Terrorismo
Terroristi jihadisti minacciano di attaccare con droni gli Europei 2024
Una cellula terroristica affiliata allo Stato Islamico ha pubblicato materiale propagandistico incoraggiando i jihadisti a prendere di mira gli stadi di calcio tedeschi durante i Campionati Europei di questa estate. Lo riporta il sito Remix News.
Nell’ultimo numero della rivista «Voce del Khorasan», una pubblicazione gestita dall’ISKP (cioè Stato Islamico Provincia del Khorasan, chiamata più spesso ISIS-K ), l’organizzazione terroristica ha lanciato un appello alla jihad contro il torneo di calcio più importante d’Europa, che si svolge per un mese in Germania dal 14 giugno al 14 luglio.
Sullo sfondo di un drone esplosivo che volava sopra uno stadio di calcio, la pubblicazione titolava: «se ti limitano e ti opprimono a terra, allora attaccali dal cielo».
«Investi gli infedeli con la tua macchina, colpiscili con un coltello, con del veleno, o fai saltare loro il cervello con proiettili e dai fuoco alle loro case», sarebbe scritto nella pubblicazione jihadista.
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«Si ritiene che i servizi di sicurezza tedeschi considerino il messaggio una minaccia credibile» scrive Remix News. «Stanno intensificando la sorveglianza e implementando misure per combattere qualsiasi tentativo di utilizzare attacchi di droni contro gli stadi che ospitano l’evento, al quale si prevede che parteciperanno centinaia di migliaia di tifosi di calcio da tutta Europa.
La minaccia è l’ultima di una lunga serie di immagini minacciose pubblicate dalle cellule terroristiche per infliggere paura in tutto il continente.
All’inizio di questo mese, circolavano online immagini di jihadisti che promettevano di prendere di mira le partite dei quarti di finale della Champions League, spingendo le autorità a rafforzare le difese negli stadi di tutta l’Europa occidentale.
«La domanda principale è se si tratta di improvvisati o di una minaccia seria», ha detto alla popolare rivista tedesca Focus un ufficiale di alto rango della sicurezza statale.
Le autorità, tuttavia, non sono disposte a correre rischi per la sicurezza e considereranno credibile la minaccia. «C’è da temere che anche altre organizzazioni terroristiche come Al Qaeda utilizzino i loro canali di pubbliche relazioni per promuovere un’offensiva di attacco in Europa e in Germania», ha aggiunto la fonte della pubblicazione.
Il ramo afghano dello Stato islamico è cresciuto di statura negli ultimi mesi fino a diventare la principale organizzazione di preoccupazione per i funzionari della sicurezza in tutta Europa.
Un’importante operazione antiterrorismo ha avuto luogo nella città tedesca di Colonia prima di Natale, dopo che i servizi di sicurezza di Austria, Germania e Spagna avevano ricevuto informazioni di jihadisti affiliati al gruppo che pianificava di effettuare diversi attacchi contro monumenti cristiani, tra cui la cattedrale di Colonia, già teatro, nella piazza antistante, del famigerato episodio di molestie sessuali di massa del capodanno 2015.
Il mese scorso, due cittadini afghani con legami con la cellula terroristica proscritta dalle Nazioni Unite sono stati arrestati in Germania con l’accusa di aver pianificato un attacco terroristico vicino al parlamento svedese per vendicare il permesso delle manifestazioni contro il rogo del Corano nel paese.
«Si ritiene che diverse persone abbiano sfruttato la rotta migratoria dall’Ucraina per entrare nell’Unione Europea per pianificare attacchi, con cittadini del Tagikistan e del Turkmenistan arrestati in Germania nel luglio dello scorso anno dopo essere entrati in Europa occidentale dal paese devastato dalla guerra» continua ReMix News.
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Anche le autorità della vicina Francia sono preoccupate per la minaccia di attacchi terroristici durante i Giochi Olimpici estivi di Parigi di quest’anno, e i suoi organizzatori hanno ideato un «Piano B» nel caso in cui minacce terroristiche mettano a repentaglio la cerimonia di apertura dell’evento.
«Non c’è alcuna minaccia terroristica alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi oggi, ma continueremo a monitorare la situazione», ha detto Oudéa-Castéra all’emittente pubblica France 2 all’inizio di questo mese. «Solo perché non ne parliamo, solo perché non menzioniamo il Piano B, non significa che non esista».
Il livello di allerta terrorismo in Francia rimane al massimo a causa delle preoccupazioni sui radicali islamici e dei timori di ritorsioni contro l’Occidente a causa della guerra in Israele.
