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Epidemie

Soros e Bill Gates hanno comprato un produttore di nuovi test COVID-19

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Negli scorsi giorni l’ente per il controllo delle epidemie USA – il CDC –  ha dichiarato che ritirerà la sua domanda di utilizzo di emergenza per i controversi test PCR il 31 dicembre 2021 e sta esortando le cliniche e gli ospedali di tutto il paese a iniziare immediatamente il processo di utilizzo di nuovi strumenti più in grado di «facilitare rilevamento e differenziazione di SARS-CoV-2 e virus influenzali» perché «tali mezzi possono facilitare i test continui sia per l’influenza che per SARS-CoV-2 e possono risparmiare tempo e risorse mentre ci dirigiamo verso la stagione influenzale».

Mologic, una società nel Regno Unito che produce test COVID-19 e dovrebbe essere acquistata da una nuova iniziativa chiamata Global Access Health gestita da George Soros e Bill Gates

 

Sembra che le cliniche avranno una nuova scelta per i test COVID-19 quando i test PCR verranno gradualmente eliminati: Mologic, una società nel Regno Unito che produce test COVID-19 e dovrebbe essere acquistata da una nuova iniziativa chiamata Global Access Health gestita da George Soros e Bill Gates.

 

Forbes spiega che Global Access Health (GAH) è un’iniziativa congiunta tra il «Soros Economic Development Fund e  laBill & Melinda Gates Foundation» e spiega che Mologic LTD è «meglio conosciuta oggi per la tecnologia a narici profonde utilizzata per fornire rapidamente il test COVID-19».

 

La partnership tra Gates e Soros per acquistare questa società è stata annunciata lunedì 19 luglio e la decisione del CDC di eliminare gradualmente i test PCR è stata annunciata sabato 24 luglio.

I futuri test finanziati da Soros e Gates apparentemente «offrono uno screening di preallarme per COVID-19 e sono stati utilizzati in tutto il mondo come aiuto per aiutare a riaprire negozi, bar, eventi sportivi e luoghi di lavoro» e sono specializzati nel «dare un risultato di preallarme per le persone che potrebbero non avere sintomi»

 

I futuri test finanziati da Soros e Gates apparentemente «offrono uno screening di preallarme per COVID-19 e sono stati utilizzati in tutto il mondo come aiuto per aiutare a riaprire negozi, bar, eventi sportivi e luoghi di lavoro» e sono specializzati nel «dare un risultato di preallarme per le persone che potrebbero non avere sintomi» ma che gli scienziati ritengono possano ancora diffondere il virus.

 

Insomma: Gates e Soros si preparano a segnalare quanti più asintomatici possibile.

 

Ricordiamo che Bill Gates, quando ancora non erano volati gli inquietanti stracci del divorzio, era apparso con la moglie Melinda in TV per ridacchiare dicendo alla popolazione che questa in corso non sarebbe stata l’ultima epidemia, anzi, la prossima si sarebbe fatta sentire ancora di più.

 

«Beh, questa non sarà l’ultima pandemia che dobbiamo affrontare – disse il magnate alle telecamere – la prossima attirerà l’attenzione». Ghigno finale.

 

Gates e Soros si preparano a segnalare quanti più asintomatici possibile

Il video fu sottotitolato da Renovatio 21 durante l’estate 2020, e ci hanno segnalato che file che pare identico, con quelli che sembrano proprio i sottotitoli di Renovatio 21, sarebbe comparso anche sul sito del Corriere della Sera. (in effetti, se avete la pazienza di finire la pubblicità in roll, sembra proprio il file prodotto da Renovatio 21)

 

 

Il tempismo degli uomini più ricchi della terra è impressionante.

Il tempismo degli uomini più ricchi della terra è impressionante.

 

George Soros è stato definito, e non tanto per ischerzo, come «l’unico uomo della Terra dotato di una sua politica estera».

 

A noi vien voglia di dire che, considerando i miliardi dollari tra la Fondazione Gates, GAVI, programmi vari nonché la quota versata all’OMS (di cui il patron di Microsoft è diventato il maggior contributore netto dopo che Trump staccò la spina dei finanziamenti) Bill Gates  è l’unico uomo del pianeta ad avere una sua politica sanitaria. Una politica sanitaria che è globale e imposta verticalmente su ogni singolo essere umano sulla sulla Terra.

Bill Gates  è l’unico uomo del pianeta ad avere una sua politica sanitaria. Una politica sanitaria che è globale e imposta verticalmente su ogni singolo essere umano sulla sulla Terra

 

Sulle differenze sostanziale tra Soros e Gates, pur uniti nella discussione sul controllo delle nascite, Renovatio 21 ha scritto tempo fa un’analisi che metteva in luce, a differenza di quello speculatore ungherese, l’approccio di Gates all’essere umano è «informatico» – cioè, legato alla genetica.

