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Epidemie

Test C-19: «inutili» e «basati su scienza erronea», dicono alcuni scienziati

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Il documento scientifico originale che stabilisce i test RT-PCR come il modo per identificare COVID-19 negli individui, alimentando così i lockdown in tutto il mondo, è stato completamente smentito da alcuni scienziati che definiscono i test «inutili» e «completamente inadatti» a trovare COVID-19, dato che sono stati sviluppati senza nemmeno avere accesso al virus stesso.

 

Un gruppo di 22 scienziati indipendenti ha studiato e rivisto l’articolo di Corman-Drosten (CD), trovando «numerosi errori tecnici e scientifici», notando che né il «test né il manoscritto stesso soddisfa i requisiti per una pubblicazione scientifica accettabile» definendo i suoi autori  come «intellettualmente disonesti»

L’articolo pubblicato di recente ha esaminato il documento originale Corman-Drosten, in cui i test di reazione a catena della polimerasi in tempo reale (RT-PCR / PCR) sono stati proposti come mezzo convalidato per rilevare COVID-19. Il protocollo proposto viene utilizzato in circa il 70% dei test a livello globale e da oltre cento governi .

 

Questi test sono diventati prontamente il fattore motivante dietro il fenomeno internazionale dei lockdown a livello nazionale, poiché è stato segnalato che i casi del virus sono aumentati. Ma un gruppo di 22 scienziati indipendenti, denominato International Consortium of Scientists in Life Sciences (ICSLS), ha studiato e rivisto l’articolo di Corman-Drosten (CD), trovando «numerosi errori tecnici e scientifici», notando che né il «test né il manoscritto stesso soddisfa i requisiti per una pubblicazione scientifica accettabile».  Essi hanno descritto il documento del CD come «scienza imperfetta» e hanno chiamato i suoi autori «intellettualmente disonesti».

 

Il gruppo presenta «dieci problemi fatali» con il documento Corman-Drosten e conclude che non c’è altra scelta «se non quella di ritirare la pubblicazione».

 

Non c’è altra scelta «se non quella di ritirare la pubblicazione»

Ciascuno dei problemi è descritto come sufficiente da solo a rendere il test PCR «inutile come strumento diagnostico specifico per identificare il virus SARS-CoV-2».

 

Il rapporto ICSLS evidenzia la «diagnosi errata di infezioni in tutto il mondo» derivante dai protocolli CD, risultante in «lockdown rigorosi che hanno distrutto la vita e il sostentamento di molte persone».

Il rapporto ICSLS evidenzia la «diagnosi errata di infezioni in tutto il mondo» derivante dai protocolli CD, risultante in «lockdown rigorosi che hanno distrutto la vita e il sostentamento di molte persone».

 

L’autore principale del rapporto ICSLS è il dottor Pieter Borger, esperto di biologia molecolare dell’espressione genica, e tra i coautori c’è il dottor Michael Yeadon, ex vicepresidente dell’azienda di vaccini Pfizer.

 

Il Dr. Paul Sacré offre una breve spiegazione di come funziona il test PCR, come aiuto per comprendere le critiche dell’ICSLS al documento CD. Il tampone nasale o faringeo viene «processato per isolare il materiale genetico«, quindi i primer – «materiale genetico ingegnerizzato» – vengono aggiunti e legati al materiale genetico virale, che inizia l’ «amplificazione». Durante l’amplificazione, vengono rilasciati marker fluorescenti «legati alle copie durante la PCR» e se viene rilevato un numero sufficiente di questi, il test viene definito positivo.

 

Qualsiasi biologo molecolare che abbia familiarità con il design RT-PCR avrebbe facilmente osservato i gravi errori presenti nel documento Corman-Drosten prima del processo di revisione effettivo»

Il documento Corman-Drosten sembra non aver ricevuto alcuna peer-review. È stato ricevuto da Eurosurveillance il 21 gennaio 2020, accettato per la pubblicazione il giorno successivo e pubblicato online il 23 gennaio. Infatti, ICSLS riferisce che una versione del documento CD è stata pubblicata sul sito web dell’OMS il 13 gennaio 2020.

 

Tali prove quindi suggeriscono che non si sia verificata alcuna revisione tra pari, e l’ICSLS scrive: «Qualsiasi biologo molecolare che abbia familiarità con il design RT-PCR avrebbe facilmente osservato i gravi errori presenti nel documento Corman-Drosten prima del processo di revisione effettivo».

