perfezionamento dei metodi di controllo mentale del progetto MKULTRA, illustrando i suoi legami con gli omicidi di Charles Manson nel 1969 e con Jack Ruby, l’assassino di JFK Lee Harvey Oswald.
«Appena tre anni dopo aver stretto un accordo con la CIA, West riferì di aver sviluppato, somministrando “LSD” e altre “nuove droghe” che “accelerano l’induzione dello stato ipnotico e approfondiscono la trance che può essere prodotta in determinati soggetti”, la capacità di sostituire i “veri ricordi” con “falsi” in una persona senza che questa ne sia consapevole».
For decades, questions about MKUltra were dismissed or ignored. Today, investigative journalist Tom O’Neill lays out why those questions still deserve answers. @chaosmansonbook
WATCH his compelling opening statement below👇 pic.twitter.com/aWJl8CYdKR
— Rep. Anna Paulina Luna (@RepLuna) June 30, 2026
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«“In altre parole”, ha spiegato, “si è scoperto che è possibile prendere il ricordo di un evento specifico nella vita di un individuo e, tramite suggestione ipnotica, far sì che in seguito ricordi consapevolmente che quell’evento non è mai realmente accaduto, ma che un altro evento (fittizio) è invece avvenuto”».
O’Neill ha inoltre evidenziato una lettera del 1953 di West a Gottlieb in cui «delineava gli obiettivi, i mezzi e i metodi degli esperimenti che West intendeva condurre su soggetti umani inconsapevoli presso la base aerea di Lackland, vicino a San Antonio, in Texas, dove era primario di psichiatria presso l’ospedale della base».
Lo scrittore ha fatto notare che meno di un anno dopo la lettera, un sergente dell’aeronautica militare in servizio presso la base, senza precedenti di violenza o criminalità, rapì e uccise una bambina di tre anni nei pressi della base aerea.
«L’aviatore, un militare decorato, marito e padre di due figli di nome Jimmy Shaver, si avvicinò alla squadra di ricerca che aveva trovato la bambina e chiese loro dove si trovasse e come fosse arrivato lì. I testimoni, compresi i poliziotti militari che lo arrestarono, descrissero Shaver come stordito e apparentemente in trance. Sua moglie riferì che non l’aveva riconosciuta quando era andata a trovarlo in prigione quella sera», ha raccontato O’Neill.
Durante il processo a Shaver, venne poi rivelato che «era stato ricoverato presso l’ospedale della base, sottoposto a un trattamento sperimentale per emicranie debilitanti», e che West era stato incaricato come suo perito psichiatrico. «Quattro anni dopo, fu giustiziato, insistendo fino alla fine di non ricordare di aver commesso il crimine per cui era stato condannato», ha affermato O’Neill.
Come riportato da Renovatio 21, era stato, ancora in età adolescenziale, una vittima del progetto MK Ultra Ted Kaczynski, detto Unabomber. Ancora ragazzino, era
Appena entrato sedicenne ad Harvard, il piccolo, geniale Kaczynski fu sottoposto ad un mostruoso esperimento psicologico che durò tre anni, dal 1959 al 1962.
Della crudeltà di questo evento parla in Harvard and the Unabomber di Alston Chase e riassunto in Mind Wars: Brain Research and the Military in the 21st Century («Guerre mentali: la scienza del cervello e l’esercito nel 21° secolo») di Jonathan Moreno, filosofo e bioeticista americano figlio del padre della tecnica psicoterapica dello psicodramma Jacob Levy Moreno. Della faccenda parla anche il recente libro sui crimini medici, The Icepick Surgeon: Murder, Fraud, Sabotage, Piracy, and Other Vile Deeds Perpetered in Name of Science («Il chirurgo con il rompighiaccio: omicidio, frode, sabotaggio, pirateria e altri atti vili perpetrati in nome della scienza»).
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L’esperimento di Harvard cu fu sottoposto il minorenne Kaczynski mirava alla decostruzione psichica dei giovani, utilizzando un’intensa umiliazione, provocando loro un forte stress.
L’esperimento – ma sarebbe più corretto dire la tortura – era in gestione a Henry A. Murray, uno psichiatra proveniente dal patriziato di Nuova York, noto per i suoi interessi junghiani e per aver supervisionato nel 1960 gli esperimenti harvardiani con droghe psichedeliche del collega psichiatra Timothy Leary, poi divenuto trafficante latitante e guru della controcultura drogastica degli anni Sessanta.
Murray aveva conseguito il dottorato in biochimica presso l’Università britannica di Cambridge. Nel 1937 divenne direttore della Harvard Psychological Clinic e l’anno successivo fu consulente per il governo britannico, istituendo il loro comitato di selezione degli ufficiali. Durante la seconda guerra mondiale Murray aveva lasciato Harvard e lavorato come tenente colonnello per l’Office of Strategic Services (OSS) – l’organizzazione che sarebbe stata poi chiamata «CIA».
