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La radici del Deep State mondiale

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Il 23 febbraio 2021, la testata cinese Global Times della Cina ha pubblicato un editoriale intitolato «I Five Eyes sono l’odierno asse della supremazia bianca» dove si condannavano i nuovi attacchi anti-cinesi da parte dei membri dell’apparato di intelligence, attacchi che hanno subito un’accelerazione nelle ultime settimane.

 

L’editoriale iniziava criticando la recente decisione del governo canadese di condannare all’unanimità la Cina come sponsor del genocidio durante l’imbarazzante – voto il 21 febbraio, e poi ha detto:

 

«Canada, Regno Unito e Australia, tre membri dell’alleanza Five Eyes, si sono recentemente attivati ​​per fare pressione sulla Cina. Hanno formato una comunità centrata negli Stati Uniti, razzista e in stile mafioso, provocando volontariamente e arrogantemente la Cina e cercando di consolidare la loro egemonia come fanno tutti i gangster».

 

Mentre la stampa mainstream che ha denunciato le accuse del Global Times come sciocche e complottiste, vale la pena chiedersi se c’è della verità nella condanna.

 

Five Eyes è il nome dato alla struttura di sorveglianza che coinvolge i quattro principali paesi del Commonwealth anglosassone (Gran Bretagna, Canada, Australia e Nuova Zelanda) insieme agli Stati Uniti creata per spiare sui propri cittadini aggirando le costituzioni

Per coloro che potrebbero non essere a conoscenza, Five Eyes è il nome dato alla struttura di sorveglianza britannica controllata dal GCHQ [Government Communications Headquarters s: l’agenzia governativa britannica che si occupa della sicurezza, nonché dello spionaggio e controspionaggio, nell’ambito delle comunicazioni, ndr] che coinvolge i quattro principali paesi del Commonwealth anglosassone (Gran Bretagna, Canada, Australia e Nuova Zelanda) insieme agli Stati Uniti.

 

Come molti informatori patriottici come Bill Binney, Ray McGovern ed Edward Snowden  hanno smascherato negli ultimi anni , il sistema Five Eyes che si è formato nell’«ordine mondiale post-9/11» come mezzo per prevalere sulla protezione costituzionale di ciascuna nazione sui propri cittadini capitalizzando su un importante buco del circuito legale (vale a dire: poiché è tecnicamente illegale per le agenzie di intelligence americane spiare gli americani senza mandato, e per il CSIS fare lo stesso con i canadesi, si afferma che va bene per i britannici / Le agenzie di intelligence canadesi per spiare le Americhe e viceversa).

 

Quando guardiamo alle origini dei «Cinque Occhi», che sono più risalenti rispetto all’11 settembre 2001, possiamo vedere chiaramente che si sta toccando un nervo molto profondo e sincero.

 

 

Informatori patriottici come  Edward Snowden  hanno smascherato negli ultimi anni come il sistema Five Eyes che si è formato nell’«ordine mondiale post-9/11» come mezzo per prevalere sulla protezione costituzionale di ciascuna nazione sui propri cittadini

Cecil Rhodes e le radici razziste dello Stato profondo

Il portavoce dell’Impero britannico del XIX secolo, Cecil Rhodes scrisse la sua famigerata  Settima volontà  nel 1877 dove, parlando a nome di un impero morente nel mezzo della diffusione globale delle istituzioni repubblicane, invocò la formazione di un nuovo piano di ri-organizzare l’Impero e la riconquista tutti i possedimenti coloniali che erano stati contaminati dalle idee repubblicane di libertà, progresso, uguaglianza e autodeterminazione (1).

 

Rhodes dichiarava:

 

«Io sostengo che siamo la razza più bella del mondo e che più il mondo in cui viviamo meglio è per la razza umana. Immaginate solo quelle parti che sono attualmente abitate dai più spregevoli esemplari di esseri umani quale alterazione ci sarebbe se fossero portati sotto l’influenza anglosassone, guardate ancora l’occupazione che dà un nuovo Paese aggiunto ai nostri domini. Io sostengo che ogni acro aggiunto al nostro territorio significhi in futuro la nascita di un po’ di più della razza inglese che altrimenti non sarebbe stata portata all’esistenza…»

 

