Geopolitica
I jihadisti hanno preso il potere in Siria. Mosca conferma: Assad è fuggito
I jihadisti e altre milizie antigovernative sono entrati e, a quanto si dice, hanno preso il controllo della capitale siriana, Damasco, sabato. Hanno dichiarato la città «libera» dal governo del presidente Bashar Assad e hanno affermato che quest’ultimo è fuggito dalla capitale.
Secondo la Reuters, che cita due alti ufficiali dell’esercito, Assad, che ha governato il Paese mediorientale per quasi un quarto di secolo, è volato via da Damasco sabato sera «per una destinazione sconosciuta». Ore prima, i jihadisti avevano annunciato di aver ottenuto il pieno controllo della città chiave di Homs, dopo solo un giorno di combattimenti.
Il primo ministro siriano Mohammad al-Jalali si è offerto di collaborare «con qualsiasi leadership scelta dal popolo», aggiungendo che rimarrà a casa sua.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Hayat Tahrir al-Sham (HTS), un gruppo guidato da un ex comandante di Al-Qaeda e precedentemente noto come Jabhat al-Nusra, ha lanciato un’offensiva a sorpresa dalla provincia di Idlib, controllata dall’opposizione, nella Siria settentrionale solo la scorsa settimana. I jihadisti hanno già cacciato l’esercito siriano dalle città di Aleppo, Hama, Homs e Al-Qusayr al confine con il Libano.
L’Esercito siriano libero (FSA), sostenuto dagli Stati Uniti, ha preso il controllo dell’antico sito di Palmira, mentre le Forze democratiche siriane (SDF), anch’esse sostenute dagli Stati Uniti, hanno conquistato Deir ez-Zor, nella parte orientale del Paese.
Le autorità siriane sono state coinvolte in diversi conflitti localizzati dal 2011, quando vari gruppi antigovernativi hanno cercato per la prima volta di spodestare Assad. Le forze jihadiste, in particolare quelle che ricevono assistenza militare dall’estero, sono emerse come attori dominanti tra l’opposizione.
Nel frattempo il ministero degli Esteri russo ha confermato che Bashar Assad si è dimesso dalla carica di presidente siriano e ha lasciato il Paese in seguito ai negoziati con i gruppi armati di opposizione, in concomitanza con la caduta di Damasco nelle mani delle forze islamiste.
In una dichiarazione rilasciata su Telegram domenica pomeriggio, i funzionari hanno chiarito che Mosca non era coinvolta nei colloqui, ma hanno riconosciuto la decisione di Assad di trasferire il potere «pacificamente».
«Le basi militari russe in Siria sono in stato di massima allerta. Al momento, non vi è alcuna seria minaccia alla loro sicurezza», si legge nella dichiarazione. Il Ministero degli Esteri ha affermato che Mosca rimane in contatto con tutte le fazioni di opposizione siriane e sta adottando misure per garantire la sicurezza dei cittadini russi nella regione.
Sostieni Renovatio 21
«Esortiamo tutte le parti ad astenersi dalla violenza e a risolvere i problemi di governance politica attraverso il dialogo», si legge nella dichiarazione. Ha inoltre sottolineato la necessità di rispettare le opinioni di «tutti i gruppi etnici e religiosi all’interno della società siriana».
La Russia ha ribadito il suo sostegno a un «processo politico inclusivo» basato sulla risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che chiede una risoluzione pacifica del conflitto siriano attraverso libere elezioni e una nuova costituzione.
HTS e altre milizie antigovernative hanno preso il controllo di Damasco domenica. Il primo ministro siriano Mohammad al-Jalali ha espresso la sua volontà di collaborare con qualsiasi leadership scelta dal popolo, aggiungendo che rimane a casa a Damasco.
L’offensiva HTS è iniziata la scorsa settimana dalla provincia di Idlib controllata dall’opposizione ed è stata guidata da un ex comandante di Al-Qaeda.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da YouTube
Geopolitica
Macron attacca Trump per le parole sulle rivolte francesi
Le autorità francesi hanno attribuito la responsabilità delle violenze principalmente a gruppi radicali di estrema sinistra e a criminali opportunisti, senza tuttavia collegarne l’organizzazione agli immigrati, che sono invece pienamente visibili nei video. Nel frattempo, i politici di tutto lo spettro politico francese hanno incolpato Macron e il suo governo per i disordini, accusando l’amministrazione di aver indebolito i servizi pubblici e di non essere riuscita a mantenere l’ordine.French President Macron blasts Trump:
There has been foreign manipulation of information afterward — that is certain. This led to unacceptable and downright stupid comments from many people, including foreign leaders. We have seen artificial-intelligence-generated images… pic.twitter.com/KqKcZYUsd1 — Clash Report (@clashreport) October 21, 2026
🇫🇷 | Escena surrealista en París: destrozan una boutique de vinos de lujo y champagne y brindan a la salud de la protesta con Moët & Chandon pic.twitter.com/Dx87UuofZS
— Olmo Blanco (@rebonico) October 22, 2026
Clips of Paris being sacked by (mostly) Muslims.
Follow: @AFpost pic.twitter.com/qBJJ2HG7r2 — AF Post (@AFpost) October 18, 2026
