Vaccino C-19, la più grande minaccia per l’umanità

 

 

 

La più grande minaccia che l’umanità ha davanti a sé in questo momento è il vaccino per il coronavirus. Non riesco a metterla in modo più semplice di così, ma lo credo fermamente. E cerco di spiegarlo, anche con l’aiuto dell’informatica.

 

 

Vaccino incredibile

Li avete sentiti anche voi. Crisanti, Gismondo. I virologi dubitano del nuovo vaccino, non si fidano. Alcuni dicono che non si vaccineranno, e non si tratta di una dichiarazione da poco in un mondo dove lo Stato in teoria non si sta occupando d’altro e l’avvento del vaccino è visto, appunto, come l’avvento del Salvatore. Questo è Natale del divin Vaccino.

 

La più grande minaccia che l’umanità ha davanti a sé in questo momento è il vaccino per il coronavirus. Non riesco a metterla in modo più semplice di così

Il motivo è semplice: non è credibile per nessuno. 

 

Didier Raoult è il virologo francese, di fama mondiale, ora perseguitato per aver prodotto uno studio sui benefici dell’idrossiclorochina. La storia forse la conoscete: Lancet pubblicò un articolo di statistiche che smentiva Rouault e la sua equipe; l’articolo di accusa fu poi ritirato, perché fatto con i dati di una società praticamente inesistente, una delle cui dipendenti era un’attrice porno. Ancora oggi Wikipedia nelle prime righe della sua pagina lo descrive come colui che «ha guadagnato una significativa attenzione in tutto il mondo durante la pandemia COVID-19 per promuovere l’idrossiclorochina come trattamento per la malattia, nonostante le prove che non funziona».

 

A Radio Sud France il professor Rouault ha dichiarato che «il vaccino è fantascienza». 

 

«Non entrerò in spiegazioni troppo complicate, ma prendo l’esempio del vaccino antinfluenzale. Ci sono voluti circa quindici anni per stabilizzarlo e, al momento, non è affidabile al 100%. Lì, per una malattia che conosciamo da appena un anno, alcuni laboratori ci danno più del 90% di risultati. No, ma francamente, chi può credere una cosa del genere?».

 

Didier Raoult: «Non entrerò in spiegazioni troppo complicate, ma prendo l’esempio del vaccino antinfluenzale. Ci sono voluti circa quindici anni per stabilizzarlo e, al momento, non è affidabile al 100%. Lì, per una malattia che conosciamo da appena un anno, alcuni laboratori ci danno più del 90% di risultati. No, ma francamente, chi può credere una cosa del genere?».

Lo stanno credendo tutti i governi. Lo sta credendo la maggior parte della popolazione, che ora, con il secondo lockdown, è divenuta covidiota in percentuali impressionanti.

 

Un vaccino per un coronavirus non è mai stato trovato – come, lo ricordiamo, un vaccino per l’HIV dopo decenni ancora non lo abbiamo.

 

 

Malattie autoimmuni

La tecnologia dell’RNA messaggero (mRNA) mai prima d’ora era stata autorizzata per l’uso umano. Due dei principali vaccini in arrivo, il Pfizer e il Moderna, fanno uso di questa tecnologia sconosciuta. Hanno già avuto l’approvazione di quegli enti, come la FDA americana, che l’avevano sempre respinta, nonostante sia noto che con i vaccini siano di manica larga.

 

Il dottor Romeo Quijano, professore in pensione di Farmacologia e Tossicologia presso il College of Medicine, Università delle Filippine di Manila, ha notato alcuni dei pericoli dell’editing genetico sperimentale quando applicato ai vaccini umani.

 

Un vaccino per un coronavirus non è mai stato trovato – come, lo ricordiamo, un vaccino per l’HIV dopo decenni ancora non lo abbiamo.

«L’mRNA esogeno è intrinsecamente immunostimolante (…) Gli effetti paradossi del rilevamento immunitario innato su diversi formati di vaccini a mRNA non sono completamente compresi».

 

«Un vaccino a base di mRNA potrebbe anche indurre potenti risposte all’interferone di tipo I, che sono state associate non solo all’infiammazione ma anche potenzialmente all’autoimmunità… e possono promuovere la coagulazione del sangue e la formazione di trombi patologici»

 

Non abbiamo idea, insomma, se questa tecnologia sempre respinta dalle autorità, possa procurare un tale caos nel sistema immunitario da farci ammalare, con gli anticorpi che cominciano ad attaccare il nostro corpo stesso.