«Immaginate solo quelle parti che sono attualmente abitate dai più spregevoli esemplari di esseri umani quale alterazione ci sarebbe se fossero portati sotto l’influenza anglosassone» Cecil Rhodes

«Perché non dovremmo formare una società segreta con un solo obiettivo di promuovere l’Impero britannico e portare l’intero mondo incivile sotto il dominio britannico per il recupero degli Stati Uniti per la creazione della razza anglosassone in un solo un impero… » ( 2)

 

Il Rhodes Trust fu istituito alla sua morte nel 1902 per amministrare le vaste ricchezze accumulate durante lo sfruttamento delle miniere di diamanti in Africa da parte di Rhodes. Guidato da Lord Alfred Milner, è stato questo Trust che ha dato vita al Round Table Movement e al Rhodes Scholarship Fund che a loro volta sono dietro alla creazione di un secolo di tecnocrati indottrinati che hanno permeato tutti i rami del governo, della finanza, dell’esercito, dei media, aziendale e accademico, sia in America che a livello internazionale  (3) .

 

Il Round Table Movement, (lavorando in tandem con la Fabian Society di Londra) non ha sostituito le strutture di potere del vecchio impero britannico, ma ha ridefinito il loro comportamento basato sul riassorbimento dell’America nell’alveare anglosassone.

 

Ciò ha comportato la centralizzazione del controllo dell’istruzione della loro élite manageriale «con borse di studio speciali a Oxford e la London School of Economics, quindi l’invio delle vittime indottrinate a frotte nelle rispettive nazioni per essere assorbite nelle strutture di governo dell’Impero britannico in tutti i domini di influenza pubblica e privata. In termini della Fabian Society, questo concetto è noto come «teoria della permeazione» (4)

«Perché non dovremmo formare una società segreta con un solo obiettivo di promuovere l’Impero britannico e portare l’intero mondo incivile sotto il dominio britannico per il recupero degli Stati Uniti per la creazione della razza anglosassone in un solo un impero… » Cecil Rhodes

 

Anche se a volte è stata necessaria la rimozione anticipata dei leader politici nazionalisti dal potere, tramite intrighi, colpi di stato o assassinio, il XX secolo è stato modellato in larga misura dalla crescita cancerosa di questa rete diretta dai britannici che ha cercato di annullare il concetto repubblicano di progresso e cooperazione erano la base sia della sovranità che del diritto internazionale, come stabilito nel  Trattato di Westfalia del 1648 [5]

 

Questo è lo il Deep State, lo Stato Profondo, di cui aveva avvertito il presidente Roosevelt quando nel 1936 disse:

 

«I realisti economici si lamentano del fatto che cerchiamo di rovesciare le istituzioni d’America. Quello di cui si lamentano davvero è che cerchiamo di togliere loro il potere ».

 

Questo è lo Stato Profondo di cui ha avvertito il presidente uscente Eisenhower  quando ha parlato  dell’«acquisizione di un’influenza ingiustificata, cercata o meno, da parte del complesso industriale militare»  nel 1961 e contro cui John Kennedy ha combattuto quando ha licenziato il direttore della CIA Allen Dulles e ha  minacciato di «frantumare la CIA in mille pezzi e disperderla nel vento» .

Il Round Table Movement e il Rhodes Scholarship Fund sono dietro alla creazione di un secolo di tecnocrati indottrinati che hanno permeato tutti i rami del governo, della finanza, dell’esercito, dei media, aziendale e accademico, sia in America che a livello internazionale

 

È ciò con cui Ronald Reagan ha lottato quando ha tentato di far uscire il mondo dalla Guerra Fredda lavorando con la Russia e altre nazioni sulla difesa a raggi nel 1983. È questa struttura che ha posseduto l’intera carriera del procuratore speciale Robert Mueller, dal mettere in prigione negli anni ’80 Lyndon LaRouche   alla sua copertura del ruolo anglo-saudita nel 9/11 come direttore della CIA, ai i suoi sforzi per mettere sotto accusa il presidente Donald Trump dal 2017-2020 (6).

 

È questo stesso complesso che è la conseguenza diretta delle razziste Guerre dell’Oppio guidate dagli inglesi contro la Cina e della repressione dell’India e dell’Africa durante il 19° e il 20° secolo.

