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Commissario tedesco chiede l’epurazione dei membri dell’AfD dai ranghi della polizia
Il capo della polizia del Bundestag tedesco, Uli Grötsch, ha chiesto che tutti i membri del partito di destra Alternativa per la Germania (AfD) vengano rimossi dal servizio di polizia. Lo riporta Remix News.
Nonostante ricoprisse un incarico destinato a monitorare la cattiva condotta e i problemi strutturali nella polizia federale, Grötsch, un politico del Partito Socialdemocratico (SPD), ha utilizzato la piattaforma per sostenere che l’appartenenza all’AfD è incompatibile con il servizio pubblico.
«L’appartenenza all’AfD e il lavoro come agente di polizia non sono compatibili», ha dichiarato Grötsch al Rheinische Post, riferendosi alla controversa classificazione del partito come «sicuramente estremista di destra» da parte dell’agenzia di intelligence interna tedesca, l’Ufficio federale per la protezione della Costituzione (BfV).
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«L’adesione con un impegno visibile all’AfD deve comportare la rimozione dal servizio. Per me, impegno significa fare campagna elettorale apertamente per il partito, candidarsi al consiglio comunale o comunale, o persino al Bundestag», ha aggiunto der Kommisar.
I commenti del Grötsch si scontrano direttamente con le voci più moderate del governo federale, comprese quelle all’interno della coalizione di governo. Il ministro federale degli Interni Alexander Dobrindt dell’Unione Cristiano-Sociale (CSU) ha respinto l’idea di epurazioni generalizzate dei dipendenti pubblici.
«La lealtà alla Costituzione richiesta ai dipendenti pubblici può essere valutata solo caso per caso», ha affermato il Dobrindt secondo Junge Freiheit.
Non è la prima volta che il Grötsch prende di mira in modo aggressivo i membri dell’AfD nelle forze dell’ordine. Nel marzo 2024, aveva avvertito che qualsiasi forma di sostegno all’AfD da parte delle forze dell’ordine era «altamente problematica», descrivendo il partito come sempre più radicalizzato. «È devastante quando la polizia e la magistratura sono infiltrate da nemici dell’ordine fondamentale democratico e libero», aveva dichiarato der Commissario secondo Die Welt.
Il Grötsch sembra intensificare i suoi sforzi. In una precedente intervista con Redaktionsnetzwerk Deutschland, aveva ampliato la portata delle preoccupazioni, affermando: «credo che sia altamente problematico che i dipendenti della polizia siano membri dell’AfD o sostengano il partito in altri modi». La dichiarazione lascia aperta la questione se il semplice sostegno – comprese donazioni, espressioni di solidarietà o voto – possa essere oggetto dello stesso esame.
Un controverso promemoria interno del gennaio 2025, inizialmente riportato da Junge Freiheit, ha inoltre rivelato che funzionari affiliati all’AfD all’interno della polizia federale erano stati presi di mira e rimossi, in base a una direttiva firmata dall’ex Ministro degli Interni Nancy Faeser, anch’essa membro della SPD. Il promemoria trapelato affermava che la partecipazione attiva all’AfD era motivo di provvedimenti disciplinari.
Con 54.000 dipendenti nella polizia federale, inclusi 45.000 agenti, il numero effettivo di membri dell’AfD all’interno del corpo è sconosciuto. I critici sottolineano, tuttavia, che l’appartenenza politica di per sé non è stata un fattore squalificante in passato: il presidente del quartier generale della polizia federale, Dieter Romann, è egli stesso membro della CDU.
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In un passaggio condiviso dall’intranet interna della polizia si sarebbe letto: «se si viene a conoscenza dell’appartenenza a un partito del genere, ci sono sufficienti indizi concreti che giustificano il sospetto di un illecito disciplinare, almeno se l’agente è attivamente coinvolto in tale partito».
L’AfD ha posto la legge e l’ordine al centro del suo programma. Molti ritengono che la sua attenzione alla sicurezza dei confini, alla sovranità nazionale e alla sicurezza interna sia naturalmente in sintonia con le preoccupazioni degli agenti di polizia.
Come riportato da Renovatio 21, un mese fa l’agenzia di Intelligence interna tedesca ha temporaneamente sospeso la classificazione di AfD come gruppo «estremista di destra confermato», in attesa dell’esito di un ricorso legale. La tregua, tuttavia, arriva in anni di lotta persistente contro la formazione politica sovranista.
Nelle ultime elezioni negli stati di Sassonia e Turingia, l’AfD ha demolito la coalizione di sinistra al potere. In Turingia, ha ottenuto i voti del 37% dei 18-24enni. La crescita del partito ha portato anche a fenomeni di cannibalismo elettorale fra i partiti della coalizione, con la sparizione totale dei Verdi dal Parlamento del land del Brandeburgo.
Come riportato da Renovatio 21, Verdi e democristiani avevano segnalato la volontà di bandire l’AfD ancora mesi fa, quando era emerso che era divenuto il secondo partito del Paese e il primo della parte orientale. Nell’ultimo episodio di trasformismo compromissorio democristiano, la CDU si è dichiarata pronta ad allearsi con il partito ecologista per fermare l’avanzata di AfD e del nuovo partito populista di sinistra anti-guerra ed antri immigrati di Sahra Wagenknecht il BSW.
Negli scorsi mesi il Bundesamt für Verfassungschutz (BfV) – il servizio di sicurezza interno, che secondo il nome dovrebbe difendere la Costituzione – mette sotto osservazione il partito: ad aprile 2023 era emerso che i servizi avevano etichettato l’organizzazione giovanile AfD come «estrema destra» in modo da poter sorvegliarne i membri. Pochi mesi fa il BfV aveva reiterato la classificazione di AfD come «estremista».
