Geopolitica
Putin ha personalmente approvato la richiesta di asilo di Assad
Il presidente russo Vladimir Vladimirovich Putin ha personalmente approvato l’asilo di Bashar Assad a Mosca, ha confermato il Cremlino lunedì. La rivelazione segue le notizie secondo cui l’ex presidente siriano e la sua famiglia erano arrivati in Russia dopo la caduta di Damasco nelle mani delle forze armate di opposizione.
Il portavoce del Cremlino Demetrio Peskov ha detto in una conferenza stampa che non era previsto alcun incontro tra Putin e Assad.
«Non c’è nulla da dire riguardo alla posizione di Assad», ha dichiarato il portavoce. Quando gli è stato chiesto come ad Assad fosse stato concesso asilo politico, Peskov ha quindi comunicato che «tali decisioni non possono essere prese senza il capo dello Stato; è una sua decisione».
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L’alto diplomatico russo Mikhail Uljanov ha confermato ieri mattina che Assad e la sua famiglia erano a Mosca, affermando che ciò rifletteva l’impegno della Russia verso i suoi alleati in tempi difficili. «La Russia non tradisce i suoi amici in situazioni difficili… a differenza degli Stati Uniti», ha affermato Ulyanov.
Domenica, i media russi hanno riferito che ad Assad e alla sua famiglia era stato concesso asilo in Russia «per motivi umanitari». Secondo il ministero degli Esteri russo, Assad ha accettato di dimettersi in seguito a negoziati con gruppi armati di opposizione e ha incaricato i funzionari di garantire un «pacifico trasferimento del potere».
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
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Geopolitica
Zelens’kyj insulta Orban per la sua pancia
Il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha rivolto un nuovo attacco personale al primo ministro ungherese Viktor Orban, affermando che grazie a Kiev questi potrebbe «pensare a come farsi crescere la pancia» invece di impegnarsi a costruire un esercito efficiente. I due leader sono da tempo in contrasto a causa del rifiuto di Budapest di appoggiare l’Ucraina.
Lo Zelens’kyj ha tenuto il suo discorso sabato durante la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, sostenendo che l’Ucraina stia difendendo l’intera Unione Europea dalla Russia. «Sono gli ucraini a tenere il fronte europeo. Dietro il nostro popolo ci sono una Polonia indipendente e i liberi Stati baltici», ha dichiarato.
«E anche un solo Viktor può pensare a come farsi crescere la pancia, non a come far crescere il suo esercito per impedire ai carri armati russi di tornare nelle strade di Budapest», ha aggiunto, alludendo all’invasione sovietica dell’Ungheria nel 1956 per soffocare la rivolta popolare.
L’insulto – definibile come fat-shaming secondo la categoria del politcamente corretto – ha provocato applausi da parte di un pubblico prevalentemente favorevole all’Ucraina e all’UE, che tende a giudicare negativamente Orbán per la sua opposizione a diverse politiche del blocco.
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Nella sua replica su X, Orban non ha risposto direttamente all’offesa, ma ha suggerito che le parole di Zelens’kyj «aiuteranno notevolmente gli ungheresi a vedere la situazione più chiaramente», specialmente in merito alle aspirazioni dell’Ucraina di entrare nell’Unione Europea.
«Questo dibattito non riguarda me e non riguarda voi. Riguarda il futuro dell’Ungheria, dell’Ucraina e dell’Europa. È proprio per questo che non potete diventare membri dell’Unione Europea», ha precisato.
Il mese scorso Zelens’kyj aveva già lanciato un’altra stoccata a Orban, dichiarando al World Economic Forum di Davos che «ogni Viktor che vive di soldi europei mentre cerca di svendere gli interessi europei merita uno schiaffo in testa».
Il primo ministro ungherese ha descritto Zelens’kyj come «un uomo in una posizione disperata», insinuando che il leader ucraino non abbia manifestato altro che ingratitudine. «Il popolo ucraino, naturalmente – nonostante i vostri insulti accuratamente scelti – può ancora contare su di noi per continuare a fornire al vostro Paese elettricità e carburante».
Orban ha continuato a opporsi al sostegno militare all’Ucraina, sostenendo che gli aiuti non farebbero altro che ostacolare il raggiungimento di un accordo di pace. L’Ungheria si è inoltre opposta alla candidatura di Kiev all’UE e alla NATO, argomentando che tale adesione esporrebbe il blocco a un confronto diretto con la Russia.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Il presidente colombiano Petro denuncia un «tentativo di assassinio»
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