Vaccini
Montanari a Vicenza, analisi e precisazioni
Renovatio 21 intervista Stefano Montanari dopo l’affollata conferenza di sabato 15 settembre a Vicenza.
Dottor Montanari, è soddisfatto dell’organizzazione della conferenza a Vicenza, lo scorso 15 settembre?
L’organizzazione è stata ineccepibile. Anzi, per la prima volta dopo quasi un migliaio di conferenze, sono arrivato e funzionava già tutto perfettamente senza che ci fosse bisogno del minimo ritocco. Di fatto, un record.
Il Teatro Astra di Vicenza, era pieno. Questo sicuramente ci dice che la gente ha ancora sete di informazione, non è così?
Non ci sono dubbi. Chi ha ancora il cervello funzionante e non è ancora tra i milioni di caduti vittima del bombardamento di fake news di regime vuole sapere. O, almeno, vuole avere una visione dei fatti che non sia quella somministrata a dosi equine e con un martellamento che una persona intelligente non può altro che trovare sospetto. È solo quando si dispone di tutti i dati essenziali che si può prendere una posizione e se l’accesso ad una parte dei dati è preclusa, forse qualche dubbio nasce.
L’Italia pullula di associazioni che possiamo chiamare come più ci piace, da «free-vax» a «no-vax», ed è indubbio che la frammentazione non gioca a favore dell’efficacia
Eppure, in quella che è con Rimini la capitale dell’anti-vaccinismo italiano, credo che ci si potesse aspettare ancora più gente. Non è che qualcuno ha tentato il boicottaggio attivo o, più semplicemente, pensando al proprio orticello, se n’è guardato bene dal promuovere l’evento producendo una sorta di boicottaggio passivo?
Nulla di nuovo: la situazione è ben conosciuta e io l’ho denunciata più volte. L’Italia pullula di associazioni che possiamo chiamare come più ci piace, da «free-vax» a «no-vax», ed è indubbio che la frammentazione non gioca a favore dell’efficacia. Che molti degli aderenti a queste associazioni siano in buona fede è indiscutibile, ma altrettanto indiscutibile, anche se decisamente spiacevole, è rendersi conto che in alcune associazioni il timone è tenuto da chi non ha il minimo interesse a che la causa dichiarata sbocchi in un successo. I motivi sono tristemente banali: c’è chi si porta a casa qualche soldo organizzando manifestazioni che, ovviamente, lasciano il tempo che trovano; c’è chi finge di difendere i diritti legali dei danneggiati da vaccino o di chi è minacciato di vaccinazione forzata; c’è chi finge di curare i danneggiati per l’aspetto sanitario; c’è chi, da bravo fallito che cerca rivincita verso un destino grigio al quale si ribella, è in preda ad una piccola ansia di ribalta… Insomma, pur essendo sideralmente lontani dal giro di quattrini che ruota intorno al business colossale dei vaccini, c’è chi qualcosa riesce a portarsi a casa schierandosi dall’altra parte. Se questo è capitato a Vicenza dovremmo meravigliarci? Lei dice che ci si poteva aspettare più gente, ed è senza dubbio vero, ma tenga conto delle tante distrazioni, se vogliamo chiamarle così, che tentano il popolo. E tenga conto di un fatto con cui io m’incrocio quotidianamente: la gente preferisce non sapere dicendosi che «tanto, non c’è niente da fare» il che è sì quanto di più sbagliato possa esistere semplicemente perché non è vero, ma è proprio il risultato che il regime si propone e per ottenere il quale non lesina energie, denaro e, in molti casi, la dignità di molte persone, sempre che una dignità l’abbiano mai avuta. Comunque, dal giorno dopo la conferenza io continuo a ricevere messaggi da parte di chi era presente: segno evidente che una traccia è rimasta.
Altrettanto indiscutibile, anche se decisamente spiacevole, è rendersi conto che in alcune associazioni il timone è tenuto da chi non ha il minimo interesse a che la causa dichiarata sbocchi in un successo. I motivi sono tristemente banali: c’è chi si porta a casa qualche soldo organizzando manifestazioni che, ovviamente, lasciano il tempo che trovano
Nel suo ultimo articolo pubblicato sul suo sito ufficiale fa presente che qualcuno ha tentato di travisare le sue parole rispetto ad un dato di fatto oggettivo: il calo della offerte per la raccolta fondi che serve all’acquisto del microscopio. Hanno per caso cercato di creare divisione fra Renovatio 21, Associazione Vita al Microscopio e lei?
