Vaccini
Ecco il «negazionismo vaccinale»
Mentre a Roma vanno in scena i vili dietrofront che tutti abbiam visto, ci sono dei genitori che vivono la vita reale, lontana dalle poltrone dei promettenti politicanti. Quei politicanti che, a quanto pare, avendo capito che i no-vax e i free-vax, stando ai dati delle coperture redatti dalle varie regioni, rappresentano una percentuale di voti limitata, sono disposti a sacrificarli per garantirsi i voti di tutta la popolazione indottrinata sulla bontà e sull’efficacia dogmatica dei vaccini.
In questi ultimi due mesi di vita reale, i genitori italiano hanno dovuto affrontare i colloqui con le varie aziende sanitarie locali. Diversi sono stati i genitori che hanno scritto a Renovatio 21 per chiedere un consiglio, o anche solo un incoraggiamento. Fra le varie storie e le varie testimonianze, però, una in particolare ci ha molto colpito anche per il tipo tematica trattata.
Un papà del Nord Italia che ci chiede la cortesia di poter rimanere nell’anonimato – comprensibilmente, visto il clima davvero folle venutosi a creare soprattutto nell’ultimo periodo, Con i NAS e la Polizia dinnanzi alle scuole materne – ci ha voluto raccontare un fatto che lo ha lasciato senza parole, emerso proprio nel colloquio con il medico dell’ASL locale, cioè il dottore incaricato di rispondere ai dubbi dei genitori in tema di vaccinazioni obbligatorie.
Il papà ci confida di esser cattolico praticante, e di porre la sua obiezione principale ai vaccini nella coscienza in quanto, come Renovatio 21 ha più volte dimostrato attraverso il sito e in occasione di conferenze pubbliche, alcuni dei vaccini obbligatori – in particolare l’MPR (morbillo, parotite, rosolia) – è ancora prodotto con linee cellulari provenienti da feti abortiti.
Ebbene questo papà ha voluto portare una ragione di coscienza, chiedendo al medico se in Italia fosse presente un tipo di vaccino esente da questa contaminazione perché, altrimenti, la coppia di genitori si sarebbe trovata davanti a ciò che viene comunemente definito come grave impedimento morale.
Per tutta risposta a questa delicatissima questione che tocca l’intimo della coscienza, il medico, molto scocciato, ha risposto loro che se la loro intenzione era quella di portare in campo «la balla dei feti abortiti nei vaccini».
Il medico, molto scocciato, ha risposto loro che se la loro intenzione era quella di portare in campo «la balla dei feti abortiti nei vaccini»
Il discorso poteva tranquillamente esser chiuso in quell’istante. A nulla è valso, ci spiega il padre del bambino, far notare che sono le stesse ditte farmaceutiche ad ammettere questa componente in alcuni vaccini – nei bugiardini!
Così come a nulla è valso citare le più svariate associazioni americane che lottano per l’obiezione di coscienza in questo e in altri campi in cui la medicina diventa un problema morale, e che sul tema possiedono documenti, prove provate, testimonianze.
Non vi è stata possibilità di dialogo perché, secondo il pediatra incaricato al colloquio, si tratta di un falso storico, di una balla che non ha né fondamenta né origini veritiere.
Siamo dunque davanti ad un vero «negazionismo».
Siamo dunque davanti ad un vero «negazionismo».
Poco importano le prove, poco importa che la Pontificia Accademia per la Vita (quindi un’istituzione per altro ben ascoltata dall’Istituto Superiore di Sanità) nel 2005, dopo aver attivato una commissione scientifica d’inchiesta per studiare il problema e appurarne la veridicità abbia redatto un documento ufficiale in cui si parla di linee cellulari di feti abortiti presenti in svariati vaccini in commercio anche in Italia come nel resto d’Europa (perché i vaccini, lo ricordiamo, sono gli stessi sia qui che in Francia, ad esempio).
