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Uscite le prime pagine del manifesto della stragista transessuale

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Le prime tre pagine del manifesto della stragista transgender Audrey Hale sono trapelate alla stampa, a seguito di un attacco del 27 marzo che ha massacrato tre bambini di 9 anni e tre adulti alla scuola presbiteriana Covenant di Nashville (Tennessee), pochi giorni prima del «Giorno della Vendetta Trans» che era stato previsto per lo scorso 1° aprile. La donna fu uccisa dalla polizia arrivata sul posto. Un agente neutralizzò la Hale mentre continuava ad aprire il fuoco al secondo piano dell’edificio.

 

Fonti della polizia hanno detto al canale televisivo Fox 17 che i documenti sarebbero autentici e Freddie O’Connell, il nuovo sindaco di Nashville, si è detto «preoccupato» e ha chiesto al principale procuratore della città di avviare un’indagine sulle foto trapelate. I genitori di Hale hanno detto di non averli mai visti prima e di non sapere se fossero reali.

 

Il manifesto, che un funzionario aveva descritto come «astronomicamente pericoloso», doveva essere originariamente pubblicato a maggio, finché il Dipartimento di Polizia di Nashville (MNPD) non ha invertito la rotta dicendo che sarebbe stato pubblicato «presto».

 

Una settimana dopo l’inizio dell’ostruzionismo, la National Police Association (NPA) si è unita al governo metropolitano di Nashville e alla contea di Davidson nel fare causa per tutti i documenti relativi alla sparatoria del 27 marzo alla Covenant School, che era peraltro la scuola frequentata dalla stragista.

 

Clata Renee Brewer, residente nel Tennessee, che lavora con l’NPA, aveva intentato una causa il 5 maggio. Si tratta di almeno la seconda causa intentata per la sparatoria.

 

 

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L’FBI ha anche negato una richiesta per il manifesto di Hale, dicendo alla testata americana Epoch Times che il Codice degli Stati Uniti esenta dalla divulgazione «documenti o informazioni compilati per documenti o informazioni delle forze dell’ordine… ci si potrebbe ragionevolmente aspettare che interferiscano con i procedimenti di applicazione». Non è chiaro a cosa potrebbero riferirsi i procedimenti di esecuzione, poiché la principale sospettata, Audrey Elizabeth Hale, è morta sulla scena dell’attacco.

 

Nelle prime tre pagine trapelate al giornalista Stephen Crowder, è possibile leggere un odio di natura quasi razziale da parte della Hale.

 

«Oggi è il giorno. Il giorno è finalmente arrivato» scrive il 27 marzo, in una pagina titolata «Death Day», cioè «il giorno della morte».

 

«Non posso credere sia arrivato. Non so come ho fatto ad arrivare fin qui, ma sono qui. Sono un po’ nervosa, ma anche eccitata, sono stata eccitata per le ultime due settimane».

 

 

Quindi una riga che ha dato da pensare molti, e dato da rabbrividire: «Ci sono state diverse volte in cui avrei potuto essere beccata, specialmente nell’estate 2021». La ragazza ci aveva già provato? L’FBI non ha rilasciato il diario, perché avrebbe provato che la stragista era già entrata nel radar? Il trans-terrorismo confligge con la missione del Bureau di perseguire come domestic terrorists sostenitori MAGA e cattolici tradizionalisti?

 

«Niente di tutto questo ha importanza ora. Sono solo a 7 minuti di distanza. Non ci credo che lo sto facendo, ma sono pronta… Spero che le mie vittime non lo siano»

 

«La mia unica paura è che qualcosa vada storto. Farò del mio meglio per prevenire cose di questo tipo. (Dio fa’ che la mia rabbia prenda il sopravvento sulla mia ansia)».

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«Potrebbe durare 10 minuti al massimo. Potrebbe essere 3-7. Sarà rapido. Spero di avere un alto conteggio dei morti».

 

La pagina termina con la scritta, sottolineata, «Pronta a morire haha». In calce la firma, che pare essere Aiden, il nome transessuale che si era scelto la ragazza.