 

In Canada, questa è stata la rete che ha distrutto i piani del primo ministro nazionalista John Diefenbaker dopo aver licenziato il governatore studente Rhodes della Banca del Canada nel 1959 durante una lotta disperata per prendere il controllo della banca nazionale al fine di finanziare la sua Northern Vision (7). [una audace strategia per estendere la nazionalità canadese all’Artico e sviluppare le sue risorse naturali a beneficio di tutti i canadesi pensata durante la campagna elettorale 1958 del John G. Diefenbaker come sua piattaforma politica, ndr]

 

Questo è lo Stato Profondo di cui ha avvertito il presidente uscente Eisenhower  quando ha parlato  dell’«acquisizione di un’influenza ingiustificata, cercata o meno, da parte del complesso industriale militare»  nel 1961 e contro cui John Kennedy ha combattuto quando ha licenziato il direttore della CIA Allen Dulles e ha  minacciato di «frantumare la CIA in mille pezzi e disperderla nel vento»

In precedenza, era questoil  gruppo di cui il primo ministro Wilfred Laurier, ammiratore di Lincoln, aveva avvertito dopo la sua sconfitta nel 1911 quando disse che  «il Canada è ora governato da una giunta seduta a Londra, nota come” The Round Table “, con ramificazioni a Toronto, in Winnipeg, a Victoria, con Tories e Grits che ricevevano le loro idee da Londra e le costringevano insidiosamente nelle rispettive parti “».(8)

 

La lezione da imparare è che il Deep State non è «americano» come molti commentatori hanno ipotizzato. È lo stesso vecchio impero britannico da cui l’America si è liberata brillantemente nel 1776 e che Cecil Rhodes e Milner guidarono nel riorganizzare per conto della monarchia all’inizio del XX secolo. Era razzista quando i signori Palmerston e Russell lo gestirono nel diciannovesimo secolo e continua ad essere razzista oggi.

 

 

Matthew Ehret

 

 

Articolo pubblicato su gentile concessione dell’autore. 

 

 

NOTE

1)  Nel 1876, l’American Centennial Exhibition di Filadelfia mostrò a un pubblico mondiale il successo del «Sistema americano di economia politica» che affermava che il valore e il comportamento del denaro era subordinato alla crescita produttiva fisica della nazione piuttosto che ai «mercati liberi del sistema britannico». Il sistema di Lincoln era stato adottato in tutte le nazioni sudamericane, Giappone, Cina, India e anche molte potenze europee (inclusa la Russia) che si erano stancate di essere manipolate dagli intrighi imperiali britannici.

2)  Cecil Rhodes, 1877 Confessions of Faith,  University of Oregon.

3)  Vedi l’articolo dell’autore «American System or British Dictatorship part 1», Canadian Patriot # 7, giugno 2013.

4)  Chiunque in Canada desideri approfondire questo argomento, potrebbe chiedere al Ministro degli Esteri tecnocratico canadese Chrystia Freeland in che modo la sua esperienza come Rhodes Scholar ha plasmato la sua carriera.

5) «The Peace of Westfalia: France’s Defense of the Sovereign Nation»  di Pierre Beaudry, EIR, 29 novembre 2002.

6)  Barbara Boyd, «Robert Mueller Is an Amoral Legal Assassin: He Will Do His Job If You Let Him by Barbara Boyd», 1 ottobre 2017 larouchepac.com. Un denominatore comune tra tutti i leader americani citati non è solo che hanno intrapreso la guerra contro le strutture dello Stato Profondo, ma hanno fatto continui tentativi di lavorare in modo costruttivo con Russia, Cina, India e altre nazioni per lo sviluppo industriale e scientifico. Questa politica di «cooperazione vantaggiosa per tutti» è antagonista a tutti i sistemi dell’impero ed è il motivo per cui l’Impero odia la Cina e il potenziale creato con l’intenzione di Trump di lavorare sia con la Cina che con la Russia.

7)  Vedi l’articolo dell’autore «John Diefenbaker and the Sabotage of the Northern Vision», Canadian Patriot # 4, gennaio 2013

8) O.D. Skelton, The Life of Sir Wilfrid Laurier, p. 510.

 

 

 

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Guerra cibernetica

Centinaia di ex spie israeliane hanno ruoli di primo piano in Google, Facebook, Microsoft e Amazon

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Un  articolo della testata di giornalismo investigativo MintPressNews ha rivelato che centinaia di ex agenti dell’Intelligence militare israeliana hanno acquisito posizioni di influenza in diverse grandi società tecnologiche, tra cui Google, Facebook, Microsoft e Amazon.