 

«L’mRNA esogeno è intrinsecamente immunostimolante (…) Gli effetti paradossi del rilevamento immunitario innato su diversi formati di vaccini a mRNA non sono completamente compresi»

L’emergenza ha fatto questo miracolo regolatorio: semaforo verde da tutte le autorità possibili,  il Pfizer da qualche giorno è già sparato nelle braccia degli inglesi, il primo uomo a riceverlo si chiama William Shakespeare, tanto per ricordare che non è il caso di fare gli amletici («Vaccino o non vaccino?»).

 

O forse, più sotto, il riferimento è alla Lettera di San Paolo ai Corinzi: «Morte, dov’è il tuo pungiglione?» (1Cor15, 55)

 

Eccolo il pungiglione, si chiama siringa.

 

In effetti, c’è il pungiglione e c’è pure la morte.

Queste morti, quando vi capita di leggerle, sono subito ridimensionate: alcuni casi, ci fanno sapere, erano nel gruppo Placebo, oppure la cavia muore per infarto – insomma, nessuna correlazione, così come non esiste la correlazione tra autismo e vaccini

 

Morti sperimentali

La radio pubblica tedesca Deutsche Welle, il Jerusalem Post e una manciata di giornali australiani – tutto intorno il vuoto pneumatico – hanno pubblicato la notizia che vi sarebbero 6 morti nella sperimentazione del vaccino Pfizer.

 

AstraZeneca, altro produttore del candidato vaccino, ha avuto un caso di morte nella sperimentazione in Brasile.

 

Nella sperimentazione di Moderna il morto è consacrato: padre John M. Fields, sacerdote del Patriarcato Cattolico Ucraino della Pennsylvania, è morto il 27 novembre scorso a 70 anni, ufficialmente per «arresto cardiaco»: si era offerto come cavia per la fase finale del vaccino anti-COVID.

 

Queste morti, quando vi capita di leggerle, sono subito ridimensionate: alcuni casi, ci fanno sapere, erano nel gruppo Placebo, oppure la cavia muore per infarto – insomma, nessuna correlazione, così come non esiste la correlazione tra autismo e vaccini; tuttavia tenete bene a mente che se uno muore in un incidente stradale e la salma è positiva al COVID, quello è da conteggiare come una tremenda tragedia cagionata direttamente dal coronavirus, la correlazione tra morte e COVID è totale e indiscutibile, anche per gli asintomatici.

La correlazione tra morte e COVID è totale e indiscutibile, anche per gli asintomatici

 

Ma non moriranno solo le cavie. Il complesso sanitario-mediatico ha prontamente messo le mani avanti.

 

In un articolo sul lancio del vaccino COVID, la CNN afferma che gli americani non dovrebbero allarmarsi se le persone iniziano a morire dopo aver preso il vaccino perché «potrebbero verificarsi decessi che non avranno necessariamente nulla a che fare con il vaccino». Specialmente nelle case di riposo, dove – come il lettore sa – sono morti in massa, con ospizi dove i deceduti per il virus, spesso fatto entrare dalle autorità che vi scaricavano infetti rimbalzati dagli ospedali, arrivava al 50% e pure, in alcuni casi, anche molto sopra. 

 

I morti non si limitano agli esseri umani vaccinati. La morte vuole prendersi pure, ma non è per noi una novità, i non nati.

 

I morti non si limitano agli esseri umani vaccinati. La morte vuole prendersi pure, ma non è per noi una novità, i non nati

 

Vaccino contro la fertilità?

La questione più inquietante tuttavia è quella saltata fuori negli ultimi giorni con la campagna di vaccinazione inglese partita: «le donne in età fertile dovrebbero essere avvisate di evitare la gravidanza per almeno 2 mesi dopo la seconda dose».

 

Si tratta di avvertimenti dalle linee guida dello Stato vaccinatore. 

 

In Un documento di dieci pagine, chiamato «Reg 174 Information for UK Healthcare Professionals» possiamo trovare una sezione chiamata «Fertilità, gravidanza e allattamento». Questa guida al vaccino COVID dice che riguardo al vaccino «dati non ne esistono o sono limitati». Pertanto, non se ne consiglia l’uso per le donne in gravidanza.

 

 «Gli studi di tossicità riproduttiva sugli animali non sono stati completati. Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 non è raccomandato durante la gravidanza»

«Gli studi di tossicità riproduttiva sugli animali non sono stati completati. Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 non è raccomandato durante la gravidanza», afferma la guida nella sezione 4.6.