 

Altrove nel documento, è stato notato, si firma Audrey, il suo nome di battesimo, come nella pagina datata 2 marzo.

 

«Uccidi quei bambini!!!» scrive la stragista. «Quei crackers». «Cracker» è una parola di sapore dispregiativa dello slang americano usata per definire le persone con la pelle bianca. Questo particolare ha fatto dire a molti che la strage potrebbe avere una motivazione razziale.

 

 

La pagina è piena di odio nei confronti dei bambini che «vanno in scuole private eleganti, con quei pantaloni e zainetti sportivi eleganti, con le Mustang e decapottabili dei loro papini».

 

«Vaffanculo piccole merde. Spero di sparare ai vostri culi e cazzi deboli con i vostri capelli mocio di colore giallo Voglio uccidervi tutti piccoli bianchi!!!».

 

«Gruppo di piccoli froci, con i vostri privilegi da bianchi, Vaffanculo froci!»

 

La terza pagina trapelata è uno schema temporale dettagliato del «Death Day». Si parla anche di un «video finale» di 10 minuti che non risulta essere stato trovato.

 

La pianificazione, molto fitta, prevede voci interessanti, come la levata alle 6:30 messa come «desiderata», un richiamo non comprensibile ai «pelouche e cose che possiedo».

 

Da notare la parola «home», cioè casa, iscritta in un cuoricino tipico dei segni grafici dell’adolescenza femminile.

 

 

Le tempistiche non sembrano collimare con quelle della strage, e potrebbe trattarsi di uno dei numerosi schemi elaborati dall’assassina.

 

La pagina si conclude con un inquietante «Time 2 die», cioè «Tempo di morire», e la firma XXX, come usano fare le ragazzine nei diari e nei bigliettini, magari dopo un T.V.U.M.D.B.

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La sinistra americana ha subito detto che la sparatoria non sarebbe avvenuta se il Tennessee non avesse approvato leggi contro gli interventi chirurgici basati sul genere e i trattamenti ormonali per i minori.

 

Pochi giorni dopo i Campidogli di vari Stati dell’Unione hanno visto potenti proteste da parte degli attivisti trans. In particolare, al Campidoglio dello Stato della strage, in Tennessee, la protesta ha cominciato a fare il numero 7 con le dita, di modo da significare che l’assassina transessuale era la «7ª vittima» della strage. Avete capito bene: un’assassina di massa che entra in una scuola e uccide dei bambini piccoli è «una vittima».

 

Di fatto, pochi istanti dopo la pubblicazione da parte di Crowder, la censura si è abbattuta sui social. Facebook ha cancellato i contenuti, e anche Twitter ha cominciato ad etichettare le immagini del manifesto come «contenuto sensibile». Episodi di censura sarebbero stati registrati anche sul popolare forum Reddit.

 

 

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Crowder non ha rivelato come sia arrivato al manifesto, anche se il collega commentatore conservatore Alex Jones ha lasciato intendere ieri che il «governo locale» aveva fatto trapelare le pagine. Va ricordato che le autorità, la scorsa primavera, avevano annunciato che il manifesto sarebbe stato pubblicato a maggio. Poi, senza dare troppe spiegazioni, l’FBI decise di non rendere pubblico nulla.

 

Il giornalista investigativo Phil Williams ha definito la selezione delle pagine trapelate come «estremamente fuorviante», citando fonti che sosterrebbero che la Hale «odiava tutti». Crowder ha respinto la sfida con un appello a «pubblicare tutta quella dannata cosa allora!» Per qualche ragione, stampa e forze dell’ordine rifiutano l’idea, indicando che si tratta di materiale sensibile che appartiene all’investigazione – in pratica, invitano a guardare il dito invece che la luna. Il New York Times sembra stia preparando un hit piece, un articolo di killeraggio reputazionale, su Crowder.

 

In rete vi sono già diverse voci che giustificano l’eccidio.

 

Come riportato da Renovatio 21, molto significativamente la Hale poco prima del massacro aveva sparato alla vetrata della chiesa della scuola che raffigurava Adamo, il primo uomo.