In Turingia, land ora dominato da AfD, il ministro dell’interno Georg Maier nel 2022 voleva confiscare le armi regolarmente detenute ai membri di AfD.
Negli scorsi mesi il leader AfD Tino Chrupalla è stato assaltato e punto con una misteriosa siringa. Poco prima, aveva rivelato di essere stato debancarizzato: Postbank, una divisione bancaria al dettaglio del grande istituto finanziario Deutsche Bank, avrebbe chiuso il suo conto perché membro dell’AfD, ha lamentato il politico. Altri membri del partito hanno subìto la chiusura del conto corrente da parte delle banche.
Ad agosto 2024 la deputata AfD Beatrix von Storch è stata attaccato da un uomo che l’ha imbrattata di escrementi di cane durante un evento nel land della Renania-Palatinato. La Von Stoch è la deputata che tenne un notevole il discorso al Bundestaggo lo scorso 27 aprile in cui sferrava un feroce attacco contro i grandi interessi finanziari dietro i Verdi tedeschi spiegando le dinamiche occulte di tale «piovra verde».
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Attualmente AfD dispone di 152 seggi al Bundestag (è il secondo partito più grande) ma è stato escluso dai seggi della presidenza della commissione parlamentare.
Il leader del partito ritengono l’Europa un progetto fallito, e chiedono un referendum per uscire dalla UE. AfD porta avanti apertamente una politica di remigrazione, cioè il rimpatrio di milioni di immigrati giunti irregolarmente su suolo tedesco. Ciò pone il partito in posizione critica nei confronti del premier italiano Giorgia Meloni.
Come riportato da Renovatio 21, l’etichettatura di AfD come «estremista» aveva provocato reazioni in varie parti del mondo, con il segretario di Stato statunitense Marco Rubio: a definire la Germania odierna come «tirannia mascherata», mentre il vicepresidente americano JD Vance aveva dichiarato che «Berlino ha ricostruito il muro».
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Immagine di Henning Schlottmann via Wikimedia pubblicata su licenza e Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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I servizi americani avvertono quelli russi di un piano terroristico a Mosca
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L’ex capo dell’MI6 Dearlove alimenta le fiamme della guerra tra sciiti e sunniti in Medio Oriente.
Sir Richard Dearlove, che come capo del Servizio Segreto britannico (SIS) fu profondamente coinvolto nell’organizzazione dell’invasione anglostatunitense dell’Iraq nel 2003, ha affermato il 16 ottobre che la questione più «profonda, a lungo termine, in Medio Oriente» è la lotta per il potere tra le leadership sunnite e sciite, e che oggi «siamo» vicini al punto decisivo di questo conflitto.
«Mi aspetto che l’Arabia Saudita imponga la sua posizione» in questo conflitto finale, e che la «teocrazia sciita» in Iran cadrà, ha dichiarato il Dearlove. La battaglia sarà «molto costosa per i Paesi della regione», ma a lungo termine ne trarranno beneficio, ha aggiunto con ottimismo.
La «previsione» dell’ex alto funzionario dello spionaggio– è stata fatta a Tom Burges Watson, conduttore del programma Global News Tonight dell’emittente statale saudita Al Arabiya, durante un’intervista di mezz’ora. Il Dearlove, formalmente «in pensione», ha sostenuto che il Regno Unito dovrebbe assumere una posizione più proattiva nel fornire supporto militare all’Arabia Saudita contro gli Houthi; il Regno Unito ha già utilizzato la Royal Air Force per bombardare lo Yemen e potrebbe farlo di nuovo.
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Allo stesso modo, l’ex alto funzionario dello spionaggio britannico è ansioso di vedere l’Egitto coinvolto in questo conflitto, affermando che l’Egitto, con le sue «formidabili» capacità militari, ha «un ruolo cruciale da svolgere… Non mi aspetto che restino a guardare a lungo», ha dichiarato.
Il capo 007 ha affermato di credere che il presidente Trump non abbia fornito supporto militare statunitense all’Arabia Saudita perché un altro attacco congiunto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran è imminente, e quindi Trump non vuole dividere le forze statunitensi. Bombardare un Paese di 90 milioni di persone fino alla sottomissione non funzionerà come strategia, ha affermato Dearlove, ma l’azione «cinetica» (cioè, sempre i bombardamenti) può supportare la strategia che, a suo dire, porterà alla caduta del regime iraniano: strangolare e isolare la sua economia, come il segretario del Tesoro USA Scott Bessent sta facendo, a suo avviso, con grande efficacia.
Il Dearlove ha suggerito per ben due volte che impadronirsi dell’isola di Kharg, o distruggerla, danneggerebbe «enormemente» l’economia iraniana, già in «gravissime difficoltà», insistendo ripetutamente sul fatto che il governo iraniano sia più debole di quanto si dica («più in difficoltà di quanto molti credano»), odiato dal suo popolo e con capacità militari ampiamente degradate, e che quindi possa essere rovesciato: una previsione che ha ripetuto negli ultimi anni con la stessa frequenza con cui ha tristemente assicurato al mondo che Vladimir Putin era gravemente malato e sarebbe morto da un momento all’altro, commenta EIRN.
Nonostante questa menzogna, ha affermato che «significative violenze» saranno comunque necessarie prima di poter raggiungere il successo. Dearlove ha previsto che, dopo la «sconfitta» del presidente Trump alle elezioni di metà mandato, questi si concentrerà sul consolidare la sua «eredità», ovvero quella di essere stato il presidente che ha rovesciato i «regimi» venezuelano e cubano (considera quest’ultimo un affare concluso, da un giorno all’altro) e il regime sciita iraniano.
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Immagine screenshot da YouTube
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Palantir: l’Europa dovrà accettare di divenire dipendente da noi
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