 

Si tratta di ex agenti della famigerata Unità 8200, l’ufficio dell’Intelligence militare dello Stato ebraico dedicata alla guerra cibernetica. L’Unità 8200 è nota per «la sorveglianza della popolazione palestinese, accumulando kompromat su individui a scopo di ricatto ed estorsione» scrive MNP. «Spiando i ricchi e famosi del mondo, l’Unità 8200 ha fatto notizia lo scorso anno, dopo lo scoppio dello scandalo Pegasus», cioè l’emersione dell’esistenza di uno spyware potentissimo in grado di penetrare qualsiasi telefono, una vera arma cibernetica che la società israeliana vendo per il mondo. «Gli ex ufficiali dell’Unità 8200 hanno progettato e implementato un software che ha spiato decine di migliaia di politici e probabilmente ha contribuito all’uccisione del giornalista saudita Jamal Khashoggi» scrive il sito americano.

 

Studiando  i profili professionali su LinkedIn, MNP riferisce che Google attualmente impiegherebbe, come minimo, 99 ex agenti dell’Unità 8200, mentre Microsoft godrebbe dei servizi di 166 di questo tipo di veterani. L’autore dell’articolom,  Alan MacLeod, spiega questi numeri certamente sottovalutano la collaborazione tra queste grandi società tecnologiche e questa unità di intelligence israeliana poiché questi numeri non includono ex dipendenti o quelli senza account LinkedIn, o coloro che mantengono tali profili ma hanno obbedito alla legge militare israeliana che richiede loro di nascondere la loro affiliazione con questa unità speciale.

 

Esattamente come Jeffrey Epstein, sospettato di essere una spia dello Stato d’Israele che raccoglieva informazioni incriminanti su uomini potenti a scopo di estorsione, MacLeod spiega che l’Unità 8200 ha utilizzato «big data per compilare dossier su un numero enorme di popolazione domestica indigena [cioè, palestinese, ndr], inclusa la loro storia medica, vite sessuali e perquisire le storie, in modo che possa essere utilizzato per estorsioni in seguito».

 

Esattamente come il green pass, si tratta di un sistema di sorveglianza con ricadute potenti sulla vita dei cittadini. «Se un certo individuo avesse bisogno di attraversare posti di blocco per cure mediche cruciali, il permesso potrebbe essere sospeso fino a quando non si fosse conformato», scrive MacLeod. «Anche le informazioni come ad esempio se una persona tradisce il proprio coniuge o è omosessuale, sono usate come esca per il ricatto». Quello che in gergo dello spionaggio si definisce con una parola russa dei tempi del KGB, kompromat, cioè materiale compromettente.

 

Gli atti di oppressione commessi dall’Unità 8200 provocarono l’invio di una lettera aperta nel 2014 al Primo Ministro Benjamin Netanyahu da parte di un gruppo di 43 riservisti dell’unità israeliana. Nella missiva veniva notificato al premier e ad altri superiori militari che non avrebbero più prestato servizio in questo reggimento a causa di la sua «persecuzione politica» del popolo palestinese.

 

«Ci rifiutiamo di prendere parte ad azioni contro i palestinesi e rifiutiamo di continuare a servire come strumenti per rafforzare il controllo militare sui Territori occupati», hanno scritto i riservisti. «Il nostro servizio militare ci ha insegnato che l’Intelligence è parte integrante dell’occupazione militare israeliana sui territori».

 

È rilevante notare che i riservisti dissenzienti dell’Unità 8200 si sono opposti a trattare l’intera popolazione palestinese come nemica. «Non c’è distinzione tra palestinesi che sono e non sono coinvolti nella violenza», accusava la lettera. Tale sorveglianza aggressiva e completa da parte dell’esercito israeliano «danneggia persone innocenti», hanno affermato i riservisti. «È usato per la persecuzione politica e per creare divisioni all’interno della società palestinese reclutando collaboratori e guidando parti della società palestinese contro se stessa».

