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«Rifiutate questo vaccino: Dite “no” alla distopia totalitaria!»

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Nel video in cui argomentava i motivi per rifiutare il vaccino COVID in arrivo (video ora censurato), il medico francese Louis Fouché dava un ultimo avvertimento.

 

«La cautela invita a rifiutare qualsiasi deriva totalitaria che sarebbe collegata all’idea stessa del vaccino: credito sociale, certificati di vaccinazione sotto la pelle, etc.».

 

«La cautela invita a rifiutare qualsiasi deriva totalitaria che sarebbe collegata all’idea stessa del vaccino: credito sociale, certificati di vaccinazione sotto la pelle, etc.».

Sono nuovi meccanismi sociali alla cui introduzione stentiamo a credere, perché paiono uscite da un romanzo di fantascienza totalitaria come quelli di Orwell, Huxley, etc.

 

«Tutto ciò dovrebbe scioccarvi come mai prima, e dovreste rifiutarlo a costo di andare verso una distopia totalitaria» dice Fouché.

 

«Dobbiamo restare uniti, dobbiamo agire, scrivere, parlare, dobbiamo spiegare alla gente quello che ho appena detto». Di fatto, nel nostro piccolo, Renovatio 21 lo sta facendo.

«Vedrete, il governo e i suoi accoliti medici e farmaceutici, il potere politico, economico, medico e tecnocratico dietro di esso, indietreggeranno, perché questa è l’unica cosa che possono fare quando si confrontano con il buon senso e la pace».

 

Fouché tuttavia nutre una grande speranza nella sollevazione popolare contro il nuovo mondo che va caricandosi:

 

«Vedrete, il governo e i suoi accoliti medici e farmaceutici, il potere politico, economico, medico e tecnocratico dietro di esso, indietreggeranno, perché questa è l’unica cosa che possono fare quando si confrontano con il buon senso e la pace».

 

 

«Manteniamo l’equilibrio del potere. Rifiutate questo vaccino».

 

 

 

«Manteniamo l’equilibrio del potere. Rifiutate questo vaccino»

 

 

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Misteri

Misterioso uomo con jetpacco compare anche al Gran Premio del Belgio

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Un altro avvistamento di uomo con jetpacco si è consumato poche settimane fa in Belgio, al Gran Premio di Formula 1.

 

Un uomo volante, dinanzi a pubblico e telecamere, ha sorvolato il circuito ad alta velocità.

 

ESPN, in canale TV sportivo americano, ha immortalato la scena rilanciandola sui social media.

 

L’individuo jetpaccato pare tenere il passo con un’auto da corsa di formula monoposto che corre in pista.

 

 

 

A differenza di alcuni enigmatici casi precedenti, sembra che qui si sia arrivati ad identificare l’uomo-jetpack.

 

Il quotidiano britannico Daily Express ha affermato che l’uomo che gestiva il flyboard era l’inventore francese Franky Zapata, di cui ha raccolto alcune dichiarazioni.

 

«Ho fatto molte sfide da zero a 400 metri o con un’inversione di marcia. Questa è un’area in cui mi sento a mio agio con il flyboarder.  Accelera molto velocemente e gira molto bene. D’altra parte, sulle lunghe distanze, come qui, con una velocità massima molto alta, (…) . Quindi può essere complicato. È sempre un piacere volare qui Adoro volare sui circuiti di F1 La vista è incredibile».

 

«Certo che non ho molto tempo per ammirare il panorama. Devo rimanere concentrato sulle mie virate. Il flyboarder richiede molta concentrazione. Ma il circuito è magnifico, lo scenario è eccezionale».

 

Circolano in rete video di membri del pubblico al GP del Belgio hanno catturato il video di Zapata che vola sopra la pista.

 

 

L’azienda di Zapata sviluppa e produce flyboard e jetpack, alcuni sono in grado di raggiungere 200 chilometri all’ora e altitudini di quasi 3 mila metri.

 

Ci si chiede quindi se sia di  Zapatala tecnologia intravista a Los Angeles, quando i piloti delle compagnie aeree commerciali hanno comunicato di aver visto un uomo con un jetpack alto nel ciel.

 

Come riportato da Renovatio 21, il fenomeno si è pure ripetuto.

 

La FAA, l’ente per l’aeronautica USA, ancora brancola nel buio. Il mistero del jetpacco californiano non è ancora risolto.

 

Nel frattempo, il mondo dei jetpacchi ufficiali avanza con gare ad ostacoli per jetpacchi, jetpacchi paramedici, jetpacchi ad elica e pure robot con jetpacchi creati da centri di ricerca italiani.

 

 

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Tecnologia

Ragazzo decolla con zaino-elicottero

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La società australiana CopterPack ha appena sviluppato una seconda generazione di jetpacchi dal curioso design. Si tratta di dispositivi in parte elicottero, in parte jetpack – tuttavia non si ha ancora la totale certezza di come funzioni o di quanto sia sicuro.

 

Il  video che è stato recentemente condiviso su YouTube, mostra un uomo che decolla di notte con uno skyline mozzafiato che fa da sfondo.

 

Per ora si sa molto poco del CopterPack al di fuori dei video dimostrativi in stile 007 rilasciati dall’azienda.

 

Possiamo dire, tuttavia, che potremmo essere in presenza di una nuova generazione di jetpacco.

