Gender
Transessuale uccide l’ex moglie e il figlio e spara ad altre persone durante una partita di hockey
Un padre «transgender» di sei figli ha aperto il fuoco contro la sua ex moglie, i suoi figli e un’altra persona durante una partita di hockey di una scuola superiore nel Rhode Island, lunedì.
La madre dei suoi figli è morta sul colpo, mentre uno dei figli è deceduto successivamente in ospedale, secondo diverse fonti. I genitori della donna versano in condizioni critiche.
L’autore della sparatoria, identificato come Robert Dorgan, 56 anni, noto anche come «Roberta Esposito» (sic), aveva subito il cosiddetto intervento di «riassegnazione di genere» nel 2020, come emerge dai documenti giudiziari ottenuti dall’emittente locale WPRI.
Video from Lynch Arena in Pawtucket when the shooting occurred. You cannot see anything – the noise is unmistakeable – but the reaction and chaos that follows the follows tells the story. pic.twitter.com/AYAdA2jEDE
— Eric Rueb (@EricRueb) February 16, 2026
In uno sviluppo inatteso riportato dal New York Post, è pure emerso che il Dorgan e l’ex moglie assassinata erano cugini di primo grado.
L’attore cristiano Kevin Sorbo (noto per il telefilm di Ercole e un film di Tarzano) ha ripubblicato un commento rivolto a Dorgan il giorno prima della strage, dopo aver postato una foto di un membro del Congresso statunitense che si identifica come donna, accompagnata dalla scritta: «Tim McBride è un uomo. Se sbaglio, segnalatelo alla comunità».
There were signs… pic.twitter.com/EwgMzvaITM
— Kevin Sorbo (@ksorbs) February 17, 2026
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Il Dorgan aveva risposto con un messaggio che si è rivelato un inquietante preavviso: «Continuate a criticarci. Ma non chiedetevi perché impazziamo».
Secondo quanto riportato da WPRI, la moglie di Dorgan aveva chiesto il divorzio nel 2020 motivandolo con «intervento di riassegnazione di genere, tratti narcisistici e disturbi della personalità».
Il Dorgan era molto attivo sui social media, sia come sostenitore di Trump sia come convinto attivista transgender, e pubblicava frequentemente immagini di sé in abiti femminili.
Già nel 2019, su X (allora Twitter), aveva ammesso apertamente: «Donna trans, 6 figli: moglie non entusiasta», riconoscendo il malcontento della consorte per la sua scelta di identificarsi come donna.
Un video diffuso su X mostra i giocatori di hockey delle scuole superiori e gli spettatori sugli spalti che fuggono in preda al panico mentre risuonano gli spari all’interno della pista di ghiaccio Dennis A. Lynch di Pawtucket.
Un altro filmato, secondo le testimonianze, cattura il tentativo eroico di due persone presenti sugli spalti, tra cui il padre di un altro giocatore di hockey, di disarmare Dorgan mentre questi iniziava a sparare.
🚨 INCREDIBLE NEW VIDEO shows the moment the suspected shooter in the Rhode Island hockey area in Pawtucket pulls out a pistol and attacks a person in a yellow jersey. A brave hero in a white hat is seen putting the shooter in a choke hold as another man jumps in to assist. WOW! pic.twitter.com/bV8So8c002
— Jay Merz 🇺🇸 (@OopsYouMissed) February 17, 2026
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Questa sequenza di omicidi arriva a breve distanza da una sparatoria analogamente inquietante avvenuta la settimana scorsa in una scuola di Tumbler Ridge, in Canada, dove un giovane transgender ha cercato di eliminare quanti più membri possibili della propria famiglia prima di rivolgere l’arma contro se stesso. Alla fine dell’attacco, il bilancio è stato di nove morti e 25 feriti, alcuni dei quali ancora in condizioni critiche.
È poi emerso che il figlio Aidan, ucciso dal padre, si era recentemente fidanzato e si stava per sposare. Il giovane si era laureato in ingegneria meccanica e si era fidanzato a fine agosto con una giovane conosciuta come Starr Nicole sul suo profilo social. Starr, che lavora come assistente odontoiatrica, aveva pubblicato il brano biblico Isaia 62,5 mentre annunciava il suo fidanzamento: «Perché come un giovane sposa una vergine, così ti sposeranno i tuoi figli; e come gioisce lo sposo per la sposa, così gioirà il tuo Dio per te».