 

MacLeod dice quindi che «l’Unità 8200 è in parte un’organizzazione di spionaggio ed estorsione che utilizza il suo accesso ai dati per ricattare ed estorcere gli oppositori dello stato dell’apartheid». La considerazione di Israele come stato che implementa un’apartheid ha ripreso quota recentemente in America, con una collaboratrice (ebrea) della testata The Hill licenziata per averlo sostenuto.

 

«Il fatto che questa organizzazione abbia così tanti operatori (letteralmente centinaia) in posizioni chiave nelle grandi aziende tecnologiche a cui il mondo affida i nostri dati più sensibili (medici, finanziari, ecc.) dovrebbe essere motivo di grave preoccupazione. Ciò è particolarmente vero in quanto non sembrano distinguere tra i “cattivi” e il resto di noi. Per l’Unità 8200, a quanto pare, chiunque è un a possibile preda» continua il MacLeodo.

 

Secondo quanto rivelato da Edward Snowden nel 2013, l’NSA, l’agenzia spionistica per intercettazioni e guerra cibernetica USA, condivide dati grezzi con l’Unità 8200, cosa che fa preoccupare: significa che l’unità militare israeliana analizza anche dati di cittadini americani o europei?

 

Nata decenni fa come agenzia per le intercettazione, l’Unità 8200 è un’unità di élite la cui partecipazione è ambita assai dai giovani informatici israeliani che devono fare i tre anni di servizio militare.

 

Sulla base delle competenze che ricevono da questo addestramento militare ad alta tecnologia, molti veterani continuano a godere di carriere redditizie nei campi tecnologici progettando app popolari come il servizio di mappe Waze e il servizio di comunicazione Viber. Secondo un libro popolare di storia dell’innovazione nello Stato di Israele, Startup Nation, l’immensa fortuna che il piccolo Paese mediterraneo ha nel mondo della tecnologia – con tanto di una sua Silicon Valley, chiamata «Silicon Wadi», dove fluiscono investimenti miliardari da America, Cina e da altrove – sarebbe proprio dovuta alla preparazione fornita dall’Unita 8200 ai suoi soldati, che poi la riversano nella creazione di aziende in grado di produrre software eccezionale.

 

Tuttavia qualcuno sostiene che tali aziende portino «l’esperimento di “sorveglianza” di Israele in Palestina» in un mondo più ampio. Uno dei motivi per cui i palestinesi sono soggetti a tale sorveglianza oppressiva è «perché sono i partecipanti inconsapevoli di un esperimento israeliano molto proficuo», scrive giornalista Ramzy Baroud.

 

In pratica, i sistemi di controllo testati sui palestinesi vengono venduti all’estero, esattamente come sta facendo la Cina con i suoi sistemi di sorveglianza sviluppati per sorvegliare la minoranza uigura e la propria stessa popolazione. Baroud osserva che tali esperimenti consentono alle aziende israeliane di promuovere la loro «sinistra “tecnologia di sicurezza” nel resto del mondo come “provata sul campo”, nel senso che sono state usate contro i palestinesi occupati».

 

Gli esperimenti israeliani includono l’implementazione della tecnologia di riconoscimento facciale «Blue Wolf» che, secondo il Washington Post è «tra le implementazioni più elaborate di tale tecnologia da parte di un Paese che cerca di controllare una popolazione sottomessa».

 

«Le persone si preoccupano delle impronte digitali, ma in questo caso dovete moltiplicare molte volte la cosa» ha detto un informatrice veterana dell’Unità 8200,  recentemente dimessa, motivata a parlare perché questi sistemi di sorveglianza sono una «totale violazione della privacy di un intero popolo».

 

I veterani dell’Unità 8200 continuano anche a lavorare in aziende come NSO Group, che secondo MacLeod è «un’azienda tecnicamente privata» composta principalmente da ex membri dell’unità.

 

Questa azienda ha creato un’«arma di sorveglianza informatica chiamata Pegasus che è stata utilizzata per intercettare più di 50.000 personalità di spicco in tutto il mondo, tra cui quasi 200 giornalisti, dozzine di difensori dei diritti umani e oltre 600 politici, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron, iracheno Il presidente Barham Salih e il primo ministro pakistano Imran Khan. Come riportato da Renovatio 21, parrebbe che Pegasus sia stato usato dalla polizia israeliana contro lo stesso premier Netanyahu.

