Connettiti con Renovato 21

Immigrazione

Capodanno di Milano: guerriglia nella San Siro islamica, solo «stranieri» in Piazza Duomo

Pubblicato

il

Il capodanno a Milano sprofonda anche quest’anno nel degrado e nella violenza.

 

Innanzitutto, va considerata la folla in Piazza Duomo, dove sarebbero convenute circa 25 mila persona.

 

«Nonostante l’assenza di eventi in Duomo sono state migliaia le persone, soprattutto giovani stranieri, che si sono date appuntamento in centro e nelle vie intorno alla cattedrale per festeggiare l’arrivo del nuovo anno» scrive il Corriere della Sera. «Una notte di San Silvestro ad alta tensione con centinaia di agenti della polizia e operatori dei carabinieri impegnati nei controlli».

 

Al quotidiano di via Solferino scappa il fatto che i festeggianti sono «stranieri» (e che la festa è oramai divenuta motivo di tensione pure per le Forze dell’Ordine).

 

La realtà, mostrata da alcuni video in rete, indica che gli «stranieri» erano in realtà nordafricani, che hanno invaso la piazza dove, praticamente, non sembra essere rimasta una sola persona di etnia europea.

 


Sostieni Renovatio 21

Su Twitter circola pure una traduzione non verificata di quello che viene detto in un video: «Quando gli egiziani si riuniscono in Italia, devono devastare il mondo, rovinare il mondo», dice una voce mentre riprende l’orda berciante.

 

 

A fronte della splendente meraviglia gotica del Duomo di Milano, opera della cristianità costata secoli di devoto lavoro ai milanesi, un’orda brulicante si inerpica sul monumento del Re Savoia, forse dandone compimento definitivo: la statua sta lì per ricordare la contrapposizione dei rei massonici alla chiesa cattolica, e il Piano Kalergi che ha sbarcato le migliaia di musulmani è pure uno schema massonico preciso di distruzione della cristianesimo.

 


Aiuta Renovatio 21

L’anarco-tirannia calergista ha raggiunto il suo apice a San Siro, candidata a divenire ufficialmente la prima no-go zone islamica d’Italia.

 

Citiamo sempre le vellutate parole del Corriere: «le tensioni maggiori si sono verificate nel quartiere di San Siro, in particolare nella zona di via Zamagna dove intorno allo scoccare della mezzanotte alcuni giovani residenti hanno accatastato rifiuti e masserizie in strada per poi cercare di dargli fuoco».

 

«Gli agenti del reparto mobile (…) sono intervenuti insieme ai tecnici dell’AMSA per liberare la carreggiata. Successivamente c’è stato un nuovo intervento quando alcuni giovani hanno iniziato a lanciare sassi in direzione degli agenti. In quest’occasione è stato danneggiato il vetro di un furgone della polizia ma non ci sono stati scontri con gli agenti».

 

L’AMSA, per chi non lo sapesse, è l’azienda municipale milanese che si occupa dei rifiuti. In pratica, contro quelle sembrano essere barricate (termine da guerra, da guerriglia: infatti il quotidiano preferisce parlare di «rifiuti e masserizie accatastati in strada») Milano scatena i netturbini.

 


Il Giornale, che pure parla di «guerriglia urbana», scrive che rifiuti e masserizie al centro della strada servivano per fare «un falò a mezzanotte ma gli uomini del servizio predisposto dal questore sono intervenuti tempestivamente per liberare il piano stradale insieme agli uomini dell’AMSA». Insomma, polizia di Stato ed operatori ecologici ancora una volta hanno sventato il peggio.

 

Ma la serata di San Silvestro non era ancora finita: «successivamente c’è stato un nuovo intervento quando alcuni giovani hanno iniziato a lanciare sassi in direzione degli agenti. In quest’occasione è stato danneggiato il vetro di un furgone della polizia ma non ci sono stati scontri con gli agenti» continua il Corriere. Insomma, solo una rivolta etnica con attacco agli agenti dello Stato, ma senza troppi danni, dai su, e anche gli stessi poliziotti non hanno dovuto faticare troppo: ci stanno davvero dicendo così.

 

«I protagonisti stessi paragonano quella violenza e quello spettacolo a scenari di guerra con scritte come “Milano come Baghdad”. San Siro da tempo sembra fuori controllo, con sempre più stranieri e giovani di seconda generazione ostili alle forze dell’ordine e che fanno della delinquenza il proprio mestiere» ha scritto sui social il consigliere di opposizione Silvia Sardone.

