Immigrazione
Padre di figlia assassinata da immigrato clandestino affronta Olaf Scholz in un dibattito televisivo
Il padre di una ragazza di 17 anni assassinata da un migrante clandestino ha avuto la rara opportunità di confrontarsi direttamente con il cancelliere tedesco Olaf Scholz sulla televisione pubblica. Lo riporta il sito Remix News.
Il padre, Michael Kyrath, è ampiamente visto come colui che ha messo un volto a molte delle vittime della violenza dei migranti durante la sua apparizione a Direkt Spezial sulla rete privata RTL.
«Signor Scholz, in Germania abbiamo tra i 24 e i 32 attacchi con coltello ogni giorno. Molti di questi finiscono fatalmente. E ogni giorno che continuiamo a discutere di questo, muoiono persone, muoiono bambini. Ci sono genitori in piedi sulla tomba o sulla bara dei loro figli, che accarezzano la mano del loro bambino per l’ultima volta nella loro vita, e questa mano è gelida. Non hai figli, non puoi immaginarlo».
#vernetzungstweet
Am 25.01.2023 fanden schreckliche Messerangriffe in einer Regionalbahn kurz vor der Einfahrt in den Bahnhof Brokstedt statt. Bei den Messerangriffen gab es auch Todesopfer.
Michael Kyrath, Vater eines der Opfer konfrontierte am 09.10.2024 Olaf Scholz damit,… pic.twitter.com/5mtZTONzZg— Flasche Bier (@FlascheBier033) October 19, 2024
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La figlia di Kyrath, Ann-Marie Kyrath, è stata assassinata nel gennaio 2023, insieme al suo fidanzato diciannovenne Danny, da un noto criminale migrante palestinese, già condannato per reati gravi, che su un treno regionale diretto ad Amburgo ha accoltellato la coppia di giovani un totale di 38 volte e ne ha ferite altre otto.
Attualmente l’immigrato è condannato all’ergastolo.
È la prima volta che Scholz incontra un familiare di una vittima delle sue politiche di frontiere aperte, come quelle di molti altri politici.
«Non si tratta di esseri umani. Si tratta di persone. Nel nostro caso, queste persone si chiamavano Ann-Marie e Danny. Non si tratta di persone, ma di persone qualsiasi. Il secondo aspetto dell’intera questione è, ovviamente, che ne stiamo discutendo da anni. Da anni sento dire che dobbiamo parlarne, dobbiamo discuterne, dobbiamo pianificare. Non possiamo andare oltre parlando. È tempo per noi di iniziare lentamente ad agire. E di iniziare ad agire con urgenza», ha detto il padre di Ann-Marie.
Kyrath ha consegnato una testimonianza emotivamente cruda e commovente direttamente in faccia Scholz, ma è riuscito a mantenere la calma e la compostezza, mettendo in discussione il motivo per cui queste persone siano ancora nel territorio nazionale. «E non si tratta di deportare le persone, ma del perché sia loro permesso di entrare nel Paese».
In Erinnerung an Ann-Marie Kyrath ✝️
Das ganze Gespräch mit Michael Kyrath findet sich hier: https://t.co/S4N51CmTSr pic.twitter.com/0RQhqbGs26
— Gerd Buurmann (@Buurmann) October 16, 2024
Sempre durante l’intervista, Kyrath ha affrontato Scholz in merito al finanziamento governativo di un sito web in cui i richiedenti asilo possono trovare informazioni per evitare la deportazione, disponibile in nove lingue diverse. Il sito si chiama Handbook Germany e contiene una grande quantità di informazioni sulle scappatoie legali. In particolare, la figlia di Kyrath è stata assassinata da un migrante che avrebbe dovuto essere deportato ma non lo è mai stato, nonostante le precedenti condanne per stupro.
«Innanzitutto, ho sentito anche io questa storia», ha detto Scholz, in merito al sito web Handbook Germany. Ha affermato che si trattava di una «decisione presa molto tempo fa per supportare un’associazione che trasmette queste informazioni». Gli era stato detto «che il supporto è stato interrotto da tempo».
Tuttavia, la testata tedesca NZZ smentisce il cancelliere dicendo che Handbook Germany è ancora attivo e l’organizzazione riceve ancora finanziamenti dal governo federale. «È vero il contrario» scrive il giornale. «il sito è attivo, tutto è liberamente accessibile e i creatori del sito web continuano a ricevere denaro dallo Stato. O Scholz sta mentendo o è male informato. In ogni caso, non si può dire che il supporto per esso sia terminato».