 

Un’altra azienda chiamata Toka è stata «fondata dall’ex ministro della difesa e primo ministro israeliano, Ehud Barak (che, en passant, ricordiamo essere legato a Jeffrey Epstein), con l’aiuto di un certo numero di ufficiali dell’Unità 8200», scrive MacLeod . Agendo efficacemente come «un gruppo di facciata per le operazioni di spionaggio del governo israeliano», questa tecnologia «può infiltrarsi in qualsiasi dispositivo connesso a Internet, inclusi Amazon echo, televisori, frigoriferi e altri elettrodomestici».

 

«Una terza società di spionaggio privata piena di laureati dell’Unità 8200 è Candiru», che secondo il giornalista è ritenuta responsabile degli attacchi malware osservati in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Singapore, Qatar e Uzbekistan.

 

L’articolista  scrive di aver cercato di vedere se «ex spie di paesi avversari come Russia, Venezuela o Iran» potessero essere identificate come assunte anche da queste grandi aziende tecnologiche e non è riuscito a trovarne nessuna nella sua ricerca.

 

MacLeod ha anche documentato come negli ultimi anni «le grandi aziende tecnologiche come Twitter, Facebook, Google, TikTok e Reddit abbiano assunto centinaia di spie dalla CIA, dalla NSA, dall’FBI, dai servizi segreti, dalla NATO e da altre agenzie di Intelligence».

 

Il fatto che l’Unità 8200 sia anche un’entità di reclutamento evidenzia ancora una volta una «relazione speciale» tra Israele e il governo degli Stati Uniti.

 

Più in generale, tali rivelazioni gettano un’ombra assai precisa sui grandi servizi elettronici che utilizziamo quotidianamente: come ogni elemento cibernetico, sono innanzitutto strumenti di sorveglianza e controllo, prima che servizi che ci facilitano la vita. A lavorare nei grandi gruppi tecnologici i cui servizi utilizzate tutti i giorni vi sono persone che hanno utilizzato i dati per sorvegliare e compromettere.

 

Inoltre, da queste storie apprendiamo quale possa essere la volontà profonda degli Stati, nonostante leggi sulla privacy nazionali o transnazionali (pensate al GDPR, che fa impazzire chiunque abbia un sito): controllare la popolazione per sottometterla, spiandola e financo ricattandola.

 

L’era informatica è un’era oscura: bisogna prenderne atto davvero.

 

 

 

 

 

Immagine CCo da Pexels

 

 

 

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I servizi segreti russi e americani si sono incontrati ad Ankara

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Il direttore della CIA William Burns ha incontrato il direttore dei servizi segreti esteri della Russia Sergei Naryshkin in un incontro senza preavviso ad Ankara, in Turchia.

 

Un portavoce della Casa Bianca ha assicurato che l’incontro segreto non avrebbe dovuto riguardare Kiev, dicendo che il Burns «non negozia. Non sta discutendo di un accordo in Ucraina». Piuttosto, l’uomo CIA era lì semplicemente per parlare con la Russia riguardo l’uso di armi nucleari.

 

Come riportato da Renovatio 21, Burns sette mesi fa aveva affermato di non vedere prove dell’intenzione da parte della Russia di utilizzare armi nucleari in Ucraina.

 

Ieri il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale USA John Kirby ha dichiarato che «si è trattato davvero di mantenere aperti i canali di comunicazione con la Russia su questioni che riguardano il futuro della nostra sicurezza». Si è trattato «di canali di comunicazione di routine» che Washington ha con Mosca a vari livelli.

 

Kirby ha citato altre discussioni tenute sia dal segretario alla Difesa degli Stati Uniti Lloyd Austin che dal presidente del Joint Chiefs of Staff generale Mark Milley, con il ministro della Difesa Sergei Shoigu e il Capo di Stato Maggiore generale Valery Gerasimov. In questo modo, ha detto Kirby, gli Stati Uniti si stanno «assicurando che… non ci saranno calcoli errati. Lo scopo principale era parlare di questioni relative alla stabilità strategica».

 

Come riportato da Renovatio 21, chiamate all’uso di armi atomiche sono state fatte da entrambe le parti. Tuttavia mentre la Russia ha ribadito la sua dottrina, stabilendo l’uso di testate termonucleari solo nel caso vi sia una minaccia, anche non nucleare, alla sua stessa esistenza, gli USA hanno modificato la loro dottrina di uso delle atomiche, rendendo possibile colpire, di fatto, chiunque.