 

Sì, Milano come Baghdad, Fallujah, o come Raqqa: sappiamo pure dalle cronache che i fan dell’ISIS in zona non mancano. Questa è la realtà delle cose nella Milano di Sala e della Ferragni – due figure che possono essere considerate come parallele. Dopo la tahurrush gamea (la tradizione orientale della «molestia collettiva») del capodanno 2022 – in linea con quanto successo dinanzi ad un altro Duomo, quello di Colonia – si pensava che qualcosa sarebbe stato fatto, anche solo cosmeticamente, così, come un pandoro filantropico per i bambini che stanno male.

 

Non pare essere andata così: e la città, tra disordini etnici immotivati (tipo: se il Marocco vince una partita ai mondiali…), studenti incapaci di attraversare il parco, baby gang, degrado sanguinario in Stazione Centrale, e pure il simpatico fenomeno crescente degli uomini ignudi urbani ambulanti (mettiamoci anche quello, e chiediamoci: sono italiani?) prima o poi si dovrà svegliare – non in una pozza di sangue, speriamo.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21



Immagine screenshot da Twitter

 

 

 

Continua a leggere

Immigrazione

Remigrazione, l’UE respinge il «Save Europe Act» nonostante 600.000 firme raccolte

Pubblicato

il

Da

La Commissione europea ha respinto una petizione di cittadini che chiedeva di fermare l’immigrazione extra-occidentale in Europa e di espellere i residenti extra-europei «non integrati», nonostante l’iniziativa fosse sostenuta da quasi 600.000 firmatari.   Il 22 luglio, la Commissione europea ha rifiutato di registrare il «Save Europe Act» come iniziativa dei cittadini europei (ICE), sostenendo che la proposta di bloccare l’immigrazione extraoccidentale e promuovere il rimpatrio è incompatibile con i valori fondamentali dell’Unione europea.   Reagendo alla decisione, l’attivista olandese Eva Vlaardingerbroek ha dichiarato in un video pubblicato su YouTube: «la Commissione afferma che voler mantenere l’Europa europea e non voler diventare una minoranza nelle nostre patrie va contro i valori europei… Non permetteremo alla Commissione di nascondersi dietro principi così vaghi che sembra ritenere di avere il diritto di definire. Porteremo la questione in tribunale».  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

La Commissione Europea ha sostenuto che la proposta discrimina «sulla base della razza e dell’origine etnica» e pertanto non può essere approvata. La Commissione ha inoltre affermato che il meccanismo delle iniziative europee di comunicazione (ICE) non può essere utilizzato per promuovere messaggi «manifestamente contrari» ai principi stabiliti nei trattati dell’UE.   Il «Save Europe Act» fu organizzato da un comitato di cui facevano parte Vlaardingerbroek e l’attivista austriaco Martin Sellner. La loro proposta prevedeva la sospensione temporanea dei canali di immigrazione extra-occidentali, inclusi i visti per ricongiungimento familiare e di studio. Inoltre, auspicava il rimpatrio non solo dei migranti irregolari, ma anche dei cittadini extra-europei legalmente residenti considerati «non integrati» o un grave onere culturale o finanziario per i paesi ospitanti, verso il loro Paese d’origine.   In seguito alla decisione della Commissione, gli organizzatori della campagna hanno annunciato azioni legali e manifestazioni pubbliche. «La Commissione ha agito contro il diritto europeo impedendo ai cittadini di chiedere misure specifiche», ha dichiarato Sellner a Euronews. Ha aggiunto che il team legale della campagna intende presentare ricorso contro la decisione.   Un’iniziativa di interesse pubblico ammissibile deve essere formalmente presa in considerazione dalle istituzioni dell’UE una volta che abbia raccolto almeno un milione di firme di cittadini di sette o più Stati membri.   La Vlaardingerbroek ha inoltre definito la decisione della Commissione «una scandalosa violazione dei diritti democratici dei popoli autoctoni d’Europa», sostenendo che gli europei hanno il diritto di preservare la propria continuità demografica e aggiungendo che la campagna sarebbe continuata nonostante il rifiuto di registrare l’iniziativa.