 

Se le prime pagine del manifesto trans-stragista sono uscite, c’è da pensare che non usciranno invece i nomi dei farmaci che assumeva la ragazza. Primo fra tutti, andrebbe discusso il testosterone sintetico, che seconda la famosa aneddotica della roid rage potrebbe trasformare le personalità in senso aggressivo. Ma al di là degli steroidi, sarebbe rilevante capire quali droghe psichiatriche fossero state prescritte all’assassina.

 

È praticamente certo che ad un qualche punto della sua storia la ragazza fosse stata vista da psichiatri per il suo umore. Quindi ci chiediamo: è possibile che fosse sotto psicofarmaci SSRI, di quelli che, da bugiardino, potrebbero aumentare le idee suicidarie? A pensarci bene, l’intero suo quaderno sembra un lungo, dettaglioso piano di suicidio («Pronta a morire», «Tempo di morire»), un vero «suicide by cop», come chiamano gli americani quando una persona per morire cerca di farsi sparare da un poliziotto.

 

Tuttavia, ciò che il black box warning dei farmaci SSRI – cioè l’avvertimento evidenziato nel bugiardino – non rivela è che tale effetto paradosso (prendi la sertralina per stare meglio, ti ritrovi a progettare il suicidio) potrebbe non includere solo la propria morte, ma, in una torsione totale della mente e della morale, quella di altre persone (specie se innocenti, specie se care: pensate alle stragi in famiglia, dove vi è praticamente sempre lo psicofarmaco di mezzo), come in una prospettiva pantoclastica, apocalittica, di distruzione finale di ogni cosa: è il «Death Day» programmato nel diario-manifesto della Hale.

 

Al di là delle considerazioni eziologiche, è il fatto sociale a preoccupare: il transessualismo e la sua ideologia estrema non riescono ad essere stigmatizzate nemmeno ora, quando indizi aberranti possono portare a interrogarsi sulla sua portata, e sulla sua vera natura.

 

All’epoca della strage qualche commentatore americano la ha buttata là come provocazione sui social media: c’è un nuovo gruppo demografico da identificare come ceto in rapida crescita di tiratori di massa pro capite: la comunità transgender. «La demografia pro capite di sparatori di massa in più rapida crescita nella storia umana è la comunità trans» aveva scritto un utente su Twitter.

 

I numeri dei casi recenti non mentono: il tiratore di Colorado Springs si identificava come «non binario». Il tiratore di Denver si identificava come trans. Il tiratore di Aberdeen si identificava come trans. L’assassino di Nashville si identificava come trans. «Una cosa è MOLTO chiara: il moderno movimento trans sta trasformando gli attivisti in terroristi» aveva scritto su Twitter Benny Johnson.

 

Cercando di tirare le somme: la transessualizzazione della società in corso deve passare attraverso sparatorie di massa? Oltre che per la chirurgia amputatrice e gli ormoni dei bambini deve passare anche per la loro strage?

 

Il tutto senza che si possa nemmeno parlare del fenomeno?

 

Roberto Dal Bosco

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Uomo arrestato per aver segato la bandiera LGBT davanti a una chiesa cattolica tedesca

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Un uomo è stato arrestato dopo aver abbattuto con una sega l’asta di una bandiera arcobaleno LGBT esposta davanti a una chiesa cattolica in Germania.   Il 13 luglio alle 18:45 ora locale, diversi testimoni hanno assistito alla scena di un uomo che utilizzava una sega per tagliare l’asta della bandiera di fronte alla chiesa di San Sebastiano a Mannheim. L’asta di metallo è caduta sulla piazza del mercato, senza causare feriti. Secondo la polizia, l’autore del gesto è poi fuggito a piedi.   Le forze dell’ordine locali hanno indagato sul fatto come danneggiamento di proprietà e giovedì hanno arrestato un uomo di 58 anni residente a Mannheim. La polizia non ha fornito ulteriori dettagli sul sospettato né sui possibili moventi.   La bandiera arcobaleno LGBT era stata issata dal parroco, padre Lukas Glocker, in occasione della celebrazione locale del «mese dell’orgoglio» LGBT, denominato «Monnem Pride».