 

In un’ammissione senza precedenti, l’ammiraglio statunitense Charles Richard è arrivato a dire che la deterrenza nucleare americana non funziona più.

 

Nel frattempo, Kiev parla impunemente di contrattacco nucleare contro la Russia e, secondo le forze russe, starebbe preparando un attentato false-flag basato su una cosiddetta «bomba sporca», che l’Ucraina, grazie all’eredità scientifica sovietica, sarebbe pure in grado di costruire.

 

Come ha specificato l’ambasciatore russo negli USA Anatolij Antonov, è pia illusione il pensare che un conflitto nucleare «limitato» non degeneri in una guerra globale combattuta con la forza pantoclastica dell’atomo. L’idea è condivisa da vari leader in tutto il mondo.

 

Il Segretario NATO Jens Stoltenberg ha dichiarato che «la Russia non può vincere il conflitto nucleare»; tuttavia, l’unica certezza, già ribadita da Putin poco prima dello scoppio del conflitto cinetico ucraino, è che una guerra termonucleare non ha vincitori. E, secondo gli studi, il dopoguerra potrebbe essere anche più atroce, con una piccola era glaciale come conseguenzamiliardi di persone che moriranno di fame.

 

 

 

 

Immagine di Boubacar Amadou Cisse via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

 

 

 

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Il New York Times: l’FBI aveva infiltrati nella rivolta del Campidoglio del 6 gennaio 2021

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Il Federal Bureau of Investigation (FBI) potrebbe aver avuto fino a otto infiltrati nella confraternita di destra «Proud Boys» prima della rivolta di Capitol Hill il 6 gennaio 2021. Lo riporta il maggior quotidiano americano e mondiale, il New York Times.

 

Il NYT scrive che cinque membri del gruppo saranno processati il ​​mese prossimo per il loro presunto coinvolgimento nell’attacco.

 

Secondo le dichiarazioni del tribunale «pesantemente censurate» citate dall’organo di stampa, la difesa di quei cinque membri ha sostenuto che alcune delle informazioni fornite dalle fonti dell’FBI «erano favorevoli ai loro sforzi per difendere i loro clienti dalle accuse di sedizione» ed erano state «impropriamente trattenute da pubblici ministeri» fino a poco tempo fa.

 

La rivelazione del grande quotidiano di Nuova York è arrivata tra le affermazioni di alcuni repubblicani e commentatori conservatori secondo cui la rivolta del Campidoglio sarebbe una sorta di operazione false flag, un complotto contro l’allora presidente Donald Trump e i suoi sostenitori perpetrato anche con l’ausilio dell’FBI.

 

Poiché i documenti depositati dal tribunale sono soggetti a un «ordine di protezione altamente restrittivo», il NYT ha affermato che non è stato possibile sapere quali dettagli gli informatori hanno condiviso con l’FBI o come potrebbe aiutare gli imputati.

 

L’ex leader dei Proud Boys, Enrique Tarrio, è accusato di sedizione, insieme a Joseph Biggs, Ethan Nordean, Zachary Rehl e Dominic Pezzola. Il loro processo inizierà il 12 dicembre.

 

Secondo il Times, i pubblici ministeri hanno negato le accuse secondo cui il governo avrebbe cercato di occultare informazioni relative alla collusione. Affermano inoltre che le informazioni in questione non erano direttamente rilevanti per il caso Proud Boys.

 

Il giornale ha precedentemente riferito che l’FBI aveva informatori sia nei Proud Boys che nella milizia Oath Keepers, un altro gruppo presumibilmente coinvolto nell’attacco al Campidoglio.

 

Tuttavia, scrive l’articolo «non è emersa alcuna prova» che suggerisca che l’FBI abbia avuto un ruolo nella rivolta del Campidoglio.

 

Come ha scritto recentemente il giornalista Matt Taibbi, l’FBI da forza dell’ordine con poteri investigativi si è trasformato in un’agenzia di spionaggio interno, un po’ che lo è stata nel decennio di Edgar J. Hoover, quando la reputazione del Bureau tra la popolazione americana era pessima. Si dovette procedere con film e serie TV (Il Silenzio degli Innocenti, X-Files e tanti altri prodotti ancora oggi) per riparare l’immagine dell’FBI come ente intrusivo, soverchiante, ingiusto.