 

Come riporta Lifesitenews, il gruppo ha contattato Eurosurveillance per una copia di una revisione tra pari, ma alla fine è stato detto che «la divulgazione avrebbe minato lo scopo delle indagini scientifiche».

Vi sono «gravi conflitti di interesse per almeno quattro autori», con due degli autori che ricoprono il ruolo diamministratore delegato e di consulente scientifico presso l’azienda produttrice di test PCR TIB-Molbiol

 

È stato scoperto che due autori del documento CD, Christian Drosten e Chantal Reusken, fanno parte del comitato editoriale di Eurosurveillance, spingendo l’ICSLS a dire che «c’è un grave conflitto di interessi che rafforza i sospetti che il documento non sia stato sottoposto a peer-revie» .  Tale azione è vista come in grado di «compromettere l’integrità scientifica».

 

In aggiunta a ciò, ICSLS ha riscontrato «gravi conflitti di interesse per almeno quattro autori», con due degli autori che ricoprono il ruolo diamministratore delegato e di consulente scientifico presso l’azienda produttrice di test PCR TIB-Molbiol.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Epidemie

Contagio di demenza statistica collettiva: italiani, ma li vedete questi dati?

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Vediamo un attimo di ricapitolare a quale stadio di demenza statistica collettiva sia arrivati.

 

Prendiamo l’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità.

 

Al 14 novembre i tamponi positivi tra non vaccinati erano 23.176. Già, ma non tutti i positivi tra i non-vaccinati vengono trovati: infatti abbiamo già visto che su 3,5 milioni di italiani non vaccinati  solo 1 milione scarso sta facendo tamponi ogni 48 ore per andare al lavoro.

 

I vaccinati i tamponi manco li fanno più, tranne in caso di sintomi, viaggi speciali e visite in ospedale.

 

Questo significa che i numeri trovati andrebbero, in proiezione, moltiplicati. Per i non-vaccinati dovremmo moltiplicarli di circa 5 volte poiché sono 3,5 milioni ma i tamponi li fanno solo meno di 1 milione di utenti tra loro, tamponi che vanno uniti ai tamponi che fanno i vaccinati.

 

Per essere sportivi ci limiteremo a moltiplicarli semplicemente per 4. Facciamo insomma finta che il numero di non vaccinati positivi asintomatici «sommersi» sia solo 3 volte rispetto a quelli trovati.

 

Fate due conti sugli under 40. Sono i valori evidenziati in blu.

 


Su 100.000 (23.176 x 4) non-vaccinati positivi stimati – per essere sportivi – ci sono state 24 terapie intensive e 6  decessi.

 

Facciamo due conti per vedere la letalità di questo COVID per gli under 40.



100.000: 24= 4166

 

100.000:6= 16.666

 

Un cittadino under 40 se prende il COVID – se lo prende – ha 1 possibilità su 4166 di passare per le terapie intensive e 1 possibilità su 16.666 di morire

Un cittadino under 40 se prende il COVID – se lo prende – ha 1 possibilità su 4166 di passare per le terapie intensive e 1 possibilità su 16.666 di morire.



Il tasso di letalità degli incidenti stradali in Italia è di 1 su 8.333 (12 su 100.000).

 

Quello del COVID è la metà. E parliamo di un valore medio, quindi un bambino avrà un tasso decine di volte inferiore a quello di un trentenne!

 

Se volete essere ancora meno sportivi, fate pure finta che i positivi «sommersi» siano solo 2 volte rispetto a quelli rilevati. Ottenete lo stesso tasso di letalità degli incidenti stradali.

 

Passiamo ai contagi. Abbiamo già affrontato il tema altre volte. Lo ripetiamo. Quanto si contagiano in meno i vaccinati rispetto ai non-vaccinati?

 

Facciamo i rapporti tra i valori in verde.

 



Come abbiamo già dimostrato in passato attraverso le tabelle precedenti all’entrata in vigore del green pass: i vaccinati non si tamponano più, avendo di diritto automatico al pass. Quindi è logico che il tasso di contagi rilevato sia di molto superiore a svantaggio dei non-vaccinati, che i tamponi devono farli.

 

Di quanto superiori? Per rispondere ci sono le tabelle di luglio 2021, prima che entrasse in vigore il green pass. Da queste tabelle emergeva che i vaccinati rimangono contagiosi al 60%.

