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Tempesta di neve costringe 60 persone ad ascoltare per tre giorni cover degli Oasis. Nessuna vittima

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È accaduto a Swaledale, alla Tan Hill Inn, una locanda che si vanta di essere il pub situato più in alto di tutto il Paese. A fine novembre il luogo è stato colpito dalla Tempesta Arwen, che in certe aree ha portato venti a 144 chilometri orari.

 

Più di 60 persone che si trovavano nel pub hanno trovato le strade bloccate dalla neve. Anche la corrente era saltata.

 

Gli sventurati hanno così dovuto essere intrattenuti per 3 giorni da una band di cover degli Oasis, chiamata con molta fantasia Noasis, che evidentemente era in grado di suonare anche senza energia elettrica.

 

Non è noto quante volte sia stata ripetuta la cover di Wonderwall, e quali altre perle insopportabili dei litigiosi fratelli mancuniani siano state inferte alla popolazione bloccata nella locanda.

 

Al momento Renovatio 21 non è in grado di affermare se si sia trattato di un nuovo studio di un progetto MK Ultra segretamente rilanciato

Al momento Renovatio 21 non è in grado di affermare se si sia trattato di un nuovo studio di un progetto MK Ultra segretamente rilanciato, una nuova ricerca dei limiti di sopportazione della mente umana posta sotto immenso stress e tortura. Gli Oasis come arma psicologica tuttavia potrebbero funzionare assai.

 

Come noto, la CIA ha usato musica metal ad altissimo volume nei suoi protocolli di tortura a sospetti terroristi islamici. Lo si vede rappresentato in film come Zero Dark Thirty.

 

L’uso della brutta musica come tortura geopolitica era stato tentato anche contro il  presidente panamense Manuel Noriega, il quale, rifugiatosi dal Nunzio Apostolico durante l’invasione americana di Panama del 1989, fu assediato, con grande dispiacere anche dell’ambasciatore vaticano, da altoparlanti militari americani che trasmettevano rock 24 ore su 24, con ripetizione continua, pare, della canzone dei Clash I fought the law. La dolorosa missione di pressione psicologica sul dittatore mesoamericano aveva nome Operation Nifty Package.

 

Tutti gli avventori del pub, che sono entrati il venerdì sera per poi uscire solo il lunedì mattina, sembrano essere sopravvissuti all’esperienza. Sulla carta, non era detto che ce la facessero, ma stiamo imparando in questi tempi che la resistenza umana sa essere incredibile.

 

Si ritiene che agli Oasis sia inoltre possibile imputare un altro immane danno all’umanità, che è la diffusione – specie in Italia – del nome Liam.

 

 

 

 

Immagine di Will Fresch via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)

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Eric Clapton: le persone vaccinate sono sotto l’incantesimo di «ipnosi da formazione di massa».

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Eric Clapton torna a far sentire la sua voce sui vaccini esprimendosi contro i sieri sperimentali e le conseguenze di quella che, sulla scorta dei discorsi del dottor Robert Malone e del professor Mattias Desmet, chiama «psicosi da formazione di massa» indotta dai media.

 

In un’intervista sul canale YouTube di Real Music Observer venerdì, Clapton ha spiegato come è arrivato a capire che la «psicosi da formazione di massa», come descritta dal dottor Robert Malone in varie occasioni (specialmente durante il popolarissimo podcast di Joe Rogan), è un fenomeno reale e molti dei vaccinati ne sono vittime.

 

All’inizio di tutta questa situazione al bluesman britannico non era perfettamente chiaro e nitido il quadro completo, ma poi ha «iniziato a capire che c’era davvero un piano e un ragazzo, Mattias Desmet – professore di psicologia clinica all’Università di Ghent in Belgio – ne ha parlato», ha continuato Clapton. «Ed è fantastico. La teoria dell’ipnosi di formazione di massa».

 

«E l’ho visto allora. Una volta che ho iniziato a cercarlo, l’ho visto ovunque», ha detto, aggiungendo di aver iniziato a «vedere piccole cose su YouTube che erano come pubblicità subliminale».

 

Clapton ha affermato che la psicosi da formazione di massa ha persino colpito i suoi colleghi, amici e familiari.

 

«Nell’ultimo anno sono scomparse molte cose (…) con le persone che si sono allontanate abbastanza rapidamente. Per me ha affinato il tipo di amicizia che ho. Ed è ridotto alle persone di cui ovviamente ho davvero bisogno e amo», ha detto Clapton

«Nell’ultimo anno sono scomparse molte cose (…) con le persone che si sono allontanate abbastanza rapidamente. Per me ha affinato il tipo di amicizia che ho. Ed è ridotto alle persone di cui ovviamente ho davvero bisogno e amo», ha detto Clapton.

 

«Cercherei di entrare in contatto con altri musicisti e a volte semplicemente non li sento», ha detto. «Il mio telefono non squilla molto spesso. Non ricevo più così tanti messaggi di testo ed e-mail».

