Connettiti con Renovato 21

Militaria

La Finlandia lancia un’esercitazione militare alle porte della Russia

Pubblicato

il

La Finlandia ha avviato imponenti esercitazioni militari a soli 100 km dal confine con la Russia, ha reso noto la Forza di Difesa Nazionale (FDF).

 

Le manovre di artiglieria «Northern Strike 225», organizzate dal nuovo Stato membro della NATO, sono iniziate lunedì e si concluderanno dopo una settimana al poligono di Rovajärvi, nella regione nord-orientale del Paese, come comunicato in precedenza dalla FDF.

 

Alle operazioni partecipano tre brigate finlandesi, le guardie di frontiera nazionali e una batteria lanciarazzi multipli polacca.

 

In totale sono coinvolti 2.200 militari e 500 mezzi, indispensabili – secondo la FDF – per «perfezionare il sistema di artiglieria dell’esercito e potenziarne le prestazioni nelle rigide condizioni iniziali dell’inverno», ottimizzando al contempo l’interoperabilità tra le unità.

 

Il responsabile delle esercitazioni, tenente colonnello Kimmo Ruotsalainen, ha definito «Northern Strike 225» come «la più importante attività di artiglieria e mortai… in cui affineremo le capacità operative delle nostre unità di fuoco».

Aiuta Renovatio 21

L’esercito finlandese ha annunciato che la fine del 2025 sarà un «periodo di addestramento ad alta intensità», con circa 20.000 effettivi dell’esercito, della marina e dell’aeronautica impegnati in simulazioni su tutto il territorio nazionale tra novembre e dicembre.

 

La Finlandia, che condivide con la Russia una frontiera terrestre di circa 1.340 km, ha abbandonato la sua storica neutralità per entrare nella NATO nell’aprile 2023, giustificando la scelta con timori di sicurezza legati al conflitto ucraino. L’anno successivo anche la Svezia, altra nazione nordica, è stata accolta nell’alleanza a guida statunitense.

 

Dopo l’aggravarsi del confronto tra Mosca e Kiev nel febbraio 2022, Helsinki ha adottato vari pacchetti di sanzioni contro la Russia e ha chiuso il confine terrestre, causando danni alle imprese finlandesi che beneficiavano del turismo russo.

 

Nel corso del conflitto, il presidente finlandese Alexander Stubb si è distinto come uno dei critici più duri della Russia in seno all’UE, caldeggiando un incremento degli aiuti militari occidentali a Kiev. La settimana scorsa, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov lo ha bollato come «falco bellicista».

 

Peskov aveva già osservato che la Russia «non aveva mai avuto problemi» con Finlandia e Svezia, deplorando che i due Paesi abbiano «azzerato» i rapporti con Mosca «importando sul proprio territorio l’infrastruttura militare della NATO».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic

Continua a leggere

Militaria

L’Iran lancia un attacco di rappresaglia: colpite basi militari americane nel Golfo

Pubblicato

il

Da

L’esercito iraniano ha lanciato un’ondata di attacchi di rappresaglia contro Israele dopo che lo Stato ebraico e gli Stati Uniti hanno attaccato la Repubblica islamica, sebbene l’entità dei danni rimanga poco chiara.   Sabato mattina, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha annunciato che il Paese ha effettuato un «attacco preventivo» contro l’Iran «per rimuovere le minacce contro lo Stato di Israele».   Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha poi confermato che le forze americane stanno partecipando, promettendo di smantellare il programma nucleare iraniano, di «radere al suolo l’industria missilistica [iraniana]» e di «annientare la loro marina».

Iscriviti al canale Telegram

In seguito all’attacco israelo-statunitense, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno segnalato diverse ondate di missili «lanciate dall’Iran verso lo Stato di Israele». L’esercito ha affermato che le difese aeree stavano lavorando per intercettare i proiettili, ma ha avvertito che la protezione «non è ermetica», esortando la popolazione a cercare riparo quando suonano le sirene. L’IDF ha anche invitato i cittadini a non condividere filmati o rivelare i luoghi degli impatti.   Video non verificati circolanti in rete mostrano missili Tomahawk sorvolare i cieli persiani.  

Aiuta Renovatio 21

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (I cosiddetti Padaran), un corpo d’élite dell’esercito di Teheran, ha confermato che gli attacchi sono in corso, affermando che «in risposta all’aggressione del nemico ostile e criminale… è iniziata la prima ondata di attacchi su vasta scala con missili e droni da parte della Repubblica Islamica dell’Iran verso i territori occupati».   Le autorità israeliane hanno dichiarato che non sono stati segnalati feriti; i media hanno riferito che un missile iraniano ha colpito un’area aperta nella parte settentrionale del Paese.   Oltre a Israele, esplosioni sono state udite negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrein e in Kuwait, tutti territori che ospitano risorse militari statunitensi. Un funzionario iraniano rimasto anonimo ha dichiarato ad Al Jazeera che «tutte le risorse e gli interessi americani e israeliani in Medio Oriente sono diventati un obiettivo legittimo», aggiungendo che «non ci sono linee rosse dopo questa aggressione».   Video non verificati circolanti in rete mostrano l’attacco ad una base militare statunitense in Bahrein.       La recente escalation arriva dopo che i colloqui sul nucleare tra Stati Uniti e Iran non hanno portato a una svolta, con Trump che si è dichiarato «insoddisfatto» dei negoziati. L’Iran sostiene che il suo programma nucleare serve solo a scopi pacifici, pur avvertendo che un conflitto regionale di vasta portata avrà gravi ripercussioni.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine screenshot da YouTube
Continua a leggere

Militaria

Gli Stati Uniti inviano caccia F-22 in Israele

Pubblicato

il

Da

Gli Stati Uniti hanno dispiegato uno squadrone di caccia stealth F-22 Raptor avanzati in una base dell’aeronautica militare israeliana situata nel sud del Paese, secondo quanto riferito martedì da diversi organi di stampa, che citano fonti ufficiali statunitensi e dati di tracciamento dei voli. La mossa, secondo le ricostruzioni, rientra in un significativo rafforzamento militare americano in Medio Oriente, in risposta alle crescenti tensioni con l’Iran.

