Persecuzioni
La nuova Costituzione della Siria post-Assad sancisce la legge islamica della sharia
La scorsa settimana il capo del movimenti islamista Hayat Tahrir al-Sham (HTS) e autoproclamato presidente Ahmed al-Sharaa (già noto, e ricercato dagli USA, come il terrorista di Al Qaeda e ISIS Abu Mohammad al-Jolani) ha firmato una nuova dichiarazione di una Costituzione provvisoria per la nuova Siria.
Un comitato di nominati dall’HTS l’ha elaborato (o almeno una bozza parziale) in una commissione, e rende chiaramente la legge islamica o sharia la nuova legge del Paese.
Per la prima volta nella storia della Siria, la costituzione riconosce la legge islamica come fonte principale della giurisprudenza. In precedenza, il governo di Assad riconosceva la legge islamica solo come fonte, o una delle tante fonti.
La famiglia Assad apparteneva risaputamente alla fede islamica alawita, e quindi ha operato in modo tale da garantire protezione a tutte le minoranze religiose non sunnite. Tuttavia queste protezioni sono state chiaramente ora rimosse, nel mezzo di un massacro in corso che ha preso di mira principalmente gli alawiti nelle regioni costiere della Siria, dove migliaia di persone sono morte.
Sotto Assad, i cristiani in particolare vivevano la loro fede in modo molto pubblico, il che includeva parate nelle strade delle principali città durante festività come Natale e Pasqua. La festa di San Giorgio era spesso accompagnata anche da celebrazioni pubbliche in varie città cristiane. Aveva fatto scalpore il caso degli alberi di Natale dati alle fiamme negli scorsi mesi.
Sappiamo che ora i cristiani vivono nella paura, e tutte le feste della chiesa sono state cancellate del tutto o almeno notevolmente attenuate. Di recente ci sono state segnalazioni secondo cui a Damasco i militanti di HTS hanno invaso ristoranti e bar, rimproverando e insultando i cristiani per aver mangiato e bevuto durante il digiuno musulmano del Ramadan.
I cristiani sono tra le vittime dei massacri della nuova Siria in mano ai takfiri, definiti ridicolmente da Israele come «jihadisti educati». Cristiani e alawati sono oggi oggetto di stragi che qualcuno ha chiamato «neo-ottomane», perpetrate da forze armate nelle cui posizioni di rilievo sono stati nominati jihadisti da tutto il mondo. – basti pensare che il nuovo capo dell’Intelligence damascena è un uomo designato come terrorista dall’ONU.
Tra le poche voci levatesi in loro difesa, quella di monsignor Viganò.
«Questo genocidio si compie oggi sotto i nostri occhi, nel silenzio dei parlamenti delle Nazioni «democratiche» e di una Gerarchia «cattolica» asservita agli interessi del globalismo» ha detto il vescovo in una dichiarazione.
«I nostri fratelli Cristiani sono barbaramente uccisi nelle città e nei villaggi. Anziani, donne e bambini vengono crocifissi e massacrati solo a causa della loro Fede: una Fede che decenni di compromessi e cedimenti hanno quasi completamente cancellato nei Paesi occidentali e specialmente nei loro governanti».
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«Non possiamo rimanere in silenzio né inerti dinanzi al martirio dei nostri fratelli Cristiani» esclama l’arcivescovo. «Quelle scene di violenza disumana e crudeltà che vediamo accadere in terre remote potrebbero domani replicarsi nelle nostre Nazioni, che il tradimento di governanti corrotti ha fatto invadere da orde di fanatici maomettani in età militare, per imporre all’Europa la sostituzione etnica e la cancellazione definitiva della Civiltà cristiana».
Esorto i Cattolici, in questi giorni della Santa Quaresima, a pregare, a digiunare e a fare penitenza per impetrare al Cielo protezione sui fedeli perseguitati e martirizzati in Siria, a Gaza e in molte altre parti del mondo» dice monsignore. «Possa il loro esempio di eroica fermezza nella professione della vera Fede animare, prima che sia troppo tardi, un risveglio delle coscienze dei Cristiani e un ritorno a Dio, dal quale dipende la pace, la concordia e prosperità dei popoli».
Viganò terminava il messaggio con delle parole latine di grande significato: «Deus vult!».