Australian leftist filmmaker captured these scenes in Paris today.
Complete and utter horror. Even as a leftist he can’t make it look good. pic.twitter.com/HyO71gBm0v — Drew Pavlou 🇦🇺🇺🇸🇫🇷🇺🇦🇹🇼 (@DrewPavlou) October 17, 2026
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Putin: la politica bellicista europea è «schizofrenia politica»
Le ripetute affermazioni dei funzionari europei secondo cui la Russia rappresenterebbe una minaccia di guerra per i loro paesi equivalgono a una «schizofrenia politica», ha dichiarato il presidente russo Vladimiro Putin.
Il vertice della Federazione Russa ha rilasciato queste dichiarazioni giovedì, parlando con il giornalista russo Pavel Zarubin dopo aver partecipato al congresso dell’Unione dei Lavoratori Teatrali al Teatro Bolshoi di Mosca.
Putin ha fermamente negato le ripetute accuse secondo cui Mosca si starebbe preparando a una guerra con l’Europa, liquidandole come parte della continua «campagna anti-russa» nel continente.
«Ormai arrivano a parlare costantemente di una “minaccia russa” e persino a discutere di preparativi per una guerra con la Russia, il che, a mio avviso, equivale a una sorta di schizofrenia politica. Ma spero che passi», ha dichiarato Putin.
Il conflitto in Ucraina ha chiaramente dimostrato che la Russia non può essere sconfitta sul campo di battaglia, ha affermato il presidente, aggiungendo che l’idea di infliggere una «sconfitta strategica» al Paese è «semplicemente irrealistica». Putin ha espresso la speranza che coloro che ancora contemplano un simile scenario «giungano a riconoscere la realtà della vita moderna».
«Spero che si rendano conto che è meglio vivere in armonia con la Russia, una strada che serve veramente gli interessi dei loro popoli. Se si osservano i processi politici attualmente in corso in Europa, risulta evidente che i popoli europei non desiderano entrare in guerra con la Russia», ha affermato il presidente.
In realtà, nemmeno la Russia vuole combattere contro l’Ucraina, ha affermato Putin, sottolineando il passato comune e i legami di lunga data tra russi e ucraini. Tuttavia, Kiev stessa ha scelto la guerra nel 2014, quando ha optato per combattere contro la popolazione dell’allora Donbass ucraino, che aveva respinto il colpo di stato di Maidan, ha detto il presidente, aggiungendo che l’Ucraina ha anche respinto i ripetuti tentativi di Mosca di mediare in quel conflitto.
«Se l’attuale leadership ucraina vuole combattere, che combatta. Ma perché si aspettano che siano tutti gli altri a pagare il conto e a fornirgli le armi? Immagino che abbiano le loro ragioni, probabilmente radicate in promesse di aiuto fatte in passato. Ma sembra che quell’“aiuto” fosse destinato a durare fino all’ultimo ucraino», ha detto Putin.
Il presidente russo ha inoltre toccato la questione delle controversie territoriali tra Mosca e Kiev, sottolineando che la perdita di regioni precedentemente ucraine non dovrebbe essere considerata tale, poiché in realtà non sono mai state ucraine.
«Non è il loro territorio, è parte della Russia storica», ha sottolineato, aggiungendo che i residenti locali hanno votato per la secessione dall’Ucraina e la riunificazione con la Russia.
La Russia resta pronta a risolvere il conflitto in Ucraina attraverso la diplomazia, ha affermato Putin, ribadendo la disponibilità di Mosca a riprendere i colloqui trilaterali con Washington e Kiev.
«Lo scopo di questi negoziati sarà quello di discutere come garantire la sicurezza sia dell’Ucraina che della Russia in seguito alla conclusione di accordi di pace, nello specifico accordi definitivi e a lungo termine, piuttosto che una semplice cessazione temporanea delle ostilità», ha affermato il presidente, aggiungendo che le discussioni dovrebbero coinvolgere un’architettura di sicurezza paneuropea più ampia.
Mosca ha annunciato di essere pronta a riprendere i colloqui trilaterali dopo l’incontro di Putin con l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff a San Pietroburgo mercoledì. Il collaboratore del Cremlino Yurij Ushakov ha poi affermato che il prossimo round potrebbe tenersi ad Abu Dhabi verso la metà di novembre.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
L’Arabia Saudita giustizia una coppia bengalese per essersi baciata all’interno di una moschea
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Essere genitori2 settimane faOssitocina contro il divorzio, una proposta
-



Necrocultura2 settimane faLa guerra occulta oltre l’aborto
-



Immigrazione6 giorni faIl sacco di Milano della barbarie anarco-tirannica. Invochiamo il flagello di Ambrogio
-



Predazione degli organi1 settimana faTrapianto di organi, prima la persuasione e poi l’obbligo?
-



Pensiero2 settimane faPapa Leone «medical dimension»
-



Pensiero7 giorni faL’antico incidente dietro la Tesla volante
-



Spirito1 settimana fa«Orrendi documenti vaticani scardinano la vocazione religiosa»: omelia di mons. Viganò
-



Spirito2 settimane faMons. Mutsaerts: Andate alla Messa in latino invece di cercare di sistemare la vostra parrocchia