No. Ai negazionisti dei nuovi «crimini contro la vita», come li chiamava Pasolini, non interessa. Nemmeno se a render nota la presenza delle linee cellulari sia la scheda tecnica dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), con la quale i medici dovrebbero essere in stretto contatto e in attiva collaborazione.
Ma tornando alla testimonianza del papà che ci ha scritto, è interessante apprendere come il colloquio nel complesso sia andato bene. Motivo? Il medico ha fatto sapere alla coppia che non gli interessava nulla delle loro scelte perché, come ASL, avevano già raggiunto dei risultati di copertura vaccinale da record, addirittura oltre il 95% richiesto.
Il medico ha fatto sapere alla coppia che non gli interessava nulla delle loro scelte perché, come ASL, avevano già raggiunto dei risultati di copertura vaccinale da record, addirittura oltre il 95% richiesto.
Funzionari insomma, funzionari che hanno svolto il compitino a casa per la collettività disprezzando la scelta del singolo, persino la sua stessa coscienza, inascoltata e poi derisa.
Per ottenere i risultati ordinati dal potere sanitario (la mitica soglia dell’immunità di gregge) si è disposti a mentire, a negare la verità, anche di fronte all’evidenza. Una volta giunti al traguardo percentuale (e in questo caso oltre) , ci si possono lavare finalmente le mani. Non prima però di rifilare a chi dissente l’ennesima umiliazione e l’ennesima menzogna: sui veleni presenti nei vaccini, sugli aborti praticati per il «bene» della scienza, e così via.
Una medicina di cartapesta, un Truman Show a cui noi continueremo ad opporci, battendoci perché sia rispettata l’etica e la morale delle singole persone, affinché in Italia si possa fare obiezione di coscienza come sancito dalla Costituzione Italiana (è infatti riconosciuto dalla Corte Costituzionale per l’implicita inclusione entro gli articoli 2, 19 e 21 ; Corte Costituzionale, Sentenza n. 43/1997). E il diritto previsto dalla Costituzione riguardo all’obiezione di coscienza – è bene ricordarlo – non interessa solo gli aspetti religiosi, ma una sfera ben più ampia contro la quale nemmeno il regime sanitario attuale può e deve andare: la persona umana, la sua dignità, la sua coscienza.
Cioè ciò che le grandi farmaceutiche, con la loro Cultura della Morte dei dottorini e i Partiti comprati in saldo, calpestano e disprezzano senza più il minimo pudore
Cristiano Lugli
Gravidanza
Il vaccino COVID è associato a un rischio maggiore di complicazioni potenzialmente letali durante la gravidanza
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Secondo un nuovo studio del CDC, le donne che hanno ricevuto il vaccino contro il COVID-19 durante o subito prima della gravidanza hanno riportato tassi significativamente più elevati di disturbi ipertensivi potenzialmente letali correlati alla gravidanza rispetto alle donne non vaccinate. Le donne intervistate presentavano un rischio maggiore, indipendentemente dal tipo di vaccino contro il COVID-19 ricevuto o dal momento in cui lo avevano ricevuto durante la gravidanza.
Secondo un nuovo studio di registro dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), le donne che hanno ricevuto il vaccino contro il COVID-19 durante o subito prima della gravidanza hanno riportato tassi significativamente più elevati di disturbi ipertensivi potenzialmente letali correlati alla gravidanza rispetto alle donne non vaccinate.
I disturbi ipertensivi della gravidanza (HPD), tra cui l’ipertensione gestazionale e la preeclampsia, sono le principali cause di malattia e morte per madri e feti negli Stati Uniti.
Lo studio, sottoposto a revisione paritaria e pubblicato su Vaccine , ha analizzato i dati di oltre 16.000 gravidanze al primo figlio. I ricercatori hanno scoperto che le donne vaccinate presentavano un rischio di HPD superiore del 24%.
Le donne presentavano un rischio maggiore indipendentemente dal tipo di vaccino contro il COVID-19 ricevuto o dal momento in cui lo avevano ricevuto durante la gravidanza.