 

Ad ogni modo, guardiamo gli ultimi dati sui contagi (quelli in verde), e facciamo pure finta di non considerare questo grave difetto di rilevazione (bias).

 

Calcolare i rapporti percentuali non è difficile per nessuno.

 

 

 

Conclusione: i vaccini per gli under 40 non servono a nulla né per la propria salute né per limitare il contagio collettivo. È una leggenda metropolitana che vi spacciano governo e giornali – i quali fanno finta che i dati dell’Istituto Superiore di Sanità non esistano. Non parliamo di tesi no vax, di UFO di Roswell o di mostri rettiliani.

 

Sono i dati del Ministero della Salute della Repubblica Italiana.



Non solo, ma il pericolo dei vaccini dichiarato dall’AIFA è superiore al rischio del COVID.

 

Sono tutti dati del governo. Guardate le tabelle dell’AIFA per ogni 100.000 vaccinati under 40.

 

Ripetiamolo: questi sono numeri sanitari ufficiali forniti dagli enti pubblici preposti.

 

Italiani, ma li vedete questi dati?

 

 

Gian Battista Airaghi

 




 

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Epidemie

The Lancet: «stigmatizzare i non vaccinati non è giustificato»

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Sorprendente presa di posizione in un articolo pubblicato dalla prestigiosa rivista scientifica The Lancet:  stigmatizzare i non vaccinati «non è giustificato».

 

L’autore del breve articolo è il dottor Günter Kampf dell’Università di Medicina di Greifswald, in Germania.

 

Il dottor Kampf si scaglia contro un’espressione utilizzata ad nauseam dai nostri medi, la cosiddetta «pandemia dei non vaccinati» con cui politici e giornalisti hanno martellato la popolazione per settimane, nel tentativo di giustificare, in tutta Europa, una nuova incredibile stretta delle restrizioni pandemiche (il 2G in Germania e Austria, il super green pass in Italia).

«È sbagliato e pericoloso parlare di pandemia dei non vaccinati»

 

«Negli Stati Uniti e in Germania, funzionari di alto livello hanno usato il termine pandemia dei non vaccinati, suggerendo che le persone che sono state vaccinate non sono rilevanti nell’epidemiologia di COVID-19. L’uso di questa frase da parte dei funzionari potrebbe aver incoraggiato uno scienziato a sostenere che “i non vaccinati minacciano i vaccinati per il COVID-19″» scrive Kampf.

 

Si tratta, dice il medico, di una visione troppo semplicistica.

 

«Vi sono prove crescenti che gli individui vaccinati continuano ad avere un ruolo rilevante nella trasmissione» scrive il medico tedesco.

 

Vi sono i numeri americani a testimoniare quanto sostiene:

 

«Vi sono prove crescenti che gli individui vaccinati continuano ad avere un ruolo rilevante nella trasmissione»

«In Massachusetts, USA, sono stati rilevati un totale di 469 nuovi casi di COVID-19 durante vari eventi nel luglio 2021 e 346 (74%) di questi casi riguardavano persone completamente o parzialmente vaccinate, di cui 274 (79%) erano sintomatici. I valori di soglia del ciclo erano similmente bassi tra le persone completamente vaccinate (mediana 22,8) e le persone non vaccinate, non completamente vaccinate o il cui stato di vaccinazione era sconosciuto (mediana 21,5), indicando un’elevata carica virale anche tra le persone che erano completamente vaccinati. Negli USA, al 30 aprile 2021 sono stati segnalati un totale di 10 262 casi di COVID-19 in persone vaccinate, di cui 2725 (26,6%) erano asintomatici, 995 (9,7%) erano ricoverati e 160 ( 1,6%) è morto».

 

Poi ci sono anche statistiche tedesche:

 

«In Germania, il 55,4% dei casi sintomatici di COVID-19 in pazienti di età pari o superiore a 60 anni riguardava individui completamente vaccinati, e questa percentuale aumenta ogni settimana. A Münster (…) si sono verificati nuovi casi di COVID-19 in almeno 85 (22%) delle 380 persone che erano completamente vaccinate o che si erano riprese dal COVID-19 e che frequentavano una discoteca».

 

Quindi, «le persone vaccinate hanno un rischio inferiore di contrarre malattie gravi, ma sono ancora una parte rilevante della pandemia». Incontrovertibilmente, non può che essere così. Punto.

