Epidemie
Vaccino COVID, i componenti della tecnologia mRNA «possono causare gravi eventi avversi in uno o più dei nostri test clinici», afferma un produttore
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Renovatio 21 offre la traduzione di questo pezzo di CHD per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
I vaccini mRNA in fase di test contro il coronavirus, incluso quello di Moderna, ricorrono a un «sistema di trasporto» basato su nanoparticelle contenenti una sostanza chimica denominata glicole polietilenico (PEG).
In sintesi:
- I vaccini mRNA in fase di test contro il coronavirus, incluso quello di Moderna, ricorrono a un «sistema di trasporto» basato su nanoparticelle contenenti una sostanza chimica denominata glicole polietilenico (PEG).
- L’uso di PEG in farmaci e vaccini è sempre più controverso a causa della documentata incidenza di reazioni immunitarie negative legate al PEG, tra cui anafilassi potenzialmente letali.
- Quasi sette americani su dieci potrebbero già essere sensibilizzati alla PEG, che potrebbe ridurre l’efficacia dei vaccini e aumentare gli effetti collaterali.
Quasi sette americani su dieci potrebbero già essere sensibilizzati alla PEG, che potrebbe ridurre l’efficacia dei vaccini e aumentare gli effetti collaterali
- Se un vaccino mRNA contro il COVID contenente PEG ottiene l’approvazione della FDA, l’aumentata esposizione al PEG sarebbe senza precedenti e potenzialmente disastrosa.
- I documenti e le pubblicazioni di Moderna indicano che la compagnia è ben conscia dei rischi alla sicurezza associati al PEG e ad altri aspetti della tecnologia mRNA, ma è più concentrata sul profitto.
Molti candidati statunitensi – Moderna, Pfizer/BioNTech e Arcturus Therapeutics – stanno impiegando la tecnologia a RNA messaggero, o mRNA, mai approvata prima, in quanto si tratta di un approccio sperimentale progettato per trasformare le cellule del corpo in fabbriche di proteine virali
Una dozzina di vaccini contro il COVID sono in fase di test, capifila di un gruppo che conta circa 170 candidati. Molti candidati statunitensi – Moderna, Pfizer/BioNTech e Arcturus Therapeutics – stanno impiegando la tecnologia a RNA messaggero, o mRNA, mai approvata prima, in quanto si tratta di un approccio sperimentale progettato per trasformare le cellule del corpo in fabbriche di proteine virali.
Una sfida tecnologica è quella di far arrivare l’RNA intatto nelle cellule – evitando che si rompa prima dell’arrivo a destinazione. In altre parole, i vaccini mRNA non possono operare senza un meccanismo di rilascio integrato che consente al mRNA di spingersi nel citoplasma cellulare.
La soluzione è un «sistema di trasporto» che utilizza nanoparticelle lipidiche (LNP). Queste particelle incapsulano il costrutto di mRNA per proteggerlo dalla degradazione e promuovere l’assimilazione da parte della cellula; inoltre, stimola il sistema immunitario (proprietà che gli scienziati vaccinali definiscono «proprietà adiuvante» delle LNP).
Le formulazioni LNP dei tre vaccini contro il COVID sono anche PEGilati, cioè le nanoparticelle del vaccino sono rivestite con un polimero sintetico, non degradabile e altamente controverso chiamato glicole polietilenico (PEG).
Nel prospetto aziendale che supporta il lancio sul mercato di Moderna del 2018 (una prima offerta pubblica che ha stabilito un record per l’industria biotecnologica), l’azienda è stata onesta sui numerosi rischi del suo approccio tecnico.
Nello specifico, moderna ammette il potenziale delle sue LNP – e PEG – di provocare «effetti collaterali sistemici»
Nello specifico, moderna ammette il potenziale delle sue LNP – e PEG – di provocare «effetti collaterali sistemici», soprattutto considerando la letteratura scientifica di simili effetti collaterali per altri LNP. Nei commenti solitamente ignorati dal pubblico, Moderna ha affermato (pag. 33) che:
«Non possono esserci garanzie sul fatto che i nostri LNP non avranno effetti indesiderati. I nostri LNP potrebbero con tribuire, completamente o in parte, a uno p più dei seguenti: reazioni immunitarie, reazioni all’infusione, reazioni ai complementi, reazioni all’opsonizzazione, reazioni anticorpali … o reazioni al PEG di alcuni lipidi o ad altri PEG legati al LNP. Alcuni aspetti dei nostri farmaci sperimentali possono indurre reazioni immunitarie sia dal mRNA sia dai lipidi, così come reazioni avverse a carico del fegato o degradazione del mRNA o del LNP, ciascuna delle quali potrebbe causare gravi eventi avversi in uno o più dei nostri test clinici». [corsivo e link aggiunti]
Lungi dall’esprimere preoccupazioni sul benessere dei partecipanti ai test clinici, questa sezione del prospetto conclude che ciascuno di questi problemi «può materialmente danneggiare il business [dell’azienda], le condizioni finanziarie, i potenziali clienti».