Secondo NZZ i contribuenti starebbero finanziando il progetto Handbook Germany: Together quest’anno con 300.000 euro.
«Il denaro proviene dal Commissario federale per le migrazioni, i rifugiati e l’integrazione. Altri 22.000 euro provengono dall’Ufficio federale per le migrazioni e i rifugiati. Il portale è stato finanziato anche con denaro delle tasse negli anni precedenti. Il finanziamento totale per il periodo 2023-2025 è di quasi 10 milioni di euro, di cui il 90% proveniente dal Fondo asilo, migrazione e integrazione dell’UE».
Cittadine tedesche sono state teatro di continui episodi della violenza immigrata, spesso a base di accoltellamenti. Il capo di un sindacato della polizei negli scorsi giorni ha pubblicato un video-discorso di denuncia in cui dichiarava che «la crisi dell’immigrazione è prima di tutto una crisi criminale».
Come riportato da Renovatio 21, plurimi attacchi con coltello hanno afflitto la Germania per gran parte di quest’anno; l’attacco terroristico al «Festival della Diversità» di Solingen e il brutale omicidio di un poliziotto a Mannheim sono stati tra i casi più gravi, che hanno causato un enorme scompiglio nel Paese.
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Come riportato da Renovatio 21, a settembre la polizia del land tedesco della Baviera ha arrestato un migrante siriano per aver presumibilmente pianificato di accoltellare a morte diversi soldati.
Il partito anti-immigrati in forte ascesa Alternativa per la Germania (AfD) parla non solo di fine dell’immigrazione nel Paese, ma di remigrazione degli stranieri illegalmente presenti sul territorio.
Di particolare interessa l’iniziativa del land tedesco del Nord Reno-Vestfalia che intende educare il pubblico stampando e distribuendo tra gli immigrati volantini con su scritto «Besser ohne Messer», il messaggio che la vita «senza coltelli è meglio».
Nel mentre, il governo ampel («semaforo») liberal-socialista-verde prosegue la persecuzione chi canticchia L’amour toujours, hit dance del DJ italiano Gigi D’Agostino trasformata dalla gioventù tedesca in un coro contro l’immigrazione («Auslander raus / Auslander raus / Deutchand den Deutches / Auslander raus»).
Come riportato da Renovatio 21, fuori da ogni principio di realtà, politici tedeschi hanno chiesto «la massima pena» per i giovani beccati a cantare la canzoncina – mentre la Germania è divenuta un Paese completamente insicuro, dove non si contano le violenze gratuite e belluine perpetrate dagli immigrati, in cui chi può scappa (come il campione del Real Madrid Toni Kroos, rimasto a Madrid per paura di vivere con la famiglia nel suo Paese di origine) e dove si viene condannati in tribunale anche solo per aver citato le statistiche ufficiali sugli stupri compiuti dagli immigrati.
