Immigrazione
Ferroviere massacrato da immigrati in Germania
Un macchinista è stato brutalmente aggredito da una coppia di migranti in Germania questa settimana. Lo riferiscono articoli della stampa locale.
Il brutale pestaggio sarebbe avvenuto intorno alle otto e mezza di mercoledì sera a Lauter-Bernsbach, una cittadina della Sassonia, quando da un treno entrato in stazione sono scesi tre passeggeri.
Pocho dopo sarebbe è scoppiata una disputa tra due maschi stranieri e un tedesco, riferisce la testata tedesca Bild.
Quando il macchinista del treno è sceso per mediare tra le due parti, è stato aggredito dagli stranieri che hanno infierito con calci e pugni anche quando il ferroviere è rovinato al suolo.
Podróż pociągiem w ????????Niemczech
W #LauterBernsbach (Saksonia) 15-letni Afgańczyk zaatakował maszynistę. Młody mężczyzna wcześniej wszczął kłótnię z innym pasażerem. Nagranie świadka pokazuje skalę przemocy. Maszynista, chciał rozstrzygnąć spór między dwoma pasażerami????#Germany pic.twitter.com/Fbp62oGWNG— ???????? Antyfarmazon ???????????? (@ZaPLMundurem) July 6, 2023
Gli aggressori sono fuggiti ma la polizia ha individuato il principale sospettato, che sarebbe un cittadino afghano di 15 anni, e lo avrebbe preso in custodia.
Le autorità stanno lavorando per determinare se il suo compagno, identificato come un uomo libanese di 23 anni, debba subire ripercussioni legali.
Il conducente è stato ricoverato in ospedale con ferite gravi.
Il traffico ferroviario sulla linea a binario unico è stato interrotto per almeno 90 minuti prima che il servizio potesse essere ripristinato.
La Germania sta affrontando anche il problema delle bande di immigrati che distruggono i Bancomat, con un record di 500 sportelli automatici attaccati nel corso del 2022.
Nel frattempo il Paese appronta parcheggi solo per LGBT e immigrati – anche se a causa degli immigrati, diventano difficili le sfilate omosessualiste – , e si preoccupa, come nel caso del sindaco di Wuerzburg, della reputazione dei migranti quando un rifugiato somalo ha dato in escandescenze provocando la morte di tre donne.
Come riportato da Renovatio 21, il sindaco di un’altra città, Plauen ha lanciato l’allarme per l’aumento di criminalità e a causa dei migranti che dominano il centro cittadino, molestano i pedoni e commettono reati gravi, tra cui un caso di tentato omicidio colposo.
Di fatto, anche la piccola cittadina della Sassonia è ridotta ad una no-go zone.
La popolazione immigrata aveva dato il meglio di sé anche durante lo scorso capodanno a Berlino, con teppisti che sembravano farsi gioco dell’autorità.
Due mesi fa, mentre a Duesseldorf appariva il primo segnale in lingua araba, si consumava l’episodio del cittadino tedesco veniva gettato sui binari del treno da migranti siriani.
La Germania è ancora traumatizzata dalla scoperta delle molestie sessuali collettive, e non solo nella Piazza del Duomo di Colonia, perpetrata da immigrati ai danni di donne tedesche: è la tahurrush gamea, il concetto di «stupro di massa» visto anche sotto il Duomo di Milano.
Immigrazione
La linea dura di Tokyo contro l’immigrazione, record di espulsioni nel 2025
Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Lo scorso anno il Giappone ha espulso 318 cittadini stranieri, un aumento del 30%), rispetto all’anno precedente e ora punta ad accelerare le procedure di rimpatrio, nonostante una forte carenza di manodopera. Le ong denunciano il rischio di violazioni del principio di non respingimento dei rifugiati e un clima crescente di paura anche tra chi risiede nel Paese da anni.
L’inasprimento delle politiche migratorie in Giappone sta alimentando paure e incertezze tra i residenti stranieri ma anche tra i richiedenti asilo, hanno sottolineato alcune organizzazioni per i diritti umani.
Secondo i dati ufficiali, nel 2025 è stato espulso un numero record di 318 cittadini stranieri, un aumento del 30% rispetto all’anno precedente e una conseguenza diretta dello «Zero Illegal Foreign Residents Plan», programma lanciato nel maggio scorso per accelerare le espulsioni di chi ha già presentato più volte la richiesta di asilo. Tra le persone migranti espulse, 52 avevano presentato domanda di protezione internazionale tre o più volte.