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«La bandiera simboleggia che ogni persona, indipendentemente dall’orientamento sessuale, dall’identità di genere, dalle origini, dalla religione, dall’aspetto o dal colore della pelle, dovrebbe essere trattata con rispetto e dignità», ha dichiarato Glocker all’agenzia di stampa cattolica KNA.   Nell’ambito di una rete ecumenica, la parrocchia cattolica di Mannheim ha partecipato per la terza volta quest’anno all’evento «Monnem Pride». Il motto dell’iniziativa era: «L’amore fa bene all’anima, l’odio la danneggia».   La parrocchia ha affermato in un comunicato che ogni essere umano è una creatura di Dio e possiede una dignità inalienabile e che, per questo motivo, «le bandiere arcobaleno davanti alle nostre chiese sono un segno visibile del nostro impegno a trattare tutte le persone con rispetto e dignità».   Tuttavia, secondo la dottrina cattolica, è necessario distinguere tra il rispetto dovuto alle persone che provano attrazione per lo stesso sesso e la pratica della sodomia. Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica, le persone con tendenze omosessuali devono essere trattate «con rispetto, compassione e sensibilità» (CCC 2358). Allo stesso tempo, il Catechismo afferma che gli atti omosessuali sono contrari alla legge naturale e non devono essere approvati (CCC 2357).   Non si tratta della prima volta che un fedele prende in mano la questione personalmente: due anni fa un fedele cattolico anonimo ha distrutto una raffigurazione blasfema e indecente della «Nostra Signora» all’interno della cattedrale di Santa Maria a Linz, in Austria dopo che la scultura aveva suscitato indignazione. «L’ho fatto prima di tutto per la Madre di Dio!», ha detto il cattolico che desidera rimanere anonimo ad un suo connazionale austriaco.   Vi era poi stato il caso del fedele austriaco che aveva gettato nel Tevere le statue della Pachamama piazzate dentro la chiesa di Santa Maria in Traspontina, vicino al Vaticano. Con prontezza incredibile, i carabinieri (italiani…) dissero di aver recuperato dal fiume le statuette, addirittura intatte. Papa Francesco confermò pubblicamente il ritrovamento da parte dell’arma, scusandosi formalmente con chiunque si fosse sentito offeso dal furto e precisando che le statuette erano state esposte senza alcuna intenzione idolatrica.   Come riportato da Renovatio 21, sono in grande aumento le iniziative para-omotransessualiste o blasfeme o pagane in chiese e cattedrali, sempre con l’osceno permesso delle diocesi.   Ricordiamo il caso della diocesi di Carpi, dove un quadro definito da alcuni fedeli come osceno e sacrilego era stato esposto ella chiesa di Sant’Ignazio, chiesa del museo diocesano di Carpi, per poi essere attaccato da uno sconosciuto che avrebbe ferito anche l’artista lì presente. Anche in quel caso, la mostra era stata verosimilmente approvata dalla gerarchia.

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Il dibattito sull’uso profano degli spazi sacri ha riacquistato rilevanza in seguito agli eventi legati alla Nuit Blanche del 2026 a Parigi. Storiche chiese cattoliche parigine sono state utilizzate per ospitare mostre con oggetti ispirati al voodoo e paesaggi sonori «inquietanti», il tutto con l’approvazione dell’arcidiocesi di Parigi.   Gli eventi, diretti dall’attivista LGBT Barbara Butch, hanno suscitato indignazione tra i cattolici, che si erano radunati fuori dalla chiesa di San Lorenzo per pregare e protestare pacificamente prima di essere dispersi con la forza dalla polizia, tra cui donne di tutte le età.   In un’intervista rilasciata il 16 maggio 2025 all’emittente radiofonica lionenese M Radio, la cantante francese Julie Zenatti ha affermato di essersi esibita per diversi mesi in chiese e cattedrali in tutta la Francia, descrivendo questi edifici come luoghi dall’atmosfera particolare. La Zenatti ha ammesso nell’intervista di non essere una cristiana praticante e che il suo album sulla spiritualità che verrà presentato in tournée nelle chiese francesi, esprime una forma di «spiritualità pagana».

