Persecuzioni
Tucker Carlson detenuto in Israele
Il giornalista e podcaster statunitense Tucker Carlson ha dichiarato di essere stato brevemente trattenuto mercoledì all’aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv dopo aver registrato un’intervista con l’ambasciatore americano in Israele.
Carlson, che critica spesso gli aiuti degli Stati Uniti allo Stato Ebraico, ha riferito al Daily Mail che i funzionari israeliani gli hanno sequestrato il passaporto e hanno scortato il suo produttore esecutivo in una stanza per gli interrogatori.
«Uomini che si sono identificati come addetti alla sicurezza dell’aeroporto hanno preso i nostri passaporti, hanno trascinato il nostro produttore esecutivo in una stanza laterale e poi hanno preteso di sapere di cosa avevamo parlato con l’ambasciatore Huckabee», ha detto Carlson.
«È stato bizzarro. Ora siamo fuori dal Paese», ha aggiunto.
L’ambasciata degli Stati Uniti in Israele ha smentito le affermazioni di Carlson, sostenendo che si è trattato di controlli di sicurezza di routine in aeroporto.
L’ambasciatore Mike Huckabee ha scritto su X: «A TUTTI coloro che entrano o escono da Israele (o da qualsiasi altro Paese) viene controllato il passaporto e vengono poste regolarmente domande di sicurezza. Anche a me che entro o esco con passaporto diplomatico e visto diplomatico».
Greetings from Israel. pic.twitter.com/1uBWvqBNST
— Tucker Carlson (@TuckerCarlson) February 18, 2026
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Secondo il Jerusalem Post, Carlson non ha lasciato l’aeroporto durante la sua visita e ha condotto l’intervista con Huckabee all’interno del terminal.
Il canale 13 ha riferito che le autorità israeliane avevano preso in considerazione l’ipotesi di impedirgli l’ingresso nel Paese, ma alla fine hanno deciso di non procedere per evitare un potenziale incidente diplomatico.
In passato, Israele ha inserito nella lista nera politici e attivisti statunitensi critici nei confronti delle sue politiche verso i palestinesi. Nel 2019, Israele ha impedito l’ingresso nel Paese alle deputate democratiche Ilhan Omar e Rashida Tlaib.
Carlson ha criticato la guerra di Israele a Gaza e ha affermato che i politici statunitensi stavano agendo per conto di quella che ha descritto come la lobby israeliana.
I gruppi per i diritti degli ebrei hanno accusato Carlson di promuovere teorie cospirative antisemite e lo hanno criticato per aver invitato l’attivista di estrema destra Nick Fuentes al suo podcast.
L’ex primo ministro israeliano Naftali Bennett ha attaccato Carlson per la sua breve visita in Israele, definendolo «un codardo» e «un impostore». Bennett, politico di destra che ha guidato il governo israeliano dal 2021 al 2022, ha reagito in modo negativo, ironizzando sul fatto che, secondo quanto riferito, Carlson non avrebbe lasciato l’aeroporto e avrebbe criticato Israele senza aver mai vissuto realmente lì.
«Tucker Carlson è un codardo», ha affermato. «La prossima volta che parla di Israele come se fosse un esperto, ricordatevi che è un impostore!»
Tucker Carlson is a chickenshit.
The guy who’s been spouting lies about Israel for the past two years,
landed today at Ben Gurion airport,
took a quick picture in the logistics zone,
tweeted it to pretend he’s actually IN Israel (so he can later claim that he’s a serious… https://t.co/ZWZ8aY7BAG— Naftali Bennett נפתלי בנט (@naftalibennett) February 18, 2026
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Lo Huckabee e il Carlson si sono scontrati di recente online su quello che Carlson definisce il maltrattamento dei cristiani locali da parte di Israele, un tema che, a suo dire, l’inviato non avrebbe affrontato adeguatamente. L’ambasciatore ha suggerito a Carlson di parlargli direttamente. I funzionari dell’aeroporto hanno confermato che la conversazione si è svolta nella sala VIP.
Successivamente, la Tucker Carlson Network ha pubblicato un’intervista al leader cristiano palestinese-americano Farres Abraham, il quale ha affermato che la sua città natale in Cisgiordania, Beit Sahour, rischia di perdere la sua maggioranza cristiana a causa delle pressioni dei coloni ebrei sostenuti da Israele.
Carlson ha dichiarato di aver incontrato Huckabee, che ha descritto come un sionista cristiano e neoconservatore e quindi una figura con cui è in netto disaccordo, perché si aspettava che la discussione rimanesse civile.