Il rischio per Parigi è esiziale: dopo che si è dimostrata come pienamente possibile l’anarco-tirannia con la rivolta para-islamica delle banlieues, dopo che pochi anni fa avevamo visto il problema etnico proprio nel quartiere sede dello stadio di Saint-Denis per la finale di Champions Leauge, possiamo immaginare che anche una minaccia terrorista, di natura islamica o persino «africana» (ricordiamo l’uomo che ha assaltato i passanti alla Gare De Lyon pochi mesi fa: aveva lasciato messaggi di odio per il passato coloniale della Francia) possa rovinare il grande evento sportivo, per il quale già da un anno sta cercando di mandare i campagna gli immigrati accampati nella capitale.
Come riportato da Renovatio 21, il presidente Macrone ha chiesto una «tregua olimpica», bizzarramente negli stessi giorni in cui reiterava la possibilità di inviare truppe NATO in Ucraina a combattere i soldati del Cremlino, provocato dall’Eliseo al punto che il controverso capo di Stato francese ha ipotizzato il ritorno della Crimea a Kiev.
Specialmente dopo il massacro di del Crocus City Hall, – quella che Renovatio 21 ha chiamato come la «bataclanizzazione di Mosca» – i cui perpetratori sembrano essere anche di etnia tagica e centroasiatica, è chiaro che eccidi di massa potrebbero essere decisamente possibili in ogni grande manifestazione europea.
I due più grandi eventi sportivi del biennio si avranno proprio in Europa quest’estate. Il vecchio continente si trova dinanzi al timore provocato dall’aver lasciato il suo padrone mandare a fiamme l’intero mondo.
Lo spettro di una nuova Monaco 1972 si aggira per l’Europa. E i cittadini europei, come sempre, possono pagare, da innocenti, la follia dei loro leader.
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Terrorismo
L’FBI sventa un complotto per un attacco con droni durante l’evento UFC alla Casa Bianca
L’FBI avrebbe sventato un complotto per attaccare un evento UFC a cui ha partecipato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump lo scorso fine settimana, come dichiarato martedì dal direttore dell’agenzia, Kash Patel.
L’incontro per il titolo del celeberrimo torneo di arti marziali miste (MMA), svoltosi nei giardini della Casa Bianca nell’ambito delle celebrazioni per il 250° anniversario dell’America e per l’80° compleanno di Trump, ha suscitato polemiche sull’utilizzo di un monumento nazionale per un evento sportivo e ha portato a un tentativo legale, poi fallito, di bloccarlo. All’evento di sport da combattimento di alto profilo hanno partecipato oltre 4.000 persone, tra cui circa 1.200 militari in servizio attivo. Altre 85.000 persone hanno assistito all’evento, a pagamento, presso il parco Ellipse, appena a sud della Casa Bianca, dove erano stati allestiti maxi-schermi per trasmettere i combattimenti.
Land of the free. Home of the brave. 🇺🇸@UFC Freedom 250 has KICKED OFF! pic.twitter.com/6YKW9UTniC
— The White House (@WhiteHouse) June 15, 2026
ENERGY IS HIGH AT THE WHITE HOUSE AHEAD OF THE @UFC FIGHT. 🔥🇺🇸
SOON 🔜 pic.twitter.com/xTArBVtELF
— The White House (@WhiteHouse) June 15, 2026
USA! USA! USA! 🇺🇸
The opening round is LIVE. LFG. 🔥 pic.twitter.com/w6hJ7MVRyl
— The White House (@WhiteHouse) June 15, 2026
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Secondo alcune fonti, riportate dalla stampa USA, sarebbe stato anche bersaglio di un complotto terroristico su larga scala. L’agenzia avrebbe scoperto il presunto complotto la scorsa settimana e arrestato almeno cinque sospetti. Il gruppo è accusato di aver pianificato di utilizzare droni carichi di esplosivo per attaccare l’evento, scatenare il panico tra la popolazione e poi colpire con cecchini gli spettatori in fuga. Gli investigatori affermano che i sospetti intendevano anche assaltare i cancelli della Casa Bianca e introdursi all’interno del complesso.
Il Patel, al centro di diverse controversie con voci che ne chiedono il licenziamento, ha confermato le notizie, affermando che il complotto è stato scoperto il 10 giugno e che l’FBI, in collaborazione con le agenzie partner, è intervenuta rapidamente per prevenire quello che ha descritto come un attacco pianificato contro lo «storico» evento UFC.