Il lavoro di Murray per i servizi segreti angloamericani ha lasciato il segno. James Miller, responsabile della selezione degli agenti segreti presso l’OSS durante la seconda guerra mondiale, ha affermato che il test della situazione di Murray è stato utilizzato dal British War Officer Selection Board e poi dall’OSS per valutare potenziali agenti. Varie fonti sostengono che in seguito i suoi esperimenti sarebbero stati parte del progetto MK Ultra.
Dalla fine del 1959 all’inizio del 1962, l’operazione di Murray selezionò 22 studenti universitari di Harvard e cercò di misurare le loro risposte allo stress estremo.
Murray affermava di sottoporre le sue cavie umane ad attacchi «veementi, radicali e personalmente offensivi”. La sua esperienza avrebbe specificamente adattato la decostruzione psichica all’ego, alle idee care e alle convinzioni dell’individuo. Successivamente, chiedeva ai soggetti di vedere ripetutamente il filmato di se stessi che subivano abusi.
Kaczynski aveva 17 anni quando iniziò l’esperimento triennale. Secondo quanto mostrato anche nella riuscita serie TV Manhunt: Unabomber, Murray si era prima ingraziato il ragazzino, divenendogli amico – qualcosa di assolutamente importante per un bambino prodigio nemmeno maggiorenne, e di famiglia non abbiente come quelle dei rampolli che solitamente finiscono senza meriti Harvard, che era appena arrivato nel contesto del campus, lontano dai suoi cari e con chissà quali ansie.
Murray incoraggiò il giovane Ted a scrivere le sue idee, per poi complimentarsi con lui, e stabilire un rapporto estremamente amicale. Nell’esperimento, poi, lo psichiatra capovolgeva la situazione, dava appuntamento in uno spazio chiuso al ragazzino dove lo insultava, assieme ad altre persone, dicendo che il suo pensiero non valeva niente, e arrivando a dirgli – secondo quanto riportato – che anche sua madre non aveva considerazione di lui.
Sono state fatte ipotesi anche sul coinvolgimento dell’MK Ultra nella vita di Mark Chapman, l’assassino del cantante John Lennon.
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Come riportato da Renovatio 21, sono stati portati all’opinione pubblica in questi anni esperimenti MK Ultra svolti dalla CIA che comprendevano dosare LSD a cittadini inconsapevoli ed altri esperimenti su bambini danesi, nonché altre torture al di fuori di ogni possibile etica medica.
Da notare come Robert Kennedy jr., dopo una visita in carcere, ha dichiarato di non credere nella colpevolezza dell’assassino condannato per la morte del padre, Robert Kennedy sr., già segretario alla Giustizia nel governo di John Fitzgerald Kennedy e candidato alla presidenza USA quando venne ucciso a Los Angeles nel 1969. La tesi circolante è quella secondo cui il killer condannato, il palestinese Sirhan Sirhan, abbia agito in una sorta di ipnosi, e non abbia inferto al politico americano il colpo fatale.
Da notare come due anni fa la CIA abbia negato di aver utilizzato la programmazione di controllo mentale MK-Ultra sull’attentatore di Trump al comizio di Butler, Pennsylvania, il misterioso ventenne Thomas Matthew Crooks.
«Queste affermazioni sono totalmente false, assurde e dannose», aveva detto un portavoce della CIA a Wired . «La CIA non ha avuto alcun rapporto con Thomas Crooks. Per quanto riguarda MK-Ultra, il programma della CIA è stato chiuso più di 40 anni fa e le informazioni declassificate sul programma sono disponibili al pubblico su CIA.gov».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Misteri
L’esorcista: l’ossessione per gli alieni è un tentativo di «sostituire il cristianesimo»
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Misteri
La strana storia delle 70 bambine della scuola ebraica perse nei tunnelli sotterranei
La scorsa settimana circa settanta ragazze adolescenti della scuola ebraica Toras Emachu di Monsey, nello Stato di Nuova York, sono state avvistate da un agente di polizia locale mentre emergevano da un tunnello fognario.
L’insolito episodio non ha mancato di attirare l’attenzione dei media neoeboraceni. La versione ufficiale dei fatti sostiene che le due ragazze, durante una gita scolastica al Memorial Park di Nyack, siano entrate in un ampio canale di scolo per le acque piovane del villaggio e si siano «perse» nell’intricato labirinto di gallerie sotterranee.
Il canale News 12 Westchester ha intervistato il sindaco di Nyack, Joe Rand, il quale ha dichiarato: «atavano camminando controcorrente. A un certo punto si sono disorientate e non sono riuscite a ritrovare la strada del ritorno. Alcune di loro hanno esplorato la zona per quasi un chilometro e mezzo. Le ragazze sono state ritrovate in diversi punti nei dintorni di Nyack».
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Due delle ragazze hanno riportato ferite: una è stata medicata sul posto, mentre l’altra è stata trasportata in un ospedale locale per dolori addominali.
Le immagini mostrano le ragazze, tutte vestite con lunghe gonne nere e scarpe senza lacci, uscire da un edificio situato a circa sedici chilometri dal parco e venire scortate dalla polizia. Il proprietario di un ristorante chiamato Hudson House ha raccontato di essere nel suo ufficio quando ha «sentito delle ragazze chiacchierare» e di aver trovato decine di ragazze che uscivano da una grata di scolo nel cortile del suo locale.