Lungi dall’esprimere preoccupazioni sul benessere dei partecipanti ai test clinici, questa sezione del prospetto conclude che ciascuno di questi problemi «può materialmente danneggiare il business [dell’azienda], le condizioni finanziarie, i potenziali clienti».
Il PEG «invisibile»
Il PEG è ampiamente utilizzato in farmaci, prodotti per la cura personale, lubrificanti, gel (come quello per le ecografie), additivi alimentari e non solo.
Ad esempio, il PEG è un noto ingrediente del controverso lassativo della Bayer, MiraLAX, utilizzato per la costipazione e per preparare i pazienti alla colonscopia. Molti genitori di bambini cronicamente costipati hanno accusato MiraLAX di aver provocato gravi sintomi neuropsichiatrici, tra cui sbalzi d’umore, rabbia, fobie e paranoie.
Le industrie biofarmaceutiche e vaccinali apprezzano il PEG per la sua capacità di dotare le nanoparticelle dell’invisibilità, cioè permette alle particelle di passare inosservato dal sistema immunitario e aggirare le difese immunitarie del corpo.
Il PEG è un noto ingrediente del controverso lassativo della Bayer, MiraLAX, utilizzato per la costipazione e per preparare i pazienti alla colonscopia. Molti genitori di bambini cronicamente costipati hanno accusato MiraLAX di aver provocato gravi sintomi neuropsichiatrici, tra cui sbalzi d’umore, rabbia, fobie e paranoie
Recentemente, comunque, il PEG è stato attentamente esaminato. I ricercatori che sostenevano che il polimero fosse per lo più «inerte» ora stanno mettendo in discussione la biocompatibilità e avvertono sulla capacità delle particelle PEGilate di accelerare la crescita dei tumori e risposte immunitarie avverse che includono la «probabilmente sottodiagnosticata» e potenzialmente letale anafilassi (chiamata anche ipersensibilità).
Queste risposte indesiderate hanno, a volte, bloccato le sperimentazioni.
Inoltre, casi-studio evidenziano reazioni incrociate tra PEG e polisorbati (tensioattivi/emulsionanti presenti in molti prodotti, tra cui certi vaccini), e significa che gli individui possono sperimentare una pericolosa ipersensibilità verso entrambi.
Come risultato, alcuni scienziati ritengono che sia tempo di sviluppare alternative per sostituire il PEG. Ricercatori statunitensi e olandesi hanno dichiarato nel 2013:
«Le crescenti prove che documentano gli effetti dannosi del PEG nei farmaci rende imperativo che gli scienziati di questo campo interrompano la loro dipendenza dal PEG».
«Le crescenti prove che documentano gli effetti dannosi del PEG nei farmaci rende imperativo che gli scienziati di questo campo interrompano la loro dipendenza dal PEG».
Le preoccupazioni delle compagnie farmaceutiche sono incentrate su altri problemi: le risposte immunitarie al PEG possono veramente ridurre l’efficacia di farmaci che lo contengono.
Molti lavoratori dell’industria farmaceutica devono essersi preoccupati quando uno studio del 2016 su Analytical Chemistry ha riportato livelli visibili e talvolta alti di anticorpi anti-PEG (tra cui anticorpi di prima difesa IgM e anticorpi della fase successiva IgG) in circa il 72% del campione umano contemporaneo, e nel 56% del campione storico dagli anni Settanta agli anni Novanta.
I ricercatori hanno confessato che i risultati sono stati assolutamente inaspettati. Hanno anche confermato che la sensibilizzazione al PEG può essere indotta tramite l’esposizione a farmaci PEGilati o può essere preesistente in individui mai trattati con farmaci PEGilati ma «più probabilmente … esposti a PEG in altri modi».