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Immagine screenshot da YouTube
Persecuzioni
Un’altra chiesa profanata dai vandali in Romagna
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Persecuzioni
Cardinale Pizzaballa: i cristiani vogliono la pace e «nuovi leader» in Medio Oriente
Il patriarca latino di Gerusalemme ha invocato un cambiamento al vertice in Medio Oriente in vista delle elezioni israeliane del 27 ottobre. Durante un incontro con i giornalisti ad Assisi giovedì, il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha dichiarato che i cristiani della Terra Santa sono esausti e aspirano alla pace.
«Tutti attendono le elezioni come se fosse una soluzione di tutti i problemi, ma in realtà i problemi in Medio Oriente sono di quelli che richiederanno molto tempo», ha affermato il patriarca, nella città di San Francesco per la visita pastorale di papa Leone XIV.
«Abbiamo bisogno di nuovi volti, di nuovi personaggi. Questo lo decideranno gli elettori». «Come tutti gli altri, anche i cristiani sono profondamente stanchi di questo incessante susseguirsi di annunci che vengono poi smentiti dai fatti», ha proseguito Pizzaballa. «È diventato parte della vita quotidiana».
«Tra i cristiani, come tutti, c’è una grande stanchezza di questo tira e molla, di queste comunicazioni che poi vengono smentite dai fatti. Ormai è cronaca quotidiana. E questo purtroppo crea un atteggiamento di sempre maggiore sfiducia all’interno della popolazione perché ormai nessuno più crede nemmeno alle cose, che poi invece magari sono vere.», ha spiegato il patriarca gerosolomitano.
Tuttavia, «la speranza c’è perché ci sono tantissime persone che si stanno ancora mettendo in gioco a Gaza, in Cisgiordania e in Israele. Incontro continuamente persone giovani ma anche meno giovani, persone di una certa età, professori, insomma persone che hanno qualcosa da perdere in termini di relazioni, eppure si mettono in gioco per fare qualcosa, per incontrare, per difendere. C’è ancora all’interno di quel mondo gli anticorpi che preservano tutto l’organismo da essere affetto da questo virus della violenza.».
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Pizzaballa ha indicato la parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza, colpita da un razzo israeliano lo scorso anno, come esempio concreto di speranza.
Nella parrocchia gazana vi sono 541 fedeli. «Li conosciamo tutti, uno per uno. Cercano in qualche modo ritornare alla vita. Si cerca di riaprire la scuola. Abbiamo aperto un centro medico, una sorta di dispensario. Ci sono sacerdoti, ma soprattutto suore molto attive nel cosiddetto oratorio per i bambini non solo quelli cristiani. Dentro quella situazione così deteriorata si cerca di ricreare soprattutto un ambiente sano e sereno quanto più possibile».
Pur riconoscendo questi segnali positivi, il cardinale ha ammesso che la preoccupazione resta forte.
«Quello che mi preoccupa di più in questo momento è che si resti in questa situazione di non guerra e di non pace, in questa situazione ambigua. Dove si parla di soluzioni senza crearle le soluzioni reali. Ecco, tutto questo mi preoccupa perché crea all’interno degli animi delle persone un atteggiamento sempre più cinico di sfiducia che è il pericolo maggiore che vedo in questo momento all’interno della popolazione».
Le parole del Patriarca arrivano dopo una serie di attacchi ai danni dei cristiani registrati in Israele nella scorsa primavera.
Un’organizzazione di monitoraggio ebraico-israeliana ha documentato 83 episodi di molestie anticristiane in soli tre mesi, mettendo in guardia sul fatto che le aggressioni da parte di estremisti sono in aumento, soprattutto a Gerusalemme.
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Immagine di Catholic Church England and Wales via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)
Persecuzioni
Statua della Madonna distrutta in un attacco a una chiesa di Nuova York
Religion of Peace Strikes?
Godless hammer-wielding maniac beheads Virgin Mary statue in Zohran Mamdani’s NYC. The footage shows the heathen whacking the Mother of God with a hammer, knocking the statue so hard against the wall that its head fell off, and then running away. pic.twitter.com/E3tEg8JwNn — ((Hurkle Durkling)) 🇺🇸 🤟 🇮🇱 (@durklinghurkle) August 5, 2026
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