 

Per cui, dice il dottor Kampf, è «sbagliato e pericoloso parlare di pandemia dei non vaccinati».

 

«Invito i funzionari e gli scienziati di alto livello a fermare la stigmatizzazione inappropriata delle persone non vaccinate, che includono i nostri pazienti, colleghi e altri concittadini, e a fare uno sforzo maggiore per riunire la società».

Anche perché, come si usa dire, chi non conosce la storia è destinato a ripeterla: «storicamente, sia gli Stati Uniti che la Germania hanno generato esperienze negative stigmatizzando parti della popolazione per il colore della pelle o la religione».

 

«Invito i funzionari e gli scienziati di alto livello a fermare la stigmatizzazione inappropriata delle persone non vaccinate, che includono i nostri pazienti, colleghi e altri concittadini, e a fare uno sforzo maggiore per riunire la società».

 

Kampf conclude il breve ma incisivo articolo con la dichiarazione di conflitto di interesse. Non ne ha nessuna.

 

Quanti dottori che vanno nelle TV nostrane possono dirlo?

 

 

 

 

 

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Armi biologiche

Vaiolo, il mistero delle fiale ritrovate. Cosa sta succedendo?

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Il mondo delle epidemie e dei laboratori è appena stato scosso da un altro incredibile mistero.

 

Fiale di ciò che è stato etichettato come «vaiolo» sono state trovate in un congelatore di laboratorio a Filadelfia la settimana scorsa, scatenando una risposta immediata da parte dell’FBI e del CDC. Non si tratta di una cosa di poco conto: il vaiolo, considerato estirpato dal pianeta, ha ucciso negli anni milioni di esseri umani.

 

Il 17 novembre Yahoo News riporta che 15 «fiale discutibili» sono state trovate nel congelatore da laboratorio della Merck in Pennsylvania. 10 di esse sono etichettate come «Vaccinia» e le restanti cinque etichettate come Smallpox, «vaiolo».

 

Il misterioso ritrovamento delle fialette di vaiolo avviene praticamente negli stessi giorni in cui Bill Gates si mette a parlare di «Germ Games» e specificamente di… vaiolo

Tale è la gravità dell’accaduto che, secondo quanto riportato, la struttura sarebbe stata immediatamente chiusa.

«Non ci sono indicazioni che qualcuno sia stato esposto al piccolo numero di fiale congelate. Le fiale congelate etichettate come “vaiolo” sono state scoperte casualmente da un lavoratore di laboratorio mentre puliva un congelatore in una struttura che conduce ricerche sui vaccini in Pennsylvania “, ha detto a Yahoo News un portavoce del CDC».

«Il CDC, i suoi partner amministrativi e le forze dell’ordine stanno indagando sulla questione e il contenuto delle fiale sembra intatto. L’operatore di laboratorio che ha scoperto le fiale indossava guanti e una mascherina facciale. Forniremo ulteriori dettagli non appena disponibili», ha affermato il portavoce.

 

Non si tratta della prima volta. Nel 2014 un altro set di fiale fu scoperto nel Maryland. All’epoca scoprirono 6 fiale. Il CDC promise di testare e distruggerle. Erano riemerse per caso durante le pulizie in un magazzino del campus del National Institutes of Health (NIH) di Bethesda. Dissero che erano state «dimenticate».

 

Il Gates in un messaggio di pochi giorni prima mise insieme le parole «vaiolo» e «bioterrorismo»

Il vaiolo è considerato «eradicato» dal 1980 a seguito di una martellante campagna di vaccinazione globale. È ammesso che alcuni campioni vivi siano conservati in due soli luoghi, negli USA ad Atlanta (nella struttura del CDC chiamata VECTOR) e in Russia, nella città siberiana di Novosibirsk.

 

Il misterioso ritrovamento delle fialette di vaiolo avviene praticamente negli stessi giorni in cui Bill Gates si mette a parlare di «Germ Games» e specificamente di… vaiolo.

 

Il Gates in un messaggio di pochi giorni prima mise insieme le parole «vaiolo» e «bioterrorismo».

 

«Uno dice, OK, e se un bioterrorista portasse il vaiolo in 10 aeroporti? Sai, come reagirebbe il mondo a questo?» si è chiesto retoricamente il magnate di Seattle.