Se un tentativo c’è stato, è miseramente naufragato e il boicottaggio ha avuto risultati miserabili. Anzi, credo che ciò che è stato eventualmente fatto in quel senso abbia rinsaldato un’alleanza che, comunque, non aveva alcun bisogno di essere rinsaldata perché è rocciosa. Il calo dei contributi è un fatto obiettivo, ma le dico molto apertamente che non me ne importa niente. Se la gente non vuole nemmeno difendere i propri figli, non è cosa che possa riguardarmi. Io mi sono reso disponibile e più di ciò che ho fatto non potevo. Come dicevano i latini, ognuno sia fabbro della propria fortuna.
Se siamo qui a parlarci, è evidente che il tentativo è largamente fallito…
Appunto. E aggiungo che questi personaggi farebbero bene a togliersi di mezzo e a non interferire più con quello che, con enorme impegno e fatica, stiamo facendo. E se uso il plurale è perché siamo io, mia moglie, Vita al Microscopio e Renovatio 21.
L’organizzazione è stata ineccepibile. Anzi, per la prima volta dopo quasi un migliaio di conferenze, sono arrivato e funzionava già tutto perfettamente senza che ci fosse bisogno del minimo ritocco. Di fatto, un record.
Parliamo di futuro. Il vostro – intendo il suo e quello di sua moglie – per quanto riguarda la ricerca, lo vede lontano dall’Italia?
Salvo miracoli, con mio enorme dispiacere la cosa è sempre più possibile. So bene che ciò che noi facciamo dà fastidio in Italia e altrove, ma qui la guerra che ci è scatenata contro è ormai senza quartiere e senza risparmio del ricorso a qualunque mezzo: dagli escamotage giudiziari, che poi si risolvono in nulla ma che, intanto, tengono impegnati e fanno spendere soldi, alle diffamazioni più grottescamente assurde che, però, per assurde che siano trovano orecchio presso uno strato della popolazione culturalmente e moralmente predisposto. Ora stiamo vedendo alcune possibilità di trasferimento ma per noi non c’è nulla di facile. Il mio dispiacere nasce anche dal mio passato sportivo: la mia gara è qui e, se vado a gareggiare da un’altra parte, mi sento in qualche modo sconfitto. Ma, se sessanta milioni e passa di Italiani non ritengono che io sia utile per loro quando non, addirittura, che io sia d’intralcio, allora la scelta non è più mia.
Cristiano Lugli
Vaccini
Scienziati chiedono la ritrattazione dello studio danese che afferma che l’alluminio nei vaccini è «sicuro»
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
Il controverso studio danese del 2025 sosteneva di non aver trovato alcun legame tra l’alluminio presente nei vaccini infantili e 50 esiti negativi per la salute, tra cui autismo, asma e malattie autoimmuni. Tuttavia, un nuovo articolo sottoposto a revisione paritaria da scienziati di Children’s Health Defense illustra come i dati dello stesso studio danese contraddicano le conclusioni degli autori.
Secondo un nuovo articolo sottoposto a revisione paritaria e scritto da Brian Hooker, responsabile scientifico di Children’s Health Defense (CHD), e da Karl Jablonowski, ricercatore senior, il controverso studio danese del 2025 sull’alluminio nei vaccini dovrebbe essere immediatamente ritirato, poiché i dati dello studio stesso contraddicono le conclusioni degli autori.
L’articolo di Hooker e Jablonowski è stato pubblicato questa settimana sulla rivista Integrative Medicine: A Clinician’s Journal.
Jablonowski ha dichiarato a The Defender che lo studio danese, pubblicato il 15 luglio 2025 negli Annals of Internal Medicine, è «un buon esempio di come la cattiva scienza possa diffondersi».
Lo studio sosteneva di non aver trovato alcun legame tra l’alluminio presente nei vaccini infantili e 50 esiti negativi per la salute, tra cui autismo, asma e malattie autoimmuni.
Da allora, lo studio danese è stato citato 36 volte in pubblicazioni scientifiche come prova della sicurezza degli adiuvanti a base di alluminio nei vaccini, ha affermato Jablonowski.
