Bioetica
Bioetica, il C-19 detronizzerà l’«autonomia» come principio dominante?
Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.
Come sarà la bioetica dopo il COVID-19? L’esperienza dei lockdown, l’isolamento sociale, la paura di un nemico invisibile,la deferenza verso gli esperti e la dipendenza potrebbero cambiare la percezione di come affrontiamo i dilemmi etici.
Ruth Chadwick , co-editrice della rivista Bioethics, riflette in un recente editoriale sulla veemenza dell’opinione pubblica riguardo al lockdown.
«Un sondaggio ha rilevato che il 12% dei portatori di mascherina ha dichiarato di “odiare” coloro che non la indossano , mentre il 14% di coloro che rispettano il lockdownha espresso la stessa emozione nei confronti di coloro che violano le regole»
«Un sondaggio condotto dal think tank britannico Demos ha rilevato che il 12% dei portatori di mascherina ha dichiarato di “odiare” coloro che non indossano coperture per il viso, mentre il 14% di coloro che rispettano il lockdown ha espresso la stessa emozione nei confronti di coloro che violano le regole».
Cosa suggerisce questo sui principi della bioetica?
«L’odio è diversi passi oltre la disapprovazione sociale. Ciò suggerisce che potrebbe esserci qualcosa di più qui delle preoccupazioni per il problema degli scrocconi, o persino delle preoccupazioni per le minacce dirette alla propria sicurezza personale, se le persone vengono considerate “cattive” indipendentemente dalla relativa rischiosità del loro comportamento in particolari situazioni».
Forse è necessaria più riflessione sulla solidarietà e meno sull’autonomia.
«L’odio è diversi passi oltre la disapprovazione sociale»
«Forse la cosa più sorprendente, tuttavia, alla luce dei risultati di Demos, è la questione di quali potrebbero essere le condizioni per la possibilità di solidarietà sociale – scrive la studiosa –e le implicazioni per l’applicabilità e l’utilità del principio di solidarietà in bioetica».
Chadwick è l’ultimo di una serie di bioeticisti – provenienti da scuole di pensiero molto diverse – che stanno mettendo in discussione il paradigma dominante dell’autonomia.
Forse è necessaria più riflessione sulla solidarietà e meno sull’autonomia.
Carter Snead sostiene che l’autonomia presenta «una visione incompleta e falsa dell’identità umana e della prosperità» che definisce un essere umano “«ome una volontà atomizzata e solitaria».
Laura Williamson ha recentemente affermato che l’autonomia è di scarsa utilità nelle discussioni etiche sui tossicodipendenti.
«La bioetica si è spinta troppo oltre nella direzione dell’individuo e ha bisogno di una svolta verso l’importanza della comunità e del bene comune»
E Craig Klugman ha sottolineato che «la bioetica si è spinta troppo oltre nella direzione dell’individuo e ha bisogno di una svolta verso l’importanza della comunità e del bene comune».
Michael Cook
Direttore di BioEdge
Bioetica
Sostanze chimiche contenute nelle pillole abortive nell’acqua potabile: studio
Secondo un nuovo studio sottoposto a revisione paritaria, gli americani potrebbero assumere farmaci abortivi senza saperlo. Lo riporta LifeSite.
Lo studio «Anti-progesterone nelle acque ambientali» potrebbe essere il primo a fornire prove a sostegno delle crescenti preoccupazioni sulla possibile contaminazione delle risorse idriche da parte dei farmaci abortivi. La ricerca, della durata di due anni, ha incluso campioni d’acqua provenienti da diverse fonti idriche municipali e analisi effettuate da un laboratorio indipendente.
La presenza di questi farmaci risulta particolarmente preoccupante, considerati i persistenti problemi di fertilità nella popolazione americana e la rapida crescita nell’uso di pillole abortive dopo l’annullamento della sentenza Roe v. Wade nel 2022.