La ex moglie del transessuale stragista aveva chiesto il divorzio da Robert nel 2020, citando «intervento di riassegnazione di genere, tratti narcisistici e disturbi della personalità» come motivo del divorzio, ma poi ha cancellato queste parole per scrivere «differenze inconciliabili». È emerso quindi che i due erano cugini di primo grado: Robert J. Dorgan era il padre del transessuale Robert Dorgan, autore della sparatoria, e Raymond Dorgan era il padre di Gerald Dorgan, vittima della sparatoria e tuttora in condizioni critiche insieme alla moglie Linda.
Nel 2020, Dorgan si era presentato al dipartimento di polizia di North Providence sostenendo che suo suocero (cioè, lo zio, pure) stava cercando di cacciarlo di casa perché si era recentemente sottoposto a un intervento di riassegnazione di genere. Dorgan ha affermato che il padre di sua moglie lo aveva minacciato di «farlo uccidere da una ghenga di strada asiatica se non se ne fosse andato di casa», come dimostrano gli atti processuali. Aveva affermato che suo suocero (lo zio) aveva usato un insulto per le persone transgender per dire che nessuna persona del genere «sarebbe rimasta a casa mia».
If I owned a gun store, I’d never sell to anyone who walked in looking like this: Robert Dorgan (aka Roberta Esposito). pic.twitter.com/Z1LXVcgjdU
— CryptoCoinFlipper (@CoinFlipperDude) February 17, 2026
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Le prime cronache della stampa dell’establisment sul massacro non facevano cenno all’identità transgender di Dorgan come possibile elemento motivante rilevante della sua azione folle, nonostante le numerose prove circolanti sui social media. Nel frattempo, tuttavia, si allunga sempre più la lista degli stragisti transessuali.
L’autore della sparatoria della scuola di Tumbler Ridge, la scorsa settimana, era transgender: 10 morti e 25 feriti.
L’attentatore della chiesa cattolica in Minnesota (2025), Robin Westman, si identificava come transessuale: uccisi, mentre pregavano, due bambini, 30 i feriti.
La stragista nella scuola presbiteriana di Nashville (2023) Audrey Hale si identificava come un ragazzo di nome «Aidan»: 7 morti di cui tre bambini.
È stato sospettato di essere trans il tiratore della chiesa di Lakewood, in Texas, nel febbraio 2024, Genesse Moreno: due feriti, un morto (l’attentatore, che pare fosse una donna che usava però talvolta nomi maschili).
Il massacratore di Colorado Springs (2022) Anderson Lee Aldrich, che attaccò un club LGBT facendo gridare alla strage omofoba, venne poi definito come non binario: 5 morti e 26 feriti.
L’attentatore di Aberdeen in Maryland (2018) Snochia Moseley identificato come «maschio transgender»: 4 morti e 3 feriti.
L’assassino della scuola superiore di Perry, in Iowa (2024) Dylan Jesse Butler fu ritenuto da alcuni come transessuale: 3 morti e sei feriti.
L’assassino di Charlie Kirk, Tyler Robinson, viveva con un «fidanzato» transgenderro e sembra avesse un’ossessione per i furry. (Il Kirk, il cui assassinio ha ancora vari punti poco chiari, fu ucciso mentre rispondeva ad una domanda sugli stragisti transessuali).
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Il tentato assassino di Trump, Thomas Crooks, usava i pronomi tipici non-binari «they/them», e sembrava nutrire pure lui un profondo interesse per i furry.
Trinity Shockely, diciottenne accusata di aver progettato una sparatoria di massa in un liceo dell’Indiana (2025), aveva deciso di farsi chiamare «Jamie».
Era probabilmente legato al transessualismo Colt Gray, il quattordicenne che ha ucciso due insegnanti e due compagni di scuola nella sua scuola superiore in Georgia (2024). Anche lui aveva utilizzato la piattaforma Discord per esprimere il suo desiderio di commettere una sparatoria a scuola, citando le problematiche delle persone transgender.
Qualche commentatore americano, ai tempi della strage di Nashville, aveva lanciato, confortato da qualche numero, la provocazione sui social media: c’è un nuovo gruppo demografico da identificare come ceto in rapida crescita di tiratori di massa pro capite: la comunità transgender. «La demografia pro capite di sparatori di massa in più rapida crescita nella storia umana è la comunità trans» aveva scritto un utente su Twitter.
Come riportato da Renovatio 21, poco dopo la sparatoria di Nashville, era stato indetto negli USA un Trans Day of Vengeance, un «giorno della vendetta trans», poi annullato. La comunità trans è percorsa di appelli degli attivisti ad armarsi.