 

Abbiamo visto, di recente, un raid nella casa di Mar-a-Lago dell’ex presidente Donald Trump e pure, meno pubblicizzate, perquisizioni pesanti a casa di almeno 35 suoi alleati. Il sentimento contro l’agenzia è tale che alcuni commentatori sono arrivati a chiedere di «sciogliere l’FBI».

 

C’è stato inoltre il caso del giornalista americano James Meek, specializzato in rivelazioni dell’Intelligence, «desaparecido» per mesi dopo un raid FBI in casa sua, e solo da pochi giorni rivisto a casa di sua madre senza alcuna voglia di spiegare cosa sia successo.

 

L’FBI avrebbe inoltre, secondo il racconto del CEO Mark Zuckerberg nel podcast di Joe Rogan, consigliato a Facebook di «limitare» la distribuzione del «laptop infernale» di Hunter Biden durante la corsa elettorale del padre Joe Biden. Secondo il New York Post, Facebook trasmetteva i dati di utenti ascrivibili alla «destra conservatrice» al reparto del terrorismo interno FBI.

 

Sette mesi fa l’FBI fu umiliato in tribunale nel famoso processo per il tentato rapimento (solo programmato, mai agito davvero) di un gruppo di spostati, alcuni dei quali tecnicamente senzatetto, del governatore del Michigan Gretchen Whitmer: emerse che il complotto era gestito dagli stessi agenti FBI.

 

Un anno fa una gola profonda FBI dichiarò che «la divisione antiterrorismo dell’FBI sta compilando e classificando le valutazioni delle minacce relative ai genitori, incluso un documento che indirizza il personale dell’FBI a utilizzare un “tag di minaccia” specifico per tenere traccia di potenziali indagini». In pratica, il focus dell’FBI si stava spostando dai terroristi (come gli islamisti) ai genitori americani che si oppongono a lockdown e indottrinamento gender e neorazzista a scuola.

 

Non dimentichiamo le rivelazioni fatte dal CEO di Pfizer Albert Bourla, FBI e CIA gli provvedevano briefing aggiornati riguardo alla «diffusione della disinformazione».

 

Come riportato da Renovatio 21, la storia della rivolta del Campidoglio del 6 gennaio come piano coordinato da agenti FBI è risalente, con un nome che salta fuori spessissimo, tale Ray Epps, personaggio filmato a varie riprese nelle ore della rivolta. Per esempio, una clip della sera prima, lo vede arringare i manifestanti dicendo che l’indomani sarebbero dovuti penetrare nel campidoglio; la folla, in risposta, gli canta in coro «Fed, Fed, Fed»: già al momento sembrava insomma un agente dell’FBI.

 

 

Nonostante il caso sia finito trattato anche da alcuni politici (come il senatore repubblicano Ted Cruz), Ray Epps non è mai stato incriminato, a differenza di altri che sono stati fermati per molto meno. Anzi, proprio il New York Times, assai bizzaramente, ha fatto uscire un articolone con simpatetico ritratto di Epps (che sulla carta è un trumpiano estremista con cappello rosso di ordinanza) dove si negava la sua natura di infiltrato del 6 gennaio.

 

Quanto al vero significato di quanto accaduto quel giorno, Renovatio 21 ritiene sia stata una grande trappola diretta, più che ai sostenitori del trumpismo, ai militari americani, dove il culto di Trump si era diffuso molto. Nel momento dell’incertezza dovuta ai problemi del voto, il 6 gennaio funse da cartina tornasole per capire se nell’esercito – all’epoca capeggiato dal generale Milley che intanto parlava con la Pelosi e gli omologhi cinesi – vi fosse la possibilità di un ammutinamento per sostenere un possibile colpo di Stato da parte di chi non riteneva le elezioni legittime.

 

Tale idea è molto ben raccontata nella serie di documentari di Tucker Carlson Patriot Purge, la «purga dei patrioti».

 

Il finale lo stiamo vedendo in questi giorni: nel discorso più violento fatto da Biden contro la metà della popolazione del suo Paese – che non lo ha votato – il noto speech battezzato «Dark Brandon», al suo lato vi erano, ben visibili, due marines in alta uniforme…

 

 

 

 

 

Immagine di Tyler Merbler via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

 

 

 

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