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Hunter Biden: una «mafia cripto-omosessuale» controlla Washington: ricordando il «pagegate»

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Il figlio dell’ex presidente Joe Biden sostiene che una «mafia gay nascosta», composta principalmente da repubblicani, gestisce il governo federale.

 

La conversazione tra Hunter Biden e Jennifer Welch, conduttrice del podcast I’ve Had It, è diventata sempre più bizzarra nel corso dell’intervista di un’ora. Hunter è, per qualche ragione, in grande spolvero mediatico, in ispecie fra i contenuti del lato politico opposto al suo: dapprima è apparso sul fluviale, e seguitissimo, podcast dell’ex soldato delle forze speciali Navy Seals Sean Ryan, molto frequentato dalla destra americana. Poi si è mostrato nel podcasto di Candace Owens, dando vita ad una conversazioni a tratti convincente e persino struggente. A breve si attende il rilascio di una discussione con il giovanissimo leader indiscusso della destra groyper (cioè, su internet apertamente americanista, razzista ed antisemita – quantomento a parole) Nick Fuentes.

 

Su sollecitazione della intervistatrice, dopo una breve discussione sul suo famigerato PC portatile, Biden jr. ha indicato i tre «PC portatili MAGA» che vorrebbe esaminare.

 

«Credo che il problema più grande in America, a Washington, DC, con il governo federale non sia l’oligarchia», ha detto Biden. «È la ‘”closetocracy” [traducibile come “il potere dei cripto-omosessuali”, ndr], come la chiamo io».

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«Parlo sul serio. Posso fare una lista», ha detto Biden. «Non so se queste affermazioni siano vere, ma cominciamo con [il senatore repubblicano] Josh Hawley». L’intervistatrice ha quindi mostrato una foto di Hawley che attraversava un campo da football con il kicker dei Kansas City Chiefs, Harrison Butker, e ha commentato: «Sembra la foto di un fidanzamento gay». «Questi due non pensano alle donne», ha aggiunto la Welch. Butker è un devoto cattolico, marito e padre, nonché oppositore delle restrizioni COVID. I goscisti USA lo hanno a lungo preso di mira perché è un convinto sostenitore della vita e della famiglia e perché partecipa regolarmente alla messa tradizionale in latino.

 

Hunter ha poi citato il senatore Ted Cruz, suggerendo che emana vibrazioni «perverse». «Potrebbe essere gay. Potrebbe non esserlo», ha detto Biden, «e potrebbe anche coinvolgere gli animali» ha aggiunto oscuramente.

 

L’ex figlio del presidente ha poi criticato il presidente della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, Mike Johnson, per aver utilizzato app che impediscono la visione di materiale pornografico sui dispositivi elettronici della sua famiglia.

 

La sua ospite ha detto che il soprannome che usa per lo Speaker è «Piccolo Mosè Mike Grindr Johnson». Come noto ai lettori di Renovatio 21, Grindr è l’app per gli incontri gay in grado di incastrare tantissime figure politiche e religiose, come successo in Italia e crediamo pure in Vaticano. Curiosamente, l’app, che Trump chiese ai cinesi che l’avevano comprata di essere restituita agli USA (e i cinesi, magari forti di qualche hard disco riempito, assentirono), ha tenuto una festa alla Casa Bianca proprio di recente.

 

Biden jr. ha affermato di aver trascorso gran parte della sua vita a contatto con i politici di Washington. «Tutti sanno che a Washington, DC, esiste questa mafia gay nascosta, in gran parte repubblicana, e tutti conoscono ognuno di loro che è gay», ha detto Biden.

 

«Lo so per certo e non sto scherzando», ha aggiunto. «Lo sanno tutti a Washington. Tutti sanno chi sono. Tutti», ha ribadito più volte, aggiungendo: «Per quanto riguarda Lindsey Graham, tutti sanno che Lindsey Graham era gay».

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Il senatore Graham, probabilmente il massimo falco per le guerre USA all’estero, era stato a lungo chiacchierato per supposte tendenze celate all’opinione pubblica.

