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Salute

«Rifiutate questo vaccino: A livello individuale, il beneficio è nullo»

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Continuiamo con le considerazioni del medico francese Louis Fouché, il cui video di confutazione del vaccino COVID è sparito da YouTube. Fouché sottolinea la questione dei vantaggi del vaccino, che dovrebbero essere fondamentale rispetto all’assunzione di qualsiasi farmaco.

«Il vantaggio non è del tutto chiaro sulla popolazione generale. A livello individuale, è ovviamente nullo, poiché si inietta qualcosa in persone sane in modo che non si ammalino, mentre avrebbero già un esiguo rischio di ammalarsi, strategicamente ed epidemiologicamente».

 

«Il vantaggio non è del tutto chiaro sulla popolazione generale. A livello individuale, è ovviamente nullo, poiché si inietta qualcosa in persone sane in modo che non si ammalino, mentre avrebbero già un esiguo rischio di ammalarsi, strategicamente ed epidemiologicamente».

 

«Per il momento abbiamo queste trovate di marketing da alcune aziende di vaccini, come Pfizer e BioNTech, che ci hanno detto: i vaccini sono efficaci al 90%, persino al 92 o 95%. Che cosa significa? Beh, in realtà, non lo sappiamo, perché non abbiamo il monitoraggio dei dati. Sono le stesse aziende produttrici di vaccini a fornirci queste cifre».

 

«Per me, è solo qualcosa da spazzare via. Non ha alcun impatto. È come se stessi cercando di vendervi qualcosa e dicessi che è fantastico. È veramente marketing, lavaggio del cervello progressivo per far passare il messaggio che va tutto bene, non ci sono effetti collaterali, eccetera. Non è vero».

 

«In questo momento, semplicemente non lo sappiamo. Non conosciamo l’età delle persone che sono state vaccinate nei gruppi. Non conosciamo le loro comorbilità. Probabilmente si tratta di volontari sani, quindi avrebbero comunque contratto forme lievi o asintomatiche di SARS-COV-2».

«Pfizer e BioNTech, che ci hanno detto: i vaccini sono efficaci al 90%, persino al 92 o 95%. Che cosa significa? Beh, in realtà, non lo sappiamo, perché non abbiamo il monitoraggio dei dati. Sono le stesse aziende produttrici di vaccini a fornirci queste cifre»

 

«Quando dicono che riduce il numero di forme gravi, anche la definizione di forme gravi non è data nei testi che si trovano sui siti di marketing, che sono le vetrine dell’industria dei vaccini».

 

Fouché ha anche ricordato quelle che potrebbero essere definite le problematiche «ordinarie» con una serie di vaccini:

 

«Riguardo agli effetti collaterali, abbiamo parlato del rischio di produrre troppi virus, del rischio di retrotrasposoni e dell’integrazione del genoma virale. Ma esistono anche i classici rischi legati ai vaccini e i rischi sono spesso immunologici e ritardati».

 

«Probabilmente saprete che il Pandemrix del 2009 per l’H1N1 causa narcolessia: ci sono persone che sono rimaste gravemente danneggiate; si addormentano in un attimo. Poi ci sono rischi di malattie autoimmuni. Dipende dal vaccino ricevuto e dall’adiuvante che vi è stato inserito».

«Probabilmente saprete che il Pandemrix del 2009 per l’H1N1 causa narcolessia: ci sono persone che sono rimaste gravemente danneggiate; si addormentano in un attimo. È una malattia con cui convivere è molto difficile, con un’incidenza di uno su 100.000 in Francia per quanto è stato stabilito, ma probabilmente ci sono persone in cui non è stata rilevata».

 

«Poi ci sono rischi di malattie autoimmuni. Dipende dal vaccino ricevuto e dall’adiuvante che vi è stato inserito».

 

 

 

 

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Salute

I tamponi: specchietto riassuntivo

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Sempre più gli italiani si troveranno a misurarsi coi tamponi anti-COVID, che attualmente sono l’unica possibilità per ottenere il green pass per chi non risulti vaccinato.



Ce ne sono di diversi tipi, ma non tutti sono utili qualora si voglia ottenere il green pass.