Aiuta Renovatio 21

La scorsa settimana, circa 200 sostenitori hanno manifestato davanti al Parlamento Europeo a Bruxelles, in Belgio, chiedendo alla Commissione di consentire all’iniziativa di procedere.   La protesta è stata contrastata da una contro-manifestazione organizzata da diversi membri del Parlamento europeo, tra cui l’eurodeputata italiana dei Verdi Cristina Guarda. La Guarda ha difeso la decisione della Commissione, definendo il rifiuto «un atto giusto» e descrivendo la petizione come «propaganda d’odio promossa dall’estrema destra».   Il «Save Europe Act» è sostenuto anche da leader nazionalisti come Viktor Orban, lo spagnolo Santiago Abascal, il rumeno George Simion e in Italia dal generale Roberto Vannacci.  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine screenshot da Twitter
Continua a leggere

Immigrazione

Islamabad ascrive i crimini del pedofilo pakistano all’educazione britannica

Pubblicato

il

Da

Shabir Ahmed, cittadino di origine pakistana a capo di una banda di stupratori, recentemente rilasciato in Gran Bretagna dopo aver scontato una pena detentiva per decine di reati sessuali contro minori, ha commesso i suoi crimini a causa della sua educazione in Inghilterra, ha dichiarato giovedì il portavoce del Ministero degli Esteri pakistano, Tahir Andrabi.

 

Il settantatreenne, entrato per la prima volta nel Regno britannico da adolescente, era una figura di spicco della banda di Rochdale, che negli anni 2000 abusava sessualmente e trafficava ragazze britanniche anche di soli 12 anni nel distretto di Greater Manchester.

 

Ahmed è stato rilasciato dal carcere sotto sorveglianza all’inizio di giugno, dopo aver scontato 14 anni di pena. Le autorità britanniche non sono state in grado di espellerlo a causa di una disposizione che tutela alcuni cittadini del Commonwealth residenti in Gran Bretagna prima del 1973, nonostante la sua cittadinanza britannica fosse stata revocata in seguito alle condanne del 2012.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

«La questione in oggetto è una questione interamente interna al Regno Unito», ha dichiarato Andrabi durante una conferenza stampa. «A prescindere dal luogo di nascita di Ahmed, la responsabilità ricade sul luogo in cui è cresciuto, educato, formato e, purtroppo, viziato… I suoi crimini efferati richiedono una seria introspezione, piuttosto che una ricerca di cause esterne».

 

Il portavoce ha sottolineato che Islamabad condanna fermamente gli abusi sessuali sui minori, che dovrebbero essere «puniti con la massima severità prevista dalla legge, indipendentemente da razza, etnia o religione», ma ha insistito sul fatto che il Pakistan «non ha alcun legame con questa vicenda» e «non può essere associato» ad alcuna decisione in merito.

 

Lunedì, il ministro degli Interni britannico Shabana Mahmood ha annunciato l’intenzione di modificare la legge sull’immigrazione per rimuovere l’ostacolo legale che impedisce l’espulsione di Ahmed.

 

La banda di stupratori di Rochdale era una delle tante bande di adescatori (grooming gang), composte prevalentemente da uomini di origine pakistana, che per decenni hanno sistematicamente stuprato e sfruttato sessualmente giovani ragazze britanniche vulnerabili in tutto il Regno.

 

Lo scandalo delle bande di sfruttatori sessuali è tornato alla ribalta della politica britannica lo scorso anno, costringendo il governo laburista ad annunciare un’inchiesta nazionale, che ha portato alla luce «cecità, ignoranza, pregiudizi, atteggiamenti difensivi» e fallimenti sistematici da parte della polizia e degli enti pubblici nel proteggere le vittime e nell’intervenire in seguito alle segnalazioni di abusi.

Iscriviti al canale Telegram

Elon Musk ha chiesto una Norimberga per le grooming gang pakistane. Secondo un rapporto pubblicato dal leader del partito Restore Britain Ropert Lowe, almeno 250.000 ragazze sono state violentate da queste bande.

 

Renovatio 21 ha pubblicato una sintesi di quanto contenuto nel rapporto pubblicato dal deputato Rupert Lowe, dove gli orrori perpetrati dalle ghenghe pakistane alle ragazzine britanniche sono sconvolgenti, indicibili.