 

Ciò è visibile nel finanziamento da parte di Gates di terapie geniche spacciate come vaccini e nel programma, se vogliamo potenzialmente ancora più inquietante nel suo senso di anticipazione, della sterilizzazione per via genetica delle zanzare in diversi punti del pianeta.

 

Come riportato da Renovatio 21, il prossimo passo di Gates è il controllo della catena di produzione alimentare planetaria.

A differenza di Soros, l’approccio di Gates all’essere umano è «informatico» – cioè, legato alla genetica

 

 

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Epidemie

«Orgia in cattedrale durante il lockdown»: il Vaticano indaga

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Orgia da lockdown in una cattedrale cattolica: l’accusa ora ha fatto aprire un’indagine ufficiale.

 

Secondo la testata britannica Sunday Times, il Vaticano sta ora indagando sulle accuse di un «festino sessuale» durante il lockdown negli alloggi dei sacerdoti nella cattedrale di St. Mary a Newcastle, nel Regno Unito.

 

«Diverse denunce sono state presentate da individui all’interno della diocesi dopo che sono venute alla luce informazioni su una festa sessuale che si svolgeva negli alloggi dei sacerdoti annessi alla cattedrale di Newcastle», avrebbe detto una fonte della diocesi al giornale inglese. Una seconda fonte avrebbe dichiarato che «la cattedrale era diventata uno zimbello».

 

E in una lettera vista dal Times di Londra, l’inchiesta sarebbe stata affidata all’arcivescovo di Liverpool, al quale è stato ordinato di produrre «un rapporto approfondito sugli eventi che hanno portato alle dimissioni del vescovo Byrne».

 

Non vi è alcun suggerimento che Byrne, che ha servito sia Hexham che Newcastle, avesse contezza di quel che accadeva nella cattedrale durante il lockdowno.

 

Le chiese erano rimaste chiuse per gran parte dei blocchi della pandemia, con solo i funerali religiosi consentiti. Ma si dice che un sacerdote insediato da monsignor Byrne nel 2019, si sia avvicinato a diversi fedeli, chiedendo se volessero partecipare a «una festa» nella cattedrale, secondo una fonte vicina alle indagini.

 

Il sacerdote in questione si sarebbe suicidato nel 2021, dopo aver appreso di essere sotto inchiesta per accuse di pedofilia. In Inghilterra vi sarebbe poi un altro caso di sacerdote pregiudicato per reati sessuali accusato di avere nel PC 500 immagini di bambini e più di 5000 altre immagini proibite.

 

Anche a questo religioso pregiudicato sarebbe stata offerta l’opportunità di soggiornare nell’alloggio delle supposte orge all’interno della diocesi di Newcastle – un invito arrivato dopo la sua condanna. Tuttavia, figure di spicco all’interno della diocesi erano intervenute per bloccare questa possibilità, secondo le accuse contenute nel rapporto.

 

 

 

 

 

 

Immagine di AlixChaytor via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

 

 

 

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Epidemie

La ONG che operava al laboratorio di Wuhan ha appena ricevuto 3 milioni di dollari dal ministero della Difesa USA

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Poche settimane fa il Dipartimento della Difesa (DoD) ha assegnato una sovvenzione di 3 milioni di dollari a EcoHealth Alliance, l’ONG con sede a New York che è stata utilizzata per incanalare milioni del contribuente statunitense verso l’Istituto di Virologia di Wuhan, dove si lavorava per rendere più contagiosi e trasmissibili per gli esseri umani i coronavirus dei pipistrelli utilizzando tecniche di manipolazione genetica Gain of Function. Lo riporta il sito americano Just The News.

 

 

La sovvenzione è stata assegnata come parte di un programma del ministero della Difesa americano relativo al contrasto alle armi di distruzione di massa, come notato dal celebre virologo dell’Università Rutgers Richard H. Ebright.

 

 

Quest’ultima sovvenzione del DoD è ufficialmente pensata per «ridurre la minaccia di spillover virale dalla fauna selvatica nelle Filippine».

 

Nel 2014, l’amministrazione Obama ha temporaneamente sospeso i finanziamenti federali per la ricerca sul guadagno di funzione nella manipolazione del COVID dei pipistrelli per renderli più trasmissibili agli esseri umani. Quattro mesi prima di tale decisione, il NIH (l’ente sanitario pubblico USA) ha effettivamente spostato questa ricerca dall’Istituto di Virologia di Wuhan a EcoHealth Alliance, l’ONG scientifica guidata dall’inglese di origini ucraine Peter Daszak.