 

In molti hanno speculato sulla lealtà assoluta che Graham aveva, più che verso i suoi elettori nella Carolina del Sud, di cui parlava poco, verso Kiev e Tel Aviv, ipotizzando che alla base vi sia un qualche ricatto di natura sessuale.

 

Nel 2020 un attore pornografico omosessuale, Sean Harding, accusò un senatore di iniziali LG di aver impiegato «ogni prostituto di mia conoscenza». Come riporta il Washington Post, «l’hashtag #LadyGraham è esploso sui social (…) l’hashtag, insieme alla forma abbreviata “Lady G”, si riferisce presumibilmente al soprannome di Graham tra i lavoratori del sesso maschile».

 

La conduttrice TV Chelsea Handler si è quindi riferita al senatore come ad un omosessuale non dichiarato. Graham è considerato dal mondo omosessualista di aver passato legislazioni «omofobiche». Il Graham non si è mai sposato ma di recente aveva detto, non si sa con quanta ironia, che poteva anche accadere

 

Insinuazioni sul legame della presunta omosessualità celata e la sete di sangue sono stati fatti ripetutamente dal giornalista Tucker Carlson, che lo accusava pure di disprezzare neanche tanto segretamente Trump, pur essendone alfiere zelota.

 

La questione gli era stata rinfacciata personalmente da un giornalista che aveva cercato di intercettarlo a Washington: «Senatore, perché non ammette semplicemente di essere gay così non la ricattano più)».

 


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In una bizzarrissima scena di qualche mese fa, il senatore, nel mezzo di una crisi politica nazionale ed internazionale, fu ripreso nel parco di divertimenti floridiano Disney World, con in mano una bacchetta magica. La cosa fece sghignazzare moltissimi, perché nel gergo americano «fairy» («fata») è un termine semidispregiativo, forse un po’ desueto, per definire gli omosessuali.

 

L’intervistatrice goscista ha persino tirato in ballo il nome del giudice conservatore della Corte Suprema Samuel Alito, insinuando che la forza trainante del «nazionalismo cristiano» sia il desiderio degli uomini MAGA di «cancellare la propria omosessualità» – il tropo più classico e superficiale della propaganda LGBT, quella di accusare tutti di «omosessualità repressa».

 

La conduttrice Welch ha citato Steve Schmidt, ex collaboratore di George W. Bush, il quale ha affermato che «il 90% degli uomini repubblicani che lavoravano alla Casa Bianca quando lui era gay». Qualche ragione, tuttavia, qui vi potrebbe essere, specie se, come Renovatio 21, si ha la memoria che arriva fino a rimembrare il cosiddetto «pagegate».

 

Il pagegate fu lo scandalo, esploso nel 2006, che coinvolse il repubblicano Mark Foley, deputato della Florida. Emerse che aveva inviato e-mail e messaggi a sfondo sessuale a giovani page («paggi», assistenti adolescenti del Congresso a Washington), resi pubblici da Washington Post. Foley si dimise il 29 settembre, dichiarandosi alcolista e poi ammettendo di essere gay. Emerse che almeno dal 2005 i leader repubblicani della Camera (tra cui il Speaker Dennis Hastert) erano a conoscenza di comportamenti inappropriati, ma avevano gestito la questione in modo opaco, limitandosi a un monito interno.

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L’affaire del pagegate colpì duramente i repubblicani, già in difficoltà, e contribuì alla loro sconfitta alle elezioni midterm di novembre, con la perdita della maggioranza alla Camera. La vicenda travolse la leadership del Grand Old Party: il presidente della Camera Dennis Hastert dichiarò pubblicamente di assumersi la responsabilità, mentre la commissione etica della Camera approvò dozzine di citazioni per testimoni e documenti. Alcuni funzionari erano stati informati della condotta di Foley anni prima ma non intervennero.

 

L’inchiesta interna della Camera e le indagini dell’FBI non portarono a accuse penali, ma la ferita politica fu enorme: i democratici usarono lo scandalo per accusare i repubblicani di ipocrisia e di aver privilegiato la protezione del partito rispetto alla tutela dei giovani. Il caso contribuì in modo significativo alla sconfitta del GOP, che perse la maggioranza alla Camera dopo 12 anni.