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Immagine screenshot da Twitter
Immigrazione
Vescovo spagnolo denuncia: «strumentalizzazione geopolitica» a Ceuta
«La carità non può mai essere disgiunta dalla prudenza»
Il prelato ha anche espresso la propria posizione sul controverso tema delle espulsioni di migranti. «Penso che le associazioni o le ONG che definiscono immorali i respingimenti immediati abbiano torto», ha dichiarato. «Perché la difesa di una frontiera nazionale non è di per sé un atto di ostilità verso gli immigrati». Il vescovo di Orihuela-Alicante spiega che «il diritto di emigrare non equivale a un diritto incondizionato di stabilirsi in qualsiasi Paese, in spregio alle leggi che ne regolano l’accesso». Mons. Munilla prosegue esponendo la dottrina sociale della Chiesa a questo proposito: «La vera risposta morale esige dunque di conciliare due esigenze. Sì a un’accoglienza solidale verso chi ha veramente bisogno di un sistema di protezione, ma anche a una gestione responsabile della protezione delle frontiere. Quando uno di questi princìpi viene eretto ad assoluto al punto da annullare l’altro, cessiamo di servire il bene comune. La carità non può mai essere disgiunta dalla prudenza, così come la giustizia non può essere disgiunta dalla misericordia. La dottrina sociale della Chiesa non ci invita a scegliere tra l’una o l’altra, ma a trovare un equilibrio. E solo a partire da questo equilibrio possiamo affrontare una delle sfide più complesse che oggi ci troviamo di fronte». Non ha esitato a evocare le conseguenze inevitabili di una simile migrazione: se si dà l’impressione che basti varcare fisicamente una frontiera per ottenere automaticamente un diritto di soggiorno, ciò può incitare a correre rischi sempre maggiori. Per questo ritiene che certi respingimenti possano contribuire a evitare situazioni di violenza, a condizione che siano effettuati nel rispetto della dignità delle persone e tenendo conto delle circostanze particolari. La posizione cattolica, ha concluso mons. Munilla, obbliga proprio a evitare due estremi: ignorare la sofferenza di chi ha veramente bisogno di protezione e negare agli Stati la responsabilità di organizzare l’immigrazione e di proteggere le proprie frontiere. Articolo previamente apparso su FSSPX.NewsIscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immigrazione
Parigina progressista affronta inutilmente i saccheggiatori: la storia dietro il video virale
Un video ampiamente diffuso relativo ai disordini del 17 ottobre a Parigi mostrava una giovane donna che cercava disperatamente di impedire ai saccheggiatori di devastare un supermercato Franprix vicino a Place de la République.
La donna i giovani mascherati: «Fermatevi, fermatevi, perché lo fate? Non è questa la ragione!» e «Ehi, non toccatemi! Fermatevi. Che senso ha fare questo? C’è un uomo dentro, da solo! Guardate! Smettetela!»
Sui social media, alcuni hanno subito diffuso una storia inventata: si diceva che fosse un’attivista di sinistra da sempre, una «donna progressista» e difensore dei migranti, la cui boutique di lusso era stata distrutta proprio dalle persone che aveva difeso. Alcuni post affermavano che avesse detto ai saccheggiatori di essere a favore dell’asilo, venendo poi picchiata, sputata addosso e calpestata. Niente di tutto ciò era vero, scrive LifeSite.
Il quotidiano francese Le Monde l’ha identificata come Emma Kunstlich, 24 anni, studentessa di recitazione e modella. Era una cliente occasionale del supermercato Franprix di Rue du Faubourg-du-Temple, non la proprietaria di una boutique.
Secondo un’analisi di Web Stat, intervenuta in sua difesa, non vi sono prove di affiliazione politica, di dichiarazioni a difesa dei migranti o che sia stata aggredita nel modo descritto.
A French liberal woman, in tears, begging the looters: “I’m one of you! I voted for this! Why are you doing this?”
They shove her aside, loot her shop, and keep going.
This is suicidal empathy in real time.
The same useful idiots stand on American street corners — the… pic.twitter.com/6RYdBN26eV
— GRANDPA’s FREE ADVICE (@GOP_is_Gutless) October 19, 2026
La Kunstlich ha poi dichiarato a Le Monde che «non hanno nemmeno un messaggio politico. Stanno solo distruggendo e rubando, senza rendersi conto delle conseguenze delle loro azioni. E se il RN [Raggruppamento Nazionale, il partito della Le Pen] andrà al potere, saremo tutti nei guai fino al collo!»
Il direttore del negozio ha confermato al Daily Mail che Kunstlich era semplicemente un cliente abituale che aveva agito con coraggio.
L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha descritto i disordini come tutt’altro che spontanei, proponendoli invece come un «piano attraverso il quale l’élite tecnocratica globalista intende introdurre e alimentare sacche di guerra civile tra la popolazione». «L’obiettivo è chiaro: creare un pretesto per legittimare nuove forme di repressione, controllo sociale e limitazione delle libertà residue. Non c’è nulla di spontaneo in tutto questo», ha affermato il prelato lombardo.
Più recentemente, lo scorso fine settimana, alcuni video diffusi sui social media sembrano mostrare contro-manifestanti scesi in piazza in Francia, descritti come affiliati a gruppi di «destra». Sfilando con lo slogan «questa è casa nostra», hanno cercato di riappropriarsi delle strade, sottraendole a coloro che avevano trasformato le manifestazioni in saccheggi.
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Immigrazione
Funzionari dell’immigrazione tedeschi accusati di traffico di immigrati
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