I transgender ad oggi costituiscono la minoranza che ha visto la crescita maggiore tra le sue fila di active shooter, ossia assassini che colpiscono a caso le persone nelle scuole, negli uffici, nei centri commerciali, etc. Da allora abbiamo assistito ad una crescita di episodi di violenza transgender con risse, botte pubbliche e pure omicidi efferati.
Nel 2023 si è registrato un periodo di crescente tensione con numerose occupazioni di campidogli degli Stati USA per protestare le leggi che proibiscono le mutilazioni sessuali pediatriche della chirurgia gender.
Secondo alcuni osservatori, è quindi chiaro che la cultura trans attuale stia optando per una radicalizzazione armata e terrorista dei suoi membri più giovani: l’elenco delle stragi transgender, che Renovatio 21 aveva cominciato a stilare tre anni fa, ora si è fatto molto, molto più lungo. Il Trans-terrorismo è una realtà sotto gli occhi di tutti, anche di chi non vuol vedere.
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Immagine da Twitter
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Bambino di 7 anni torturato a morte da «mamme transgender»
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Ex star della NBA vogliono iscriversi al campionato femminile
L’ex giocatore NBA Enes Kanter Freedom, alto 2,08 metri e con undici stagioni alle spalle (Utah Jazz, Oklahoma City Thunder, New York Knicks, Portland Trail Blazers e Boston Celtics), ha annunciato di volersi candidare al draft (‘evento annuale in cui le squadre scelgono i nuovi giocatori giovani provenienti dai college o da altre nazioni) del campionato di pallacanestro femminile WNBA del 2027.
In un video pubblicato su X ha dichiarato di aver esaminato le linee guida della lega femminile e di ritenersi idoneo: «Se dichiarare chi sei è tutto ciò che serve, allora soddisfo ogni requisito». Ha poi inviato una lettera formale alla commissioner Cathy Engelbert per entrare nel pool dei giocatori.
After careful consideration and reviewing the current eligibility guidelines,
I’m officially declaring myself a @WNBA prospect.If simply declaring who you are is all that’s required, then I meet every single requirement necessary to compete in the WNBA.
My team and I have… pic.twitter.com/msncUZUT1J
— Enes Kanter FREEDOM (@EnesFreedom) August 7, 2026
Let “The Transition” to the @WNBA begin.
Rules Are Rules!#LetFreedomPlay pic.twitter.com/EWWjrl7DaL
— Enes Kanter FREEDOM (@EnesFreedom) August 11, 2026
Officially official, @WNBA
I have officially declared for the 2027 #WNBA Draft.
Rules are rules!#LetFreedomPlay pic.twitter.com/d1iXjPxqSY
— Enes Kanter FREEDOM (@EnesFreedom) August 10, 2026
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Subito dopo è arrivata la dichiarazione di Royce White, altro ex NBA (pochi minuti di gioco nella sua carriera) e oggi candidato repubblicano al Senato. Lo White, che è nero, ha affermato di identificarsi «a volte come donna ai fini del basket professionistico» e di voler inseguire una carriera in WNBA.
EXCLUSIVE: Former NBA first-round pick Royce White says he’s declaring for the 2027 WNBA Draft, claiming he now identifies as transgender for the purpose of playing professional basketball.
The 6-foot-8 former Houston Rockets draft pick follows fellow former NBA player Enes… pic.twitter.com/yUI8NdoiaX
— Fox News (@FoxNews) August 8, 2026
Il Kanter Freedom aveva già nel 2023 ironizzato: «Dato che sono stato ostracizzato dalla NBA, dovrei mettermi una parrucca, identificarmi come donna e dominare la WNBA?». L’obiettivo dichiarato è evidenziare l’ambiguità delle regole.
Enes ha giocato per varie squadre NBA, tra cui gli Utah Jazz di Salt Lake City, dove il direttore di Renovatio 21 ha avuto modo di vederlo e forse pure, ma si ricorda non benissimo, stringergli la mano in un ascensore quando glielo presentò un amico comune.
L’attivismo politico non è una novità per il personaggio, che ha aggiunto legalmente il cognome Freedom (libertà in inglese) nel novembre 2021, in occasione del ottenimento della cittadinanza statunitenseper simboleggiare la sua lotta per i diritti umani e la libertà di espressione, dopo essere diventato un esiliato politico ed essere perseguito dal governo turco d’Erdogan a causa delle sue forti critiche.