 

«Per le donne in età fertile, la gravidanza dovrebbe essere esclusa prima della vaccinazione».

 

Entra in scena il dottor Yeadon, ex direttore scientifico del produttore stesso del vaccino, Pfizer. La possibilità che mette sul tavolo è impressionante. Yeadon e un collega hanno presentato una domanda urgente all’Agenzia europea dei medicinali chiedendo la sospensione immediata di tutti gli studi sul vaccino SARS-CoV-2, in particolare il BioNtech-Pfizer.

 

«Ci si aspetta che le vaccinazioni producano anticorpi contro le proteine ​​spike di SARS-CoV-2. Tuttavia, le proteine ​​spike contengono anche proteine ​​omologhe alla sincitina, che sono essenziali per la formazione della placenta nei mammiferi come gli esseri umani. È assolutamente da escludere che un vaccino contro SARS-CoV-2 possa innescare una reazione immunitaria contro la sincitina-1, poiché altrimenti l’ infertilità di durata indefinita potrebbe colpire le donne vaccinate».

«Per le donne in età fertile, la gravidanza dovrebbe essere esclusa prima della vaccinazione»

 

In pratica, un vaccino che può rendere infertili le donne. 

 

Lo aveva detto qualche settimana prima, in una bizzarra intervista TV, Paolo Mieli, ex direttore del Corriere della Sera e figlio di Renato Mieli alias «colonnello Raph Merrill», l’uomo che per i servizi inglesi – Psychological Warfare Branch, il ramo per la guerra psicologica–  plasmò i media italiani del dopoguerra.

 

«Lo farei subito, ma se fossi giovane e dovessi avere figli sarei più cauto. La procedura ha avuto qualcosa di sospetto, un modo di comportarsi un po’ frettoloso. Se fossi in età di far figli, per prudenza, aspetterei che lo facessero le persone più anziane»

In pratica, un vaccino che può rendere infertili le donne

 

Che informazioni aveva il Mieli? Perché improvvisamente sente di doverne parlare?

 

Abbiamo notato personalmente, tuttavia, che specialmente nella metropoli di Milano, una voce di corridoio simile si poteva registrare presso circoli che nulla hanno a che fare con i no-vax o i complottisti.

 

Nei circoli delle trentenni si sussurra: non fare il vaccino, non fino a che non hai figliato.

Nei circoli delle trentenni si sussurra: non fare il vaccino, non fino a che non hai figliato. Il fatto stesso che la popolazione accetti quest’idea è di per sé un dato spaventoso

 

Il fatto stesso che la popolazione accetti quest’idea è di per sé un dato spaventoso.

 

Single point of failure

Per capire il pericolo esiziale che corre l’intera umanità, è sufficiente avere raziocinio. Essendo nel 2020 la logica una risorsa rarissima, bisogna quindi ricorrere a un semplicissimo concetto di informatica: il Single Point of Failure (SPOF), il singolo punto di vulnerabilità.

 

In un sistema informatico lo SPOF è una parte del sistema, hardware o software, il cui malfunzionamento può portare ad anomalie o addirittura alla cessazione del servizio da parte dell’intero sistema.

L’informatica quindi, in teoria cerca di evitare i Single point of failure creando sistemi che non caschino grazie alla ridondanza: colpisci un nodo, un altro lo sostituisce. La vulnerabilità è distribuita, al punto che servono quantità di colpi per riuscire a guastare il sistema.

 

Come Davide con il Gigante Golia: era sufficiente mirare bene alla tempia per tirarlo giù, nonostante la sua possanza. Si tratta di un elemento inevitabile per l’informatica – pensate alla facilità con cui si possono truccare delle elezioni elettroniche, e gli USA cominciano a capirlo ora. Un broglio senza computer non è in grado di tirare giù il sistema, perché se ne colpisce solo una parte. Con il voto informatico, cambia tutto.

 

L’informatica quindi, in teoria cerca di evitare gli SPOF creando sistemi che non caschino grazie alla ridondanza: colpisci un nodo, un altro lo sostituisce. La vulnerabilità è distribuita, al punto che servono quantità di colpi per riuscire a guastare il sistema.

 

Ora, bisogna essere pazzi per non vedere come il vaccino dei vaccini, il vaccino del secolo, il vaccino del millennio, la cura miracolosa che guarirà il mondo, non sia il Single Point of Failure del sistema umano.