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«Alle donne incinte è stato detto che questi prodotti genetici erano sicuri»
Questo è il primo studio a riscontrare un rischio statisticamente significativo. Tale significatività è rimasta valida anche dopo l’aggiustamento per le variabili confondenti.
La maggior parte degli autori dello studio lavora presso il CDC. Hanno avvertito che i loro risultati non stabiliscono un nesso di causalità. Tuttavia, hanno affermato che i risultati dimostrano la necessità di un monitoraggio continuo della sicurezza e di analisi aggiornate del rapporto rischio-beneficio.
«Alle donne incinte è stato detto che questi prodotti genetici erano sicuri», ha affermato l’epidemiologo Nicolas Hulscher. «E ora, lo stesso CDC ha identificato un aumento statisticamente significativo di una delle più gravi complicazioni ostetriche. È giustificata la responsabilità globale per il danno inflitto alle madri e ai loro bambini non ancora nati».
L’ex direttrice del CDC Rochelle Walensky ha iniziato a esortare le donne incinte a vaccinarsi contro il COVID-19 nell’aprile 2021. Ha affermato che il vaccino era sicuro, anche se il CDC ha anche osservato che esistevano dati limitati sulla sicurezza dei vaccini durante la gravidanza.
L’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG) continua a consigliare a tutte le donne incinte di vaccinarsi contro il COVID-19.
Il dott. Mark Turrentine afferma sul sito web dell’ACOG che le iniezioni sono «completamente sicure» da usare durante la gravidanza.
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Confronto tra gravidanze vaccinate e non vaccinate
I ricercatori hanno confrontato le donne vaccinate iscritte al registro delle gravidanze vaccinali COVID-19 del CDC con le donne non vaccinate selezionate dal sistema di monitoraggio della valutazione del rischio in gravidanza del CDC.
I partecipanti hanno auto-segnalato i propri sintomi ai registri.
Per ridurre i bias, i ricercatori hanno accoppiato le partecipanti individualmente. Hanno abbinato le donne in base a età, razza, etnia e durata della gravidanza al momento del parto. Tutte le partecipanti erano madri al primo figlio e avevano partorito un solo figlio. I ricercatori hanno escluso tutte le donne con ipertensione cronica nota.
Il 15% delle donne vaccinate ha segnalato HPD, rispetto al 12% delle donne non vaccinate. Anche tenendo conto di fattori come indice di massa corporea, diabete, stato di residenza e anno del parto, le donne vaccinate hanno continuato ad avere una probabilità significativamente maggiore di segnalare HDP.
Lo studio ha inoltre scoperto che le donne che hanno contratto il COVID-19 durante la gravidanza avevano un rischio di HPD del 28% più elevato rispetto a quelle che non l’hanno contratto.
In altre parole, hanno scoperto che il rischio di HPD derivante dalla vaccinazione è simile al rischio di infezione da COVID-19.
Ciò solleva seri interrogativi sulla comunicazione della sanità pubblica durante la pandemia, dato che i funzionari sanitari hanno costantemente avvertito le donne incinte che erano a maggior rischio di contrarre il COVID-19 e che il vaccino era sicuro.
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In che modo i vaccini e il COVID influiscono sulla pressione sanguigna?
Gli autori hanno discusso diversi meccanismi biologicamente plausibili che potrebbero aiutare a spiegare i risultati.
Uno riguarda la proteina spike del SARS-CoV-2. Questa proteina interagisce con i recettori ACE2 sulle cellule placentari, i recettori primari del virus. Questi recettori sono coinvolti nella regolazione della pressione sanguigna.
Poiché i vaccini a mRNA stimolano l’organismo a produrre la proteina spike, i ricercatori hanno osservato aumenti temporanei della pressione sanguigna dopo la vaccinazione in popolazioni non in gravidanza.
