Terrorismo
Anche i Paesi Bassi alzano l’allerta terrorismo: rischio «sostanziale» di attacco
I Paesi Bassi hanno elevato la minaccia terroristica al secondo livello più alto con il Coordinatore Nazionale per la Sicurezza e l’Antiterrorismo (NCTV) che ha avvertito di una «reale possibilità» di un attacco terroristico.
Nel suo rapporto di valutazione della minaccia terroristica per i Paesi Bassi rapporto, NCTV ha annunciato che il livello di minaccia è stato aumentato da 3 a 4, il che significa che la minaccia di l’attacco è «sostanziale»: si tratta del livello di minaccia più alto raggiunto nel Paese da oltre quattro anni.
L’agenzia antiterrorismo ha avvertito che «la minaccia terroristica di ispirazione jihadista nei Paesi Bassi è in aumento» e ha osservato che i gruppi estremisti islamici che operano in Europa stanno «usando la guerra a Gaza per spingere i simpatizzanti a compiere attacchi in Occidente».
«Individui o piccoli gruppi all’interno del movimento jihadista potrebbero sentirsi ispirati a commettere atti di violenza» a seguito delle crescenti tensioni in Medio Oriente che si stanno facendo sentire tra le comunità dei Paesi Bassi e del più ampio continente europeo, afferma il rapporto.
Il NCTV ha riconosciuto che quest’anno sono stati effettuati diversi arresti da parte della polizia antiterrorismo nei Paesi Bassi di sospetti «intenzionati a compiere un attacco con motivazioni jihadiste», e ha cercato di assicurare all’opinione pubblica che queste efficaci misure preventive hanno dimostrato che «i servizi di Intelligence e di sicurezza europei sono in grado di identificare il terrorismo e contrastare gli attacchi».
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Tuttavia, il rapporto rileva anche che quest’anno in Francia, Germania, Belgio e Regno Unito sono già passati inosservati attacchi che illustrano «i rischi posti da individui radicalizzati che si ispirano all’attualità e alle organizzazioni terroristiche».
L’iniziativa delle autorità olandesi fa seguito alle osservazioni formulate dalla commissaria europea per gli affari interni Ylva Johansson alla fine del mese scorso che ha messo in guardia da un «enorme rischio» di attacchi terroristici nell’Unione Europea durante il periodo natalizio.
«Con la guerra tra Israele e Hamas e la polarizzazione che provoca nella nostra società, con l’avvicinarsi delle festività natalizie, c’è un enorme rischio di attacchi terroristici nell’Unione Europea», ha detto Johansson ai giornalisti.
«L’abbiamo visto di recente a Parigi», ha detto, riferendosi al turista tedesco-filippino accoltellato a morte vicino alla Torre Eiffel il 2 dicembre. L’attacco ha provocato il ferimento di altre due persone ed è stato condotto da un estremista islamico francese di origine iraniana che era già in carcere da quattro anni per aver pianificato un attentato nel centro commerciale parigino di La Défense nell’estate del 2016.
«Lo abbiamo visto anche prima», ha continuato Johansson, alludendo alla sparatoria contro cittadini svedesi a Bruxelles e ad uno sventato attacco pianificato da cittadini stranieri in Germania all’inizio di questo mese che mirava a speronare con un camion i partecipanti ai mercatini di Natale di Colonia.
In parallelo evidente con le istituzioni europee comunitarie e nazionali, anche l’FBI americano ha avvertito di un rischio di attacco terroristico per il Natale.
Come riportato da Renovatio 21, a inizio 2023 era emerso che un sospetto capo dell’ISIS viveva tranquillamente in Olanda come rifugiato.
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Immagine di Franklin Heijnen via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Terrorismo
Scontro tra Repubblica Democratica del Congo e Ruanda sul piano di disarmo dei ribelli
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Bioetica
Europarlamente ex IRA dice di aver abortito per poter andare a mettere una bomba
L’ex europarlamentare del Sinn Fein, Martina Anderson, ha confessato di aver abortito per non compromettere una missione di attentato dell’IRA (Esercito Repubblicano Irlandese). Lo riporta Life Site.
In vista del lancio della sua autobiografia, Choosing the Struggle («Scegliere la lotta»), Anderson ha dichiarato a Miriam di RTE One di aver scelto la «lotta» (cioè, il terrorismo) piuttosto che la vita del suo bambino non ancora nato. Ha scoperto di essere incinta poche settimane dopo aver iniziato a pianificare un attentato.
«Le donne come me che hanno avuto una gravidanza non pianificata, a causa delle circostanze in cui mi sono trovata, hanno dato priorità alla lotta contro la malattia, hanno abortito, la decisione più difficile e dolorosa della loro vita», ha detto la donna originaria di Derry.
«Non volevo deludere i miei compagni», ha dichiarato alla testata irlandese Joe. «Me ne sono andata in silenzio, sono tornata in silenzio e ho vissuto in silenzio per oltre 40 anni.»
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La Anderson spera che la confessione del suo aborto possa contribuire a porre fine alla «vergogna» che le donne come lei subiscono.