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Lo studio, pubblicato il 20 luglio sulla rivista Issues of Law & Medicine, ha rilevato «livelli significativi di mifepristone (fino a 0,041 μg/l) nell’acqua di tutte le nove classi di campionamento tranne una».
«A causa della moltitudine di effetti del progesterone, questo contaminante potrebbe influenzare la fisiologia degli animali acquatici e la salute umana, compresi la fertilità, la gravidanza e lo sviluppo fetale», hanno avvertito gli autori dello studio. Elise Rose, che ha conseguito un dottorato in agronomia, ha supervisionato la ricerca ed è ricercatrice presso il Charlotte Lozier Institute.
Come riportato da Renovatio 21, l’iniziativa era partita lo scorso anno. Durante l’estate 2025, i funzionari dell’Agenzia per la Protezione Ambientale americana (EPA) hanno incaricato gli scienziati di determinare se fosse possibile sviluppare metodi per rilevare tracce di pillole abortive nelle acque reflue.
La divulgazione dell’avvio della ricerca faceva seguito alla richiesta di 25 membri repubblicani del Congresso USA che hanno chiesto all’EPA di indagare sulla questione.
A giugno 2025 un rapporto pubblicato da Liberty Counsel Action indicava che più di 40 tonnellate di resti di feti abortiti e sottoprodotti della pillola abortiva sono infiltrati nelle riserve idriche americane.
«Come altri farmaci noti per causare effetti avversi sul nostro ecosistema, il mifepristone forma metaboliti attivi», spiega il rapporto di 86 pagine. «Questi metaboliti possono mantenere gli effetti terapeutici del mifepristone anche dopo essere stati escreti dagli esseri umani e contaminati dagli impianti di trattamento delle acque reflue (WWTP), la maggior parte dei quali non è progettata per rimuoverli».
Non si tratta della prima volta che vengono lanciati gli allarmi sull’inquinamento dei fiumi da parte della pillola abortiva RU486, detta anche «pesticida umano».
Come riportato da Renovatio 21, le acque di tutto il mondo sono inquinate da fortemente dalla pillola anticoncenzionale, un potente steroide usato dalle donne per rendersi sterili, che viene escreto con l’orina con effetto devastante sui fiumi e sulla fauna ittica. In particolare, vi è l’idea che la pillola starebbe facendo diventare i pesci transessuali.
Danni non dissimili sono stati rilevati per gli psicofarmaci, con studi sui pesci di fiume resi «codardi e nervosi».
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Nonostante i ripetuti allarmi sul danno ambientale dalla pillola, le amministrazioni di tutto il mondo – votate, in teoria, all’ecologia e alla Dea Gaia – continuano con programmi devastatori, come quello approvato lo scorso anno a Nuova York di distribuire ai topi della metropoli sostanze anticoncezionali. A ben guardare, non si trova un solo ambientalista a parlare di questa sconvolgente forma di inquinamento, ben più tremenda di quello delle auto a combustibile fossile.
Ad ogni modo, come Renovatio 21 ripeterà sempre, l’inquinamento più spiritualmente e materialmente distruttore è quello dei feti che con l’aborto chimico vengono espulsi nel water e spediti via sciacquone direttamente nelle fogne, dove verranno divorati da topi, pesci, insetti, anfibi e altri animali del sottosuolo.
Su questo non solo non si trovano ambientalisti a protestare: mancano, completamente, anche i cattolici.
Come riportato da Renovatio 21, l’OMS poche ha aggiunto la pillola figlicida alla lista dei «medicinali essenziali». Il segretario della Salute USA Robert Kennedy jr. aveva promesso una «revisione completa» del farmaco di morte (gli sarebbe stato chiesto dallo stesso Trump) ma esso è stato approvato dall’ente regolatore FDA.
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Bioetica
Fauci ha avuto un ruolo in uno studio che ha trapiantato scalpi di feti abortiti su ratti
Dr. Fauci copied a cover-up headline into his diary disputing his role in a study that grafted 5-month aborted baby scalps onto lab rats.