 

In particolare, L’Istituto di Virologia di Wuhano «ha partecipato apertamente alla ricerca sul guadagno di funzione in collaborazione con università e istituzioni statunitensi» per anni sotto la guida del Dr. Shi Zhengli, detta «Batwoman», il Washington Post.

 

Una volta scoppiata l’epidemia di SARS-CoV-2 nella stessa città in cui gli esperimenti sino-americani stavano manipolando il coronavirus del chirottero, la prestigiosa rivista scientifica The Lancet aveva pubblicato una tirata di Daszak firmata da oltre due dozzine di scienziati, che insisteva sul fatto che il virus potesse provenire solo da uno spillover tra specie, quindi fosse un evento naturale, e che quindi provenisse probabilmente dal locale mercato degli animali vivi, e che gli scienziati  dovevano «unirsi per condannare fermamente le teorie del complotto che suggeriscono che il COVID-19 non ha un’origine naturale».

 

Solo in seguito Lancet avrebbe notato i conflitti di interesse di Daszak.

 

Nel frattempo, come abbiamo notato alla fine dell’anno scorso, un rapporto provvisorio del Comitato del Senato USA per l’educazione sanitaria, il lavoro e le pensioni del 27 ottobre 2022 intitolato «An Analysis of the Origins of the COVID-19 Pandemic» concludeva che le origini di Covid erano più probabilmente basate su un laboratorio come parte di un «incidente correlato alla ricerca». Il virus quindi non aveva origine zoonotica, cioè non proveniva dalla fauna.

 

Il rapporto è stato il risultato di uno «sforzo di supervisione del Comitato bipartisan per la salute, l’istruzione, il lavoro e le pensioni (HELP) sulle origini della SARS-CoV-2». Forniva una lunga analisi che passa in rassegna «informazioni open source disponibili al pubblico per esaminare le due teorie prevalenti sull’origine del virus SARS-CoV-2».

 

Tra le altre conclusioni, il rapporto osservava: «prove sostanziali suggeriscono che la pandemia di COVID-19 sia stata il risultato di un incidente correlato alla ricerca associato a un laboratorio a Wuhan, in Cina», afferma il rapporto.

 

In una sezione intitolata «Problemi con l’ipotesi zoonotica naturale», il rapporto affermava:

 

«Sulla base del precedente e della genomica, lo scenario più probabile per un’origine zoonotica della pandemia di COVID-19 è che SARS-CoV-2 abbia attraversato la barriera delle specie da un ospite intermedio all’uomo. Tuttavia, le prove disponibili sono anche coerenti, forse di più, con uno spillover diretto da pipistrello a umano. Entrambi gli scenari rimangono plausibili e, in assenza di ulteriori informazioni, dovrebbero essere considerati ipotesi ugualmente valide».

 

«Tuttavia, quasi tre anni dopo l’inizio della pandemia di COVID-19, mancano prove critiche che dimostrerebbero che l’emergenza di SARS-CoV-2 e la conseguente pandemia di COVID-19 sono state causate da uno spillover zoonotico naturale».

 

«Tali lacune includono l’incapacità di identificare il serbatoio dell’ospite originale, l’incapacità di identificare una specie ospite intermedia candidata e la mancanza di prove sierologiche o epidemiologiche che mostrino la trasmissione dagli animali all’uomo, tra le altre descritte in questo rapporto», afferma il rapporto.

 

«A causa di queste lacune probatorie, è difficile trattare la teoria dello spillover zoonotico naturale come la presunta origine della pandemia di COVID-19».

 

Quindi, nella conclusione del rapporto, afferma:

 

«Sulla base dell’analisi delle informazioni pubblicamente disponibili, sembra ragionevole concludere che la pandemia di COVID-19 sia stata, molto probabilmente, il risultato di un incidente correlato alla ricerca. Nuove informazioni, rese pubblicamente disponibili e verificabili in modo indipendente, potrebbero modificare questa valutazione. Tuttavia, l’ipotesi di un’origine zoonotica naturale non merita più il beneficio del dubbio, né la presunzione di esattezza».

 

Il rapporto è stato firmato dal senatore Richard Burr della Commissione del Senato degli Stati Uniti per la salute, l’istruzione, il lavoro e le pensioni.

