Politica
Lavrov commenta le voci sull’avvelenamento di Assad
Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha smentito le voci su un presunto avvelenamento dell’ex presidente siriano Bashar Assad, dichiarando che Assad e la sua famiglia sono al sicuro a Mosca, dove vivono senza problemi dopo aver ricevuto asilo.
A inizio mese, l’Osservatorio siriano per i diritti umani (SOHR), con sede nel Regno Unito, ha riportato, citando una fonte anonima, che Assad sarebbe stato dimesso da un ospedale vicino a Mosca dopo un tentato avvelenamento a settembre. La notizia è stata poi amplificata dai media occidentali e russi.
L’SOHR è gestito da una sola persona, Rami Abdulrahman, dalla sua abitazione a Coventry, in Inghilterra, dove si trova anche un negozio di abbigliamento. I rapporti dell’SOHR sulla guerra in Siria sono stati spesso citati da governi e media occidentali, nonostante le accuse ricorrenti di pregiudizi anti-Assad e di sostegno ai gruppi armati di opposizione.
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Lavrov ha ribadito che Assad «non ha problemi a vivere nella nostra capitale» e che «non ci sono stati avvelenamenti». «Se circolano voci di questo tipo, lascio che pesino sulla coscienza di chi le diffonde», ha aggiunto.
Il ministro ha spiegato che la Russia ha concesso asilo ad Assad e alla sua famiglia «per motivi esclusivamente umanitari», sottolineando le minacce di violenza fisica che hanno affrontato dopo il cambio di potere a Damasco l’anno scorso.
Lavrov ha paragonato la situazione al conflitto libico del 2011, richiamando l’uccisione pubblica di Muammar Gheddafi, trasmessa in televisione, un evento che, secondo lui, «ha entusiasmato Hillary Clinton, che ha assistito in diretta alla sua distruzione fisica applaudendo».
Assad, storico alleato della Russia, è stato deposto lo scorso dicembre quando le forze guidate dal gruppo islamista Hayat Tahrir al-Sham (HTS) hanno conquistato Damasco, una situazione che fece parlare ad Assad di uno «Stato caduto in mano al terrorismo». Da allora, la Siria rimane instabile, con scontri tra fazioni islamiste e unità governative sotto la nuova leadership.
Come riportato da Renovatio 21, nella Siria post-Assad, retta da jihadisti legati ad al-Qaeda e ISIS, la legge islamica della sharia viene sancita e abbondano le stragi di minoranze di sciiti, drusi e cristiani.
Il nuovo presidente siriano, il terrorista jihadista al-Jolani, che ora vuole farsi chiamare al-Sharaa, ha fatto il suo trionfale ingresso a Nuova York per l’Assemblea delle Nazioni Unite il mese scorso, accolto da personaggi come l’ex generale e direttore CIA David Petraeus, che sosteneva i gruppi takfiri ancora dieci anni fa all’altezza del caos siriano post-primavere arabe.
La Russia mantiene la sua presenza militare nelle basi di Khmeimim e Tartus, con l’intenzione di riconvertirle a operazioni umanitarie in coordinamento con le autorità siriane.
Negli scorsi mesi, l’ayatollah iraniano Khamenei aveva dichiarato che dietro la detronizzazione di Assad vi erano USA e Israele. Il premier dello Stato Ebraico Netanyahu ha di fatto rivendicato il rovesciamento del governo damasceno.
Come riportato da Renovatio 21, Lavrov mesi fa aveva dichiarato che Assad era caduto per l’occupazione militare USA nelle zone in Siria ricchi di petrolio.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Politica
AfD stravince le elezioni in Sassonia-Anhalt: sarà ancora perseguitata? Subirà la «melonisierung»?
Remarkable scenes in Germany as the @AfD smashes the oppposition by a huge margin in in the eastern state of Saxony-Anhalt
More than twice the ruling parties vote. Of course, discussion in Brussels is now about how to “Stop the AFD” not on listening to the people’s choice.… — Chay Bowes (@BowesChay) September 6, 2026
🇩🇪 AfD has made history in Saxony-Anhalt, surging to around 44% and coming within touching distance of an absolute majority.
The CDU collapsed from 37% to about 18%. Now the only way to keep AfD out of government may be a stretched anti-AfD coalition of CDU, SPD, Greens and the… pic.twitter.com/i2lxMCifW2 — Europa.com (@europa) September 6, 2026
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Politica
Ben-Gvir pubblica un video AI con i palestinesi su un nastro trasportatore diretti verso una prigione-mattatoio
Il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, ha pubblicato un video creato con l’Intelligenza Artificiale che mostrava prigionieri palestinesi su un nastro trasportatore diretti verso un campo di prigionia simile a un mattatoio. Il post era accompagnato dalla didascalia «Avevamo promesso, abbiamo mantenuto la promessa».
Il filmato aveva totalizzato oltre 4 milioni di visualizzazioni prima di essere rimosso.