«Non c’è motivo per cui una conversazione sulla politica estera americana debba degenerare in ‘ebrei contro tutti gli altri’ o ‘tutti contro ebrei’ o cose del genere. È tutto orribile», ha detto Carlson. «Ci sono persone in questa conversazione, forse da entrambe le parti, che vogliono fomentare l’odio, e questa non è una buona idea per nessuno».
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Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Persecuzioni
Tribunale israeliano assolve l’estremista giudeo che aveva aggredito una suora
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Cina
Almeno 10 vescovi clandestini consacrati in segreto dopo l’accordo tra Vaticano e Cina
Un vescovo cattolico cinese della Chiesa clandestina ha dichiarato che «almeno 10» vescovi clandestini sono stati consacrati in segreto dopo la firma dell’accordo tra Vaticano e Cina, per salvaguardare la fede nella Cina comunista. Lo riporta LifeSiteNews.
In un’intervista al Catholic World Report (CWR) sulla situazione della Chiesa in Cina, pubblicata il 23 agosto, il vescovo clandestino — non affiliato all’Associazione Patriottica Cattolica Cinese ufficiale e rimasto anonimo — ha detto che «almeno 10 nuovi» vescovi clandestini sono stati consacrati di nascosto nella regione del Fujian da quando l’intesa sino-vaticana è stata formalizzata nel 2018, per assicurare la sopravvivenza della fede in uno «stato di emergenza».
Il presule ha aggiunto che, nell’ambito dell’accordo, il Vaticano ha approvato i vescovi scelti dal Partito Comunista Cinese (PCC), e che questo ha portato i cattolici cinesi a dubitare della reale attenzione della Santa Sede nei loro confronti.
Il prelato ha precisato che il numero esatto di questi vescovi consacrati in segreto per i fedeli clandestini non è noto, ma ha stimato che si tratti di «almeno 10 nuovi vescovi», spiegando inoltre che le consacrazioni occulte sono partite per il timore che «l’integrità della fede cattolica possa risentirne» a causa del crescente controllo statale legato all’accordo sino-vaticano.
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Si ritiene che l’accordo ufficialmente segreto tra Cina e Vaticano, firmato nel 2018, riconosca la «Chiesa» approvata dallo Stato cinese e consenta al Partito Comunista Cinese (PCC) di nominare i vescovi. Il Papa, almeno sulla carta, manterrebbe un potere di veto, anche se nella pratica il controllo resterebbe al PCC. L’intesa presumibilmente permette anche di rimuovere vescovi legittimi e sostituirli con prelati graditi al PCC.
In questo modo l’accordo facilita al PCC il tentativo di piegare i cattolici cinesi alla propria ideologia. L’accordo è stato rinnovato da ultimo nel 2024 per quattro anni.
Il vescovo clandestino ha detto a CWR che i fedeli cinesi dubitano della sollecitudine del Vaticano per il loro bene spirituale, proprio perché la Santa Sede riconosce i vescovi scelti dal PCC. Ha citato in particolare il caso di due sacerdoti, padre Wu Jianlin e padre Li Jianlin, «eletti» vescovi ausiliari di Shanghai e Xinxiang durante l’interregno papale dello scorso anno.
Dopo l’elezione al soglio, papa Leone XIV ha riconosciuto questi uomini come vescovi: un fatto che, ha sottolineato il vescovo clandestino, i cattolici cinesi non hanno dimenticato.
Papa Leone ha continuato a riconoscere i vescovi designati dal PCC.
Come riportato da Renovatio 21, a luglio il pontefice ha approvato le consacrazioni di Joseph Chang Yanfeng a vescovo della Mongolia Interna e di Francis Xavier Duan Yongkun a ordinario di Bameng, secondo le regole dell’accordo segreto con il PCC.
L’accordo è stato rinnovato da ultimo nel 2024 per un periodo di quattro anni. Prima dell’elezione di Leone XIV, durante la sede vacante successiva alla morte di papa Francesco, due vescovi scelti dal PCC avevano già suscitato timori che la Cina stesse sfruttando il periodo di vacanza.
Come parte dell’accordo, il Vaticano ha riconosciuto sette «vescovi» illegittimi insediati dalla chiesa «patriottica» e ha cacciato due vescovi della fedele Chiesa cinese sotterranea dalle loro diocesi, sostituendoli con «vescovi» scelti dal PCC. Alcuni vescovi erano stati dapprima nominati senza l’assenso di Roma, una violazione che, a differenza dei casi Lefebvre e ora Viganò, non ha bizzarramente prodotto scomuniche.
