Militaria
Netanyahu minaccia di querelare il New York Times per un articolo sui palestinesi stuprati
Il ministero degli Esteri israeliano ha minacciato di querelare il New York Times per il suo rifiuto di ritrattare la pubblicazione, avvenuta l’11 maggio, delle accuse di violenza sessuale e stupro contro i palestinesi detenuti da parte di Israele.
«A seguito della pubblicazione, da parte di Nicholas Kristof sul New York Times, di una delle menzogne più orribili e distorte mai pubblicate contro lo Stato di Israele dalla stampa moderna, che ha anche ricevuto l’appoggio del giornale, il primo ministro Benjamin Netanyahu e il Ministro degli Esteri Gideon Sa’ar hanno disposto l’avvio di un’azione legale per diffamazione contro il New York Times» ha scritto il ministero diplomatico dello Stato Ebraico.
Nel frattempo, diversi gruppi sionisti – EndJewHatred, Stop Antizionism, Hineni e il Movimento contro l’Antisionismo – hanno annunciato una protesta a Nuova York davanti alla sede del NYT sull’Ottava Avenue.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
La ricerca di Kristof si è basata sulle testimonianze di 14 vittime che ha intervistato, le quali hanno raccontato di atti brutali e disumanizzanti commessi sui loro corpi da «soldati, coloni, interrogatori dell’agenzia di sicurezza interna Shin Bet e, soprattutto, guardie carcerarie». In alcuni casi, le vittime sono state costrette a diventare informatori. Nel caso delle donne, sono stati mostrati loro video degli stupri subiti, con la minaccia che sarebbero stati pubblicati se avessero parlato. Kristof ha inoltre verificato le loro testimonianze parlando con vicini e parenti delle vittime.
Kristof ha dichiarato: «Ho iniziato a interessarmi al tema delle violenze sessuali contro i prigionieri palestinesi dopo che Issa Amro, un attivista non violento a volte definito “il Gandhi palestinese”, mi ha raccontato, durante una mia precedente visita, di essere stato aggredito sessualmente da soldati israeliani e di credere che questo fenomeno fosse diffuso ma poco denunciato a causa della vergogna».
La sottostima dei casi deriva anche dal crescente isolamento di molti detenuti, dato che «oltre 9.000 palestinesi erano ancora detenuti questo mese» e, dal 2023, molti sono «detenuti sulla base di motivazioni di sicurezza mal definite», e per questo motivo «vengono loro negate le visite della Croce Rossa e degli avvocati».
L’amministrazione Netanyahu ha contrattaccato gettando discredito su una delle fonti citate da Kristof, l’Euro-Med Human Rights Monitor, un’organizzazione per i diritti umani con sede a Ginevra, che il mese scorso ha concluso che Israele ricorre a «violenza sessuale sistematica» «ampiamente praticata come parte di una politica statale organizzata».
La dichiarazione delministero degli Esteri dell’11 maggio recitava: «Oggi il New York Times ha scelto di pubblicare una delle peggiori calunnie sul sangue mai apparse sulla stampa moderna. In un’incomprensibile distorsione della realtà, e attraverso un flusso infinito di menzogne infondate, il propagandista Nicholas Kristof trasforma la vittima nell’accusato».
Kristof ha pubblicato la dichiarazione israeliana, insieme all’accesso gratuito al suo articolo «Il silenzio che accompagna lo stupro dei palestinesi».
Successivamente, l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, ha scritto che Kristof e il NYT «contano sul fatto che non smaschererete le loro menzogne. Sia chiaro: qualsiasi denuncia di condotta illecita da parte delle autorità israeliane deve essere presentata agli organi investigativi e, come è consuetudine in una società democratica, tali denunce saranno esaminate a fondo».
Non è esattamente il caso delle cinque guardie israeliane del famigerato carcere di Sde Teiman, con prove video della loro violenza sessuale su un detenuto, è stato archiviato dopo che folle anti-palestinesi avevano minacciato di usare violenza contro le «autorità israeliane», sia militari che giudiziarie.
Come riportato da Renovatio 21, lo stupro anale dei prigionieri palestinesi fu difeso in pubblica piazza da un parlamentare israeliano.
In ogni caso, il punto principale di Leiter era che 15 anni prima due funzionari di Euro-Med Monitor erano apparsi in una foto di gruppo insieme a un alto funzionario di Hamas, Ismail Haniyeh. Qualunque cosa si voglia suggerire con ciò, impallidisce se si considera il lungo impegno e l’operato di Netanyahu a sostegno di Hamas, a scapito dell’Autorità Palestinese sancita dagli accordi di Oslo.