 

Il vaccino lo dovranno fare secondo i piani di Paesi, OMS, enti transnazionali, farmaceutiche, covidioti zeloti agguerriti – tutti quanti. Indi per cui qualsiasi problema porti con sé il vaccino, si moltiplicherà per tutte le unità del consorzio umano.

Ora, bisogna essere pazzi per non vedere come il vaccino dei vaccini, il vaccino del secolo, il vaccino del millennio, la cura miracolosa che guarirà il mondo, non sia il Single Point of Failure del sistema umano.

 

Provate a pensare, rileggendo quello che abbiamo scritto sopra. 

 

Se il vaccino provoca malattie autoimmuni, potrebbero ammalarsi miliardi di persone.

 

Se il vaccino uccide, potrebbero ammalarsi miliardi di persone. 

 

Se il vaccino rendi sterili, mancheranno all’appello intere generazioni.

 

Se il vaccino provoca malattie autoimmuni, potrebbero ammalarsi miliardi di persone. Se il vaccino uccide, potrebbero ammalarsi miliardi di persone. Se il vaccino rendi sterili, mancheranno all’appello intere generazioni.

Il lettore può immaginare che niente di tutto questo potrebbe essere casuale; nessuno di questi effetti potrebbe essere «collaterale».

 

Miliardi di malati farebbero ricche, ancora di più, le farmaceutiche, il cui lavoro, se non lo sapete, è rendervi il più malati possibile, perché, per legge immarcescibile di quel mercato, «farmaco chiama farmaco»: ogni effetto indesiderato di un farmaco si cura con un altro, in una catena pressoché infinita.

 

Miliardi di morti farebbero felici i Signori della necrocultura malthusiana, dai Rockefeller agli ambientalisti, passando per i grillini, i Bilderberg/Club di Roma etc. La riduzione della popolazione terrestre finalmente sarebbe arrivata, servita via farmaco, come nel serial britannico Utopia (recentemente rifatto da Amazon in USA) e come sperimentato nella realtà, secondi i vescovi locali, in Kenya.

 

Miliardi di donne rese sterili attutirebbero lo scenario apocalittico, ma centrerebbero nel medio periodo l’imperativo della decrescita, aprendo a scenari di declino più controllato (la loro specialità) sulla scia de I figli degli uomini, la storia inventata dall’aristocratico membro della Camera dei Lord P.D. James, il cui mondo senza prole è stato portato sullo schermo da Alfonso Cuaron nella pellicola omonima.

Miliardi di malati farebbero ricche, ancora di più, le farmaceutiche, il cui lavoro, se non lo sapete, è rendervi il più malati possibile, perché, per legge immarcescibile di quel mercato, «farmaco chiama farmaco»: ogni effetto indesiderato di un farmaco si cura con un altro, in una catena pressoché infinita.

 

Stiamo parlando, insomma, dei desiderata delle élite.

 

E a chi crede poco plausibile questa visione «informatica» della pandemia, si fermi un secondo a realizzare che l’uomo che spunta ovunque in tutta questa storia, Bill Gates, è l’informatico più ricco del mondo.

 

L’idea di controllo di Gates mantiene la sua origine computeristica: del resto un virus è solo un pezzo di codice in grado di iniettarsi in un altro codice e fare impazzire il sistema – quelli dei pc si chiamano, appunto, virus, e casualmente l’unica piattaforma ad avere problemi virali è proprio Windows, lo strumento che ha permesso a Gates di entrare nelle case di tutta l’umanità.

 

Ora siamo andati oltre: non solo nelle case, vogliono entrare nel nostro corpo.

 

E a chi crede poco plausibile questa visione «informatica» della pandemia, si fermi un secondo a realizzare che l’uomo che spunta ovunque in tutta questa storia, Bill Gates, è l’informatico più ricco del mondo

Due anni fa Gates aveva dichiarato che sarebbe «una tragedia» se tralasciassimo di usare il CRISPR, la tecnologia di editing genetico di ultima generazione. Finanziò la ricerca genetica per una super-mucca OGM in grado di sfamare l’Africa. Nel frattempo, lui e la moglie, se non stavano parlando di vaccini – e finanziando enti transnazionali con miliardi di dollari, più gli investimenti diretti sulle farmaceutiche che li producono – stavano discutendo di Controllo delle Nascite, con milionate su milionate regalate a Planned Parenthood.

 

Difficile pensare che queste due passioni non si possano incontrare.