I ricercatori hanno confessato che i risultati sono stati assolutamente inaspettati. Hanno anche confermato che la sensibilizzazione al PEG può essere indotta tramite l’esposizione a farmaci PEGilati o può essere preesistente in individui mai trattati con farmaci PEGilati ma «più probabilmente … esposti a PEG in altri modi».
PEG e vaccini COVID-19
La crescente esposizione a prodotti contenenti PEG rende «normale desumere» che gli anticorpi anti-PEG continueranno ad essere diffusi e «inevitabili». Ad ogni modo, se uno dei vaccini COVID-19 a base di mRNA PEGilato ottiene l’approvazione della FDA, l’aumento dell’esposizione al PEG sarà senza precedenti – e potenzialmente disastroso.
Sfortunatamente, mentre quattro medici su cinque prescrivono già farmaci PEGilati, solo uno su cinque è consapevole delle potenziali risposte immunitarie degli anticorpi anti-PEG e solo un terzo sa che i farmaci che prescrive lo contiene.
Un ricercatore della Vanderbilt University concorda che ci sia una diffusa mancanza di riconoscimento che l’ipersensibilità al PEG è possibile, e ve ne è molta meno sul fatto che si manifesti regolarmente.
Se uno dei vaccini COVID-19 a base di mRNA PEGilato ottiene l’approvazione della FDA, l’aumento dell’esposizione al PEG sarà senza precedenti – e potenzialmente disastroso
In più, mentre potrebbe essere importante esaminare i livelli degli anticorpi anti-PEG nei pazienti «prima di somministrare farmaci contenenti PEG» – tra cui i vaccini – tali esami sono disponibili solo per la ricerca, non per il pubblico.
I vaccini mRNA non sono gli unici contro il COVID-19 che vengono prodotti utilizzando il PEG.
I ricercatori tedeschi del Max Planck Institute hanno sviluppato un processo ad «alta resa» per la produzione del vaccino anti-COVID purificando le particelle virali. In questo procedimento si aggiunge PEG a un liquido contenente il virus e si filtra il liquido attraverso una serie di membrane: «L’elevato contenuto di PEG fa sì che il virus si attacchi alla superficie di cellulosa» mentre le impurità «fluiscono attraverso le membrane».
Prima del COVID-19, i ricercatori elogiavano il PEG in quanto additivo economico utile per risolvere i problemi di conservazione dei vaccini, soprattutto quelli che utilizzano adenovirus geneticamente modificati. Tre dei vaccini COVID-19 in fase di sperimentazione (Johnson&Johnson, Oxford e CanSino) sono vaccini con vettori adenovirali.
Prima del COVID-19, i ricercatori elogiavano il PEG in quanto additivo economico utile per risolvere i problemi di conservazione dei vaccini, soprattutto quelli che utilizzano adenovirus geneticamente modificati; hanno notato che circa l’80% del costo dei vaccini «è legato a problemi della catena del freddo (ossia, mantenere freddi i vaccini)» e che il PEG può aumentare l’emivita dei vaccini da sette giorni a oltre trenta a temperatura ambiente.
Tre dei vaccini COVID-19 in fase di sperimentazione (Johnson&Johnson, Oxford e CanSino) sono vaccini con vettori adenovirali.
In calo e sporchi
Come illustrato dal prospetto di Moderna, gli scienziati sono pienamente consapevoli dei problemi di sicurezza legati al PEG.
Per quanto concerne l’efficacia, uno studio della metà del 2019 condotto da autori che «sono o sono stati impiegati di Moderna, Inc. e hanno ricevuto denaro e quote societarie di Moderna, Inc.» ammette che gli anticorpi anti-PEG «presentano sfide significative ai farmaci contenenti PEG e richiedono strategie per contrastare [i loro] effetti».
Come illustrato dal prospetto di Moderna, gli scienziati sono pienamente consapevoli dei problemi di sicurezza legati al PEG.
Ciononostante, con le «incredibilmente alte» intorno allo sviluppo per il vaccino anti-COVID, le riserve di Moderna sul PEG e la sua tecnologia LNP non hanno bloccato le dispute (pur senza successo) sul brevetto LNP dei concorrenti né hanno mascherato gli effetti collaterali dei test clinici iniziali.
Nel suo prospetto, Moderna ammette solo che «inaccettabili rischi per la salute o effetti collaterali avversi» possono rendere difficile reclutare o mantenere i partecipanti alle sperimentazioni e che «un rapporto rischi/benefici sfavorevole potrebbe «precludere l’accettazione del mercato» se il prodotto verrà commercializzato.