Come riportato da Renovatio 21, nelle ultime settimane sono emerse agghiaccianti storie su stupri sistematici dei detenuti maschi e femmine palestinesi, talvolta anche per mezzo di cani addestrati dell’esercito israeliani.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Ajay Suresh via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Militaria
Israele continua gli attacchi nel Sud del Libano
🚨🇱🇧 🇮🇱 Israeli airstrikes are hitting Kfar Rumman alongside the Ali al-Taher Heights
-Both targets sit in the same corridor just outside Nabatieh in southern Lebanon -Israel struck the ridge yesterday with airstrikes and heavy mortar fire, and again on Saturday -Ali al-Taher… — Mario Nawfal (@MarioNawfal) August 21, 2026
Reports from Lebanon: Israeli airstrikes are pounding the Ali al Taher hills pic.twitter.com/au05A7rAKW
— Open Source Intel (@Osint613) August 21, 2026
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Militaria
L’Iran offre una ricompensa di 30.000 dollari per l’uccisione di soldati americani
Teheran offrirà premi in denaro a qualsiasi cittadino iraniano che uccida o catturi un militare americano, ha annunciato il capo dell’esercito Amir Hatami, mettendo in guardia Washington dal dispiegare truppe sul territorio iraniano.
Parlando domenica a un evento, secondo quanto riferito dall’emittente di Stato IRIB, Hatami ha spiegato che l’iniziativa è stata messa a punto a seguito di «numerose richieste» avanzate da iraniani desiderosi di contribuire alla difesa del Paese.
«Chiunque uccida o catturi e consegni un aggressore americano riceverà una ricompensa di 30.000 dollari o 5 miliardi di toman iraniani dall’esercito iraniano», ha dichiarato Hatami. «Le donne iraniane che porteranno a termine con successo questa azione riceveranno il doppio della ricompensa.»
Lo Hatami ha aggiunto che le armi impiegate per uccidere i soldati americani sarebbero state acquistate dallo Stato al doppio del loro valore e poi esposte in un museo in fase di realizzazione, mentre i proprietari avrebbero ricevuto armi di sostituzione.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Gli Stati Uniti non hanno ancora avviato un’operazione terrestre in Iran. Tuttavia i media occidentali hanno riferito che Washington starebbe contemplando missioni che potrebbero comportare l’invio di un consistente numero di truppe sul suolo iraniano.
Secondo quanto riportato, il Pentagono avrebbe preso in esame una vasta operazione per impadronirsi delle scorte di uranio arricchito di Teheran, custodite in impianti nucleari fortemente protetti. L’operazione potrebbe coinvolgere migliaia di militari, con unità speciali incaricate del recupero del materiale e forze più numerose destinate a presidiare i siti.
Nel corso del conflitto alcuni membri di equipaggi americani si sono già trovati sul territorio iraniano. Ad aprile un F-15E è precipitato sopra l’Iran, dando avvio a importanti operazioni di soccorso per i due aviatori. Le forze iraniane e i residenti locali hanno cercato i due militari dispersi, mentre Teheran avrebbe offerto ricompense in denaro per la loro cattura. Entrambi sono stati infine recuperati dalle forze statunitensi.
Lo Hatami ha inoltre invitato le forze americane a lasciare il Medio Oriente, dichiarando che «non è più consentito loro di entrare nel Golfo Persico, nel Mar d’Oman e nello Stretto di Ormuzzo», aggiungendo che Teheran non consentirà alle basi americane nella regione di tornare al loro «stato precedente».
Gli Stati Uniti e Israele hanno avviato la loro campagna militare contro l’Iran alla fine di febbraio, accusando Teheran di voler acquisire armi nucleari. L’Iran ha risposto con attacchi contro obiettivi americani e israeliani in tutta la regione.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Tasnim News Agency via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Militaria
L’India ricomincia a produrre i caccia russi Sukhoi
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Arte2 settimane faPerché a San Lorenzo dobbiamo ricordarci l’oscena poesia massonica?
-



Internet1 settimana faLa figlia di Bill Gates accusata di frode: rischierebbe 20 anni in galera
-



Storia2 settimane faIncontro in Giappone con la mamma del conte Kalergi. Alla Messa in latino…
-



Catastrofi1 settimana faTerremoto colpisce la Messa in latino durante la consacrazione
-



Epidemie1 settimana faLettera di mons. Viganò all’avvocato antipandemico in carcere
-



Gender1 settimana faBambino di 7 anni torturato a morte da «mamme transgender»
-



Morte cerebrale1 settimana faCalciatore dato per morto si risveglia in obitorio. Dichiarare la morte non equivale a determinarla
-



Vaccini2 settimane faLa FDA approva il vaccino antinfluenzale a mRNA di Moderna. E il nuovo capo CDC è la «regina degli obblighi vaccinali»