 

Secondo video e fotografie pubblicati da osservatori di aerei e verificati dal New York Times, martedì dodici F-22 sono stati avvistati decollare dalla base aerea della Royal Air Force di Lakenheath, in Inghilterra.

 

Un funzionario statunitense ha confermato al Times of Israel e al NYT che i caccia sarebbero stati inviati in Israele e che alcuni erano già arrivati. Il dispiegamento rappresenta il primo movimento operativo noto di F-22 nella regione, nel contesto dell’attuale stallo con Teheran.

 

Il Tenente Generale in pensione dell’Aeronautica Militare statunitense David Deptula ha definito la mossa significativa, dichiarando al quotidiano neoeboraceno che «indica la preparazione per una posizione più aggressiva nei confronti dell’Iran e una potenziale cooperazione con Israele in un attacco. Segnala che gli Stati Uniti sono seriamente intenzionati ad attaccare se l’Iran non accetta le condizioni statunitensi».

Iscriviti al canale Telegram

La scorsa settimana, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rivolto all’Iran un ultimatum di 10-15 giorni per raggiungere un accordo sullo smantellamento dei suoi programmi nucleari e missilistici balistici, avvertendo che in caso contrario «accadranno cose davvero brutte».

 

Washington ha già schierato due gruppi d’attacco di portaerei in Medio Oriente. Diversi organi di stampa riferiscono che i piani statunitensi per possibili attacchi sono in fase avanzata, con opzioni che comprendono l’attacco a singoli leader e il perseguimento di un cambio di regime.

 

Secondo il ministro degli Esteri dell’Irano Abbas Araghchi, Teheran ha fatto sapere di preferire la via diplomatica e sta preparando una bozza di proposta per nuovi negoziati.

 

Tuttavia, una fonte della difesa iraniana ha avvertito in una dichiarazione alla stampa russa che qualsiasi attacco sarebbe considerato una «guerra su vasta scala» e incontrerebbe una «risposta ampia e illimitata». La Russia ha sollecitato una soluzione pacifica e il ministro degli Esteri SergeyjLavrov ha avvertito che gli attacchi ai siti nucleari iraniani potrebbero provocare un disastro nucleare.

 

Gli Stati Uniti avevano già colpito gli impianti nucleari iraniani nel giugno 2025 durante la campagna aerea israeliana di 12 giorni contro il Paese.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

Continua a leggere

Militaria

La Guinea arresta i soldati della Sierra Leone

Pubblicato

il

Da

L’esercito della Guinea ha confermato la detenzione di 16 soldati provenienti dalla vicina Sierra Leone, ha riferito mercoledì il Ministero della Difesa nazionale della Guinea, sostenendo che erano entrati nel Paese senza autorizzazione.   Il Ministero ha dichiarato che le truppe «hanno montato una tenda e issato la bandiera nazionale» nella zona di Koudaya, nella regione di confine di Faranah. L’equipaggiamento e i rifornimenti dei soldati sono stati sequestrati e il Ministero della Difesa Nazionale della Guinea ha aperto un’indagine, si legge nel comunicato.   Il governo della Sierra Leone ha fornito la propria versione dei fatti, affermando che lunedì la sua squadra di sicurezza era impegnata in lavori di costruzione su un territorio che considera sovrano della Sierra Leone, quando le forze guineane hanno arrestato il personale e sequestrato le loro armi e munizioni.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

«Al momento dell’incidente, il personale di sicurezza della Sierra Leone era impegnato nella produzione di mattoni per la costruzione di un posto di frontiera e di una struttura ricettiva destinata a supportare le operazioni di sicurezza nella zona. La bandiera nazionale della Sierra Leone era stata issata all’interno del territorio riconosciuto come appartenente alla Sierra Leone», ha dichiarato martedì il Ministero dell’Informazione della Sierra Leone.   La controversia sui confini tra Guinea e Sierra Leone ha origini profonde nella guerra civile sierraleonese, durata dal 1991 al 2002. Durante il conflitto, la Guinea dispiegò truppe in supporto alla Sierra Leone, ma non si ritirò completamente al termine dei combattimenti. Ciò diede origine a continue dispute territoriali, tra cui quella sulla regione di Yenga, ricca di diamanti.   La tensione è esplosa ripetutamente negli ultimi anni, con entrambi i Paesi che avanzano rivendicazioni lungo il confine. In passato, gli scontri hanno comportato accuse reciproche di attraversamenti illegali da parte di personale militare e disaccordi sulla posizione esatta del confine.   I rapporti tra i due vicini sono stati a tratti tesi. All’inizio del 2025, la Sierra Leone ha richiamato il suo ambasciatore in Guinea dopo che un veicolo dell’ambasciata della Sierra Leone è stato trovato con sette valigie contenenti sostanze sospettate di essere cocaina. Le autorità guineane hanno sequestrato il veicolo e arrestato i suoi occupanti con l’accusa di traffico di droga, costringendo Freetown a richiamare il suo ambasciatore in patria per consultazioni. I due governi hanno successivamente firmato un accordo per condurre un’indagine congiunta sull’incidente.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Continua a leggere

Più popolari