Commentatori online evidenziano quanto sarebbe stato difficile per oltre settanta giovani donne in gonne lunghe attraversare le disgustose acque reflue.
Descrivendo la storia di Monsey, o «Monseyland» – dove gli abitanti sono colloquialmente chiamati «Monslandiani» – un giornalista investigativo di YouTube, Milla News, ha affermato che le acque di scolo «puzzano di merda» e si è chiesto perché la puzza non avesse impedito alle ragazze di entrare nelle fogne.
Le ragazze avrebbero anche dovuto ignorare un cartello di «Pericolo», saltare da una roccia all’altra con le loro lunghe gonne e arrampicarsi su una sporgenza rocciosa scivolosa.
Un uomo del posto che aveva precedentemente esplorato il sistema fognario ha spiegato che, dopo essere salite sulla grande piattaforma rocciosa, le ragazze avrebbero camminato in un tunnel completamente buio per circa venti minuti prima di arrivare a un’area chiusa da un cancello che conduce a una zona con acqua profonda «9 metri» che termina con «una ventina di tunnel diversi» del sistema fognario.
È stato inoltre notato che le ragazze sembravano avere scarpe e gonne pulite e asciutte quando uscivano dal ristorante dopo essere emerse dai tunnel.
Nel febbraio scorso, lo stesso Milla News ha accompagnato il popolare YouTuber Tyler Oliveira in un tour di «Monseyland» per indagare sulla controversia relativa all’assistenza sociale per gli ebrei nella zona.
La vicenda del tunnel di Monsey arriva due anni dopo la scoperta di altri tunnel sotto una sinagoga di Brooklyn, avvenuta in seguito all’arresto di dieci persone da parte della polizia dopo uno scontro scoppiato quando alcuni membri della congregazione hanno cercato di impedire che uno dei tunnel venisse interrato da un camion per il trasporto di cemento.
🚨Riot Unfolds as NYPD Responds to Discovery of Underground Tunnel in Brooklyn Temple
Currently, numerous law enforcementare at the scene of a riot at the Chabad headquarters in Crown Heights, Brooklyn, where individuals tore wooden panels to… pic.twitter.com/JwttELX5ya
— 🐸ƬЯЦƬΉΉΛMMΣЯ1776🐸 (@TruthHammer1776) January 10, 2024
Hasidic Jew seen crawling out of sewer after NYPD busts Chabad tunnel network under New York City.
Follow: @AFpost pic.twitter.com/hJurb2Cc4Q
— AF Post (@AFpost) January 9, 2024
NEW: The tunnel operation under the Brooklyn synagogue was bigger than originally thought and included at least *50* Orthodox Jews.
When the digging became too much, the work was reportedly handed over to Mexican migrants.
The reason for the tunnels? The rouge members wanted to… pic.twitter.com/uO8DkejR0z
— Collin Rugg (@CollinRugg) January 13, 2024
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Durante un’irruzione della polizia nella sinagoga, un materasso macchiato è stato recuperato dal tunnel, scatenando speculazioni online. Un uomo che affermava di essere stato membro della sinagoga Chabad-Lubavitch, dove è stato scoperto il tunnello, ha dichiarato durante un podcast che la macchia sul materasso era probabilmente sangue di una persona già deceduta, poiché lì si svolgevano «rituali» per cercare di riportare in vita il loro messia.
Who is being forced to sleep on these child-sized soiled mattress hidden in illegal tunnels connected to a NYC Jewish temple? pic.twitter.com/pP6kXEoIOC
— We Got It (@WeGotIt2k) January 13, 2024
Da allora, i tunnel ebraici sono diventati un argomento di tendenza, quasi un meme, tra gli americani, e le settanta ragazze di Monsey scomparse sottoterra contribuiranno sicuramente ad alimentare questa leggenda.
La vicenda arriva nello stesso mese in cui la stampa neoeboracena ha mostrato video di misteriosi uomini che si calano nelle fogne della città.
La credenza di tunnelli utilizzati per traffici indicibili era circolante tra i gruppi QAnon con il nome di «Mole/tunnel children». L’Anti-Defamation League, ente di censura dei discorsi riguardo agli ebrei e non solo, subito cercò di contenere l’idea dilagante.
«Durante i primi mesi della pandemia di COVID-19, il governo ha allestito un ospedale improvvisato nel Central Park di New York. Allo stesso tempo, la Marina degli Stati Uniti ha inviato volontariamente in città la nave ospedale USNS Mercy per aiutare gli ospedali traboccanti» scrive il sito dell’ente di censura ebraico. «QAnon ha affermato che le tende a Central Park erano lì per nascondere buchi nel terreno che sarebbero stati utilizzati per salvare i numerosi bambini presumibilmente trafficati nei tunnel sotto il parco. Questi bambini salvati sarebbero stati portati alla USNS Mercy. Questa teoria ha guadagnato ulteriore popolarità perché la linea Q della metropolitana corre sotto il parco».
Le ultime enigmatiche vicende sembrano dare ragione, più che i censori ebraici, agli squinternati complottisti.
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Immagine screenshot da YouTube
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