Una serie di nomine episcopali – fatte mentre sacerdoti vengono torturati – dall’ultimo rinnovo dell’accordo nell’ottobre 2022 hanno evidenziato il primato del potere esercitato da Pechino nell’accordo. In tre occasioni note, tra cui la nomina del nuovo vescovo di Shanghai, il PCC ha nominato nuovi vescovi o li ha assegnati a nuove diocesi, lasciando che il Vaticano si mettesse al passo con gli eventi ed esprimesse la sua frustrazione espressa in termini diplomatici.
Negli anni trascorsi dall’attuazione dell’accordo, la persecuzione dei cattolici – in particolare dei cattolici «clandestini» che non accettano la Chiesa controllata dallo Stato – è aumentata in modo evidente.
L’accordo ha portato ad un aumento della persecuzione religiosa, che la Commissione esecutiva del Congresso degli Stati Uniti sulla Cina ha descritto come una conseguenza diretta dell’accordo. Nel suo rapporto del 2020, la Commissione ha scritto che la persecuzione testimoniata è «di un’intensità che non si vedeva dai tempi della Rivoluzione Culturale».
Mentre continuano i cattolici desaparecidos, le delazioni sono incoraggiate e pagate apertamente, il lavaggio del cervello investe quantità di sacerdoti, le suore sono perseguitate e le demolizioni di chiese ed istituti religiosi continua senza requie, il Vaticano invita due vescovi patriottici al Sinodo, e Pechino, come ringraziamento, «ordina» nuovi vescovi senza l’approvazione di Roma – mentre i veri sacerdoti vengono torturati dal governo del Dragone.
I segni dell’infeudamento della gerarchia cattolica al potere cinese sono visibili da tempo, e appaiono in forme sempre più rivoltanti: un articolo in lingua inglese nel portale internet della Santa Sede sembrava lasciar intendere che le persecuzioni dei cristiani in Cina ad opera del Partito Comunista Cinese sono «presunte».
Da quando l’accordo segreto è stato firmato, diversi prelati cattolici di spicco, tra cui il cardinale Joseph Zen, vescovo emerito di Hong Kong, lo hanno criticato aspramente. Il cardinale novantaquattrenne ha definito l’accordo un «incredibile tradimento» dei cattolici cinesi e ha persino accusato il Vaticano di «svendere» i fedeli cinesi.
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Come riportato da Renovatio 21, la Cina a giugno ha consacrato un vescovo della Mongolia Interna con l’approvazione di Papa Leone XIV. Si tratta di Giuseppe Chang Yanfeng, messo a capo della diocesi di Chifeng, il sesto vescovo approvato finora da Papa Leone XIV nell’ambito dell’intesa tra Vaticano e Cina. L’accordo è stato violato più volte. Tre anni la Cina aveva «ordinato» il nuovo vescovo di Shanghai, senza che Roma avesse nulla da eccepire.
Il cardinale Joseph Zen, vescovo emerito di Hong Kong, ha più volte criticato aspramente l’accordo, definendolo un «incredibile tradimento» dei cattolici cinesi e accusando il Vaticano di «svendere» i fedeli cinesi. Come noto, Lo Zen – che è stato portato a processo nella Hong Kong pechinizzata, tra il silenzio imbarazzante del Sacro Palazzo (l’assenza di mosse del Vaticano per difenderlo ha spinto persino il Parlamento Europeo (!) a chiedere alla Santa Sede di fare qualcosa) – avversa il processo di sinodalizzazione (accusando Francesco di usare i sinodi per «cambiare la dottrina della Chiesa») ed è stato tra i più agguerriti nemici del documento sulle omo-benedizioni lanciato dal tandem Bergoglio-Fernandez.
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Immagine di Fayhoo via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Persecuzioni
Un’altra chiesa incendiata in America
🇺🇸A vacant Cleveland church more than 100 years old was destroyed by a massive fire early Friday.
Friendship Baptist Church, originally built in the 1890s as a synagogue, went up in flames around 2 a.m. Firefighters said the building was a total loss.pic.twitter.com/LwEYW6qGgM — NewsForce (@Newsforce) August 24, 2026
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Another historic church “mysterious” goes up in flames.
St. Andrew’s Church in Leicester suffered devastating fire damage overnight. It’s quite a coincidence that Jews are being murdered outside synagogues, historic churches are burning, yet nothing seems to happen to mosques.… pic.twitter.com/4mjVp4GSAh — Ncole ✡︎ (@ncole_r) July 29, 2026
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