Lo studio ha ricevuto così tanta attenzione da parte dei media e del mondo accademico da classificarsi nel 5% delle migliori pubblicazioni scientifiche, secondo Altmetric, una società specializzata nell’analisi dell’influenza dei dati.
Ma questa attenzione non significa che le conclusioni degli autori danesi fossero corrette, ha affermato Jablonowski. Nella loro critica, lui e Hooker hanno presentato un’analisi dettagliata che mostrava una discrepanza tra i dati dello studio danese e le conclusioni degli autori.
«Lo studio che ha convinto il mondo che l’alluminio nei vaccini non causa l’autismo era una facciataÐ, ha affermato Jablonowski. Quella facciata è crollata sotto esame, ha aggiunto.
«Ci siamo ritrovati con una montagna di domande senza risposta e prove che l’alluminio nei vaccini è positivamente correlato ai disturbi dello sviluppo neurologico».
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Gli autori danesi affermano che i risultati dimostrano che l’alluminio nei vaccini è sicuro
Gli autori dello studio danese, ampiamente riportato dai principali media, hanno affermato di non aver trovato alcun legame tra l’ alluminio contenuto nei vaccini e l’autismo.
Anders Hviid, professore e capo del dipartimento di epidemiologia presso lo Statens Serum Institut e uno degli autori dello studio, ha dichiarato a MedPage Today che i risultati «forniscono solide prove a sostegno della sicurezza dei vaccini infantili».
«Questa è la prova che genitori, medici e funzionari della sanità pubblica devono fare le scelte migliori per la salute dei nostri figli», ha affermato Hviid.
In un comunicato stampa, Hviid ha definito i risultati «rassicuranti» e ha affermato che studi di grandi dimensioni come il suo sono importanti in «un’epoca caratterizzata da una diffusa disinformazione sui vaccini».
Tuttavia, secondo Hooker e Jablonowski, che hanno esaminato lo studio e i dati corretti, i dati corretti aggiunti dopo la data di pubblicazione originale dello studio dimostrano che gli autori si sbagliavano.
Hanno concluso che i dati dello studio condotto su 1,2 milioni di bambini indicano chiaramente un legame tra l’alluminio presente nei vaccini e l’autismo.
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Dati corretti mostrano un legame tra vaccini e autismo
Il 17 luglio 2025, gli Annals of Internal Medicine hanno aggiunto una nota di esclusione di responsabilità allo studio danese, affermando che «al momento della pubblicazione iniziale, includeva una versione errata del materiale supplementare».
Il materiale aggiornato è disponibile al link dello studio «Correction: Aluminum-Adsorbed Vaccines and Chronic Diseases in Childhood» [«Correzione : Vaccini adsorbiti su alluminio e malattie croniche nell’infanzia»].
In una precedente intervista, Jablonowski aveva affermato: «secondo i dati corretti, quasi 10 (9,7) bambini su 10.000 vaccinati con una dose più elevata di alluminio (rispetto a una dose moderata) hanno sviluppato un disturbo dello sviluppo neurologico, principalmente autismo, tra i 2 e i 5 anni di età».
Il giorno prima della pubblicazione dello studio e tre giorni prima che la rivista emettesse una rettifica, Hviid ha dichiarato a numerosi media che lo studio dimostrava che l’alluminio nei vaccini non causa l’autismo.
Hooker ha ipotizzato che gli autori danesi potrebbero essere stati più propensi a produrre risultati favorevoli alla vaccinazione, dato che lavorano presso lo Statens Serum Institut, un istituto di ricerca con una lunga esperienza nella produzione di vaccini.
Ad esempio, Hooker ha affermato: «l’analisi dello studio non prevedeva un gruppo di controllo con “esposizione zero”. Al contrario, come la maggior parte degli studi ‘comprati’ dall’industria, ha confrontato l’esposizione a ‘una certa’ quantità di sali di alluminio con l’esposizione a una quantità ‘un po’ maggiore’ di sali di alluminio».
Hviid ha dichiarato di aver ricevuto finanziamenti dalla Fondazione Novo Nordisk, legata al colosso farmaceutico Novo Nordisk.
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RFK Jr: I ricercatori danesi hanno minimizzato “qualsiasi segnale di danno”
L’analisi di Jablonowski e Hooker è l’ultima di una lunga serie di critiche feroci al controverso studio sull’alluminio.