«Credo che raccontare la mia storia possa dare un piccolo contributo per fermare la stigmatizzazione morale e sociale che colpisce donne come me. Sarebbe stato più facile rimanere in silenzio e lasciare che la gente mi giudicasse», ha dichiarato a RTE One. «Rispetto le convinzioni religiose altrui su questo argomento, non cerco di convertire nessuno, né di ottenere perdono o approvazione.»
Anderson fu condannata all’ergastolo nel 1986 per cospirazione finalizzata a provocare esplosioni. Fu rilasciata 13 anni dopo in virtù degli accordi del Venerdì Santo e in seguito si dedicò alla politica.
L’ex europarlamentare ha anche raccontato di come, mentre era in prigione, le sia stato asportato l’utero durante un intervento per curare dei polipi, rendendola incapace di avere figli.
L’idea di uccidere il proprio figlio per andare possibilmente ad uccidere altre persone è probabilmente inedita, e rappresenta un quadro rivoltante come pochissimi altri. I social media hanno attaccato duramente la donna, che ha poi avuto una carriere di europarlamentare a Bruxelles, dove ha potuto dedicarsi a grandi cause fondamentali come il cambiamento climatico – che è di fatto, una propaggina dell’antiumanismo abortista inventato proprio da quelli che lei credeva essere i suoi nemici, gli inglesi con il loro reverendo Malthus.
Per quanto disperante, il racconto dell’ex terrorista è, a suo modo, illuminante, gettando nuove basi per la comprensione della Necrocultura nello Stato moderno, perfino nei casi di dissidenza estrema: ovvero, vediamo qui il legame tra abortismo e terrorismo, medesime pratiche votate alla morte, con tutte le varianti giustificazioni sociopolitiche del caso.
Non è un caso che nello Stato moderno, e quindi nel Sovrastato europeo, chi abortisce e progetta attentati possa fare carriere e divenire rappresentante democratica del popolo. Si tratta, davvero, di tanta materia per riflessioni anche radicali
Un’ultima nota: abbiamo rilevato su Renovati 21 le dichiarazioni in stile IRA del «Nuovo Movimento Repubblicano» irlandese, che con videomessaggi minacciano, mascherati ed armati come d’ordinanza, i politici locali responsabili dell’immigrazione selvaggia e della sessualizzazione dei bambini. Ecco, ci pare che sia da discutere la distanza – ideologica, politica, sociale – che hanno le rivendicazioni di questo nuovo gruppo, sorto sulle ceneri del fuoco repubblicano ormai estinto, da quelle dello storico movimento terroristico che terrorrizzò la Gran Bretagna per decadi, e che ora è finito perfino digerito nei Parlamenti e negli europarlamenti.
Il mondo è cambiato, le priorità di protezione del popolo pure, e non siamo sicuri che in passato la generazione dei boomer abbia mai davvero deciso di difendere il popolo che diceva di voler servire – abortendo, terrorizzando, accettando la Morte come principio politico della propria vita.
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Immagine di GUE/NGL via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Terrorismo
Scontro a fuoco in Mali tra militari russi e miliziani islamisti
Imagens de combate contra terroristas do JNIM no Mali, em 26 de julho, O corpo africano das forças armadas russas enfrentou um grupo em motocicletas perto de um riacho, como resultado 8 terroristas foram mortos, suas armas apreedidas, seus equipamento danificados.#Mali #Russia… pic.twitter.com/IMK1HCw0AY
— Hugo Borges (@hbj_r77032) July 28, 2026
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Il Corpo d’armata russo per l’Africa ha combattuto contro gruppi armati in questo paese dell’Africa occidentale insieme alle Forze armate maliane (FAMa). Il Mali combatte un’insurrezione jihadista dal 2012, che si è estesa ai vicini Burkina Faso e Niger. I tre stati a guida militare hanno interrotto i legami di difesa con la Francia, espulso le truppe francesi e accusato ripetutamente Parigi di sponsorizzare il terrorismo nel Sahel. Da allora si sono rivolti alla Russia per il supporto alla sicurezza. Durante la visita in Niger del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov all’inizio di questo mese, la Russia ha ribadito il suo impegno ad ampliare la cooperazione militare con l’Alleanza degli Stati del Sahel (AES), composta da tre nazioni. A seguito dei colloqui di Niamey, Mosca si è impegnata a rafforzare le capacità operative delle forze armate di Mali, Niger e Burkina Faso. Di fatto Mosca e Parigi si trovano in un gioco di contesa dell’intera aera dell’Africa occidentale. Un elemento che, ha scritto varie volte Renovatio 21, potrebbe concorrere all’innesco multisettoriale della Terza Guerra Mondiale.🇷🇺🇲🇱Yesterday, Russian Africa Corps troops were locked in a raw, close-range firefight with JNIM/Tuareg militants near Niono, Mali.
Insane to watch this up close. War is mad Writers: Daniyal, Oliver @MarioNawfal pic.twitter.com/I1xjOUiZyY — AfrikTimes (@afriktimesint) July 28, 2026
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