«Grazie alla rapida azione dell’FBI, dei nostri partner e del Dipartimento di Giustizia in un’operazione che ha coinvolto diversi stati, numerose persone sono ora in custodia e gli attacchi presumibilmente pianificati sono stati sventati sul nascere», ha scritto il Patello su X.
Il direttore dell’FBI ha rivelato che l’agenzia ha identificato 23 persone coinvolte in discussioni su «attività pre-operative» tramite l’app di messaggistica Signal. Patel non ha specificato quanti sospetti siano stati arrestati né ha fornito ulteriori dettagli, promettendo di informare il pubblico sull’indagine in un secondo momento.
Il piano criminale avrebbe previsto l’uso di droni carichi di esplosivo per colpire l’area e scatenare il panico tra la folla, spingendo le persone verso una squadra di cecchini già appostati.
Gli arrestati apparterrebbero bizzarramente a una cellula estremista mista, spinta da sentimenti antigovernativi, anarchici e teorie del complotto legate all’estremismo di destra e al cosiddetto accelerazionismo, cioè l’idea di spingere la società verso il suo collasso più velocemente possibile. Il loro piano di morte mirava a massimizzare le vittime: i droni dovevano far esplodere i generatori elettrici per creare un blackout e il caos totale. La folla in fuga sarebbe diventata un bersaglio perfetto per i fucili d’assalto dei cecchini.
In rete circolano i discorsi oramai scettici rispetto ai complotti sventati dall’FBI, ricordando ad esempio il fallito complotto del 2020 per rapire Gretchen Whitmer, governatrice del Michigan, noto per la massiccia infiltrazione dell’FBI: nel gruppo di fuoco, fatto per lo più da disoccupati ed emarginati, operavano almeno dodici informatori e agenti sotto copertura. Molti incontri, addestramenti paramilitari e persino i sopralluoghi cartografici erano stati pianificati, finanziati o guidati direttamente dagli stessi agenti infiltrati. Tale pervasività aveva spinto le difese a invocare l’istigazione a delinquere dello Stato.
Altri casi ancora lasciano pensare una pianificazione dell’FBI in terrorismo e complotti vari. Nel 2009 un informatore pagato dall’FBI si infiltrò in una comunità musulmana nello Stato di Nuova York, promettendo 250.000 dollari e un’auto di lusso a quattro uomini indigenti se lo avessero aiutato a pianificare un attentato. L’informatore fornì l’organizzazione, il denaro, le finte bombe per colpire una sinagoga nel Bronx e finti missili terra-aria. La difesa sostenne che senza l’iniziativa e i fondi governativi il complotto non sarebbe mai esistito.
Nel 2010 un cittadino somalo di 19 anni, Mohamed Osman Mohamud, fu arrestato mentre tentava di far esplodere un furgone imbottito di esplosivo durante una cerimonia pubblica a Portland. Il furgone e la bomba (completamente inerte) erano stati forniti interamente da agenti dell’FBI sotto copertura. Gli agenti avevano guidato il giovane in ogni singola fase del piano, facilitando i contatti operativi che il ragazzo non possedeva.
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Nel 2007 un gruppo di immigrati di origine straniera fu accusato di voler attaccare la base militare di Fort Dix, nel Nuovo Jersey. Il caso si basò sull’uso massiccio di due informatori pagati dall’FBI, i quali spinsero attivamente il gruppo a ideare l’attacco, si offrirono di procurare le mappe della base militare e acquistarono le armi necessarie, spingendo la difesa a denunciare una vera e propria forzatura probatoria.
Nel 2011 Rezwan Ferdaus, un fisico laureato alla Northeastern University, fu arrestato per aver pianificato di colpire il Pentagono e il Campidoglio utilizzando aeromodelli telecomandati carichi di esplosivo C-4. Anche in questo scenario, le armi, i droni giocattolo avanzati e il finanziamento del viaggio logistico vennero interamente procurati da agenti dell’FBI che si fingevano esponenti di Al-Qaeda.
A livello storico, il Counter Intelligence Program (COINTELPRO) rappresenta il picco dell’infiltrazione istituzionale. Gli agenti dell’FBI si infiltrarono sistematicamente in gruppi politici e per i diritti civili (come le Pantere Nere o i movimenti contro la guerra in Vietnam). In moltissimi casi, gli informatori non si limitarono a sorvegliare, ma istigarono i membri alla violenza o organizzarono finti attentati per giustificare i successivi arresti e screditare i movimenti davanti all’opinione pubblica.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
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