Le percentuali sono ancora più alte per gli individui che per il governo e le compagnie farmaceutiche saranno i primi a ricevere il vaccino.
Gli sviluppatori del vaccino anti-COVID non hanno svelato se sono in corso accertamenti per verificare gli anticorpi anti-PEG nei partecipanti né se stanno agendo per mitigare i potenziali rischi letali delle reazioni di ipersensibilità
Gli sviluppatori del vaccino anti-COVID non hanno svelato se sono in corso accertamenti per verificare gli anticorpi anti-PEG nei partecipanti né se stanno agendo per mitigare i potenziali rischi letali delle reazioni di ipersensibilità.
Se almeno tre quarti della popolazione degli Stati Uniti ha anticorpi anti-PEG, allora non sono certo domande banali.
Il Team di Children’s Health Defense
© 6 agosto 2020, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Epidemie
Il dipartimento dell’Agricoltura e l’Esercito USA iniziano la costruzione di un impianto contro un parassita carnivoro
Le autorità statunitensi hanno dato il via ai lavori per la costruzione di un impianto in Texas per la produzione di mosche sterili della Mycoplasma cynoplasma (NWS), un parassita che si nutre di carne e che si è diffuso in tutto il Messico, rappresentando una seria minaccia per il bestiame, la fauna selvatica e la salute pubblica degli Stati Uniti.
Situata nella base aerea di Moore, a Edinburg, la struttura «è in fase di costruzione con una tempistica serrata, progettata per espandere rapidamente la capacità di produzione nazionale di mosche sterili», ha dichiarato il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) in un comunicato del 17 aprile.
L’avvio delle operazioni iniziali è previsto per novembre 2027, con una produzione di 100 milioni di mosche sterili a settimana. «La costruzione proseguirà immediatamente dopo la fase operativa iniziale per portare la piena capacità produttiva a 300 milioni di mosche sterili a settimana», ha aggiunto il dipartimento.
Le mosche femmine della specie NWS depongono le uova negli orifizi o nelle ferite degli animali a sangue caldo, dalle quali in seguito si schiudono le larve. La larva si insinua in profondità nelle ferite, nutrendosi della carne dell’ospite.
La ferita si allarga man mano che si schiudono altre uova e altre larve si nutrono della carne, portando infine l’animale alla morte. Una singola mosca femmina può deporre fino a 3.000 uova nel corso della sua vita. Grandi sciami di questi parassiti provenienti dal Messico rappresentano una seria minaccia per l’industria zootecnica americana.
Attualmente, i casi attivi più vicini al confine tra Stati Uniti e Messico sono stati segnalati nello stato messicano di Nuevo León, situato a meno di 70 miglia dal confine.
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È possibile contrastare gli sciami di mosche NWS rilasciando maschi sterili nel gruppo. Quando i maschi si accoppiano con le femmine, depongono uova non fecondate. Col tempo, lo sciame si riduce, allontanando la minaccia.
Nella sua recente dichiarazione, l’USDA ha affermato di produrre già mosche sterili in uno stabilimento a Panama che produce 100 milioni di insetti a settimana. Inoltre, l’agenzia ha investito 21 milioni di dollari in uno stabilimento messicano, che dovrebbe entrare in funzione quest’estate.
L’impianto della base aerea di Moore, con una capacità produttiva massima di 300 milioni di mosche sterili a settimana, rafforza gli sforzi americani per contrastare la minaccia del NWS (Sindrome della mosca della frutta e della sabbia).
A partire dal 2 aprile, gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni all’importazione di animali vivi (bovini, cavalli e bisonti) dal Messico a causa del parassita NWS. Oltre che negli animali, il virus NWS è noto per infettare anche gli esseri umani in rari casi.
Secondo un rapporto del 14 aprile dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie CDC), sono stati segnalati numerosi casi di questo tipo al di fuori degli Stati Uniti. «Nel 2023, Panama e Costa Rica hanno identificato un focolaio di NWS. Da allora, tutti i paesi dell’America Centrale e del Messico, dove la NWS era stata precedentemente tenuta sotto controllo, hanno identificato casi negli animali e nell’uomo», ha affermato il CDC. «Al 14 aprile 2026, questi paesi hanno segnalato quasi 168.000 casi di NWS negli animali e oltre 1.700 casi nelle persone».