Un’altra possibile causa è l’attivazione immunitaria e l’infiammazione causate dal vaccino, hanno affermato gli autori. L’infiammazione può interrompere il flusso sanguigno nella placenta all’inizio della gravidanza e causare disturbi ipertensivi.
Karl Jablonowski, ricercatore senior del Children’s Health Defense, ha dichiarato al The Defender che «questa non è una novità scientifica». Sebbene il CDC non abbia mai pubblicato queste informazioni prima, gli scienziati hanno identificato i collegamenti tra i recettori ACE2 e l’ipertensione nel 2020.
I ricercatori hanno anche identificato il legame tra l’infiammazione indotta dal vaccino e l’ipertensione prima che il CDC raccomandasse le iniezioni alle donne in gravidanza, ha affermato.
Jablonowski ha affermato che è degno di nota anche il fatto che il CDC riconosca i rischi per la sicurezza e che l’articolo sia stato pubblicato su Vaccine, che raramente pubblica studi critici sui vaccini.
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Gli autori chiedono una nuova valutazione dei rischi in gravidanza derivanti da COVID e vaccini
Gli autori hanno notato che lo studio presentava alcuni limiti. Si basava su diagnosi auto-riportate. I gruppi vaccinati e non vaccinati mostravano differenze in termini di tempistiche, mansioni e stress pandemico.
Quasi la metà dei partecipanti vaccinati erano operatori sanitari. Questo gruppo ha dovuto affrontare un forte stress durante la pandemia. Potrebbero anche avere abitudini di monitoraggio e segnalazione della salute diverse rispetto alla popolazione generale.
Le analisi di validazione hanno mostrato una forte corrispondenza tra l’ipertensione auto-riferita e le cartelle cliniche. Questo risultato è risultato vero nonostante i limiti.
Gli autori hanno osservato che, poiché i gruppi vaccinati e non vaccinati provenivano da sistemi di sorveglianza diversi e da periodi di tempo diversi, i risultati non possono essere considerati causali.
Gli autori hanno concluso chiedendo nuove valutazioni dei rischi in gravidanza derivanti dalla malattia COVID-19 e dalla vaccinazione.
L’attuale posizione del CDC sulla vaccinazione contro il COVID-19 durante la gravidanza non è chiara.
Sebbene l’agenzia abbia smesso di raccomandare sistematicamente il vaccino lo scorso anno, non ha ancora pubblicato nuove linee guida.
Il sito web del CDC sulla vaccinazione in gravidanza riporta la dicitura «nessuna indicazione/non applicabile» per i vaccini contro il COVID-19.
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Vaccini
I produttori di vaccini guadagnano due volte vendendo farmaci per curare i danni causati dai vaccini
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Vaccini
Funzionario del CDC: il vaccino MPR non garantisce la protezione contro il morbillo
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
In una lettera del 1° febbraio al Wall Street Journal, il dottor Ralph Abraham, vicedirettore principale del CDC, ha scritto che in una recente epidemia di morbillo in Colorado «collegata a un viaggiatore aereo internazionale infetto, quattro delle nove trasmissioni secondarie di morbillo si sono verificate tra contatti completamente vaccinati durante i viaggi». Abraham ha citato l’ultimo «Rapporto settimanale sulla morbilità e mortalità» del CDC, che ha confermato i numeri.
Secondo un importante funzionario dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), la vaccinazione non garantisce l’immunità contro il morbillo.
Il dottor Ralph Abraham, vicedirettore principale del CDC, ha rilasciato questa dichiarazione pochi giorni dopo che l’agenzia ha pubblicato un rapporto che dimostrava che alcune delle persone infette durante un’epidemia della malattia in Colorado l’anno scorso erano state vaccinate.
In una lettera del 1° febbraio pubblicata dal Wall Street Journal (WSJ), Abraham ha scritto: «sebbene la copertura vaccinale contro il morbillo sia superiore negli Stati Uniti rispetto ai paesi simili, non possiamo fare affidamento esclusivamente sulla vaccinazione».