Il 1° agosto 2025, il Segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr. ha pubblicato un editoriale su TrialSite News in cui ha elencato una miriade di difetti dello studio danese. Ha scritto:
«I media mainstream, servili e finanziati dalle case farmaceutiche, sempre pronti a difendere le ortodossie del settore, hanno salutato trionfalmente questo studio come prova della sicurezza dell’alluminio, senza nemmeno un esame superficiale delle sue fatali lacune o dei conflitti di interesse finanziari dei suoi autori».
Lo studio ha escluso i bambini ad alto rischio, ha affermato Kennedy. I ricercatori danesi hanno inoltre escluso un gruppo di controllo non esposto al rischio.
«Invece di valutare separatamente questo gruppo di bambini non vaccinati e di trattarli come gruppo di controllo, li hanno raggruppati nella coorte meno esposta, diluendo qualsiasi segnale di danno», ha scritto.
Kennedy ha concluso che, per quanto riguarda la ricerca sull’alluminio nei vaccini, «ciò che serve non è un maggior numero di modelli statistici volti a nascondere i segnali di danno, bensì una ricerca indipendente fondata sulla piena trasparenza, sull’integrità metodologica e sul coraggio di affrontare verità scomode».
Hooker e Jablonowski erano d’accordo. Erano coautori di un rapporto sottoposto a revisione paritaria che spiegava come e perché lo studio danese non fosse riuscito a stabilire la sicurezza dell’alluminio nei vaccini.
Nel dicembre 2025, il Journal of Trace Elements in Medicine and Biology ha pubblicato il rapporto. Oltre a Hooker e Jablonowski, tra gli autori figuravano 10 scienziati e opinion leader di spicco nel campo della tossicologia dell’alluminio e dei danni da vaccino.
Hooker ha affermato che la sua nuova pubblicazione, realizzata insieme a Jablonowski, fornisce «un’analisi più dettagliata dei difetti fatali» dello studio danese.
Suzanne Burdick
Ph.D.
© 26 agosto 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
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Pensiero
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Bioetica
Kennedy lo ribadisce: sì, i vaccini sono fatti con gli aborti
All’improvviso, dopo un sopimento di anni, riaffiora nel discorso pubblico la verità più agghiacciante: i vaccini sono fatti con gli aborti. Come dire: un pezzo di aborto finisce nella siringa a cui obbligano voi e – soprattutto – i vostri bambini.
L’occasione è uno scontro pubblico tra vertici dell’amministrazione americana.
Il segretario alla Salute USA Robert F. Kennedy Jr. ha attaccato il governatore democratico della Pennsylvania Josh Shapiro per il rifiuto delle esenzioni religiose dai vaccini e ha confermato l’impiego di tessuti di feti abortiti nella realizzazione del vaccino MMR, chiamato in Italia vaccino MPR, il siero trivalente morbillo-parotite-rosolia, contenuto da noi ora nel quadrivalente MPRV (più varicella), somministrato in prima dose a 12-15 mesi e poi richiamato a 5-6 anni.
«Nella sua conferenza stampa di oggi, il governatore della Pennsylvania Josh Shapiro mi ha accusato di promuovere teorie del complotto perché gli avevo detto, durante una precedente conversazione telefonica, che alcuni americani avevano obiezioni religiose al vaccino MMR perché conteneva tessuto fetale. “Non c’è tessuto fetale nel vaccino MMR”, mi ha detto», ha raccontato Kennedy in un lungo post su X.
— Robert F. Kennedy Jr (@RobertKennedyJr) August 26, 2026
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«Il virus della rosolia utilizzato nel vaccino MMR-II viene coltivato su una linea cellulare composta da tessuto polmonare di un embrione femminile abortito di tre mesi, e indicata come ‘fibroblasti polmonari diploidi umani WI-38’ tra gli ingredienti del vaccino MMR-II, poiché porzioni di queste cellule finiscono in ogni fiala di MMR-II», ha specificato Kennedy.
Kennedy ha inserito una clip tratta da una deposizione videoregistrata di Stanley Plotkin, ideatore del vaccino MMR, datata 2018. L’audizione è stata condotta dall’avvocato Aaron Siri, noto per la sua battaglia sul tema dell’obbligo vaccinale.
Nel corso della testimonianza, Plotkin ha ammesso di aver «massacrato» 76 feti abortiti, tutti di età superiore ai tre mesi, «in uno solo dei tanti studi che hanno portato allo sviluppo del suo vaccino», ha dichiarato il segretario dell’HHS.