La politica riflette la crescente insofferenza della società giapponese nei confronti della presenza di stranieri, siano essi residenti o turisti. La Japan Association for Refugees ha però denunciato che l’aumento delle espulsioni sta generando un clima di forte insicurezza tra gli stranieri, inclusi coloro che vivono nel Paese da decenni o che rischiano di essere perseguitati nei loro Paesi d’origine.
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Persino tra i minori cresciuti in Giappone e perfettamente integrati dal punto di vista linguistico e culturale. L’organizzazione per i diritti umani ha già segnalato i casi di persone rimpatriate che hanno subito persecuzioni dopo il ritorno, tra cui una famiglia curda rimandata in Turchia lo scorso anno: all’arrivo il padre è stato arrestato.
Nel 2025 il Giappone ha riconosciuto 187 rifugiati, tre in meno rispetto all’anno precedente, mentre le domande di asilo sono passate da 8.377 a 14.832. La maggior parte dei permessi di soggiorno è stata concessa a cittadini afgani, mentre 26 provenivano dallo Yemen.
Complessivamente, nel solo 2025 sono state respinte 12.636 domande di asilo. Secondo la JAR, tra queste vi sarebbero anche persone che «chiaramente soddisfano i criteri per lo status di rifugiato», inclusi individui provenienti da aree di conflitto o vittime di violenze e detenzioni. Per esempio, Tra coloro provenienti dal Myanmar, solo 9 persone hanno ottenuto lo status di rifugiato su 1.490 richiedenti, il dato più basso da quando nel 2021 i militari hanno condotto un colpo di Stato e dato avvio a un conflitto civile che prosegue ancora oggi.
Il governo conservatore guidato dalla prima ministra Sanae Takaichi intende proseguire con il «Zero Plan», per arrivare a dimezzare il numero di coloro che sono senza documenti e che hanno già ricevuto un ordine di espulsione, al momento circa 3.000 stranieri.
Tra gli obiettivi del piano vi è anche la riduzione dei tempi di esame delle domande, passati da oltre 33 mesi nel 2022 a meno di sei mesi, per impedire che i migranti possano lavorare durante i periodi di rilascio provvisorio e complicare poi le espulsioni.
Secondo diversi osservatori, il dibattito pubblico è influenzato dalla crescente diffusione di sentimenti xenofobi, a loro volta favoriti dalla contrazione economica, una dinamica che ha contribuito al successo elettorale della linea dura proposta dall’attuale governo alle elezioni di febbraio.
Allo stesso tempo, però, la presenza straniera in Giappone, che si trova fortemente a corto di manodopera, continua a crescere: nel 2025 ha superato per la prima volta i 4 milioni di persone, con un aumento vicino al 10%. I cittadini cinesi rappresentano il gruppo più numeroso (oltre 930mila), seguiti da vietnamiti (681mila) e sudcoreani (407mila). In forte crescita anche le comunità provenienti da Myanmar (+36%) e Indonesia (+33%).
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Immagine di David Kernan via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Immigrazione
Il 60% dei nordafricani richiedenti asilo in Svizzera è accusato di un reato
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Immigrazione
L’AfD lancia un’app per la prevenzione della violenza da coltello
Il partito Alternative für Deutschland (AfD) ha lanciato uno strumento online interattivo per monitorare gli attacchi con armi da taglio a Berlino, nell’ottica di fare dell’aumento della criminalità violenta un tema centrale della campagna elettorale cittadina. Lo riporta l’European Conservative.
La cosiddetta «app sui coltelli» fornisce una panoramica dettagliata degli incidenti segnalati dalla polizia negli ultimi 30 giorni, inclusa una mappa interattiva che mostra dove si sono verificati gli attacchi, il numero di feriti e confronti con le statistiche ufficiali della polizia sulla criminalità (PKS).