Per quanto riguarda gli Stati Uniti, un caso confermato di infezione da NWS è stato riscontrato in una persona rientrata nel Paese da El Salvador.
L’infezione da Cocciniglia del Nuovo Mondo nell’uomo è generalmente non fatale se diagnosticata e trattata precocemente. Tuttavia, se non individuate e trattate precocemente, le infestazioni possono causare danni estesi ai tessuti e un dolore intenso e persistente in caso di lesioni ai nervi. Inoltre, se le larve penetrano negli organi vitali, possono insorgere complicazioni.
Nell’uomo, i sintomi includono dolore, sanguinamento della ferita, odore sgradevole intorno alla zona infetta e mancata guarigione naturale, con l’individuo che tende a percepire il movimento delle larve nella zona ferita.
Il CDC ha chiarito che le mosche NWS non sono state rilevate negli Stati Uniti e che non vi è «alcun rischio immediato di infestazione per le persone».
Come noto al lettore di Renovatio 21, la sterilizzazione via immissione di insetti geneticamente modificati è un tipo di operazione già programmata nel caso delle zanzare OGM, il cui uso dal controllo della popolazione parassitica si è esteso a quello della popolazione umana, con progetti di vaccinare le persone tramite zanzare bioingegnerizzate.
Le zanzare OGM sono state rilasciate in varie parti del pianeta, dall’Africa alle Hawaii alla Caliornia alla Florida al Brasile – dove la dengue, in seguito, è aumentata del 400%.
Anche nel caso delle zanzare è sensibile la presenza dell’esercito USA, oltre all’onnipresente Bill Gates.
Renovatio 21 da almeno un lustro ritiene la storia delle zanzare bioingegnerizzate – alle quali, ricordiamo en passant, lavorava anche il neo-onorevole professor Andrea Crisanti – come uno dei temi centrali del futuro prossimo.
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Epidemie
Avanzamenti della Commissione COVID. Intervista al dottor Giacomini
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Epidemie
Pfizer vuole il vaccino contro il Lyme, mentre aumentano le zecche e le allergie alla carne dalla sindrome alfa-gal
Pfizer sta cercando l’approvazione normativa per un nuovo vaccino che, a suo dire, preverrebbe la malattia di Lyme, mentre diversi Stati si preparano alla peggiore stagione delle zecche di sempre, in un contesto di aumento delle allergie alla carne legate alla sindrome alfa-gal.
Il mese scorso, l’azienda ha pubblicato i dati della sperimentazione di fase 3 sull’efficacia del suo nuovo vaccino VALOR («Vaccino contro la malattia di Lyme per gli appassionati di attività ricreative all’aperto»), affermando che «ha dimostrato un’efficacia superiore al 70% nella prevenzione della malattia di Lyme in individui di età pari o superiore a cinque anni».
«Data l’efficacia clinicamente significativa (…) Pfizer è fiduciosa nel potenziale del vaccino e prevede di presentare la documentazione alle autorità regolatorie», si legge in un comunicato stampa.
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Secondo quanto riportato, quando una persona viene immunizzata con PF-07307405, il suo corpo produce anticorpi contro sei sierotipi di Borrelia OspA. Quando la zecca si nutre del sangue della persona vaccinata, questi anticorpi vengono ingeriti dalla zecca stessa durante il pasto di sangue. Il legame degli anticorpi indotti dal vaccino con la proteina OspA della Borrelia all’interno della zecca inibisce la capacità del batterio di fuoriuscire dalla zecca, impedendone la trasmissione all’ospite umano.
LYMErix, un vaccino simile per la prevenzione della malattia di Lyme, fu introdotto nel 1998 e ritirato dal mercato nel 2002 dopo che le segnalazioni di artrite e altri gravi problemi a lungo termine scatenarono cause legali e ne fecero crollare la domanda.
La notizia del prossimo vaccino contro la malattia di Lyme giunge mentre i residenti di gran parte degli Stati Uniti orientali vengono avvertiti che quest’estate potrebbe essere una delle peggiori stagioni per le zecche degli ultimi anni, con un forte aumento dei casi di malattia di Lyme e di sindrome alfa-gal, attribuiti rispettivamente alle zecche a zampe nere e alla zecca stella solitaria.
La Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health afferma che lo scorso maggio si è registrato un aumento del 30% degli accessi al pronto soccorso per malattie trasmesse dalle zecche rispetto all’anno precedente.