 

Secondo voci, il giro dei repubblicani pedofili poteva godere un tempo di assoluta copertura, addirittura si narra che l’istituto psichiatrico dell’Ospedale di Washington possedesse una unità specifica per trattare i casi dei minorenni e delle minorenni abusati e sconvolti. Un po’ come una certa clinica che, in una città dell’Alta Italia, secondo la leggenda metropolitana seguirebbe subitaneamente ogni «problema» (tipo: overdose) di certi rampolli, anche se certe cronache sembrano indicare che non sempre tale misterico ente sia chiamato per tempo.

 

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Arrestato omosessuale che minacciava di sparare in una scuola cattolica, uccidere bambini e «qualche suora» per divertimento”.

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Un uomo del Nebraska è stato arrestato per aver minacciato di compiere una strage in una scuola cattolica con l’intento specifico di uccidere le suore e i figli del governatore del Nebraska, Jim Pillen, fervente cattolico. Lo riporta LifeSite.   Ean Halstead, 32 anni, è stato arrestato venerdì dopo un confronto con le forze dell’ordine. La stampa americana che si è occupata del caso lo definisce come un «cittadino omosessuale».   Secondo quanto riportato dall’emittente locale KFOR, Halstead avrebbe precedenti per minacce violente e sarebbe stato precedentemente condannato per aver minacciato un «ex fidanzato» e avergli dato fuoco alla camera da letto.   Il 26 giugno, Halstead ha pubblicato un messaggio sulla pagina Facebook delle scuole cattoliche di Columbus che recitava: «Ho intenzione di fare una strage in questa scuola e uccidere i figli di Jim Pillen e alcune suore per puro divertimento». Sebbene pubblicato con il nome «Bobby McGee», le forze dell’ordine sono riuscite a risalire a Halstead.   Durante una perquisizione nell’appartamento di Halstead, gli investigatori hanno scoperto dispositivi elettronici che lo collegavano alle minacce, e per questo è stato accusato di minacce terroristiche e distruzione di prove.  

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Halstead è detenuto in una prigione della contea di Douglas.   «Le forze dell’ordine del Nebraska prendono molto sul serio le minacce contro le nostre scuole e la Polizia di Stato del Nebraska continuerà a utilizzare ogni risorsa disponibile per proteggere studenti, personale e le nostre comunità. Desidero ringraziare il nostro team per la professionalità, il lavoro di squadra e l’impegno profuso nel garantire la sicurezza dei cittadini del Nebraska. Questa indagine dimostra l’importanza della preparazione, della collaborazione e delle solide partnership che consentono una risposta rapida ed efficace a questo tipo di incidente. Siamo grati che l’incidente si sia concluso senza conseguenze per tutti i soggetti coinvolti», ha dichiarato il colonnello Bryan Waugh, sovrintendente della Polizia di Stato del Nebraska.   Dave Lopez, capo di gabinetto del governatore Pillen, ha dichiarato: «Siamo estremamente grati agli investigatori della Polizia di Stato del Nebraska e alle forze dell’ordine alleate per il loro lavoro rapido e accurato nel rintracciare questo individuo e garantire la sicurezza della First Family».   «In Nebraska non tolleriamo in alcun modo la violenza politica, comprese le minacce di metterla in atto. Chiunque minacci di usare violenza contro un funzionario pubblico o la sua famiglia in questo Stato verrà individuato e chiamato a risponderne. La retorica politica infuocata, che troppo spesso sfocia nella radicalizzazione e nella violenza, deve placarsi», ha aggiunto.   Attacchi stragisti a scuole cristiane sono una tendenza emergente, soprattutto quando lo stragista è imbevuto di ideologia omotransessualista.   Si ricordano i casi della strage in Tennessee, presso una scuola presbiteriana, la Covenant School di NBashville, commesso dalla transessuale Audrey Hale (tre bambini di nove anni e tre adulti trucidati), così come l’ecatombe perpetrata l’anno scorso contro i bambini nella chiesa della Annunciation Catholic School in Minnesota (due bambini assassinati e diecine di feriti).    

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Immagine di Nanilluc via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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