3 weeks earlier, Fauci swore to Congress his NIAID funded the study “with the appropriate oversight and guidelines”pic.twitter.com/apwvoCugJg pic.twitter.com/XEX19bGOTe — David Daleiden (@daviddaleiden) July 27, 2026
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La Trasancos è stata direttore esecutivo del St. Philip Institute of Catechesis and Evangelization del vescovo Joseph Strickland nella diocesi di Tyler, in Texas. Monsignor Strickland ha ritwittato il suo rapporto, dichiarando: «Questi sono crimini contro l’umanità che devono essere perseguiti. Il silenzio di fronte a queste atrocità non fa che accrescere il male. Svegliati America! Chiedi che tutto questo finisca SUBITO!»Aborted baby scalps grafted onto mice. Their organs transplanted. Humanized mice developed at the University of Pittsburgh, all to study the immune system. Supported by Dr. Fauci’s NIAID. Paid for by us. Why?https://t.co/pCH04vZrSM pic.twitter.com/xa0OUetozJ
— Stacy Trasancos (@StacyTrasancos) December 17, 2020
These are crimes against humanity that should be prosecuted. Silence in the face of these atrocities simply adds to the evil. Wake up America! Demand that this stops NOW! https://t.co/sKkDNOfLBJ
— Bishop J. Strickland (@BishStrickland) December 17, 2020
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Negli ospedali olandesi verranno praticati aborti fino a 24 settimane invece di 22
Gli ospedali olandesi inizieranno a praticare aborti su richiesta fino alla 24ª settimana di gravidanza, rispetto al precedente limite di 22 settimane. Lo riporta LifeSite.
Sebbene la legge olandese sull’aborto consenta in linea di massima l’interruzione di gravidanza fino alla 24ª settimana (definita come l’età legale di «vitalità»), gli ospedali generalmente praticano aborti solo fino alla 22ª settimana, poiché i bambini nati a partire dalla 22ª settimana spesso sopravvivono grazie alle cure neonatali.
Il quotidiano olandese AD ha riportato che la Società olandese di ostetricia e ginecologia (NVOG) e gli ospedali hanno concordato un nuovo protocollo in base al quale gli ospedali praticheranno aborti su richiesta tra la 22ª e la 24ª settimana di gestazione, nonostante molti bambini siano in grado di sopravvivere al di fuori dell’utero a quell’età gestazionale.
Come riporta Brussels Signal, la modifica è stata apportata per impedire alle donne di recarsi all’estero per abortire.
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Tra la 22ª e la 24ª settimana di gestazione, il feto è già altamente sviluppato, con un’altezza di circa 30 centimetri e un peso di circa 600 grammi. Il bambino non ancora nato possiede già impronte digitali uniche, un viso completamente formato ed è in grado di reagire a suoni, tatto e luce. Sebbene i bambini nati in questa fase siano ancora considerati molto prematuri, i tassi di sopravvivenza superano spesso il 60% nei paesi sviluppati dotati di moderne cure neonatali. In caso di aborto in questa fase, il feto viene spesso ucciso tramite un’iniezione letale.
Le associazioni pro-vita locali hanno criticato la decisione, affermando che il provvedimento amplia l’accesso all’aborto in fase avanzata di gravidanza, anche per i bambini sani, in una fase in cui molti feti sono in grado di sopravvivere al di fuori dell’utero.
Nel 2024, nei Paesi Bassi sono stati praticati oltre 39.000 aborti. Secondo il ministero della Salute, 331 di questi sono stati eseguiti tra la 22ª e la 24ª settimana di gestazione.
Il Regno resta uno dei Paesi trainanti nel trend globale all’eutanatizzazione della popolazione, con le morti per pratiche eutanatiche che hanno superato il 5% dei decessi nel 2023.
Come riportato da Renovatio 21, il mese scirsi è emerso che per la prima volta, è stata praticata l’eutanasia su un bambino di età inferiore ai dodici anni.
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Immagine di Goleisureintl via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
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