 

Di fatto, si tratta di uno stupro sistemico con evidenti qualità politiche: il segno di un’invasione oramai consumata, e la sottomissione fisica e morale della popolazione autoctona invasa e sconfitta.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

Continua a leggere

Immigrazione

Il 53% dei sospettati di stupro di gruppo in Germania sono stranieri

Pubblicato

il

Da

Nel 2025, la percentuale di stranieri coinvolti in stupri di gruppo ha raggiunto un livello record, attestandosi al 53%. In totale, 751 vittime sono state vittime di stupri di gruppo nel Paese. I dati provengono da una risposta del governo federale tedesco a una richiesta parlamentare del partito Alternativa per la Germania (AfD).   Secondo le statistiche, il 53% dei sospettati – per un totale di 574 persone – non possedeva la cittadinanza tedesca nei casi di stupro di gruppo. Suddivisi per nazionalità, 110 sospettati provenivano dalla Siria, 64 dall’Afghanistan, 46 dall’Iraq, 44 dalla Turchia e i restanti da altri Paesi, come riportato da Focus Online. Tra le vittime, l’80% erano cittadini tedeschi.   Sebbene il rapporto riveli che 509 sospettati provenissero dalla Germania, i dati relativi a un possibile background migratorio tra i cittadini tedeschi non sono stati registrati separatamente. Studi precedenti hanno dimostrato che, analizzando i nomi di battesimo dei sospettati di stupro di gruppo, il 75% dei casi è commesso da individui con un nome di battesimo straniero.   L’elevato numero di stranieri coinvolti in casi di stupro di gruppo si verifica in un momento in cui sempre più stranieri hanno ottenuto la cittadinanza tedesca, scrive Remix News. Milioni di migranti possiedono inoltre la doppia cittadinanza e, ogni volta che commettono stupri, omicidi o furti, i loro crimini vengono registrati come «tedeschi» nelle statistiche federali sulla criminalità.   L’AfD ha chiesto al ministero dell’Interno tedesco di iniziare a suddividere le statistiche sulla criminalità non solo in base alla cittadinanza, ma anche in base al background migratorio, il che consentirebbe alle autorità tedesche di valutare il livello di integrazione e i tassi di criminalità tra i cittadini tedeschi di origine straniera.

Sostieni Renovatio 21

«Sebbene la questione sia all’ordine del giorno politico da anni, è evidente la mancanza di misure politiche e legali efficaci per prevenire questi crimini», ha dichiarato a Die Welt Stephan Brandner, politico dell’AfD, commentando il fatto che il 72% di tutti i casi risolti riguarda un sospettato già noto alle forze dell’ordine.   «Questo dimostra un fallimento clamoroso della magistratura, delle autorità di sicurezza e della politica. Ciò richiede un’azione penale coerente, procedure più rapide, sanzioni più severe e, nel caso di autori stranieri, la revoca sistematica del permesso di soggiorno. Solo in questo modo le donne possono essere efficacemente protette da tali atti», ha affermato Brandner.   Durante una seduta del Bundestag all’inizio di questo mese, la leader di Alternativa per la Germania (AfD), Alice Weidel, ha descritto un caso di Norimberga in cui alcuni migranti avrebbero soggiogato delle ragazze minorenni con droghe e le avrebbero costrette alla prostituzione. Il suo intervento è stato accolto da forti interruzioni in plenaria, tra cui risate. Secondo i verbali ufficiali del Bundestag, una deputata in particolare, Katrin Fey del partito Die Linke, ha riso proprio in quel punto del discorso.   La Weidel ha poi parlato delle conseguenze delle politiche migratorie sulla sicurezza interna. Weidel ha affermato che «i reati violenti, sessuali e osceni non sono ‘fredde statistiche’, ma compagni quotidiani di paura e “preoccupazione per i nostri figli”».   La presidente dell’AfD ha poi illustrato nel dettaglio il caso avvenuto alla stazione centrale di Norimberga, dove giovani uomini provenienti da Siria, Iraq, Pakistan e paesi del Nord Africa avrebbero spinto ragazze di età compresa tra i 13 e i 18 anni, provenienti da situazioni di precarietà, verso la tossicodipendenza per costringerle alla prostituzione.   Nel marzo di quest’anno, Jan van Aken, all’epoca co-leader del partito della Sinistra tedesca, ha affermato, durante la sua partecipazione a un podcast condotto da Ben Berndt, che i casi più eclatanti di stupro di gruppo coinvolgevano esclusivamente uomini bianchi.  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine generata artificialmente
Continua a leggere

Più popolari