La lettera di Abraham è stata pubblicata dopo l’edizione della scorsa settimana del «Morbidity and Mortality Weekly Report» del CDC, che ha pubblicato i dettagli sull’epidemia di morbillo verificatasi in Colorado tra maggio e giugno 2025.
Secondo il rapporto, l’epidemia è iniziata con una persona non vaccinata arrivata a Denver con un volo internazionale, che ha portato al contagio di 10 persone in Colorado: nove casi secondari, ovvero persone che hanno avuto un contatto diretto con la persona infetta, e un caso terziario, derivante dal contatto con un caso secondario.
Dei casi secondari, quattro si sono verificati «tra persone che avevano ricevuto 2 dosi di vaccino contro morbillo, parotite e rosolia [MPR] prima dell’esposizione», secondo il CDC. Altri quattro casi hanno coinvolto persone non vaccinate. Tutti sono guariti.
«Sebbene le persone vaccinate siano a basso rischio di contrarre il morbillo, possono comunque verificarsi infezioni recidivanti. È il caso di quattro viaggiatori aerei vaccinati», ha scritto il CDC in un post su X all’inizio di questa settimana.
Although vaccinated individuals are at low risk of acquiring measles, breakthrough infections can still happen. This was the case for four vaccinated air travelers, as detailed in the latest MMWR case study. If measles infections occur, patients should consult their healthcare…
— CDC (@CDCgov) February 2, 2026
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In una dichiarazione rilasciata a The Defender, Emily G. Hilliard, addetta stampa del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) degli Stati Uniti, ha affermato: «le attuali epidemie sono concentrate in gran parte in comunità affiatate e sotto-vaccinate, con frequenti viaggi internazionali che aumentano il rischio di importazione del morbillo».
«L’attenzione del CDC rimane rivolta alla prevenzione e all’educazione al trattamento del morbillo e agli interventi mirati di sanità pubblica per proteggere le comunità e fornire informazioni chiare e accurate a tutti gli americani», ha affermato Hilliard.
Brian Hooker, Ph.D., direttore scientifico di Children’s Health Defense (CHD), ha definito la dichiarazione di Abraham «incoraggiante» ma «incompleta».
«I cittadini degli Stati Uniti hanno bisogno di messaggi completi sulla salute pubblica, non solo di spot pubblicitari sui vaccini pubblicati dal CDC, utilizzando i soldi delle tasse federali», ha affermato Hooker.
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I dati sull’efficacia del vaccino MPR ignorano la «diminuzione dell’immunità nel tempo»
Secondo i dati del CDC, una singola dose del vaccino MPR fornisce una protezione del 93% contro il morbillo, mentre due dosi aumentano la protezione al 97%.
Secondo quanto riportato da Epoch Times, queste stime si basano su un articolo del 2013 pubblicato dal CDC, che cita cinque studi precedenti, tra cui uno studio del 1999 condotto dallo stesso CDC.
Hooker ha affermato che queste cifre potrebbero non essere più accurate e non tengono conto del declino nel tempo dell’immunità indotta dal vaccino.
«Questo numero non è mai stato corretto storicamente e non riflette il calo dell’immunità nel tempo. Alcune stime indicano che la componente anti-morbillo del vaccino MPR causerà ai vaccinati una perdita di circa il 4% all’anno della loro immunità duratura», ha affermato Hooker.
Karl Jablonowski, Ph.D., ricercatore senior presso il CHD, ha affermato che l’epidemia in Colorado mette in discussione la sicurezza e l’efficacia del vaccino MPR. Ha affermato:
«Considerando che una persona infetta ha portato all’infezione di altre 10 persone, cinque delle quali erano completamente vaccinate e un’altra di stato sconosciuto, non sembra che il vaccino sia particolarmente efficace».
«In effetti, dei quattro individui infetti che hanno condiviso lo stesso volo, tre erano adulti completamente vaccinati e uno era un neonato tenuto in braccio. O il vaccino contro il morbillo non è efficace come si dice, oppure si è verificata una sorprendente coincidenza di fallimenti vaccinali».