Kennedy ha inoltre evidenziato che in ogni fiala del vaccino MMR-II sono presenti «circa 646 miliardi di frammenti» di DNA provenienti da una linea cellulare di un feto abortito. «Oltre al DNA umano, ogni dose di MMR-II contiene anche una quantità imprecisata di detriti cellulari umani», ha affermato.
Interrogato al riguardo, Plotkin ha dichiarato di essere consapevole delle obiezioni all’inclusione di tessuti di feti abortiti nello sviluppo dei vaccini e del fatto che tali tessuti facciano effettivamente parte degli ingredienti dei vaccini stessi.
«Sono a conoscenza di queste obiezioni», ha affermato Plotkin, che si definisce ateo. «La Chiesa cattolica ha infatti pubblicato un documento in merito, in cui si afferma che le persone che necessitano di vaccini dovrebbero riceverli a prescindere da tutto».
«Credo che implichi che io sia la persona destinata all’inferno a causa dell’utilizzo di tessuti abortiti, cosa che mi fa piacere», ha dichiarato lo scienziato.
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Plotkin ha prestato per decenni consulenza alle grandi aziende farmaceutiche, indicando come realizzare i loro prodotti. Nella deposizione del 2018 ha ammesso a Siri di aver impiegato vaccini sperimentali su orfani e malati di mente a scopo di test.
In un’intervista del dicembre 2024 con Tucker Carlson, Siri ha rivelato al conduttore sbalordito che alcuni vaccini pediatrici contengono «letteralmente milioni di frammenti della linea cellulare coltivata di un feto abortito in ogni singola iniezione» e che i vaccini vengono coltivati su «tessuto fetale abortito» che è «vivo».
The New York Times claims the evil Bobby Kennedy wants to ban the polio vaccine and paralyze children. That’s an absurd lie, explains his lawyer Aaron Siri.
(0:00) The Establishment’s Attempt to Discredit Bobby Kennedy Jr.
(8:18) The Vaccine Religion
(18:57) Did Anyone Protest… pic.twitter.com/li0KhP5aye— Tucker Carlson (@TuckerCarlson) December 27, 2024
Mercoledì Siri è intervenuto anche sui social per sostenere la replica di Kennedy al governatore Shapiro.
«RFK Jr. ha ragione», ha affermato Siri. «Il fatto è che in ogni dose iniettata di vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (MMR), varicella ed epatite A sono presenti miliardi di frammenti di detriti cellulari umani e di DNA proveniente dalla linea cellulare coltivata di un feto abortito.»
Siri ha poi condiviso link ad articoli che illustrano l’impiego di tessuto cellulare fetale proveniente da aborti nello sviluppo dei vaccini.
RFK Jr. is correct. The fact is that there are billions of fragments of human cellular debris and DNA from the cultured cell line of an aborted fetus in every injected dose of MMR, chicken pox, and Hep A vaccines.
Because viruses multiply in cells, living cells are used to… https://t.co/x5MOeSBhrK
— Aaron Siri (@AaronSiriSG) August 26, 2026
«Poiché i virus si moltiplicano nelle cellule, per la produzione di vaccini si utilizzano cellule viventi, comprese le linee cellulari coltivate di feti abortiti. Due di queste linee cellulari sono la MRC-5 e la WI-38, descritte da un’azienda che le commercializza come segue: “La linea cellulare MRC-5 è stata derivata da tessuto polmonare normale di un embrione maschio di 14 settimane” e “la linea cellulare WI-38 è la prima linea cellulare diploide umana utilizzata nella preparazione di vaccini umani (…) è stata isolata dal tessuto polmonare di un embrione femmina di 3 mesi» spiega l’avvocato.
«Gli ingredienti dei vaccini contro la varicella, la rosolia e l’epatite A includono ciascuno frammenti cellulari e di DNA derivati da queste linee cellulari fetali. L’elenco degli ingredienti di Varivax (varicella) include “cellule diploidi umane MRC-5 contenenti DNA e proteine”, quello di MMR-II (che include la rosolia) include “fibroblasti polmonari diploidi umani WI-38” e quello di Havrix (epatite A) include “proteine cellulari MRC-5″».