 

 

Il dispositivo sembra comporsi di eliche in stile drone, attaccate a un’imbracatura dello zaino, che sollevano il pilota che sembrerebbe avere il controllo del volo per tramite di due joystick incastonati su due supporti.

 

Ancora non ci sono informazioni su caratteristiche di sicurezza, specifiche di progettazione o qualsiasi altra cosa che indichi il funzionamento del CopterPack.

 

Il sito di CopterPack è piuttosto scarso nei dettagli, sostenendo che l’«elicottero elettrico a zaino» dell’azienda è costruito con un leggero «nido d’ape in fibra di carbonio» ed è dotato di «un pilota automatico autolivellante».

 

Il sito quindi menziona il fatto che il CopterPack è ancora «in fase di sviluppo» e la società non ha ancora annunciato alcun piano per vendere questo «prodotto volante» ai suoi consumatori.

 

La moda e la tendenza a sviluppare questi strumenti per il volo umano non-veicolare sta prendendo sempre più piede in tutto il mondo. 

 

Circa due anni fa diversi piloti di aereo hanno affermato di aver individuato qualcuno che indossava un jetpacco e volava a circa 900 metri di altitudine nei pressi dell’aeroporto di Los Angeles per poi tornare di nuovo, sullo stesso cielo, pochi mesi fa.

 

Visto il propagarsi di queste acrobazie volanti, qualcuno ha già pensato di organizzare delle gare di jetpacchi ad ostacoli. Il CEO di JetPack Aviation, David Mayman, ha dichiarato che la sua azienda sta lavorando con l’Air Race World Championship per «creare una serie di corse parallele di jetpack» che vedrebbe i piloti battersi testa a testa.

 

Se arriverà a buon fine, Mayman ha detto che la gara sarà caratterizzata da una «serie di tralicci, anelli e cerchi» e si svolgerà sull’acqua. I piloti, tuttavia, non condivideranno lo stesso percorso per motivi di sicurezza, ma potrebbero gareggiare tra loro completando percorsi paralleli.

 

Non vi è solo l’aspetto ludico, ma alcuni stati, come la Gran Bretagna, stanno sperimentando questi jetpack per i paramedici: l’idea sarebbe di portare i dottori ai pazienti che necessitano di cure di emergenza più velocemente che mai, il che potrebbe significare il salvare potenzialmente più vite umane.

 

Ma c’è di più, e dalle nostre parti: un team di ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) ha creato un robot umanoide che indossa un jetpack. Si chiama iRonCub, e  come dettagliato in un documento recentemente accettato per la pubblicazione sulla rivista IEEE Robotics and Automation Letters, ha due motori a reazione attaccati alle estremità di ciascuno dei suoi bracci, e altri due attaccati al suo zaino.

 

Insomma, qui si fa il tifo per il jetpacco, sempre e comunque. Perché il jetpacco rende gli anni 2020 più simili a quelli che ci immaginavamo da bambini decenni fa.

 

Non volevamo un futuro di siringhe e raccolta della legna da ardere per l’inverno, di fame e di violenza. Volevamo un futuro di jetpacchi. Aridatecelo.

 

 

 

 

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Bizzarria

Il robot delle facce è tornato ancora una volta. Più inquietante che mai

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L’umanoide Ameca è tornato.

 

Renovatio 21 ve ne aveva parlato, mostrandovi più volte le sue espressione impressionanti.

 

In un nuovo video, l’umanoide Ameca mostra tutta la potenza dei suoi 12 nuovi attuatori  mentre si fissa allo specchio, contorcendo la sua faccia in espressioni di incredulità, disgusto, dolore e persino in qualcosa che possiamo descrivere come amarezza.

 

La società produttrice dell’androide emotivo, Engineered Arts, sostiene che Ameca sia il «robot a forma umana più avanzato del mondo». Esso rappresenterebbe «l’avanguardia della tecnologia umano-robotica»

 

Lo scopo dichiarato sarebbe quello di consentire ai ricercatori di studiare l’interazione tra umani e robot.

 

Il robot ha già fatto una vasta gamma di apparizioni in occasione di eventi. A gennaio, Engineered Arts aveva mostrato mostrato la macchina umanoide al CES di Las Vegas.

Siamo sempre più vicini alla cosiddetta Uncanny Valley, la «zona del perturbante» di cui ha trattato professore di robotica Masahiro Mori.

 

Il Mori ipotizzò, già nel 1970, che gli oggetti umanoidi che assomigliano imperfettamente a veri esseri umani provocano sentimenti inquietanti e/o repulsivi negli osservatori umani.

 

L’ipotesi della Uncanny Valley prevede che un oggetto che appare quasi umano rischierà di suscitare sentimenti freddi e inquietanti negli spettatori.

 

Come riportato dalla scrittrice Anne Jacobsen nel libro The Pentagon Brain, la DARPA (cioè il ramo ricerca e sviluppo della Difesa USA) starebbe pensando, dentro a programmi chiamati per qualche motivo Narrative,  alla somministrazione di ossitocina e altre sostanze per abituare emotivamente i soldati a superare l’inquietudine di avere un robot che combattono con loro sul campo.

 

Volenti o nolenti, sobri o drogati di ormoni affettivi, ci faranno superare l’Uncanny Valley.

 

Garantito al limone.

 

 

Immagine screenshot da YouTube

 

 

 

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