 

Il chitarrista ha inoltre criticato i media definendoli «traffico a senso unico nel seguire gli ordini e l’obbedienza» per il suo ruolo nello spingere le vaccinazioni e le restrizioni sociali draconiane.

 

Clapton si è schierato per la prima volta contro i vaccini COVID nel 2021 dopo aver subito effetti collaterali «disastrosi» dopo l’iniezione di AstraZeneca che lo hanno reso temporaneamente incapace di suonare la chitarra.

 

«Ho preso la prima dose di AstraZeneca e subito ho avuto reazioni gravi che sono durate dieci giorni», aveva raccontato Clapton nel maggio scorso.

 

«Le mie mani e i miei piedi erano congelati, insensibili o in fiamme, e praticamente inutili per due settimane, temevo che non avrei mai più suonato… Non avrei mai dovuto avvicinarmi alla siringa»

«Le mie mani e i miei piedi erano congelati, insensibili o in fiamme, e praticamente inutili per due settimane, temevo che non avrei mai più suonato…»

 

«Non avrei mai dovuto avvicinarmi alla siringa», ha aggiunto, «ma la propaganda diceva che il vaccino era sicuro per tutti».

 

Da allora, Clapton ha combattuto contro la tirannia del vaccino rifiutandosi di suonare in luoghi che richiedono passaporti vaccinali.

 

Lo scorso agosto ha anche pubblicato una canzone contro le restrizioni pandemiche dal titolo This Has Gotta Stop.

 

Nel pensiero unico dominante la maggior parte dei personaggi della musica e dello spettacolo sono allineati al sistema, a volte al limite del ridicolo con la pubblicazioni di video nei loro canali social dove  si mostravano in lacrime per qualche linea di febbre o semplicemente allarmandosi solo perché un tampone aveva dato loro esito di positività al COVID.

«Il rock and roll è stato annacquato molto tempo fa…  ora ha molto più a che fare con il conformismo»

 

Chi scrive trova tutto questo patetico e profondamente offensivo nei confronti di chi sta male e soffre veramente, ma il circo mediatico non si ferma e spinge al massimo la narrativa dominate arrivando al limite del grottesco e del ridicolo più scandalosi.

 

Ma alcune star della musica, come appunto Clapton e Van Morrison, e dello sport come il bravissimo tennista Djokovic, non ci stanno e gridano a gran voce il loro dissenso riguardo a questa follia pandemica che pare non avere più una fine.

 

«Il rock and roll è stato annacquato molto tempo fa…  ora ha molto più a che fare con il conformismo» ha detto Clapton lo scorso novembre in una conversazione con Robert Kennedy jr.

 

 

Francesco Rondolini

 

 

 

 

Immagine di Majvdl via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)

 

 

 

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«Fermarono i cieli»

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Offriamo ai nostri lettori questo canto tradizionale per il Santo Natale, eseguito per Renovatio 21 dal Coro della Cappella Sant’Antonio Abate di Costozza.

 

Si tratta di Fermarono i cieli, canto conosciuto anche come «Ninna nanna a Gesù», scritto da Sant’Alfonso Maria de Liguori.

 

Le immagini sono tratte da Bartolomeo Montagna (1449-1523), «L’adorazione dei pastori» (circa 1486), rielaborazione di Roberto Dal Bosco.

 

 

Fermarono i cieli
La loro armonia,
Cantando Maria
La nanna a Gesù.

 

Con voce divina
La Vergine bella,
Più vaga che stella,
Diceva così:

 

Dormi, dormi, fai la ninna nanna, Gesù
Dormi, dormi, fai la ninna nanna, Gesù

 

La luce più bella
Negli occhi brillava
Sul viso sembrava
Divino splendor.

 

La mamma felice
Di un bimbo divino
gridava il suo amore
Cantando così:

 

Dormi, dormi, fai la ninna nanna, Gesù
Dormi, dormi, fai la ninna nanna, Gesù

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«Adeste Fideles»

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Offriamo ai nostri lettori questo canto tradizionale per il Santo Natale, eseguito per Renovatio 21 dal Coro della Cappella Sant’Antonio Abate di Costozza.

 

Adeste Fideles («Accostatevi, Fedeli»), è un canto natalizio in lingua latina diffusissimo ma di origine non ancora nota.

 

Il quadro è di Rubens, «L’adorazione dei Magi» (1617-1618), conservato il Museo delle Belle Arti di Lione.

 

 

Adeste fideles læti triumphantes,
venite, venite in Bethlehem.
Natum videte Regem angelorum.
Venite adoremus, venite adoremus,
venite adoremus Dominum.

 

Accostatevi, fedeli, gioiosi e trionfanti,
venite, venite a Betlemme.
Ammirate, è nato il Re degli angeli.
Venite adoriamo, venite adoriamo,
venite adoriamo il Signore.

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