«Per quanto riguarda la quantità di DNA umano in ogni fiala, per Varivax, come spiega la FDA: “le cellule umane MRC-5 sono il substrato su cui viene coltivato il ceppo Oka della varicella. Nel processo di isolamento del virus da queste cellule, si ottengono anche proteine e DNA derivati dalle MRC-5. I quasi 2 µg [2.000 nanogrammi] di DNA mammifero non modificato presenti in ogni dose di VARIVAX…» .
«Per quanto riguarda l’MMR-II, come ha fatto notare RFK Jr. qui sotto, durante la deposizione del dottor Plotkin, ho chiesto: “Non è vero che l’MMR-II contiene circa 150 nanogrammi di cellule substrato di DNA a doppio filamento e DNA a singolo filamento per dose, frammentate appositamente in frammenti di circa 215 paia di basi di lunghezza?” Il Dr. Plotkin ha risposto: “Sì, probabilmente è corretto, sì” (Vedi Tabella 3, che riflette una media di 142 nanogrammi di DNA a singolo filamento e 35 nanogrammi di DNA a doppio filamento nel componente del vaccino contro la rosolia di ciascuna dose di MMR-II; e una media di 276 nanogrammi di DNA a singolo filamento e 35,74 nanogrammi di DNA a doppio filamento in ciascuna dose di Havrix)».
«Per il DNA rimanente nella formulazione finale, supponendo che le aziende farmaceutiche seguano le linee guida della FDA, esse frammenterebbero “la dimensione del DNA a meno di circa 200 paia di basi”. (….) Facendo i calcoli, supponendo che rimangano solo 100 nanogrammi di DNA a doppio filamento, e che questi vengano scomposti in frammenti di 200 paia di basi, ciò equivale a circa 463 miliardi di frammenti di DNA umano provenienti da una linea cellulare fetale abortita in ogni dose di vaccino; il doppio per il DNA a singolo».
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Il post dell’avvocato Siri contiene link a tutto ciò che sostiene, collegamenti a quei paper con cui si esprimono «gli esperti» su grandi pubblicazioni mediche ufficiali, insomma «la scienza», o, come si diceva qualche anno fa, lascienzah.
Eppure, scommettiamo che, ancora oggi, dopo averlo visto e subito innumeri volte negli anni passati, vi sono giornalisti, fact-checker e saputelli vari (prezzolati o solo idioti) che stanno urlando: «bufala! Fake news! I vaccini non sono fatti con gli aborti!».
Mettiamocela via: tutte queste voci esistono per negare quella che, almeno a noi, pare una delle verità più terrificanti della nostra epoca: sì, molti vaccini sono fatti con gli aborti. E quindi, qualsiasi sia la vostra posizione rispetto al feticidio legalizzato – vetta necroculturale del XX secolo – un po’ di aborto ve lo siete iniettati, materialmente, sottopelle. Non solo: avete inoculato l’aborto pure dentro la vostra progenie, e per legem.
Il lettore sa che si tratta di una battaglia che Renovatio 21 porta avanti da un decennio. Cioè, da ben prima del COVID – anzi è possibile dire che si tratta di un tema centrale per la genesi stessa di Renovatio 21.
Tanto per capire il contesto: compreso il legame materiale e morale tra vaccino e aborto, avevamo cominciato, praticamente unici sulla scena, a pubblicare materiale a riguardo, e ad organizzare conferenze sulla questione. L’operazione, per la quale si scatenò per anni l’inarrestabile, insostituibile Cristiano Lugli, culminò nel marzo 2019 con un grande convegno a Roma su vaccini e feti abortiti, «Fede, Scienza e Coscienza».
FEDE SCIENZA E COSCIENZA video integrale del Convegno di Renovatio 21 su vaccini e cellule di feto abortito. Relatori: S.E.R. Cardinale Raymond Leo Burke ; Dr.ssa Theresa Deisher, ricercatrice e scienziata, Direttrice del Sound of Choice Pharmaceutical Institute; Dr.ssa Debi… pic.twitter.com/JajXVXJYXa
— Renovatio 21 (@21_renovatio) January 6, 2025
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Erano presenti esperti italiani ma pure due grandi nomi sulla ricerca, storica e medica, sulla questione degli aborti nei vaccini: Debi Winedge, fondatrice del seminale gruppo Children of God for Life, e la dottoressa Theresa Deisher, scienziata che ha effettuato ricerche uniche sui possibili effetti avversi nelle cellule di aborto nei vaccini. Al convegno è intervenuto pure un principe di Santa Romana Chiesa, sua eminenza il cardinale Raimondo Leone Burke.