La pediatra dottoressa Michelle Perro ha affermato che il rapporto del CDC dimostra che «la vaccinazione contro il morbillo riduce, ma non previene completamente, l’infezione» e che «i casi di infezione acuta sono reali, diagnosticabili e spesso sottostimati».
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«La vaccinazione sta guidando l’evoluzione del morbillo di tipo selvaggio»
Altri esperti hanno ipotizzato che la vaccinazione su larga scala contro il morbillo potrebbe aver favorito l’evoluzione del virus, contribuendo alla diffusione di nuove infezioni.
«La vaccinazione sta guidando l’evoluzione del morbillo selvatico», ha affermato Jablonowski. «Il ceppo vaccinale è rimasto sostanzialmente invariato dagli anni ’50, mentre i ceppi selvatici sono aumentati vertiginosamente negli ultimi decenni», ha aggiunto Jablonowski.
Il medico dottor Ben Edwards ha citato studi che hanno confermato la prevalenza e la crescita delle infezioni da morbillo di tipo selvaggio. Ha affermato che le «dichiarazioni del CDC sulla possibilità di epidemie di morbillo nelle popolazioni vaccinate» rappresentano «un fatto storico».
Secondo uno di questi studi, pubblicato nel 2017, dei 194 campioni del virus del morbillo raccolti e analizzati nel 2015, «73 sono stati identificati come ceppi vaccinali».
Nella sua dichiarazione, Hilliard ha affermato: «La vaccinazione rimane il metodo più efficace per prevenire il morbillo». Ha aggiunto che il segretario dell’HHS Robert F. Kennedy Jr. «è stato chiaro e coerente su questo punto».
Ma nella sua lettera, Abraham ha scritto che, sotto la guida di Kennedy, il CDC si è allontanato dall’attenzione rivolta esclusivamente alla vaccinazione e ha invece «aumentato le risorse, compresi vaccini e terapie, a livello nazionale per supportare gli sforzi di risposta statali e locali e contenere le epidemie».
Perro ha affermato che il messaggio di Kennedy e dell’HHS riflette «una posizione onesta in un momento in cui la comunicazione sulla salute pubblica è frammentata».
«Riconoscendo che i vaccini, compreso il vaccino MPR, non sono infallibili e che si verificano infezioni rivoluzionarie, sta riportando il dibattito sul rigore scientifico e sulla trasparenza basata sulle prove piuttosto che sulla propaganda», ha affermato Perro.
Edwards ha affermato che, sebbene il vaccino MPR riduca effettivamente l’incidenza complessiva del morbillo, questa protezione potrebbe avere un costo. Ha affermato che le discussioni sul morbillo dovrebbero concentrarsi sul «modo migliore per sconfiggerlo in termini di conseguenze complessive per la salute».
«Dobbiamo tenere presente la totalità della morbilità e mortalità per tutte le cause», ha affermato Edwards. Ha suggerito che le politiche di sanità pubblica debbano prendere in considerazione la potenziale associazione della vaccinazione MPR con patologie come la SIDS (sindrome della morte improvvisa del lattante), il cancro, le malattie cardiache o l’autismo e bilanciare il rischio con i benefici della vaccinazione nella prevenzione del morbillo.
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«Definire il morbillo un fallimento della politica americana è inesatto e fuorviante»
Secondo il CDC, lo scorso anno negli Stati Uniti sono stati registrati 2.255 casi di morbillo, il numero più alto dal 1992. Quest’anno, secondo i dati del CDC aggiornati al 29 gennaio, sono stati registrati altri 588 casi negli Stati Uniti.
L’aumento dei casi di morbillo ha interessato epidemie nella Carolina del Sud, in Florida, nello Utah e nello stato di Washington, nonché un’epidemia in Texas l’anno scorso, ritenuta responsabile della morte di due bambini.