Mentre la malattia di Lyme può causare sintomi debilitanti come febbre, affaticamento e dolori articolari, l’intossicazione da alfa-gal è una condizione potenzialmente letale che può scatenare reazioni ritardate come l’anafilassi in seguito al consumo di carne rossa.
Ad esempio, la sindrome alfa-gal è stata indicata come causa din un caso degli anni scorsi. La saliva della zecca contiene una molecola di zucchero chiamata alfa-gal. Questa stessa molecola si trova nella carne di molti mammiferi, tra cui maiali e bovini. Il morso della zecca può scatenare una risposta immunitaria eccessiva, che porta a reazioni allergiche quando l’alfa-gal viene nuovamente a contatto con l’organismo. Alcune persone sviluppano orticaria, diarrea o vomito dopo aver mangiato un hamburger o della pancetta, o dopo aver consumato latticini.
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Alcuni stati stanno ora procedendo al monitoraggio della sindrome alfa-gal; il Massachusetts ha recentemente iniziato a consentire ai residenti di segnalare i casi, e un disegno di legge in Missouri sta seguendo il suo iter legislativo. Nel frattempo, altri stati stanno chiedendo un monitoraggio simile.
A chi pratica attività ricreative all’aperto viene raccomandato di prendere precauzioni quando si trova in aree boschive, tra cui coprirsi il collo, indossare abiti di colore chiaro, camicie a maniche lunghe, pantaloni lunghi e calze, e controllare regolarmente la presenza di zecche. La rivista TIME è arrivata a consigliare agli escursionisti di «considerare la possibilità di fissare con del nastro adesivo l’apertura degli scarponi o delle scarpe alle calze».
Esperti affermano che infilare i pantaloni nei calzini può sembrare ridicolo, ma non è una cattiva idea.
Come riportato da Renovatio 21, anni fa aveva destato scalpore la proposta di un bioeticista legato al WEF di bioingegnerizzare esseri umani con intolleranza alla carne in nome della lotta al cambiamento climatico.
Nella sua proposta il dottor Matthew Liao, direttore del Centro per la bioetica del College of Global Public Health presso la New York University, nominava specificatamente la zecca Lone Star.
«La gente mangia troppa carne. E se dovessero ridurre il loro consumo di carne, allora aiuterebbe davvero il pianeta», aveva dichiarato il professor Liao.
«Quindi ecco un pensiero. Quindi si scopre che ne sappiamo molto: abbiamo queste intolleranze», ha continuato il Liao. «Per esempio ho un’intolleranza al latte. E alcune persone sono intolleranti ai gamberi. Quindi forse possiamo usare l’ingegneria umana per dimostrare che siamo intolleranti a certi tipi di carne, a certi tipi di proteine bovine».
«C’è questa cosa chiamata zecca Lone Star che se ti morde diventerai allergico alla carne. Quindi è qualcosa che possiamo fare attraverso l’ingegneria umana. Possiamo forse affrontare problemi mondiali davvero grandi attraverso l’ingegneria umana».
Indurre l’intolleranza alla carne con la bioingegneria umana. Per il bene dell’ambiente
Parola del dottor Matthew Liao, bioeticista legato al World Economic Forum
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— Renovatio 21 (@21_renovatio) August 23, 2023
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Le zecche insomma, come le zanzare, potrebbero rientrare in un vasto programma eugenetico mondiale.
Le inquietanti dichiarazioni del bioeticista legato al WEF sono da collegarsi con recenti rivelazioni, sempre più credibili, di programmi di guerra biologica tramite le zecche: secondo alcuni, la malattia di Lyme potrebbe quindi essere uscita da un laboratorio americano che utilizzava le zecche come vettore epidemico-militare.
Va notato come le zecche, e la malattia di Lyme, si stiano diffondendo ora in tutta Europa, Italia compresa, così come ossessivi programmi vaccinali portati innanzi dalla regioni – si tratta, tuttavia, dell’encefalopatia, non del Lyme, per cui la protezione offerta è quantomeno limitata.
Lo scorso anno, un po’ a scoppio ritardato, il governatore della Florida Ron DeSantis ha pubblicamente respinto l’idea che gli esseri umani possano essere modificati geneticamente per sviluppare un’allergia alla carne rossa come un modo per limitare il consumo di carne e proteggere l’ambiente.
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