Negli anni del COVID, YouTube ha cancellato il video e gli altri video ad essi legati, significando pure la sanzione di ulteriori restrizioni che Renovatio 21 deve subire per un filmato che stava lì da anni e rappresentava un evento di discussione pubblica.
La maggior parte dei lettori forse non lo può ricordare, ma si era nel periodo prepandemico in cui la battaglia antivaccinista era divenuta inevitabile per tanti genitori a cui, d’un colpo, veniva imposto di sottomettere i propri bambini alla siringa di Stato, cioè indirettamente all’aborto e alle sue linee cellulari, pena il non poterli mettere a scuola.
L’idea di Renovatio 21 era semplice: visto lo status di vacca sacra di cui gode l’obiezione di coscienza in Italia – il grande, ipocrita, paravento genocida dietro al quale i democristiani si nascondono mentre vengono trucidate centinaia di migliaia di piccoli esseri umani – lo avremmo utilizzato per disinnescare la legge, creando un tetto di libertà religiosa sotto cui poterci riparare. La presenza del cardinale Burke fu, in questo, un segnale fortissimo.
Fummo, ovviamente, travolti dagli eventi. Già avevamo capito, in quegli anni, che la gerarchia cattolica venduta aveva accettato l’obbligo vaccinale, pure nella consapevolezza del sacrificio umano soggiacente, con comunicati diramati da tutti i suoi enti, dove alle stupidaggini (come quella secondo cui le cellule per i vaccini vengono da un aborto lontano, quindi un peccato «scaduto», tipo yogurt, con buona pace di quelli che ancora credono al peccato originale, quello fatto ancora più anticamente, è il caso di dire) si aggiungevano quel tipo di menzogne palesemente manipolatorie che oggi chiamano gaslighting, come un editorialista del celeberrimo settimanale cattolico che aveva scritto che solo le cellule umane vanno bene per i sieri, quindi va ben così (se non lo sapete: i vaccini vengono fatti anche con ogni sorta di cellula: cane, criceto, verme, uovo, o tumore, come nel caso mostruoso delle cellule immortali della cervice di Henrietta Lacks, per cui si parla di una nuova forma di via vera e propria).
L’arrivo della pandemia, e della vaccinocrazia conseguente, ci diede ragione, mostrando che la nostra idea – creare l’obiezione cattolica ai vaccini – era giusta, ma al contempo distrusse ogni speranza. L’amministrazione Biden cominciò a negare l’esenzione religiosa persino ai soldati USA (un tempo coperti pienamente dall’obiezione) forte della posizione del Vaticano bergogliano, che al suo interno istituì un obbligo di siero (Pfizer: i rapporti erano radicati quanto misteriosi) davvero draconiano, con il pontefice che parlava a vanvera della vaccinazione obbligatoria come «atto d’amore» – cioè, per chi non vuole, sarebbe il caso di dire, «stupro». Il mondo si adeguò.
Rimanemmo con un pugno di mosche. La proposta di Renovatio 21 di un’obiezione di coscienza per le linee cellulari di aborto non decollò, perché le spezzarono le ali dall’alto, e bombardarono pure la pista. La «libertà religiosa» tanto invocata dai giornali e politici degli Stati «laici» (cioè, massonici) fu resa una barzelletta dai ban continui sui social, al punto da dover portare in tribunale la società di Zuckerberg. Anche dopo, cambiò poco: la decisione di soffocare chi si opponeva con lo spirito era stata presa, e la repressione è andata avanti-
La nostra battaglia, tuttavia, non si è arrestata. Siamo ancora qui a raccontare la verità: pezzi di bambini sacrificati vengono proiettati nel corpo di tutta la popolazione, e se ti opponi lo Stato moderno arriva a considerarti un reietto, un criminale, un mostro da punire se non eliminare.
Certo, se ci pensiamo anche ora, l’orrore di questo disegno si dà come una delle cose peggiori, come la riprova di un lucido progetto del Male sulle nostre società e sulle nostre stesse esistenze quotidiane.
Ecco, lo sentiamo ancora: questa è una collina per la quale vale ancora la pena di morire.
Roberto Dal Bosco
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Immagine di lunar caustic via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0; immagine modificata
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