Nel corso di questi anni, il cestista ha criticato apertamente le violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare il trattamento degli uiguri e l’uso del lavoro forzato. Si è espresso anche su Turchia, Russia, Iran, Corea del Nord e Venezuela. Il governo di Ankara lo aveva reso apolide e oggetto di mandati di cattura internazionali: va ricordato che a partire dalla seconda elementare, Kanter ha frequentato scuole affiliate a Hizmet, parte del movimento di Fetullah Gulen, prima alleato poi acerrimo nemico di Erdogan. Anche la stella calcistica dell’Inter Hakan Sukur, gulenista che pure ebbe l’Erdogano (e il Guleno) alle sue nozze, si trova in una situazione non dissimile, e farebbe ora il tassista in Silicon Valley.
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Il Collective Bargaining Agreement della WNBA stabilisce semplicemente che «solo le giocatrici che sono donne sono eleggibili». Non definisce però cosa si intenda per «donna» né fornisce criteri medici o biologici chiari sulla partecipazione di persone transgender. Questa lacuna è al centro del dibattito acceso dopo le dichiarazioni della giocatrice Indiana Fever Sophie Cunningham, che ha chiesto di proteggere le atlete biologiche negli spogliatoi e in campo.
Nella storia della WNBA l’unica figura apertamente transgender e non binaria è stata Layshia Clarendon (AFAB, nata femmina), che ha giocato per dodici stagioni e si è ritirata nel 2024. Nessun uomo biologico ha mai gareggiato nella lega come donna.
La mossa di Kanter Freedom e White ha riacceso lo scontro tra chi chiede politiche basate sul sesso biologico per preservare equità e sicurezza, e chi sostiene l’autoidentificazione. La commissioner Engelbert ha annunciato discussioni interne. Intanto i due ex NBA insistono: «Le regole sono regole». La WNBA si trova ora a dover chiarire, sotto i riflettori, chi può davvero calcare i suoi campi.
Si tratta, ad ogni modo, di un momento d’oro per la WNBA, che offre generalmente, come tanti sport femminili, ore ed ore di noia e gioco inguardabile – il lettore di Renovatio 21 ricorderà la notizia del misterioso lancio in campo di vibratori colorati lo scorso anno.
La Cunningham aveva destato interesse internazionale, divenendo di fatto un meme, quando in una partita di settimane fa aveva protestato ad un fallo semplicemente puntando l’indice contro l’avversaria per 22 secondi netti, senza proferire parola.
LOL Sophie Cunningham finger pointing full video is hilarious 😆 pic.twitter.com/dVc39adDSp
— Lucy (@TheLucyShow1) June 28, 2026
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La bionda occhiocerulea Cunningham, che è in squadra nelle Indiana Fever con Caitlin Clark, un’altra campionessa bianca bersagliata in un campionato dove le negre sono la maggioranza, è stata oggetto di un fallo terrificante da parte di DiJonai Carrington, che in seguito all’espulsione ha parlato di «white privilege», privilegio bianco.
WNBA player DiJonai Carrington blames “white privilege” after being ejected for a hard foul on Sophie Cunningham.
Carrington was given a Flagrant 2 foul and was immediately ejected.
She then apparently rushed to the locker room so she could blame “white privilege.” pic.twitter.com/f97XWEXlEx
— Collin Rugg (@CollinRugg) August 8, 2026
La situazione quindi si sta spostando dall’asse sessuale a quella razziale. Tutto questo caos polemico ha fatto arrivare finalmente, dicono gli osservatori, un po’ di attenzione per il basket femminile, la cui spettacolarità è seriamente discutibile, ma le cui zuffe (vere irresistibili catfight tra spilungone) stanno ora offrendo materiale da popcorni.
La Cunningham nel frattempo si gode la popolarità, al punto da improvvisarsi miss portacartelli ai grandi incontro di MMA dell’UFC.
Sophie Cunningham as a ring girl at UFC 329 pic.twitter.com/TyMA5n5wll
— Hater Report (@HaterReport) July 12, 2026
Non nascondiamo che vedere Kanter e White giocare con delle donne non ci dispiacerebbe, e pensiamo che la naturale conseguenza di questo non potrebbe che essere un campionato di fatto «misto». Cosa che, chiediamoci perché, non potrebbe avvenire nel caso l’NBA ammettesse tra le sue squadre delle donne…
Una volta entrati gli uomini, è chiaro che le squadre «femminili», con gli sponsor e la voglia di vincere alle calcagna, non potrebbero che aumentare il numero di maschi in campo: abbiamo visto questo pendìo scivoloso in Italia con il numero di giocatori stranieri in ogni squadra (e il risultato è una nazionale che non va ai mondiali da 12 anni).
E quindi, avremmo alla fine due campionati maschili… Questo, cosa dice dell’intera questione gender?
E ancora più doloroso: che cosa dice dello sport femminile?
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Immagine di Enes Kanter via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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