La leader dell’AfD, Kristin Brinker, ha accusato la coalizione di governo CDU-SPD di non aver fornito sufficiente trasparenza sui crimini violenti, sostenendo che la preoccupazione pubblica per la sicurezza è cresciuta. Il portavoce per la politica interna, Thorsten Weiß, ha affermato che la piattaforma ha lo scopo di evidenziare le discrepanze tra gli incidenti segnalati e i dati ufficiali, e ha invitato il Senato a pubblicare informazioni più dettagliate, inclusa la nazionalità dei sospettati.
Secondo le statistiche della polizia, a Berlino nel 2025 si sono verificati 3.599 attacchi con arma da taglio, con un aumento del 5,5% rispetto all’anno precedente, pari a circa dieci episodi al giorno. Circa la metà degli attacchi ha comportato minacce piuttosto che violenza fisica. La polizia ha identificato 1.906 sospetti, l’86% dei quali di sesso maschile e il 56% di nazionalità non tedesca. Circa un terzo dei sospetti aveva meno di 21 anni.
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Le autorità hanno reagito istituendo tre zone in cui è vietato portare coltelli e armi da fuoco: nel Parco Görlitzer, a Kottbusser Tor a Kreuzberg e in Leopoldplatz a Wedding. Il portavoce della CDU per le politiche interne, Burkhard Dregger, ha affermato che in queste aree i reati con armi da taglio sono diminuiti fino al 45% e ha suggerito di estendere o ruotare le zone per includere altre località ad alto rischio.
Episodi di violenza con armi da taglio sono stati segnalati anche in altre zone della Germania. Nella città occidentale di Solingen, due uomini di 48 e 52 anni sono rimasti gravemente feriti in un accoltellamento avvenuto nel centro città. Un cittadino turco di 46 anni è stato arrestato sul posto.
Secondo le prime ricostruzioni, l’aggressione potrebbe essere scaturita da una lite tra persone che si conoscevano, sebbene le circostanze esatte rimangano ancora poco chiare. Anche una terza persona, intervenuta per sedare la rissa, è rimasta ferita. I servizi di emergenza hanno isolato la zona e la polizia ha interrogato i testimoni nell’ambito delle indagini.
Come scritto da Renovatio 21, attacchi con il coltello di immigrati a passanti sono un pattern oramai riconoscibile in Germania. Si ricorda, tra i tantissimi, il caso del «Festival della diversità» della cittadina di Solingen (tre accoltellati), ma anche quello dove un poliziotto di Mannheim venne colpito a morte da un immigrato mentre l’agente stava bloccando un tedesco che cercava a sua volta di fermare la foga assassina dello straniero.
Come scritto da Renovatio 21, attacchi con il coltello di immigrati a passanti sono un pattern oramai riconoscibile. Si ricorda, tra i tantissimi, il caso del «Festival della diversità» della cittadina di Solingen (tre accoltellati), ma anche quello dove un poliziotto di Mannheim venne colpito a morte da un immigrato mentre l’agente stava bloccando un tedesco che cercava a sua volta di fermare la foga assassina dello straniero.
L’uso del coltello da parte degli immigrati è talmente rilevante che un land tedesco del Nord Reno-Vestflaia ha pubblicato dei volantini per scoraggiarne il possesso. Tre settimane fa si è avuto il caso di un cittadino romeno accoltellato più volte da una gang siriana a Schwerte, nella Renania Settentrionale-Vestfalia.
L’incidente più eclatante è stato l’accoltellamento mortale multiplo avvenuto nella città bavarese di Aschaffenburg da parte di un richiedente asilo afghano respinto che aveva preso di mira un gruppo di bambini dell’asilo. Come riportato da Renovatio 21, un bambino di 2 anni è stato accoltellato a morte, così come un passante di 41 anni che ha tentato di intervenire. Un altro bambino è rimasto gravemente ferito ed è stato ricoverato in ospedale, mentre una delle educatrici dell’asilo che accompagnava i bambini piccoli si è rotta un braccio nel tentativo di difendersi dall’aggressore, descritto come in «frenesia sanguinaria».
Sanguinari attacchi di immigrati con coltello si sono registrati anche in Olanda, Belgio, Austria. Anche in Italia non si contano oramai gli episodi di «maranza» armati di coltello, che riempiono le cronache oramai tutte le settimane.
La violenza da lama è un problema da decenni per la gioventù britannica, al punto che lo scorso anno il premier Keir Starmer ha vietato definitivamente la vendita di katane.
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