I tamponi si differenziano sulla base del metodo di campionamento  e ne esistono tre tipologie.

 

Di seguito ne vedremo le caratteristiche anche in funzione di chi volesse usare i tamponi per avere un green pass valido 7 giorni su 7, o almeno 5 giorni su 7 per poter lavorare. Ricordiamo che dal 15 ottobre il Governo Draghi ha infatti stabilito che chi sarà sprovvisto di pass non potrà più lavorare



1) Tamponi oro-faringei.

Si contraddistinguono per la forma sottile ed allungata; il tampone deve essere inserito con perizia dall’operatore  attraverso una narice del paziente fino a toccare la parete rinofaringea.

 

L’operazione può risultare molto fastidiosa, talvolta dolorosa, e i tamponi di questo tipo sono sconsigliati per un uso frequente perché rischiano di lesionare le mucose orofaringee, anche se effettuati da una mano attenta ed esperta (cosa, oltretutto, non scontata).



2) Tamponi nasali

Sono in tutto simili ad un cotton fioc. Vengono sfregati in modo non invasivo in entrambe le narici del paziente e provocano un po’ di solletico, che talvolta viene percepito come un principio di stimolo a starnutire. Data la superficialità del campionamento  possono essere eseguiti con frequenza senza rappresentare un disagio fisico per il paziente.



3) Tamponi salivari

Sono di norma anch’essi simili ad un comune cotton fioc ed il campionamento prevede che vengano a contatto con diverse zone della cavità orale per assorbire la saliva del paziente. Risultano ancora meno fastidiosi dei tamponi nasali e possono essere eseguiti con frequenza senza rappresentare un disagio fisico per il paziente.

 

Viste le tre tipologie di tamponi che si differenziano per la modalità del campionamento,  adesso vediamo come ciascun tipo di tampone possa essere di due categorie: antigenico (rapido) o molecolare.

 

Antigenico o molecolare?

La differenza tra tamponi (oro-faringei, nasali e salivari) antigenici-rapidi e molecolari è data dal metodo con cui vengono analizzati per fornire il risultato di negatività.



A) Tamponi antigenici

Il tampone (oro-faringeo, nasale o salivare) viene messo a contatto con un reagente che, in caso di positività assume una certa colorazione.  L’esito del reagente richiede pochi minuti. Per questo motivo tali tamponi sono definiti «rapidi».

 

Effettuati in un centro autorizzato (farmacie o laboratori autorizzati) permette di ottenere il green pass una volta che l’operatore abbia inserito nel sistema informatico sanitario regionale l’esito del tampone.

 

Dall’esecuzione del tampone all’esito finale trascorrono circa 15 minuti.



B ) Tamponi molecolari

Il tampone  (oro-faringeo, nasale o salivare) viene inviato in un laboratorio specializzato dove prima di utilizzare un reagente viene eseguita un’amplificazione degli acidi nucleici per PCR.

 

L’analisi molecolare dei tamponi ha un margine di precisione superiore a quello ottenuto coi reagenti rapidi.

 

Tuttavia, utilizzando un’amplificazione eccessiva, sarebbe tecnicamente possibile avere risultati positivi anche analizzando un mazzo di rose. Ma di questa diatriba sui livelli di PCR non ci occuperemo qui.

 

Cose da sapere

  • Al fine di ottenere il green pass i tamponi devono essere effettuati nominalmente da operatori qualificati presso centri autorizzati (farmacie o laboratori)

 

  •  I tamponi salivari antigenici rapidi non sono attualmente validi per ottenere il green pass. Tutti gli altri sono validi. Compresi i salivari molecolari.

 

  • I tamponi molecolari sono validi per 72 ore dal momento del campionamento, ma il referto del laboratorio richiede un’attesa  minima di circa 24 ore. Quindi i tamponi molecolari sono poco pratici per ottenere il green pass, che viene emesso molte ore dopo l’esecuzione del tampone. L’effettiva utilizzabilità dei molecolari dunque non è di 72 ore, perché va sottratto il tempo di attesa per avere il referto. Nonostante qualche politico si sia intestato il merito dell’estensione a 72 ore dei molecolari, l’effettiva utilità aggiunta rimane praticamente nulla.