Tuttavia, ltri utenti avevano salvato il video e lo avevano ripubblicato sui social media.
Israel’s national security minister, Ben-Gvir, posted this AI video of Palestinians being sent into a slaughter house on an industrial conveyor belt. It reached 4 million views before he removed it.https://t.co/9CHVNCq32J pic.twitter.com/wDZZ95ftDP
— Glenn Diesen (@Glenn_Diesen) September 2, 2026
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Il filmato, dove la figura del ministro appare dominante e sorridente sulla massa di prigionieri, non può non ricordare l’estetica dei campi di concentramento, sulla cui storia lo Stato di Israele ha fondato le sue stesse basi morali, arrivando a giustiziare l’organizzatore dei lager Adolfo Eichmann dopo averlo rapito in Argentina dove era fuggito per vivere da impiegato sotto falso nome.
In particolare, il rullo trasportatore aggiunge, rispetto all’immaginario dei lager, un elemeno nuovo e particolarmente disumanizzante: è esattamente il meccanismo che porta gli animali al macello nei mattatoi. Ancora una volta, vediamo nel linguaggio dello Stato Giudaico una cifra di disumanizzazione dell’altro (che non è più persona, ma «animale»), che, avevamo imparato, era una caratteristica precipua dei nazisti e del genocidio perpetrato contro gli stessi giudei nei campi di sterminio.
Osservatori notano che sebbene i video di Gvir realizzati con l’IA siano estremi, anche i video reali del funzionario israeliano lo sono.
Ad agosto, Gvir ha mostrato con entusiasmo la sua nuova camera delle esecuzioni per la pena di morte per i palestinesi.
«Stiamo facendo la storia. I terroristi meritano una sola cosa: la morte per impiccagione», ha dichiarato Gvir . «Mi sono insediato promettendo di porre fine ai “campi estivi” nel sistema penitenziario. Questa promessa è stata pienamente mantenuta. Ho promesso di legiferare sulla pena di morte per i terroristi. Anche questo è stato fatto. E ora anche il braccio della morte e la struttura per le impiccagioni stanno iniziando a prendere forma».
“Prometí aprobar una ley de pena de muerte para los palestinos y lo hice, ahora estoy construyendo una instalación para ejecutarlos, pondré cámaras y se podrá ver cómo mueren en directo”.
Itamar Ben Gvir, ministro genocida de “Israel”, está construyendo campos de exterminio para… pic.twitter.com/Nbx551WYAl
— Daniel Mayakovski (@DaniMayakovski) August 19, 2026
Il centro di sterminio dispone anche di «cabine di osservazione» dove gli israeliani possono assistere all’esecuzione.
A inizio maggio 2026, in occasione del suo 50° compleanno, la moglie di Ben-Gvir, Ayala, e i membri del suo partito hanno regalato al ministro delle torte di compleanno decorate con un cappio, a festeggiare l’approvazione della legge sulla pena di morte per i detenuti palestinesi accusati di terrorismo.
Il ministro dello Stato Ebraico famoso per aver affermato che avrebbe garantito che «i terroristi [in prigione] ricevessero il minimo indispensabile» in termini di cibo e per aver sostenuto l’anno scorso che «non esiste un popolo palestinese».
In passato, Ben-Gvir ha già manifestato il suo disprezzo per i prigionieri davanti alle telecamere.
Attivisti australiani che partecipano alla flottiglia umanitaria per Gaza (la Global Sumud Flotilla) accusano le forze di sicurezza israeliane di stupro e tortura in seguito al loro arresto avvenuto a maggio. Il servizio penitenziario israeliano ha negato tali accuse. Il Ben-Gvir è stato ripreso dalle telecamere mentre scherniva i detenuti non combattenti, suscitando l’indignazione pubblica anche del ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani. Il ministro israeliano gli ha risposto dicendo oscuramente che «l’Italia è il Paese delle ciabatte».
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In una trasmissione dello scorso mese il Ben Gvir ha dichiarato che Israele dovrebbe effettuare dai 30 ai 40 «assassinii mirati» a Gaza ogni notte.
A giugno il ministro aveva detto che il Libano dovrebbe essere il «parco giochi» di Israele. In precedenza, su X, aveva scritto che «tutto il Libano dovrebbe bruciare», in risposta agli attacchi di Hezbollah.
Come riportato da Renovatio 21, Ben Gvir, come il collega ministro sionista religioso Bezalel Smotrich, ritiene che il popolo palestinese non esista. In questi mesi ha spinto per il ritorno della guerra a Gaza. In varie occasioni si è recato a pregare sulla spianata delle Moschee – atto proibito per gli israeliani – di modo da infiammare gli animi.
L’anno passato, quando il Regno del Belgio pose sanzioni contro lo Stato Ebraico, Ben Gvir disse oscuramente che «i Paesi europei sperimenteranno il terrore».
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Immagine screenshot da Twitter
Politica
Il presidente zambiano presta giuramento mentre il rivale resta in carcere
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