Professore cinese: «la Cina ha vinto la guerra biologica»

 

 

 

Un professore con stretti legami con il Partito Comunista Cinese ha dichiarato che il suo Paese ha «sconfitto» gli Stati Uniti nel 2020 con una guerra biologica da cui la Cina è uscita vittoriosa mentre l’America ridimensionata.

 

Chen Ping è professore presso l’Università di Pechino, ricercatore senior presso il China Institute of Fudan University, un think tank affiliato al Partito Comunista Cinese. Un suo video di analisi storica e geopolitica è apparso in rete pochi giorni fa.

 

«Nel 2020, la Cina ha vinto la guerra commerciale, scientifica e tecnologica. a Cina soprattutto ha vinto la guerra biologica. Il risultato è senza precedenti» dice il professore.

 

«Nel 2020, la Cina ha vinto la guerra commerciale, scientifica e tecnologica. a Cina soprattutto ha vinto la guerra biologica. Il risultato è senza precedenti»

«Questo è un record storico che crea un’epoca» gongola il pechinese.

 

Il ricercatore, con alle spalle una ricca libreria dove sventola la bandierina della Cina comunista, rivolge le accuse anche contro i cinesi «progressisti», cioè sospettati di essere filooccidentali: «Ora per i progressisti, adoratori degli USA dentro la Cina, da loro adorazione degli USA diviene priva di fondamento».

 

Tuttavia colpisce l’uso sicura del termine «guerra» e soprattutto di «guerra biologica».

 

«Dopo questa guerra commerciale e questa guerra biologica, l’America è stata picchiata sino a tornare alla sua forma originaria»

«Dopo questa guerra commerciale e questa guerra biologica, l’America è stata picchiata sino a tornare alla sua forma originaria».

 

Il professor Ping riconosce che la minaccia più grande per la risorgenza degli USA era rappresentata da Donald Trump.

 

«Credo che il tentativo di Trump di fermare il declino dello status internazionale degli USA sia fallito. Questo fallimento non è solo il fallimento della campagna personale di Trump per la rielezione, ma anche il fallimento della globalizzazione a guida neoliberale degli ultimi decenni guidata da USA e Gran Bretagna».

 

«Credo che il tentativo di Trump di fermare il declino dello status internazionale degli USA sia fallito»

L’analisi mista ad un incontenibile impeto nazionalista non lo spinge a dire, quindi, che «il modello di sviluppo e modernizzazione di USA e Europa non è degno di essere imitato e ripetuto dalla Cina». Detto dal Paese che dall’Occidente ha copiato tutto, da Marx ad ogni possibile produzione industriale e scientifica, è una bella affermazione.

 

Ping non è l’unico professore cinese con la lingua sciolta. Renovatio 21 ha riportato mesi fa il caso dell’economista pechinese Di Dongsheng che in un evento pubblico, trasmesso pure in rete, disse che la Cina aveva combinato per la rielezione di Biden – dove la manina cinese ad aiutare è più che un sospetto – tramite i suoi vecchi contatti a Wall Street (che a suo dire odiavano Trump) e tramite i miliardi assegnati al fondo internazionale di Hunter Biden, il figlio drogato e corrotto dell’attuale presidente.

 

Anche i sottotitoli di questo video sono a cura di Renovatio 21.