 

Bill Gates: «Ci sono epidemie causate naturalmente ed epidemie causate da bioterrorismo che potrebbero anche essere molto peggiori di quelle che abbiamo vissuto oggi e tuttavia, i progressi della scienza medica dovrebbero darci strumenti»

«Ci sono epidemie causate naturalmente ed epidemie causate da bioterrorismo che potrebbero anche essere molto peggiori di quelle che abbiamo vissuto oggi e tuttavia, i progressi della scienza medica dovrebbero darci strumenti».

 

Come riportato da Renovatio 21, Richard Hatchett, il CEO dell’ente vaccinale transnazionale fondato da Gates CEPI, ha svelato i progetti in via di realizzazione del vaccino universale in una recente intervista al Corriere della Sera, citando proprio il vaiolo.

 

«Abbiamo la prova che è possibile ottenere un vaccino universale per una famiglia virale, per esempio quello che usiamo contro il vaiolo protegge contro tutti i virus della famiglia degli Orthopoxvirus» aveva dichiarato Hatchett un po’ oscuramente. Stava insomma parlando di vaiolo in relazione al «supervaccino», che era il tema dell’intervista.

 

Ribadiamo che i lettori non possono non essere colpiti dal fatto che, parlando di bioterrorismo, Gates sia finito a parlare proprio il vaiolo.

 

Il 20 luglio 2018 Renovatio 21 pubblicava un articolo intitolato «Farmaco per il vaiolo approvato dalla FDA, solo una mossa contro il bioterrorismo?».

 

Oramai più di tre anni fa, 16 mesi prima della pandemia, Renovatio 21 scrivevamo che «negli ultimi mesi è impossibile non vedere come vi siano strani movimenti attorno al vaiolo».

Oramai più di tre anni fa, 16 mesi prima della pandemia, Renovatio 21 scrivevamo che «negli ultimi mesi è impossibile non vedere come vi siano strani movimenti attorno al vaiolo».

 

C’era già in ballo da un lustro la programmatica resurrezione in laboratorio del patogeno che di fatto rappresenta l’inizio della storia dei vaccini.

 

A fine 2017, alcuni ricercatori della Università di Alberta (Canada) hanno ricreato sinteticamente un virus simil-vaiolo, riportando in vita un ceppo pericolosissimo morto decenni fa. La notizia aveva destato molte polemiche. Alcuni critici hanno sottolineato come tale ricerca fosse inutile o addirittura dannosa: una forma sintetica del virus potrebbe finire nelle mani di terroristi, dissero.

 

Scriveva Renovatio 21:

 

«Le aree semantiche del terrorismo biologico e dei vaccini paiono interrelate in ogni articolo dei giornali internazionali; ma il motivo è presto detto: vi è una stretta relazione anche tra il business dell’informazione e quello della sanità che fornisce agli Stati le fialette a suon di miliardate. I casi vari dell’influenza aviaria dovrebbero bastare a rendere l’idea».

 

Il business dell’informazione e quello del controllo biologico hanno in comune una figura inevitabile: Bill Gates.

 

Bill Gates: «la prossima epidemia potrebbe avere origine sullo schermo del computer di un terrorista intenzionato a utilizzare l’ingegneria genetica per creare una versione sintetica del virus del vaiolo»

Il quale anni addietro aveva predetto che «la prossima epidemia potrebbe avere origine sullo schermo del computer di un terrorista intenzionato a utilizzare l’ingegneria genetica per creare una versione sintetica del virus del vaiolo».

 

Questa frase è stampata nella pagina «Chi siamo» del sito di una farmaceutica dell’Oregon, Siga Technologies di Corvallis, Oregon, una società privata che ha sviluppato un nuovo farmaco antivaiolo sotto un contratto federale di difesa biomedica.

 

Altre volte in questi tempi sono emerse storie di vaiolo. Quattro mesi fa la Cina avrebbe riportato la prima morte umana  per «Monkey B» – un virus chiamato anche vaiolo delle scimmie.

 

Chiediamo umilmente: cosa sta succedendo?

Ora la storia delle fialette misteriose. Abbandonate, dimenticate in un magazzino… Trovate contemporaneamente alle dichiarazioni di un miliardario onnipotente ossessionato dai vaccini.

 

Insomma: vaiolo, «bioterrorismo», Bill Gates che canta e ricanta.

 

Chiediamo umilmente: cosa sta succedendo?

 

 

 

 

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