 

  • Quando una persona risulta positiva ad un test rapido o molecolare, ha l’obbligo di effettuare un secondo test esclusivamente molecolare di conferma.

 

  • I tamponi molecolari  (oro-faringeo, nasale o salivare) hanno un costo decisamente superiore ai test rapidi riconosciuti per il green pass (nasali e oro-faringei) perché richiedono analisi di laboratorio con personale annesso.

 

  • Col recente decreto i prezzi dei tamponi rapidi verranno calmierati a 15 euro. Saranno gratis per tutti i fragili che non possono vaccinarsi, 8 euro per gli under 18.

 

 

 

Gian Battista Airaghi

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Essere genitori

Studio: per gli adolescenti 6 volte più probabili i problemi cardiaci post-vaccino rispetto ai ricoveri per COVID

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Una ricerca condotta dall’Università della California ha scoperto che i ragazzi adolescenti hanno sei volte più probabilità di soffrire di problemi cardiaci successivi al vaccino COVID-19 rispetto a essere ricoverati in ospedale a causa del COVID-19 stesso.

 

«Un team guidato dalla dottoressa Tracy Hoeg dell’Università della California ha studiato il tasso di miocardite cardiaca – infiammazione del cuore – e dolore toracico nei bambini di età compresa tra 12 e 17 anni dopo la seconda dose del vaccino», riporta il quotidiano britannico Telegraph.

 

I ricercatori«hanno quindi confrontato questo con la probabilità che i ragazzi necessitino di cure ospedaliere a causa del COVID-19, in periodi di tassi di ospedalizzazione bassi, moderati e alti».

«I ricercatori hanno scoperto che il rischio di complicanze cardiache per i ragazzi di età compresa tra 12 e 15 anni a seguito del vaccino era di 162,2 per milione, che era il più alto di tutti i gruppi esaminati»

 

«I ricercatori hanno scoperto che il rischio di complicanze cardiache per i ragazzi di età compresa tra 12 e 15 anni a seguito del vaccino era di 162,2 per milione, che era il più alto di tutti i gruppi esaminati».

 

Ciò è paragonabile al rischio che un ragazzo sano venga ricoverato in ospedale a causa di un’infezione da COVID, che è di circa 26,7 per milione, il che significa che il rischio che devono affrontare a causa del vaccino è 6,1 volte maggiore.

 

Anche durante gli alti tassi di rischio di COVID, come nel gennaio di quest’anno, la minaccia rappresentata dal vaccino è 4,3 volte più alta, mentre durante i bassi tassi di rischio, il rischio che i ragazzi adolescenti soffrano di un «evento avverso cardiaco» dal vaccino è enorme 22,8 volte superiore.

 

I dati della ricerca si basavano su uno studio sulle reazioni avverse subite dagli adolescenti tra gennaio e giugno di quest’anno.

Ciò è paragonabile al rischio che un ragazzo sano venga ricoverato in ospedale a causa di un’infezione da COVID, che è di circa 26,7 per milione, il che significa che il rischio che devono affrontare a causa del vaccino è 6,1 volte maggiore

 

Commenta Summit News: «In un mondo sano di mente, tali dati dovrebbero rappresentare il chiodo nella bara per l’argomento secondo cui adolescenti e bambini dovrebbero essere obbligati a prendere il vaccino contro il coronavirus, ma ovviamente non lo farà».

 

I casi di miocardite registrata improvvisamente dopo il vaccino non sono pochi, in Italia come all’estero. Renovatio 21 ha riportato i casi di diverse madri che, una volta ammalatosi improvvisamente il figlio dopo la puntura mRNA, rimangono sconvolte dalla mancata attenzione sull’argomento da parte di dottori e media.

 

Che esista una spirale del silenzio sull’argomento è piuttosto evidente.

 

Alla pallavolista veneta Francesca Marcon, che aveva scritto su Instagram dei suoi problemi cardiaci post-vaccinali (problemi che le hanno fatto saltare parte della stagione), in molti hanno risposto di non fornire frecce alla faretra del nemico no-vax, quindi, in pratica, di tacere.