 

 

Pianeta SV 40

Se credete che l’idea sia troppo spinta, vi devo informare di  un fatto spiacevole: è già successo.

 

Il Single Point of Failure vaccinale potrebbe aver agito già un in caso tragico, i cui effetti, nonostante qualche valoroso ricercatore, devono ancora essere quantificati.

Il Single Point of Failure vaccinale potrebbe aver agito già un in caso tragico, i cui effetti, nonostante qualche valoroso ricercatore, devono ancora essere quantificati: la vaccinazione per la polio

 

L’eradicazione vaccinale della Poliomelite fu uno degli eventi più importanti del dopoguerra. Ebbe una sua importanza geopolitica: i primi ad arrivare al vaccino furono gli americani, i russi – che facevano gli esperimenti sui figli degli scienziati – seguivano a ruota.

 

C’era anche allora, anche se meno di adesso, una fretta tutta politica di arrivare al risultato.

 

Fu così che per fare l’antipolio utilizzarono delle cellule-ospiti a cui doveva attaccarsi il virus da oculare. Si trattava di cellule di rene di Macaco.

 

L’epidemia invisibile di SV-40 è stato il primo esempio concreto del Single Point of Failure vaccinale

Non sapevano che tali cellule contenevano un ospite inaspettato, un polyamovirus, un virion, chiamato Simian Virus 40 (SV-40).

 

L’SV-40 naturalmente contenuto nel corpo delle scimmie, alle quali non produce alcun effetto: sta dentro le loro cellule, come se avesse trovato un equilibrio con l’organismo della scimmia.

 

Nonostante l’idea darwiniana, la tranquillità dell’SV-40 si perde completamente quando lo si inserisce in altre specie. Se ne resero conto nel 1960, dopo un lustro che già stavano distribuendo l’antipolio. Nel 1961 si trovarono evidenze di come l’SV-40 creasse tumori se iniettato nei topi. 

Studi a cavallo del 2000 – tanto ci volle perché qualcuno osasse intraprenderli: 40 anni – correlarono la presenza dell’SV-40 contratto con la vaccinazione anti-polio a forme di tumore pure negli esseri umani: cervello, scheletro, mesotelioma,  linfoma non Hodgkin

 

Studi a cavallo del 2000 – tanto ci volle perché qualcuno osasse intraprenderli: 40 anni – correlarono la presenza dell’SV-40 contratto con la vaccinazione anti-polio a forme di tumore pure negli esseri umani: cervello, scheletro, mesotelioma,  linfoma non Hodgkin. La questione, dice persino la Treccani online, c’è ma è «tuttora controverso il ruolo del SV-40 nell’insorgenza di alcuni tumori umani (mesoteliomi, osteosarcomi)». Wikipedia, nella sua pagina italiana sul virus, scorda di menzionare l’epidemia causata dal vaccino, ma gli resta quel briciolo di onestà per ammettere che «l’ipotesi che SV40 potesse causare il cancro negli esseri umani è stata un campo di ricerca particolarmente discusso».

 

Tracce di SV40 vengono infatti trovate in molti tumori. Come non pensare ad una correlazione tra il virus nel vaccino e la percentuale dei malati di cancro esplosa esponenzialmente?

 

Qualcuno azzarda che non si tratta del danno di poche decine di milioni di americani: si tratta di un vaccino poi copiato su tutta la terra, anche nel Terzo Mondo e oltrecortina. Africa, Unione Sovietica, Cina. Parliamo di miliardi di potenzialmente infetti.

 

Tracce di SV40 vengono infatti trovate in molti tumori. Come non pensare ad una correlazione tra il virus nel vaccino e la percentuale dei malati di cancro esplosa esponenzialmente?

L’epidemia invisibile di SV-40 è stato il primo esempio concreto del Single Point of Failure vaccinale.

 

Credere alle rassicurazioni di medici, politici, filantropi pare ora davvero ingenuo.

 

L’umanità è davanti alla più grande minaccia alla sua esistenza. L’unione della sua credulità con la siringa dei Padroni del Mondo.

 

Di mio non posso che ripeterlo anche ai lettori: non fatelo. Per nessuna ragione al mondo.

 

L’umanità è davanti alla più grande minaccia alla sua esistenza. L’unione della sua credulità con la siringa dei Padroni del Mondo.

Non rendete voi e i vostri cari vulnerabili al Male e ai suoi progetti.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

Articolo previamente apparso su EFFEDIEFFE, pubblicato per gentile concessione dell’editore