«Rifiutate questo vaccino: stiamo giocando all’apprendista stregone»

 

 

 

 

 

 

Il medico francese Louis Fouché, in un video ora censurato da YouTube, metteva in guardia rispetto ai problemi del vaccino anti-COVID.

 

«Stiamo giocando all’apprendista stregone», commentava nel filmato il dottor Fouché.

«Questo è un caso in cui “la scienza senza coscienza non è che rovina dell’anima” e primum non nocere»

 

Egli metteva in guardia rispetto alle tremendi implicazioni etiche di tutta l’operazione vaccino, con l’integrità dell’etica medica oramai dimenticata sin nei suoi principi cardine.

 

«Questo è un caso in cui “la scienza senza coscienza non è che rovina dell’anima” e primum non nocere – primo, non nuocere – dovrebbe essere il principio fondamentale di tutta questa faccenda. Nessuno sa cosa accadrà, quindi attenzione: siamo tornati alla phronesis aristotelica, alla prudenza».

«Stanno cercando di ridurre la mortalità o la trasmissibilità di un virus che è relativamente innocuo nella popolazione, dove la maggior parte delle conseguenze sono legate alla politica sanitaria scelta, non al virus in sé, o alla sua virulenza o gravità»

«Lo sviluppo di questi vaccini è andato troppo velocemente, e Thomas Madden, a capo di Acuitas Therapeutics, che produce le nanoparticelle lipidiche che circondano l’RNA per conservarlo – perché l’RNA, se lasciato in natura, si degrada abbastanza rapidamente – lo stesso Madden, che non ha nulla da guadagnare rallentando il processo, ha detto che sta andando veloce, troppo veloce e che non abbiamo avuto il tempo di effettuare i test di stabilità».

 

La situazione è così grave da giustificare questi rischi? Fouché pensa di no, e lo dice senza mezzi termini:

 

«Sugli effetti benefici: stanno cercando di ridurre la mortalità o la trasmissibilità di un virus che è relativamente innocuo nella popolazione, dove la maggior parte delle conseguenze che sono state osservate socialmente, sociologicamente, economicamente e dal punto di vista della salute sono legate alla politica sanitaria scelta, non al virus in sé, o alla sua virulenza o gravità».

 

«Lo sforzo deve quindi concentrarsi su questo: sulla politica sanitaria, su un sistema sanitario che deve essere resiliente, sulla protezione delle persone deboli e che sono a rischio di contrarre forme gravi, non sul far arrabbiare i francesi, cercando di entrare nei loro corpi»

«Lo sforzo deve quindi concentrarsi su questo: sulla politica sanitaria, su un sistema sanitario che deve essere resiliente, sulla protezione delle persone deboli e che sono a rischio di contrarre forme gravi, non sul far arrabbiare i francesi, cercando di entrare nei loro corpi».

 

 

 

 

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