La scorsa settimana, la NPR ha riferito che l’aumento dei casi ha anche comportato che gli Stati Uniti rischiano di perdere lo status di eliminazione del morbillo, ovvero di rimanere liberi dal morbillo per un anno intero.
Nella sua lettera, Abraham ha respinto le narrazioni secondo cui queste epidemie sarebbero dovute esclusivamente ai non vaccinati o alle politiche di Kennedy come ministro della Salute. Ha sottolineato che Canada e Messico «hanno segnalato un numero sostanzialmente maggiore di casi di morbillo nel 2025 rispetto agli Stati Uniti… nonostante abbiano popolazioni significativamente più piccole».
«Attraverso confini porosi con elevati carichi di casi regionali, le ripetute reintroduzioni di un ceppo comune rendono difficile l’attribuzione precisa delle fonti dell’epidemia», ha scritto Abraham.
Abraham ha scritto che la sua lettera era una risposta a un editoriale del WSJ del 23 gennaio che criticava la politica del CDC sul morbillo di fronte alle epidemie verificatesi in diversi stati degli Stati Uniti nell’ultimo anno.
«Definire il morbillo un fallimento della politica americana è inesatto e fuorviante», ha affermato Abraham.
In alcune dichiarazioni condivise con NPR, Abraham ha minimizzato la potenziale perdita dello status di eliminazione del morbillo e ha difeso la scelta di alcune persone di non vaccinarsi.
«Sapete, il presidente, il Segretario [Kennedy], parliamo sempre di libertà religiosa, libertà sanitaria, libertà personale. E penso che dobbiamo rispettare quelle comunità che scelgono di intraprendere una strada in qualche modo diversa», ha detto Abraham.
Il Canada ha perso lo status di Paese che ha eliminato il morbillo alla fine dell’anno scorso, mentre il Messico lo ha perso il mese scorso, così come il Regno Unito.
Nella sua dichiarazione, Hilliard ha definito il morbillo «una sfida globale» e ha affermato che gli Stati Uniti «continuano ad avere un’incidenza complessiva di morbillo inferiore rispetto al Canada (che nel novembre 2025 ha perso il suo status di paese debellatore del morbillo), al Messico e a gran parte dell’Europa».
«Le attuali epidemie sono concentrate principalmente in comunità affiatate e sotto-vaccinate, con frequenti viaggi internazionali che aumentano il rischio di importazione del morbillo. Per la Carolina del Sud, la maggior parte dei casi si verifica in una comunità di immigrati sotto-vaccinati nell’area di Spartanburg», ha affermato Hilliard.
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Edwards ha affermato che le narrazioni che attribuiscono al morbillo la morte di due bambini in Texas l’anno scorso sono fuorvianti:
«Nel 2026, a mio parere, nessuno dovrebbe morire per complicazioni del morbillo. Abbiamo troppi strumenti, sia convenzionali che integrativi, a nostra disposizione per permettere che un bambino in America muoia per complicazioni del morbillo».
«Come abbiamo visto nel caso dei due bambini deceduti l’anno scorso durante l’epidemia nella contea di Gaines, in Texas, la mancanza di un’adeguata copertura antibiotica ha portato a complicazioni secondarie da infezioni batteriche. Queste possono essere facilmente evitate con adeguate competenze cliniche».
Hooker ha affermato che il CDC ha a malapena riconosciuto la possibilità di tali infezioni batteriche, né l’esistenza di trattamenti efficaci non vaccinali contro il morbillo.
«Il CDC ha diffuso pochissime informazioni sul trattamento dell’infezione da morbillo, tra cui l’assunzione di vitamina A ad alte dosi per i primi due giorni di sintomi e il trattamento con budesonide/albuterolo per le difficoltà respiratorie», ha affermato Hooker. «Né si fa menzione della possibilità di infezioni batteriche secondarie che possono causare polmonite. Tutto ciò è estremamente irresponsabile».
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