 

Come riportato da Renovatio 21, il capo di EcoHealth Alliance Peter Daszak fu bizzarramente anche nel team di ricerca dell’OMS che visitò la Cina nel 2020 allo scopo di capire di più sulle origini del coronavirus. Alla squadra internazionale fu permesso di entrare in territorio cinese solo dopo un lungo braccio di ferro sui nomi dei ricercatori: il nome di Daszak, con immane conflitto di interesse alle spalle, parrebbe essere stato gradito alla Cina. Il team visitò anche l’Istituto di Virologia di Wuhano, dove il Daszakko aveva già lavorato con la dottoressa Batwoman, ma stette circa tre ore, e basta.

 

Mesi dopo il capo degli investigatori OMS ammise sostanzialmente che la Cina aveva ordinato cosa scrivere nel rapporto.

 

È emerso in seguito che i programmi di manipolazione genetica dei patogeni di Wuhan avevano chiesto milioni di dollari anche alla DARPA, ente di ricerca e Sviluppo del Pentagono, che declinò la richiesta.

 

Sulla possibilità che il virus possa essere un’arma biologica facente parte di un’ampia storia di armamento biologico della Repubblica Popolare Cinese, vi sono varie opinioni, anche piuttosto estreme.

 

Come ha avuto da dire recentemente Elon Musk riguardo al caso di Fauci, la tecnologia Gain of Function «dovrebbe essere chiamata ricerca sulle armi biologiche, poiché la sua funzione è la morte».

 

 

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Epidemie

Esenzioni per la mascherina, 2 anni di carcere a dottoressa tedesca

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Una dottoressa di Berlino, in Germania, è stata condannata a due anni di carcere per aver firmato illegalmente oltre 4.000 esenzioni per le mascherine durante la pandemia di COVID-19. Lo riporta Summit News.

 

Oltre alla pena detentiva, un tribunale regionale nella città di Weinheim (land del Baden-Württemberg) ha inflitto al medico un divieto di lavoro di tre anni e una multa di 28.000 euro, l’importo che ha ricevuto per il rilascio dei certificati. La sua assistente d’ufficio è stata multata per 2.700 euro.

 

Secondo il tribunale, la dottoressa è stata condannata per «rilascio di certificati sanitari errati» a persone in tutta la Germania, la maggior parte delle quali non aveva mai incontrato o esaminato.

 

«Il processo ricorda più una vendita di certificati che una procedura medica», ha affermato la corte in una dichiarazione, aggiungendo che non è stata incolpata per aver fornito certificati ai suoi pazienti esistenti.

 

Secondo ABC News, «durante il processo l’imputato aveva sostenuto che indossare mascherine fosse dannoso per la salute delle persone. L’avvocato del medico intende impugnare il verdetto, ha riferito l’emittente pubblica SWR».

 

Decine di sostenitori della dottoressa si sono riuniti davanti al tribunale di Weinheim, a nord di Heidelberg, per protestare contro il verdetto e le restrizioni pandemiche imposte in Germania.

 

La Germania ha terminato l’anno scorso l’obbligo di mascherina negli ambienti interni, sebbene esso sia ancora in vigore sui treni a lunga percorrenza, negli studi medici, negli ospedali, nelle case di cura e in alcuni trasporti pubblici regionali.

 

La Germania nel biennio pandemico è stata uno dei teatri della repressione più feroce contro chi protestava contro le restrizioni pandemiche.

 

Dopo le brutalità di Berlino dell’estate 2020, le violenze della repressione si sono riaffacciate anche alle manifestazioni in tutto il 2021 e nei primi mesi del 2022.

 

La violenza fu tale che del caso si interessò il relatore ONU per la tortura, Nils Melzer. «Le autorità considerano il proprio popolo come un nemico» commentò mestamente l’esperto in abusi politici.

 

La Polizei germanica produsse scene di repressione notevoli anche fuori dalle manifestazioni, con arresti di anziane signore senza mascherina e raid in casa di dottori dissidenti, come nel caso del dottor Andreas Noack, deceduto poi a fine 2021 scatenando spirali di teorie del complotto fortunatamente neutralizzate dai fact-checkers.

 

E non parliamo solo di azioni di repressione fisica: indimenticabile è stata la scena del poliziotto che dice al manifestante «Sie haben jegliche Menschlichkeit verloren», cioè «Lei ha perso ogni umanità».

 

Come riportato da Renovatio 21, il giornale tedesco Die Welt ha rivelato, citando fonti interne al potere berlinese, che il governo era seriamente preoccupato per la quantità di persone, tutte determinatissime, che si vedevano alle manifestazioni.

 

Mentre Berlino prepara hub di riscaldamento per sfollati interni privi di termosifoni funzionanti causa costo del gas, cinque mesi fa è emerso che il governo tedesco si apprestava a criminalizzare proteste anti-inflazione non ancora avvenute.

 

 

 

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