 

Lo stesso dicasi per Pedro Obiang, calciatore di serie A in forza al Sassuolo: i focolai di broncopolmonite e miocardite registrati dopo il vaccino non hanno scosso né i media né il mondo del calcio, che vaccinando i suoi campioni, qualora nel siero ci fosse qualche effetto avverso non ancora scoperto, potrebbe veder perdere i talenti dei suoi campioni.

 

Che esista una spirale del silenzio sull’argomento della miocardite post-vaccinale presso la popolazione giovanile è piuttosto evidente

È quello che è successo ad alcuni atleti olimpici belgi, le cui performance in vista delle Olimpiadi giapponesi, dopo le iniezioni, non sono state più le stesse.

 

Anche degli atleti belgi hanno ammesso che dopo il vaccino le prestazioni sono diminuite.

 

«Abbiamo grossi problemi con la vaccinazione. Sul primo vaccino, per dieci giorni, c’è una perdita di potenza tra il 10 e il 20% e per la seconda dose, c’è anche una perdita di potenza più lunga, parliamo di 21 giorni. È una grande difficoltà rispetto agli atleti. E vediamo davvero una perdita di potenza in tutti gli atleti che sono stati vaccinati» ha dichiarato l’allenatore Jacques Borlée

 

Renovatio 21 ha riportato anche il caso del velocista francese Christophe Lemaitre, bronzo nei 200 ai Giochi di Rio, l’atleta che doveva rappresentare la Francia ai Giochi di Tokyo. «Non ha senso andare ai Giochi per essere eliminato nei playoff», aveva detto Thierry Tribondeau, uno dei suoi allenatori.

 

Al di là dei casi di rendimento sportivo, anche in caso di morte, come noto, l’autopsia molto raramente dichiara di aver trovato una correlazione.

 

 

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Cervello

Fa il tampone e perde liquido cerebrospinale per nove mesi

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Un uomo della Repubblica Ceca  si è sottoposto a un esame dopo che il naso aveva cominciato a colargli incessantemente mesi prima.

 

Tuttavia, il liquido che gli colava dalle narici si è scoperto non essere muco: era il liquido cerebrospinale, ossia il liquido che aiuta ad attutire il cervello e il midollo spinale all’interno del cranio,.

 

Il liquido cerebrospinale fuoriusciva da una lesione causata da un tampone nasale per COVID-19, secondo quanto riporta Live Science.

 

Il tampone per rilevare il COVID gli aveva danneggiato la lamina cribrosa, un osso che separa il naso dal cervello

L’uomo aveva fatto il tampone nasale nel marzo 2020. Il suo test è risultato negativo e ha semplicemente pensato di avere brutte allergie quando la sua narice destra ha iniziato ad avere delle perdite subito dopo essere stato «tamponato».

 

Nel dicembre successivo l’uomo ha deciso di farsi visitare da un medico e, dopo aver scansionato la testa dell’uomo, il medico ha scoperto che il tampone per rilevare il COVID gli aveva danneggiato la lamina cribrosa, un osso che separa il naso dal cervello.

 

Come osserva Live Science, le perdite di liquido cerebrospinale non sono intrinsecamente dannose e i pazienti possono vivere la propria vita per anni senza problemi, ma rendono le persone più suscettibili a pericolose infezioni cerebrali come la meningite, poiché il sistema nervoso centrale è più esposto.

 

Sempre stando a quanto sostiene Live Science, altri due pazienti hanno sviluppato perdite di liquido cerebrospinale dopo aver eseguito i test nasali COVID. 

 

Le perdite di liquido cerebrospinale rendono le persone più suscettibili a pericolose infezioni cerebrali come la meningite, poiché il sistema nervoso centrale è più esposto

Diversi scienziati e ricercatori hanno messo in guardia l’opinione pubblica riguardo a possibili danni causati da questi test alquanto invasivi, soprattutto nei confronti dei minori.

 

Peraltro è doveroso aggiungere che questi «test» – come dimostrato ampiamente – non hanno un’attendibilità del 100%.

 

Anche alcuni collaboratori di Renovatio 21 hanno potuto testimoniare, a partire dall’inverno scorso, la scarsissima affidabilità di questi tamponi nasali che, ahinoi, a seconda del risultato, determinano la segregazione domiciliare o meno.

 

 

 

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